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Catia la troia: Capitolo 4

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Cari lettori, in seguito alla mia richiesta di raccontarmi le vostre storie e le vostre fantasie, una tra tutte mi ha colpito particolarmente! La fantasia di es anarchico  mi ha subito appassionato. Per questo abbiamo deciso di intraprendere una collaborazione, per portare sui vostri schermi un racconto originale e molto eccitante. Una storia scritta a quattro mani, che speriamo possa piacervi e soprattutto eccitarvi.

Come sempre, per commenti, critiche, o semplicemente per conoscerci non esitate a scrivermi alla mail sinaz@outlook.it, o scrivete il vostro pensiero nello spazio dedicato ai commenti!

Leggeteci in tanti!

Entrati all’interno, Roberto, come se fosse il padrone di casa, condusse il gruppo nella cucina, prese dal frigo delle birre e le mise sul tavolo. Poi cinse Catia dalle spalle, premendole il cazzo duro sul culo, e le disse: “Troia ora è arrivata l’ora di divertirsi veramente! Spogliati e mostrati nuda davanti a tutti, poi da brava cagnetta mettiti a quattro zampe e scodinzola in camera, che verremo a riempirti la figa a turno per tutta la notte!”. Catia ci mise poco a spogliarsi. Nuda, girò più volte su se stessa, si chinò mostrando loro culo e figa da dietro e poi salì sul tavolo e allargò le gambe mostrandosi bene a tutti. Per i ragazzi, ora diventati improvvisamente seri, quella visione era paradisiaca. Luca, Carlo e Simone erano vergini e non avevano mai visto una donna completamente nuda se non sulle riviste o sui siti porno. Fu Roberto a insistere perché la smettesse di fare la puttana esibizionista e andasse sul letto. Catia fece come diceva Roberto, scese dal tavolo, si mise a quattro zampe e sculettando vistosamente si diresse nella camera. Solo quando si posizionò sul materasso in attesa del primo cazzo, sembrò recuperare lucidità e si chiese che cosa cazzo stesse facendo: mai avrebbe pensato di fare cose del genere, aveva decisamente esagerato. Doveva immediatamente andare di là e dire a tutti che dovevano fermarsi li, che forse erano andati troppo oltre! Ma proprio quando sembrò aver preso questa decisione, entrò Carlo completamente nudo e in completa erezione. Improvvisamente tutte le sue paranoie lasciarono spazio ad un ampio e invitante sorriso e senza ritegno lo invitò a farla sua, dicendogli:  “Possiedimi come una puttana, fai di me ciò che vuoi, sono solo la tua cagna in calore”. Prese allora il suo cazzo e lo diresse nella sua figa, poi gli sussurro di muoversi lentamente e di godere della sua calda figa. Carlo preso dalla foga però lo infilò dentro con un solo colpo, e iniziò a pompare come un forsennato, gli mise la lingua in bocca e iniziò a palparle le tette facendole male. Lei come in preda ad un raptus, lo incitava a scoparla più forte e a venirle dentro. Non era bravo come Roberto, ma era comunque eccitatissima dal pensiero che sarebbe stata scopata a turno da tutti gli amici del figlio, come la peggiore delle troie. Carlo per inesperienza durò pochissimo, ma le venne dentro riversando un’abbondante quantità di sborra. Rimasero poi abbracciati per qualche minuto, Carlo continuava a dirle grazie, ma Catia non essendo stata minimamente appagata dalla veloce scopata ad un certo punto se lo scrollò di dosso e si alzò per andare in bagno a pulirsi perché era il turno di Simone. Roberto gli si fece incontro ed entrò con lei in bagno guardandola farsi un bidè. Gli chiese come era andata e lei rispose “Bene credo…sembra soddisfatto e adesso è un uomo…era quello che volevi no, brutto porco”. Roberto, in un attimo di umanità le accarezzo la guancia e le disse “Dopo Simone li mandiamo tutti via e rimaniamo soli soletti tutta la notte, che sai che io non mi accontento di una sola scopata…” disse malizioso accarezzandole il culo.  Catia per queste parole sembrò ritrovare energie e buon umore, corse in camera da letto dicendo a Roberto di mandargli Simone immediatamente. Simone entrò anche lui completamente nudo, ma accompagnato da Luca. Catia lo guardò male e iniziò a gridargli contro, ma Luca le rispose sottomesso: “Papà Roberto mi ha ordinato di venire qui e farmi succhiare il cazzo da te, vuole che Simone faccia un video da mandare al cornuto. Catia era molto contrariata per tutto ciò, ma l’eccitazione al solo pensiero di mandare un video del genere al marito cornuto la fece desistere da ogni replica, e sotto lo sguardo basito di Simone tirò giù le mutande a Luca e iniziò a leccare il cazzo del figlio già duro. Lo fece per alcuni secondi, giusto il tempo di permettere a Simone di fare un breve video, dopo di che disse al figlio di uscire a farsi una sega, perché lei doveva prendere il cazzo di Simone. Luca uscì di corsa, mentre l’altro ragazzo dopo aver inviato il video nel gruppo si avvicinò al letto, prese posto al fianco di Catia e se ne uscì con una frase che lasciava intendere il suo imbarazzo. “Signora…solo se lo vuole veramente…non vorrei che…” Catia lo interruppe “Ancora con questa signora…dopo quello che abbiamo fatto!! Io ora sono la tua vacca da monta e tu il mio toro, montami e fammi vedere chi comanda” Dopo  queste parole Simone, ritrovata sicurezza salì su di lei e affondò il cazzo in profondità. Lei lo accarezzò e gli disse “Fammi godere Simo…sborrami dentro”. Mentre la montava ritmicamente Simone le sussurrava: “Ti ho sempre desiderata… in questi anni ti ho dedicato un mare di seghe… e adesso sei la nostra puttana!!” Catia lo interruppe: “Ahhh si l’ho sempre saputo! Adesso finalmente sono un oggetto di vostra proprietà, e tu puoi scoparmi tutte le volte che desideri, voglio solo i vostri cazzi e la vostra sborra!!! Continua così sei molto bravoooo!”. Ma queste parole fecero eccitare Simone al punto che non riuscì più a trattenersi e anche lui le riversò una bella sborrata nella figa fradicia. Catia anche se non era ancora riuscita ad arrivare all’orgasmo, gli disse che era stato molto bravo, e che l’aveva fatta godere molto più di suo marito. Dopo di che si alzarono e prendendosi per mano andarono verso il salotto. Lei era imbarazzata per quanto aveva appena fatto, ma ancora tremendamente eccitata. A quel punto Roberto per umiliare ulteriormente sia Luca che la povera Catia, ordinò al figlio di fare il bidet alla madre, dicendole pure di prepararla bene perché da lì a poco l’avrebbe scopata nel culo. Nel frattempo si alzò e comunicò a tutti:”Bravi ragazzi, mentre scopavate la troia vi ho fatto altre foto e video che ho già messo nel gruppo! Ma ci tenevo ad aggiornarvi sulle regole: da adesso, oltre a non dire una parola in giro, quando saremo in pubblico lei sarà la signora Catia e dovrà sempre essere trattata con la dovuta distanza e rispetto, ma quando siamo fra di noi, nel privato, possiamo farle e chiederle qualsiasi cosa ci pare. Perché lei è la puttana del branco, e il suo unico scopo è soddisfarci. Ovviamente questo non vale per Luca, lui è sempre e solo il suo figlio pisellino che stasera però si è comportato molto bene e che per questo sarà ricompensato. E ovviamente neanche il cornuto potrà più sfiorarla con un dito. Finisco con il dire che stasera avete potuto avere un piccolo assaggio della troiaggine di questa cagna, avete potuto godere della sua bocca e della sua calda figa, ma la prossima volta, oltre a replicare tutto ciò avrete anche il suo culo.” Luca intanto aveva terminato di fare il bidet alla madre, sciacquando via lo sperma di Simone che le colava dalla figa ed era imbarazzato come non mai, anche se il suo cazzo ancora duro tradiva la sua perversa eccitazione. Per non disobbedire agli ordini impartitegli, fece pure sistemare Catia a pecorina sul letto, in attesa che papà Roberto tornasse per incularla.

Intanto nell’altra stanza Carlo e Simone erano entusiasti nel sapere che da lì a pochi giorni avrebbero scopato anche il culo della donna, e iniziarono a chiedere insistentemente quando e dove avrebbero avuto tale previlegio. Roberto senza pensarci troppo rispose: “Martedì sera a casa della troia e del cornuto”. Catia, che pur essendo nell’altra stanza sentiva chiaramente i discorsi dei 3 ragazzi, rimase di sasso perché  non aveva concordato nulla di tutto ciò. Non aveva mia portato amanti in casa sua, e soprattutto non poteva decidere una cosa simile senza prima parlarne con Marco, e molto onestamente, con tono sommesso lo fece notare a Roberto. Il ragazzo allora varcò la soglia incazzato e rispose: “Di quello che dici o che pensi non me ne frega un cazzo, né tantomeno mi interessa della volontà del cornuto. Se vuole può andarsene in albergo, altrimenti potrà essere presente, servirci la cena da bravo servo e imparare come si monta veramente una zoccola.” Si avvicinò, poi a Catia, iniziò a sculacciarle il culo esposto e ordinò a Luca di inumidirle il buchetto perché altrimenti l’avrebbe presa a secco e le avrebbe fatto molto male. Chiese quindi ai suoi amici di tornare a casa, con la promessa che martedì sera si sarebbero divertiti come mai prima in vita loro. Aggiunse pure: “La puttana ha in casa due vibratori e ci mostrerà come li usa contemporaneamente per sfondarsi figa e culo”. Intimò quindi ai ragazzi di uscire, mentre Luca aiutandosi con saliva e dita stava inumidendo il buco posteriore di Catia. Ma i due amici di nuovo super eccitati,  sperando in qualcosa ancora, dissero che ce l’avevano di nuovo duro. Roberto sbuffando allora li riaccompagnò nella camera e disse a Catia: “Puttana i miei amici qui ne hanno ancora, e visto anche che come hai visto sono ancora molto inesperti, ho pensato di unire l’utile al dilettevole. Quindi ora mentre ti inculo, tu cerca di usare quella bocca da pompinara che ti ritrovi e dai piacere a tutti e 3. E voi ragazzi cercate di sborrarle sulle tette e sul viso che poi mandiamo una bella foto al cornuto. E godetevi lo spettacolo di come si apre il culo ad una vacca” 

Catia era sotto shock: non solo Roberto le aveva imposto di trovarsi a cena da lei martedì sera in presenza del marito con tutto ciò che ne sarebbe scaturito, ma ora le aveva pure ordinato di spompinare il figlio mentre lei veniva presa da dietro. Cercò di ribellarsi, ma nell’esatto momento in cui aprì bocca per parlare, Carlo le infilò repentino il cazzo in bocca. Non fece in tempo ad iniziare a succhiare quel cazzo, che subito Roberto le puntò la cappella pulsante nell’ano, iniziando a spingere con decisione. Catia allora si lasciò trasportare dagli eventi, rilassò la muscolatura per facilitare l’inculata e iniziò a pompare come una forsennata il cazzo dell’altro ragazzo. Intanto Roberto era entrato completamente, causandole anche un certo dolore viste le dimensioni, ma a lei non importava. Era solo una puttana, la puttana di Roberto e dei suoi amici, e l’unica cosa che voleva era soddisfare i desideri dei suoi 3 padroni. Quando Carlo fu prossimo a venire, estrasse il cazzo e lo indirizzò sul viso di lei, che per tutta risposta gli disse: “Sborrami in faccia stallone!”. Il ragazzo le riversò qualche schizzo in faccia, e non contento le rimise il cazzo in bocca per farselo ripulire bene. Toccò poi a Simone, che senza tanti complimenti iniziò a masturbarsi porgendo a Catia le palle da leccare e succhiare. Catia gemeva sotto i colpi di Roberto, ma fu presto soffocata dal cazzo di Simone, che iniziò a scopare la bocca con foga. Non durò molto neanche lui, e non riuscendo a trattenersi le riversò una calda sborrata direttamente in gola. Catia ingoiò tutto, sperando che fosse finita, che tutti se ne sarebbero andati così da godersi il resto della serata con il suo amore Roberto. Ma il ragazzo, deciso ad umiliare totalmente la donna, fece segno a Luca di avvicinarsi. Con il cazzo ancora piantato nel culo di Catia, si piegò in avanti e le sussurrò all’orecchio: “Vedi di fare un bel pompino al Pisellino di tuo figlio e farti sborrare addosso, altrimenti puoi dimenticarti di noi e dei nostri cazzi”. Luca imbarazzato si avvicinò puntando il cazzetto duro vicino al viso della madre, che disperata e disgustata aprì le labbra e lo prese in bocca, sperando che durasse il meno possibile. Luca non ci poteva credere: si stava facendo spompinare da quella figa di sua madre, mentre lei veniva inculata da uno dei suoi migliori amici. Era la sensazione più bella che avesse mai provato in vita sua, anche perché Catia si stava dando molto da fare per farlo venire il prima possibile e far finire quell’ennesima umiliazione a cui Roberto l’aveva sottoposta. E infatti Luca non durò più di 2 minuti, schizzando debolmente sul viso della madre che si rifiutò categoricamente di farsi venire in bocca. Era la degna chiusura della serata, e mentre Luca imbarazzato fissava il viso della madre imbrattato di sborra, lei a sua volta lo guardò molto male e gli fece capire che questa gliel’avrebbe fatta pagare. A quel punto Roberto costrinse Luca a fare una foto delle condizioni di Catia, dopodiché li mandò via frettolosamente, ricordando ancora una volta a Luca che da quel momento loro erano i suoi padri e padroni, visto che si chiavavano quella porca di sua mamma. Luca allora completamente sottomesso rispose solo: “Grazie papà, divertiti con mamma”, dopodiché uscì di scena con gli altri due, per lasciare Roberto godersi il culo della troia. Rimasti soli Roberto continuò a dedicarsi all’inculata, provocando a Catia diversi orgasmi uno di seguito all’altro, ma  vista tutta l’eccitazione accumulata durante i vari eventi della serata, venne anche lui dopo poco tempo, riempiendo di calda sborra il culo della cagna. Le impose poi una lunga doccia insieme. Mentre la facevano, lui dolcemente la ringraziò per la bella serata, gli disse che era stata molto brava, perfino oltre le sue migliori previsioni e lei debolmente lo ringrazio anche se però lo rimproverò di essere stato crudele per quello che le aveva fatto fare con Luca. Lui disse che era quello che si meritavano, perché erano una famiglia di pervertiti, e tirandola per i capelli la fece inginocchiare e le disse di prepararsi perché in futuro avrebbe potuto esserlo anche di più, dopodiché la costrinse ad aprire la bocca e le pisciò direttamente in gola, ordinandole di ingoiare tutto. Quando poi andarono a letto per dormire insieme lei gli disse: “Comunque non so se ci possiamo trovare tutti a casa mia, dovrei prima parlarne con Marco, non so se lui sia pronto!”. Roberto rispose seccato, mentre con una mano le palpava un seno e con l’altra le accarezzava la figa: “È già stato deciso. Martedì saremmo tutti a casa tua e ti farai scopare davanti al cornuto da tutti noi. Se mi rompete ancora i coglioni sarò costretto a iniziare a farti scopare anche dai colleghi di tuo marito, e allora si che ci sarà da divertirsi!”. Lei si zittí all’istante, dicendo solo: “Va bene padrone!”, ma mentre si addormentava riusciva solo a pensare a questa minaccia terribile per Marco ma non altrettanto per lei. Marco aveva due o tre colleghi veramente carini, e al solo pensiero iniziava a bagnarsi di nuovo…..              

CONTINUA…               

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