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L’amico del mio fidanzato (Capitolo I)

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Mi chiamo Sarah (con la h, nonostante io sia italiana) ed ho 32 anni. Vivo in un paese del nord e sono qui per raccontare un evento realmente accaduto in un periodo primaverile di diverso tempo fa.
Credo debba descrivermi per facilitare l’immedesimazione: sono bassina, 1.60 scarso, capelli molto lunghi e biondi, seno molto molto grosso (una quinta piena, che per i ragazzi è eccitante, ma per noi donne una vera condanna alla schiena) e un lato b discreto. Ciò che piace di me è da sempre il mix ragazza dolce/ragazza “porca” per via del mio viso angelico che faceva da contrasto a un fisico prosperoso. Una delle cose che mi dicevano più spesso è che sembravo la ragazza della porta accanto nei film americani, ma a differenza di queste pellicole, il protagonista aveva voglia di scoparmi dopo soli venti minuti e non alla fine. Non so perché a tutti i ragazzi, o almeno a quelli che conosco io, facesse impazzire così tanto l’idea di una donna con un aspetto dolce e un corpo formoso.
Comunque gli spasimanti, sin da ragazzina, non mi sono mai mancati ed il sesso nella vita è sempre stato un fattore chiave: mi piaceva farlo, tanto, non solo perché amavo sentirmi presa ma anche per gli effetti “collaterali” che aveva: stress azzerato, piacere che si diffonde, benessere che pervade.
Sono fidanzata da 7 anni con Luca, un ragazzo conosciuto a una serata in discoteca con cui avevo fatto l’amore la sera stessa in cui lo avevo conosciuto.  Attrazione fatale, da subito.
Dopo due anni andammo già a convivere, ed ora che era passata una vita dal nostro fidanzamento eravamo in soggiorno a tenere una conversazione surreale.
“Come fai a sapere che è bravo? Abbiamo fatto tanto per convincerci a fare questo passo, poi tra poco il ragazzo viene e magari si rivela un flop totale!” scherzai per stemperare la tensione.
“Sono certo che ti spaccherà in due” rispose serio il mio fidanzato.
“Come lo sai?”
“Quando potevo giocare a calcetto facevamo la doccia tutti insieme nello spogliatoio, ti dico che ad occhio avrà almeno 24-25 centimetri di cazzo” disse facendomi trasalire. Non ero una di quelle fissate con le dimensioni, ma sapere di star per finire sotto una simile dotazione non era una cosa di tutti i giorni, almeno non per me.
“Non conta solo averlo grosso però..” aggiunsi un po’ perché ci credevo e un po’ perché non volevo si sentisse umiliato con i suoi 16 centimetri (che per me resta una dimensione molto buona, ma so quanto i ragazzi siano competitivi).
“Stava con mia cugina anni fa, quella che tu dici sia una ninfomane” aggiunse Luca. “Mi ha raccontato spesso che lui è un mostro a letto, che scopa come un diavolo, ritmo altissimo, lecca bene, dura veramente un sacco. Non le ho mai sentito elogiare nessuno così, solitamente parla sempre male dei suoi ex come ben sai. Credo sia l’ideale per te!”
Trasalii di nuovo. Se anche solo la metà di ciò che diceva fosse vero non mi aspettava una scopata, ma un’esecuzione: mi avrebbe sbattuta a mille, senza pietà. Mi augurai fosse esteticamente carino, se avesse rispecchiato anche quello standard c’era da impazzire veramente. Più che altro la cugina era una di quelle che ogni fine settimana voleva mettersi qualcosa tra le gambe, raramente però la si sentiva soddisfatta dei ragazzi con cui intratteneva rapporti sessuali.
In quel momento realizzai al cento per cento che Luca non volesse solo concedermi “una serata libera” come la chiamava lui e come avevamo concordato, voleva proprio che io venissi sfondata. Voleva vedermi godere, vedermi scopata come nessuno avrebbe potuto. Voleva vedermi in balia, vedermi implorare il ragazzo di continuare a spaccarmi in due. Forse era anche eccitato lui all’idea? Mi faceva rodere che non mi dicesse chi fosse il tipo coinvolto, voleva rendere tutto una sorpresa: mi aveva solo detto che era un suo amico storico e che anche io lo conoscevo, che lo avevo incontrato più di una volta e che quindi considerò che tra me e il tipo ci sarebbe comunque stata un minimo di confidenza.
Sarebbe stato facile contattare un estraneo su qualche sito strano, rimanere così nell’anonimato fornendo generalità finte, raggiungerlo in qualche motel distante molti km per non destare sospetti nei conoscenti, scopare e poi ognuno per la sua strada.
Invece voleva andare sul sicuro, voleva essere certo che la persona coinvolta fosse uno stallone. Ero eccitata come non mai, vedevo lo sguardo sereno di Luca e mi chiesi quanto lo fosse realmente.
“Sicuro di volerlo fare? Potrebbe andare a raccontare in giro ciò che accadrà, siamo ancora in tempo a tornare indietro” pensai ad alta voce.
“Mi sembra una persona seria, comunque è un rischio che dobbiamo correre! Non voglio più che tu non sia appagata piccola, voglio vederti impazzire, lo sai.”
“Vuoi assistere? Davvero? Non vuoi aspettare qui? Non voglio che tu soffra.”
“Assolutamente, voglio vedervi tutto il tempo” mi rispose. “Magari all’inizio la mia presenza vi frenerà, ma poi quando partite secondo me nemmeno ci pensate più, anzi probabilmente vi scatenerà anche il fatto che qualcuno vi ammiri.”
So che in questo momento vi starete chiedendo del perché non sia il mio ragazzo ad occuparsi del mio piacere. Molti diranno “cazzo, stai con una bella tettona, perché non la fotti?” oppure penseranno che sia un cuckold, uno di quelli che si eccita a mettersi in un angolo mentre la morosa è sul letto a scopare con qualcuno.
Niente di tutto ciò, in verità è più complesso.
Beh dovete sapere che Luca ha subito un grave incidente in motocicletta che l’ha paralizzato dalla vita in giù, ed ancora oggi a distanza di molti mesi da quel giorno non sappiamo se sarà in grado di camminare nuovamente, anche se dei significativi progressi ci sono. Ovviamente da quel terribile istante la nostra vita sessuale, frenetica e frequente, scomparve completamente. L’amore però rimase e decisi ovviamente di non lasciarlo.
Cominciai così ad occuparmi totalmente della casa e di lui, lasciando il mio lavoro e riuscimmo a cavarcela grazie all’aiuto economico dei suoi genitori e della pensione di invalidità che successivamente ottenne. Fu ed è ancora oggi molto dura, lui è sempre stato iperattivo (non solo sessualmente, anche nei suoi tanti hobby) e vederlo fermo è un dolore atroce. Senza comunque dilungarmi in altri dettagli tristi, devo però ammettere che dopo un 4-5 mesi di quella vita il mio appetito sessuale si stava risvegliando con prepotenza. Sentivo che il mio corpo iniziava a mandarmi segnali molto chiari del crescente desiderio.
Non me ne accorgevo soltanto dalla sensazione di “caldo” tra le gambe, ma anche nel rapporto che avevo con persone esterne. Il primo esempio banale che mi viene in mente può essere quello quando venni approcciata da un signore in una delle rarissime serate che facevo con le mie amiche per staccare la spina: il suo modo di porsi era deciso, maschio, vigoroso. Un uomo grande, sulla cinquantina, mi fece capire senza mezzi termini che mi avrebbe scopato pure sul tavolino del locale davanti a tutti. Gli risposi che ero felicemente fidanzata, ma ammetto che mi fece eccitare parecchio. Non tanto per la bellezza di lui in sé per sé, quanto per il fatto che mi fece risentire donna, mi fece sentire desiderata, mi fece sentire femmina. Tornai a casa e mi masturbai furiosamente pensando a lui che mi montava senza troppi complimenti, poi però calava la libidine e tornavo alla realtà sempre più sessualmente frustrante. Ormai però a livello ormonale ero andata, la voglia saliva e scendeva a suo piacimento, avevo preso a masturbarmi spessissimo. Ormai era diventata una droga farlo prima di coricarmi o appena sveglia, mi dispiaceva solo non potermi lasciare andare completamente per timore di essere sentita da Luca. Fantasticavo sul sesso a tre, su gangbang, in situazioni estreme in cui la mia voglia di sentirmi posseduta era appagata. Avevo voglia di cazzo, anche le mie amiche se ne accorgevano.
Poi se ne accorse anche Luca.
“Ti manca scopare, vero?” mi chiese una sera poco prima di dormire.
“Perché me lo chiedi?”
“Non sono stupido, sei fatta di carne, poi ti sento di prima mattina che lo fai”
“Mi sa che è un periodo un po’ particolare che mi ritrovo spesso ad avere voglia, ma tranquillo, è tutto ok, niente di che..” gli risposi sentendomi in difficoltà.
“Non è tutto ok, sei una bellissima donna ed è brutto tu non goda, anzi mi spiace che non per ferirmi sei costretta a nasconderti per farlo” mi diceva con uno sguardo senza espressione.
“Appena ti riprenderai mi farai impazzire come prima, è tutto ok davvero..”
“Tu hai voglia di cazzo ora però, non quando mi riprendo!”
Da quel giorno decidemmo di riprovare a far funzionare la nostra vita sessuale, a trovare nuove strade diciamo così. Cominciammo da piccole cose, inizialmente mi masturbavo mentre lui mi contemplava, poi lo aiutavo a salire sul letto per poter così iniziare a darmi piacere con la lingua. Purtroppo non riusciva ad avere erezioni. Per un po’ comunque devo ammettere che andava bene, ma dopo qualche settimana mi risentii di nuovo poco sazia.
Avevo voglia di cazzo, di farmi montare, di sentire un uomo che entrava e usciva da dentro di me con furia dominante. Ne parlai con Luca, a cui ammisi molto onestamente che ciò che facevamo non bastava più. Rimase in silenzio per qualche giorno, finché cominciò a pressarmi affinché mi facessi sbattere da qualcuno per placare il mio desiderio.
“Sei pazzo?” gli dicevo quando mi proponeva la cosa. “Non sono mica una troia!”
“Sarah hai voglia di scopare, è ridicolo continuare così” insisteva con calma.
“Non sono così ninfomane che non vivo senza!”
“Io non so nemmeno se mi riprenderò mai del tutto!” continuava. “Finirai con il sentirti sempre peggio e a quel punto, vuoi o non vuoi, mi riempirai di corna o mi lascerai. Potrebbe avere più senso chiederti di aspettare la mia ripresa mentre qualcuno si occupa delle tue esigenze fisiche, non trovi? Mi dà fastidio la cosa ovviamente, ma credimi, è l’unica via.”
Nel giro di un mese mi convinse perché non ce la facevo più e mi disse che si sarebbe occupato di tutto lui. Finché arrivò il giorno in cui sarebbe avvenuto.
Provai a pensare a quale amico avesse chiesto questo strambo favore di farmi godere. Roberto? Bellissimo ragazzo, non mi dispiacerebbe affatto la scelta, ma dubito fortemente abbia 25 centimetri tra le gambe dato che in costume non mi aveva mai fatto pensare quello. Però ho sempre creduto fosse bravo a letto, è sempre stato con ragazze molto carine. Forse poteva essere Mattia, si diceva fosse dotato nelle battutine che gli facevano, ma è nella comitiva da poco e dubito conoscesse la cugina di Luca. Io stessa l’avevo visto pochissime volte. Da come ne parlava era una persona che comunque conosceva da tanto. Anche lui non mi sarebbe dispiaciuto per niente, sta sempre sulle sue ma non mi sembrava uno poco focoso. Speravo solo che non fossero Giovanni o Michele, i classici tipi che si vantano ogni due per tre. Non solo non li apprezzavo fisicamente, ma mi faceva sempre storcere il naso chi si vantava delle sue abilità sessuali. Poi magari erano veramente stalloni, ma chi si esalta da solo o da sola mi fa sempre pensare che cerca di convincere se stesso o se stessa più che gli altri che ascoltano. Chi altro c’era tra i suoi amici?
Pensai alle figure che erano saltuarie nelle uscite: Vittorio, Giulio, Federico, Domenico, Francesco. Tutti bei ragazzi tutto sommato, specie Giulio con un fisico super palestrato e Vittorio che non aveva mai nascosto un’attrazione rude e potente per me. Mi sento però di escluderli categoricamente, Luca è sempre stato molto geloso dei due. C’era anche Samuele ora che ci penso, ma fra tutti era forse la scelta peggiore. La sua ex diceva che non la scopava mai o che la scopava senza decisione, con pigrizia. Abbiamo 30 anni, se non trombi ora, quando? Esteticamente era passabile, niente di che, ma per domarmi serviva qualcuno di più spinto.
Chi cavolo poteva aver chiamato?
Doveva essere qualcuno con cui aveva una forte confidenza, una grande fiducia. Una persona che stimava molto, seria e di mentalità aperta, uno che quando gli dici vieni a sbatterti la mia morosa non si mette a chiamarlo cornuto o va vantandosene in giro.
Ero bagnata fradicia, la verità è che in quel momento poteva fottermi chiunque.
Ricordo che mentre aspettavo suonasse al citofono, mi feci una top 3 di chi avrei voluto fosse e una top 3 di chi pensavo avesse scelto: fosse dipeso esclusivamente per me avrei optato senza dubbio su Mattia, Roberto e Vittorio: i primi due per un fattore puramente estetico, sono oggettivamente i più carini del gruppo, il terzo per il fuoco che mi prometteva tra le lenzuola. Ce l’aveva scritto in faccia che mi avrebbe devastato. Anche Giulio però non sarebbe stato male. Chissà.
Luca però sicuramente sarebbe rimasto orientato su Samuele, Mattia stesso e forse Francesco. Erano i tre con cui chattava più spesso, pensai fosse tra la loro la scelta più sensata.
Mi augurai che fosse Mattia a quel punto, l’unico nome presente nella mia top e nella sua presunta.
Finalmente bussano alla porta e corsi ad aprire.
Trasalii per la terza volta quando mi trovai di fronte il ragazzo scelto.
Non me l’aspettavo.

Per commenti o pareri scrivete all’email SarahJ88@outlook.it

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