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Sorsi di beatitudine

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Se avesse puntato, facendo una scommessa, se l’avrebbe certamente aggiudicata, anzi sbaragliata e stravinta, l’avrebbe del tutto sgominata, in quanto avrebbe nettamente trionfato, perché neanche una persona avrebbe mai creduto quello che in cuor suo viveva e in special modo quello che sulla sua persona, doveva terribilmente sopportare e in ultimo mal patire. Neppure uno, avrebbe in nessun caso creduto e ipotizzato, che una femmina come lei, nell’esteriorità e nella parvenza priva di grattacapi e di seccature, potesse rimanere per giornate complete sempre da sola in casa. Lei è senza ombra di dubbio alcuno avvenente, indiscutibilmente franca e genuina, certamente immediata e spontanea, senz’altro rigorosa quando serve ed estroversa nel tempo libero, indubbiamente risoluta e inconfutabilmente tenace, ha una posizione lavorativa d’alto rango, è una donna manager in carriera che ricopre un incarico d’alto profilo professionale, eppure è perennemente e sventuratamente sovente da sola.

Stasera Eleonora uscirà, la proposta le era giunta repentinamente inattesa, c’era un rinfresco nel cottage d’una sua beneamata amica, là però ci sarebbe andata da sola, perché in fin dei conti non aveva la compagnia con la quale avviarsi. Giunta all’entrata dell’enorme inferriata di quella casa signorile si bloccò, poiché prese seriosamente in considerazione di tornare indietro, quell’idea l’attanagliava in maniera intensa, ponderando che là dentro si sarebbe di certo tediata e stancata ben presto. La sua beneamata e amabile amica di sempre l’ospitò ricevendola con una calorosa ed entusiastica ammirazione, vedendola talmente ben agghindata con il suo immancabile vestito grigio scuro e con l’estesa e stuzzicante scollatura, nel frattempo l’amica le fece conoscere diversi invitati e dopo s’instradarono in direzione dello snack bar.

T’offro da bere, che cosa desideri?” – udii una voce a ridosso di me, girandomi lo adocchiai. Era un uomo non appariscente, ma di corporatura regolare, bruno di carnagione, con uno sguardo irresistibile e di belle maniere.

Io replicai naturalmente con un sorriso scaltro e franco, dopo lui mi ghermì per un braccio e ci allontanammo presentandoci con i nostri bicchieri verso una panchetta appartata, di quel grande e verdeggiante cortile interno del cottage. Lui mi riferì di chiamarsi Floriano e appresso iniziammo a conversare liberamente. Io percepivo indosso un’inedita e bizzarra sensazione attanagliarmi, il respiro m’ostruiva serrandomi quasi lo stomaco, probabilmente era dovuto al semplice fatto che da svariato tempo non avevo più avuto contatti tanto ravvicinati con un uomo, perché adesso sembrava come se le mie pulsioni e i miei stimoli si stessero scuotendo e ridestando, elargendomi un’eccitazione che trapelava filtrando da ogni parte del mio essere. Io in quel frangente, auspicavo che Floriano non avvertisse che i miei capezzoli erano diventati sodi e formosi, sotto il tessuto del mio vestito.

Floriano si trovava poco più di due mesi nella nostra metropoli e conosceva poche persone, incedendo e discorrendo adorabilmente, lui appoggiò una mano sul mio fianco e raggiungemmo la panchetta di legno. Io con lui ero del tutto a mio agio, il benessere che provavo era favoloso, mi conquistava il suo seducente e travolgente sguardo, mi sentivo discinta e spoglia di fronte davanti a lui, avrei certamente anelato farmi depredare e svestire da lui, sì, lo volevo senza dubbio né tentennamento alcuno.

Non ebbi il tempo di tergiversare sui miei pensieri, perché sentii le sue mani sfiorarmi le gambe fino a salire verso le mie parti più intime, ero intrisa dal piacere, avvertii i suoi baci sul collo fino a sfiorarmi il seno, la musica della festa si sentiva in lontananza e noncurante d’essere vista abbassai la sua chiusura lampo, il suo cazzo era eretto, compatto e invogliato, pure Floriano palpitava e vibrava. Afferrai il suo cazzo tra le mani e lo accarezzai sfiorandolo appena, poi m’abbassai portandomelo nella bocca per leccarlo, gustarlo e succhiarlo avidamente, lo sentivo in gola, intanto lui continuava ad accarezzare il mio clitoride, mi sentivo inebriata, Floriano mi sollevò, sentii la sua lingua esplorarmi. In quel mentre Floriano mi bloccò, dicendomi che potevamo rinchiuderci tranquillamente dentro un ripostiglio adibito a magazzino poco più in là a ridosso d’un enorme albero di cedro, astutamente nascosti dagli sguardi dei ficcanaso.

Io ero eccitata, continuando a baciarlo mi sedetti su di lui, lo volevo sentire dentro di me, m’alzai il vestito e Floriano mi strappò il perizoma a questo punto intriso dei miei abbondanti fluidi. Io prendo però rapidamente l’iniziativa, voglio condurre, mi piace comandare, disporre e stabilire, qua esce la spigliatezza e l’estro della donna dirigente in carriera, il brio e il dinamismo che capeggia, la donna che guida, che intima e che conduce. Adoro avere tutto sotto controllo, anche nella vita sessuale, questa posizione è in effetti la mia prediletta, la tanto amatissima e venerata. La posizione dell’amazzone per l’appunto, perché prevede che la donna sia seduta cavalcioni sul maschio, in un ruolo super attivo, in una collocazione lussuriosa, dove dovrà gestire sia la profondità della penetrazione che il ritmo. Pure Floriano travolto da tanto impeto e da tanto fervore s’adatta, sottostà, accondiscende, cede ed esegue il volere di Eleonora, senza protestare né ribattere.

Adesso Eleonora è aizzata più che mai nella posizione nel ruolo di femmina dominante, perché seduta sopra Floriano disteso a pancia in su, guida ben volentieri la sua penetrazione preferita, muovendo il corpo secondo il movimento e l’inclinazione che più desidera. Accesa, lasciva e passionale com’è, Eleonora si sostiene ponendo le mani sul petto di Floriano, inclinando all’indietro la schiena per ottenere una penetrazione ancora più infossata, appoggiando nel contempo le mani sulle sue ginocchia e gemendo all’inverosimile. Sebbene sia Eleonora a capeggiare, conducendo tutta la sfrenata cavalcata, Floriano avendo le mani libere può liberamente accarezzarla dove gli pare, tastandole le cosce, toccandole le chiappe e in ultimo stimolandole il clitoride. Eleonora sperimenta sensazioni sensazionali, sbalorditive e uniche, lei glielo ripete di continuo pungolandolo, Floriano annuisce e soggiace, esaminando quell’istintiva e focosa femmina che lo sta lascivamente e oscenamente scopando. Quest’inusuale status favorisce rapidamente l’orgasmo vaginale di Eleonora, poiché lei può placidamente orientare il suo corpo secondo l’angolazione che le permette d’avvertire il piacere maggiore. La zona anteriore della sua fica viene particolarmente sollecitata, rendendo infatti quest’ubicazione propizia alla stimolazione del punto G.

La penetrazione è diventata molto profonda, Floriano incalza, anche per lui questa postura tende a rallentargli l’aumento del piacere, lui però non demorde né rinuncia, tutt’altro, perché essendo un maschio che ha l’eiaculazione facile, in questo modo asservito e piegato al ritmo di Eleonora, può lasciarsi andare e percepire il suo lussurioso piacere crescere a rilento, guardando il corpo della scatenata e focosa Eleonora che si muove su di lui. C’era stato un periodo in cui Floriano sborrava troppo velocemente, in tal modo Eleonora con questa posizione, benché lui non l’apprezzasse pienamente, avrebbe quantomeno risolto la questione nel contempo appagandosi. Ottima scelta anche per Floriano, in quanto lasciandosi dominare, avrebbe goduto la vista del corpo nudo di Eleonora.

Al presente Eleonora infonde su Floriano colpi sostenuti e senza sosta, è intrattenibile, lei è alquanto è scatenata, piuttosto sregolata che incalza con un ritmo velocizzato gli affondi, passa qualche secondo finché l’apice sommo del godimento li conquista assieme scardinandoli e scompaginandoli, prima lei che strepita al mondo in modo sonoro la sua possente tensione spasmodica raggiunta, seguiti da sussulti poderosi e ininterrotti, successivamente Floriano sborra gemendo di gusto tutta la sua vigoria, scaricando quella densa essenza nel ventre invasato e infuocato di Eleonora.

Subito dopo Eleonora s’abbatte sul corpo di Floriano decisamente svigorita ed estenuata, rivelandogli che da anni non saggiava una sensazione simile, incredibilmente favolosa di pura e di completa lussuriosa incontinente beatitudine.

Successivamente ambedue s’alzano e raggiungono il veglione, l’amica di Eleonora aveva astutamente e maliziosamente notato la loro assenza, tuttavia al loro ritorno l’accoglie facendole l’occhiolino, accompagnato da un sorriso inequivocabile di complicità e lampante d’assenso. Missione compiuta, spettacolare, direi fenomenale, le fa subito eco Eleonora rivolta all’amica, mentre Floriano non s’accorge di nulla delle loro viziose e libertine gaudenti indiscrezioni.

Allontanandosi dall’inferriata del cottage sorride ripensando a quand’era arrivata, congetturando al disappunto, rimuginando all’insofferenza, considerando la noia e meditando all’uggia che avrebbe in conclusione patito e in conclusione sofferto. Eleonora, aveva calcolato male, aveva preso una cantonata, si era completamente sbagliata.

La sera stessa, lungo il tragitto mentre rientrava a casa, ricevette un messaggio sul telefonino, si fermò e lo lesse, riportava la seguente dicitura:

Cara Eleonora, persino io trascorro integrali serate da solo dentro casa, che cosa ne diresti di farmi qualche volta lieta e fausta compagnia?”.

{Idraulico anno 1999} 

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