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Simona moglie fedele, la storia continua (nuovo)

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Ho ricevuto diverse richieste di proseguire nella descrizione del mio rapporto con Simona. In quasi tre anni ne sono successi tanti di momenti erotici che hanno coinvolto in taluni casi anche altre persone. SImona un poco alla volta ha scoperto che essere guidata da un uomo di cui aveva
stima e fiducia si è rivelato essere quello che da tempo sperava accadesse nella sua vita. In questo racconto descrivo uno di quegli episodi accaduto circa dopo due anni dall’inizio della nostra storia.
Durante quei mesi Simona aveva anche imparato ad usare alcuni miei regali un poco particolari…. quello che in lei suscitava maggior eccitazione erano due palline vaginali che io potevo gestire a distanza con un apposito telecomando che ne variava intensità e movimento rendendole imprevedibili e quindi terribilmente eccitanti.
Quella mattina aveva preso un permesso di lavoro, l’appuntamento era presso un bar vicino alla statale che porta a Vigevano. Le mie istruzioni la sera prima erano cadute su una gonna con spacco non abissale, ma estremamente erotica comprata tempo addietro con me in una situazione diventata molto eccitante, una canotta con bottoni, una giacchetta elegante e scarpe con tacco alto non eccessive, ma indubbiamente sexy. Il tutto completato da un reggiseno di una taglia inferiore a quella da lei portata normalmente e un perizoma indossato al contrario per accentuare l’effetto delle palline.
Nascosto nella mia auto dietro altre parcheggiate la vedo arrivare a bordo della sua Twingo gialla. Le invio allora un sms.
“Buongiorno tesoro, infila e togli tre volte le palline rimanendo in auto nel parcheggio”
“Buongiorno mio signore, ma… se passa qualcuno accanto alla mia auto?”
“Cosa vuoi farci Simona, vedrà le tue splendide cosce che ami mostrare in ufficio”
“Lo faccio ma…. mi vergogno un sacco”
Senza degnare lei di una risposta
“Perchè è vero che mostri le tue cosce in ufficio vero Simona?”
“Sai bene che lo faccio, sei tu ad ordinarlo”
“Ma è anche vero che ti piace mostrare le tue gambe vero troietta?”
“mmmmm sei un porco, sì è vero mi piace”
“Quindi non lo fai solo perchè te lo ordino vero mogliettina?”
“mmmm le palline strusciano contro il clito, cosi mi fai ammettere di tutto”
“Su Simona confessa quanto sei diventata troia anche in ufficio”
mmmmmm vero mi piace mostrarle…. immaginare l’eccitazione che genero”
“scommetto che lo fai anche quando non sono collegato con te vero Simona?”
“no mio signore… non è vero”
Decido allora di accendere le palline, opto per la modalità sincopata quindi a ritmo
random e alternato quella che reputo più devastante. A quel punto vedo apparire il numero di Simona.
“mio signore cosi mi fai morire mmmmm “
“ripeto ancora per un’unica volta la domanda: succede anche quando non ti ordino di farlo vero?”
Passano alcuni istanti in cui sento il suo respiro sempre più affannato.
“mmmmm ve…ro… ogni tanto lo faccio anche di mia iniziativa…mmmm mio Dio…”
“scommetto che il principale destinatario è il tuo capo vero troia?”
Per inciso il suo capo è un ultrasessantenne, distinto ed elegante. ma per nulla attraente o in forma essendo quasi totalmente calvo e con una prominente pancia che ne denota eccessivo sovrappeso.
“mmmm si è vero… sei uno stronzo….”
“e lui come reagisce …?”
“mi ha sempre vista casta e distante….. ora non stacca gli occhi dalle mie cosce… scusami mio signore ma provocarlo è più forte di me”
“ti eccita sapere che lui quando torna nel suo bell’ufficio poi si sega per te vero troietta?”
“mmmmmm si … deve aver un bell’attrezzo da come si gonfiano i pantaloni quando mostro le gambe”
“guarda guarda la mogliettina fedele che cosa nota… su dimmelo Simo?”
“mmmm sei un porco, ma hai ragione guardo se gli viene duro a quel viscido”
“e cosa accade quando vedi quei pantaloni tendersi?”
“mmmmm mi bagno tutta… sai bene quanto non lo apprezzo e non mi piace, ma è più forte di me mmm”
“magari ti tocchi immaginando di essere sotto il suo tavolo a succhiare quel..come l’hai definito?”
“vero mmmm … attrezzo?….”
“dopo due anni giochi a fare ancora la santarellina con il tuo signore Monica? cosa immagini di succhiare?”
“il suo cazzo signore, sogno che mi riempia la bocca anche se lui mi fa schifo”
“quindi ti sei toccata pensando a quel cazzone vero?”
“mmmm ho paura ad ammetterlo,ma .. ma è cosi mi sono fatta pensando a quello stronzo che mi scopa la bocca”
“E ora come la mettiamo con tutte queste iniziative non autorizzate da me”
“Scusami mio signore non lo farò più, ma mi hai fatto scoprire che eccitare i maschi mi fa impazzire”
“Scuse ridicole e non accettate, ora mentre ti accarezzi la figa da sopra il perizoma, appena uno di quelli parcheggiati accanto a te torna alla sua auto chiedigli una via di Vigevano in cui devi andare”
“mmmm no ti prego, penserà che sono una troia”
“hai tempo 5 minuti, vedi di non deludermi un’altra volta altrimenti non mi vedi più”
Chiudo la telefonata. Un paio di minuti dopo vedo una bella signora che si dirige verso l’auto parcheggiata accanto a quella di Simona. Mi arriva un sms.
“Ora lo faccio, se mi vedi ne hai la prova”
“Telefonami e lascia aperta la chiamata”
Come spesso già accaduto in frangenti simili, pochi secondi dopo appare il suo numero
e di concerto anche la sua voce incrinata ed incerta.
“Mi scusi signora… dovrei andare a Vigevano in Via dei T……. mi può aiutare?”
“Ci mancherebbe…. ma cosa sta facendo con quella mano signora?”
“Mi scusi davvero non so come dirglielo, ma .. è più forte di me, non riesco mmm a fermarmi”
“Devo pensare che in Via dei T…… l’aspetta qualcuno direi da quel che vedo molto fortunato”
“mmmmmm solo un cliente….non è lui il motivo del mio comportamento… cosi poco serio..”
“hai delle bellissime cosce bambina…. su se vuoi quelle indicazioni sposta del tutto lo spacco e fammi vedere”
“ma davvero? va bene…. mmmmm vuole che faccia cosi…?”
Avevo il cazzo di marmo nello seguire quegli sviluppi, eccitazione che aumentò nel vedere che la signora che mi dava le spalle ad un certo punto muove un braccio in direzione del finestrino abbassato di Simona. Dopo pochi secondi… la voce di Simona rotta, eccitata ..persa
“ma signora…mmmmmm che cosa….mmmm sta facendo?”
“adoro le troiette come te bimba… da quando quello stronzo di mio marito mi ha tradita non perdo occasione per vendicarmi
su mmmm fammi vedere bene la tua fighetta…. vedo dei bei peletti curati…. mi sa che chi te la lecca sa come la vuole”
“mmmmmm si mmmmm continui la prego”
Le parole segnalavano in modo esplicito che la signora stesse toccando Simona che immaginavo a gambe aperte in una posizione oscena.
“Immagino non sia tuo marito vero puttanella di classe?”
“mmmmmm immagina bene…è il mio signore da due anni…. ha 18 anni più di me e …ci sta mmmm ascoltando”
mmmmmm che porco….. dopo ti lascio un mio recapito….. ora fammi scopare la tua bella fighetta”
“mmmmm si, mmmmmm si, ha due dita meravigliose…non resisto …. vengoooo”
“ma ma..cosa hai dentro? palline? mmmm che porco il tuo uomo…ti comanda a distanza il maiale…. deve essere .. davvero un uomo….mmmm  interessante”
Volutamente aziono in quel mentre il telecomando per far andare le palline a massima velocità.
Sento un lungo mugolio di Simona sintomo di un orgasmo prolungato e fortissimo. Solo in quel mentre mi accorgo che la signora aveva portato una mano in basso con cui probabilmente
si stava toccando. Penso, a ragione, che la scena che sta vedendo sia troppo anche per lei, difatti…
“mmmmm sei fantastica… ti leccherei tutta troietta in calore…vengooo pure io….mmm voglio la tua lingua… ora”
Sento tipici rumori di lingue che si intrecciano intercalati da reciproci gemiti. Poi noto che la donna rialza la testa, si guarda intorno come se volesse vedere chi è colui che ha comandato il gioco.
“Io mi chiamo Sara questo è un recapito mail a cui puoi scrivere….se mi vuoi o mi..volete….. ora sono certa che di Via dei T……. ti interessa zero vero puttanella?”
Simona mi dirà poi che un suo caldo sorriso fa capire alla donna di averci visto giusto. La vedo allontanarsi ed entrare nella sua auto in modo veramente elegante e sexy.  Solo in quel mentre torno a parlare
“Bene mogliettina…. ora ti sistemi poi scendi, vai verso il bar, ti siedi e ordini un caffè”
“Sì mio signore”
Quella giornata non finì in quel momento
Buona giornata

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