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La padrona visita le prigioni

Oggi vi intrattengo con un sogno. Nulla di più. Un’immagine breve, magari da continuare se vi piace. Slacciatevi, mettetevi comodi e seguitemi .

Scendo lentamente le scale di pietra che portano ai sotterranei.

La luce e’ molto bassa, ma si sente bene il rumore dei miei tacchi. I miei lunghi stivali neri, alti fino alle ginocchia e lucidati per l’occasione. Lentamente scendo un gradino dopo l’altro, mentre il freddo mi produce una tonica pelle d’oca sulla pelle nuda. Sulle mie spalle, sulla mia schiena nuda, sulle mie gambe lunghe e abbronzate.

Scendo ancora qualche gradino, e sento i miei capelli stretti in una lunga coda intrecciata che mi batte sul culo. Le mie belle chiappe sode, dure come il marmo, nude ed esposte come quelle di una dea. Oggi indosso solo un tanga stretto, in pelle nera, che mi avvolge e stringe mettendo il mostra il mio culo scolpito da ore di palestra. Le mie tette sono nude, alte e decorate da due draghi che mordono i miei capezzoli duri come chiodi.

Ancora qualche gradino, ancora miei tacchi sulla nuda pietra. Sento il rumore continuo della lunga frusta che trascino dietro di me. Una di quelle fruste che uso coi miei cavalli. Oggi la usero’ con i miei stalloni, che certamente mi stanno già aspettando di sotto.

Ultimo gradino. Sento già il loro odore, il loro respiro profondo. Un misto di paura, eccitamento e desiderio. Non li vedo, è abbastanza buio e miei occhi ancora non si sono abituati. Ma sono sicura che loro mi vedono bene. Loro sono abituati al buio, e certamente stanno già sbavando con i loro occhi sulle mie tette ritte ed il mio culo invitante.

Sono i miei schiavi, i mei giocattoli, i miei prigionieri. Sono incatenati al muro, ovviamente, e completamente nudi e imbavagliati. I loro corpi muscolosi sono imperlati di sudore a causa del gran caldo.

Mi muovo ancora, lentamente passeggio accentuando il movimento dei miei glutei sodi, del mio culo da monta. Mi guardano, lo sento. I loro cazzi cominciano a indurirsi, li immagino. 
D’improvviso, schiocco la mia frusta per terra. In risposta, sento dei grugnii. Sono qui vicino a me, i miei schiavi. Passo e alzo la mano piano, li tocco nell’ombra. Sfioro un petto muscoloso, lo sento reagire piano. Che maiali, penso. Vorrebbero solo usarmi per il loro piacere, vorrebbero strofinare quei bei loro cazzi  sul mio culo….

Muovo la mia mano e lo sento. Un bel cazzo semi-eretto, grosso, bagnato. Un grugnito, ancora. Lo afferrò con la mano, lo impugno forte. E’umido, caldo, pulsante. La mia mano si muove piano, su e giù sull’asta del mio bell’animale. Lo sento irrigidirsi, sempre più. Lo stringo più forte, muovendo su e giù la mano. Che bel pezzo di carne, che bel maiale. Lo vorrei leccare, ma è ancora troppo presto.

Alzo la mano, e mi mollo un bello schiaffo sul culo…. il rumore riempie il sotterraneo, e intravedo il bel cazzo muoversi dall’eccitazione.

Continuo la lenta camminata, con la mano a cercare il prossimo corpo nudo…. 

Come vi ho detto, questo è solo un breve sogno… Se vi piace lo stile, fatemelo sapere. Scrivetemi, e ditemi se devo continuare il racconto. Mani al pezzo, ragazzi!

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