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Riparto raccontandovi di come approccio l’intimità con la mia fidanzata. Sono sicuramente un amante molto gentile, la amo così tanto che la metto su piedistallo.
Quello che so fare meglio è il cunnilingus, la sensazione di portare Sara all’orgasmo leccandole anche per ore la sua figa per me è addirittura più eccitanti dei miei stessi orgasmi. Anche perché questo è l’unico modo con cui riesco a farle venire perché probabilmente soffro di eiaculazione precoce, infatti, quando scopiamo duro circa 2/3 minuti se va bene con il mio pene di 12 cm.
Quest’ultima cosa mi ha sempre dato pensare, perché infatti non l’ho mai vista particolarmente eccitata quando la scopavo, perciò, mi sono sempre impegnato a migliorarmi con il cunnilingus e ora sono davvero molto bravo, quando sono con la faccia lì sotto do sempre il massimo leccando ogni cm sia della figa che del suo ano.
Dal canto suo invece non si è mai lamentata dalla durata o intensità del rapporto ma non ho mai capito se perché riesco a compensare con la lingua oppure perché sono stato il suo primo ragazzo e non ha mai avuto termini di paragone.

Vi ammetto anche un altro fetish che ho ma non ho mai avuto il coraggio di confessarglielo, adoro i piedi femminili in generali, ma in particolare quelli della mia ragazza (perché li cura tantissimo così come il resto del suo corpo). Ma il massimo che ero riuscito a fare è farle i massaggi (cosa che mi proponevo sempre di fare) ma non ho mai avuto il coraggio di baciarli o leccarli per paura che lei possa giudicarmi.

Tornando alla vacanza in Grecia.
Dopo un’oretta e mezza di sole in topless, Sara si rimise il reggiseno e senza guardarmi in faccia disse: io salgo in camera.
Io: salgo anch’io
Passammo in silenzio il pezzo dalla piscina alla camera, ma appena siamo entrati in camera decisi di rompere il silenzio chiedendole se ha intenzione di tenermi il muso per tutto il giorno.
Lei: cosa vuoi che ti dica? Tu non hai detto una parola mentre quello mi palpava a piacere
Io: non lo so amore, alla fine sembrava un messaggio normale e poi quando ha iniziato a prendersi più libertà, tu sembravi gradire
Lei: ah io sembravo gradire e cos’era il bozzo del tuo costume
E lì sono rimasto senza parole non avevo più nulla da ribattere dalla vergogna.
Intanto che ci siamo docciati, avevo preso una decisione, appena uscita l’avrei scopata bene, dimostrandole che potrei essere dominante anch’io.
Allora appena uscita dal bagno, le ho strappato via l’asciugamano che teneva avvolto al corpo per coprirsi, facendole sobbalzare fuori le tettone, cosa che mi eccitò all’istante … forse sono capace di essere dominante – pensai. La sbattei sul letto, e decisi di non farle i preliminari con la lingua per non mettermi in una situazione di debolezza in ginocchio, ma usai solo le mani per masturbarla (cosa che le stava piacendo), dopodiché le dissi di mettersi a pecorina e prima di iniziare a penetrarla la presi per i capelli come fossero delle redini … tutto questa dominazione sembrava piacerle veramente tanto.
Stavo vivendo un momento molto bello, che purtroppo è finito nei peggiori dei modi perché forse sarà stato che sono stato eccitato per tutto il giorno con la scena della piscia o perché era da tanto che non l facevamo, ma sta di fatto che esattamente dopo tre colpi, esattamente tre di numero, sono venuto immediatamente. Che mortificazione.
La sua reazione fu una totale incredibilità, tant’è che pensava fosse uno scherzo da parte mia, seguito da una risata fragorosa con la quale si è congedata ed è andata in bagno, lasciandomi a mille pensieri.
Dopo diversi minuti è uscita dal bagno vestita da sera per la cena, e lo era con un vestito di quelli “spinti” che aveva preso, era un vestito nero con una spallina sola e una generosa scollatura che faceva vedere tutta la rotondità e la carne delle sue tette; chiaramente si indossava senza reggiseno e il lato senza spallina mostrava gran parte della parte laterale del seno. Era con la schiena nuda e come lunghezza non poteva essere che inguinale, e per concludere un bel sandalo rosa con un tacco abbastanza alto (sufficiente per raggiungermi in altezza).
Uscendo dal hotel e passando dalla hall non poteva passare inosservata dal proprietario del hotel, Niko e dal suo dipendente Andrea, che la squadrò da testa a piedi guardandola come fosse una preda.
Dopo una cena partita in modo tranquillo parlando delle impressioni di come era la località e il mare in cui stiamo passando questa vacanza, Sara mi disse: comunque scusa se sono scoppiata a ridere prima, ma è stato veramente assurdo, cioè, non ti ho quasi sentito e tu eri già venuto.
Io: scusa amore, non so cosa mi è successo
Lei: tranquillo dai sai che ti amo – poi aggiunse – poi se sono un compito troppo grande per te, possiamo trovare qualcuno che ti può dare una mano ahaha
Io: che spiritosa ahah
E solo dopo qualche istante mi era sorto il dubbio se stesse dicendo questo solo per ridere e istigarmi o se intendesse qualcos’altro, il che mi preoccupò un po’.
Finita la cena, facemmo una passeggiata per la città dove a un certo punto passammo dalla strada dove c’era la vita notturna con le discoteche. Uno dei tanti PR che riempivano queste vie ci fermò e ci propose di entrare a ballare, le ragazze avevano ingresso gratis, ma come sempre i maschi no.
C’era una buona musica e ci mettemmo subito a ballare, dopo un po’ di tempo noto un gruppo di ragazzi in cui c’era uno che guardava spudoratamente Sara, allora lo fisso per fargli cambiare direzione, ma lui non se ne accorge neanche che è stato sgamato, nel frattempo Sara vede che sto guardando altrove mi chiede: cosa guardi?
Io: quello li continua a guardare verso di te, ma cosa vuole?
Lei: davvero? – sembrava soddisfatta- te lo starai solo immaginando, piuttosto, perché non vai a prenderci da bere?
Io: e tu non vieni?
Lei: no dai, rimango qua, tu vai
Mi avviai verso il bancone e mi venne subito in mente quella situazione che vi ho raccontato nel primo capitolo, sembrava proprio un deja vù. Feci la fila e presi i drink e al mio ritorno vidi da lontano che veniva approcciata da questo ragazzo mentre ballavano, ma a differenza della scorsa volta, vedevo che Sara ci stava a ballare e parlare all’orecchio con questo qua e la cosa che mi urtava di più che lui non era anche un bel ragazzo.
Attesi un po’ per vedere come si stava evolvendo la situazione, ma vidi questo che prese sempre più coraggio e da dietro sembrava strisciarsi contro di lei scorrendole le mani prima sulla pancia spingendola di più verso di sé e poi salendo di più fino a stringerle le tette mezze nude.
Incredibile, in due giorni, due uomini che si permettono di toccarla così e lei ci sta, poi ricordandomi le sue parole a cena e la sua mezza battuta, mi ripresi un po’ e andò verso di lei per cacciare via questo qua.
Lei: eccoti qua, grazie per il drink fede – rimasi un po’ stranito perché mi chiama sempre amore e mai per nome – poi rivolgendosi al ragazzo disse – è lui il mio amico
Nella mia testa non capivo più niente, ha detto che sono il suo amico e continua ancora a ballare attaccata a questo qua, sicuro mi sta facendo pagare la mia pessima prestazione del pomeriggio e forse un po’ me la meritavo.
Dopo diversi in minuti in cui sono rimasto imbambolato a guardarli con il drink in mano, il ragazzo fece fare a Sara una giravolta e ora sono faccia a faccia, vendo le mani di lui allungarsi sempre di più verso il sedere di Sara e vedendo che sta per baciarla, decisi in un momento di lucidità di prenderla per mano e tirarla via dicendo che dovevamo andare via.
Appena usciti in mezzo alla strada le urlai se era impazzita
Lei: stai esagerando, non è successo niente di che, sta mattina hai lasciato che quello del hotel mi toccasse e ti era pure piaciuto, è la stessa cosa, e poi come mai non hai reagito subito? Forse ti stava piacendo anche queste volte?
Rimasi ammutolito perché la sua domanda aveva colpito nel segno, tornammo indietro all’hotel e andammo a letto, ma io non riuscì a dormire da tutti i pensieri che mi passavano per la testa. Sara stava iniziando a comportarsi in modo che non avevo mai visto, la trovavo più audace nei comportamenti a tratti sfacciata con me, come se volesse sfidarmi in cerca di qualcosa, e io la stavo perdendo, e io la amo tantissimo, non riuscirei a vivere senza di lei. Ma la cosa che mi faceva pensare di più, perché mi eccitava vederla in atteggiamenti promiscui con altri uomini?. Solo ripensando alle due scene in piscina e in discoteca ho notato che mi era venuto il durello e mi ritrovai con la mano che me lo toccavo e con questo pensiero sprofondai nel sonno data la mia grande stanchezza del viaggio.

Con questo si conclude il capitolo, il prossimo proseguirà con il racconto di una proposta indecente che ci ha fatto Nikos, che inizialmente ci mise in crisi.
Per qualsiasi commenti: valentinorossi94.vr@gmail.com

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Commenti per questo racconto

  1. Cribianc 15 Marzo 2023 at 12:07

    Parte3?

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