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Dopo essere rimasta vergine fino al matrimonio

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Crescendo in una famiglia cristiana, sono stata educata a considerare la mia verginità importante quasi quanto la mia vita, era il mio bene più prezioso da custodire a tutti i costi e la sua perdita prima della felicità coniugale era ciò che di più vergognosa che si potesse immaginare.

Ho preso a cuore quei principi e li ho mantenuti restandone fedele per molto tempo.

Ciò che ho detto è difficile da capire se non sei cresciuta in un ambiente come il mio tanto che come in molti ambienti cristiani, dove l’attenzione alla purezza verginale prima del matrimonio è così pervasiva, tali principi educativi non li ho nemmeno messi in dubbio. Ovviamente per perdere la verginità avrei aspettato al matrimonio e nella mia mente come potevo pensare di fare qualcos’altro? Sarebbe stato difficile e comunque il mio pensiero era che lo avessi fatto me ne sarei pentita per il resto della mia vita. Così almeno mi hanno detto e per come mi hanno educato.

Quando avevo quindici anni parlando con mia madre ho promesso solennemente di aspettare per fare sesso fino al matrimonio.

Mi ricordo che insieme a molti miei coetanei che facevano parte del gruppo dei giovani della chiesa dopo una discussione sull’astinenza prematrimoniale avevamo giurato di non farlo e sul momento tutto è finito lì.

I miei genitori erano molto credenti ed erano dei fedeli molto ligi ai dettami ecclesiastici. Per il mio compleanno mi hanno regalato l’anello della purezza verginale.

Proprio non molti giorni prima mi ero posta un dubbio perché sapevo che mio padre e mia madre avevano vissuto insieme per diversi anni prima di sposarsi e nonostante ciò non li ho mai considerati ipocriti ma piuttosto credevo che facessero del loro meglio per impedirmi di commettere gli stessi errori che loro avevano fatto in gioventù. Dopotutto ora erano ben diversi e guai a parlare loro di sesso al di fuori di un legame coniugale oppure di andare a convivere. Loro adesso erano persone che la pensavano in modo molto diverso.

Obbediente alla mia educazione, a ciò che miei genitori mi sono comportata rispetto ai miei amici in modo molto estremo limitando la mia vita sentimentale dedicando i miei pensieri alla chiesa ed alla fede che praticavo. Non vedevo e non immaginavo altri modi di vivere.

C’erano dei ragazzi che mi corteggiavano ma mi sono limitata ad una manciata di ragazzi decidendo di astenermi dal baciare l’uomo che sarebbe diventato mio marito fino al giorno del nostro matrimonio.

Oggi mi chiedo quanto sia stata scema e stupida.

Con uno di questi ragazzi, il più resistente al tempo, ci siamo frequentati per quasi un anno esatto prima metterci insieme e ci siamo fidanzati cinque mesi prima di sposarci. Il fatto che io e l’attuale mio marito abbiamo condiviso il nostro primo bacio solo all’altare.

Le persone e le amiche mi chiedevano “Come diavolo puoi sapere se sei sessualmente compatibile con questo ragazzo se non l’hai nemmeno mai baciato? Non ti sembra strano che non ci sia niente che debba sapere prima di dire ‘sì, lo voglio’, sei tu l’amore della mia vita?”

Mi dicevano anche “Ti rendi conto che potresti non avere figli da lui e che l’astinenza che gli hai imposto potrebbe portarlo a frequentare le prostitute?”

Per essere sincera non mi sono mai veramente preoccupata della compatibilità sessuale del mio futuro marito perché sentivo discorsi e leggevo su internet che sicuramente fare sesso da sposate e soprattutto la prima notte, sarebbe stato fantastico.

Tutte le amiche mi rassicuravano che fare sesso entro i confini del matrimonio era legale e conforme ai dettami della chiesa.

 A volte ho pensato alla mia decisione di non baciare, chiedendomi se ci sarebbe stata una “scintilla” lì o meno, ma il mio fidanzato era d’accordo con l’attesa, quindi ho pensato che non sarebbe stato un problema.

Adesso rido della mia ingenuità e mi vergogno di essermi sacrificata per niente ma a quel tempo ero sottoposta al giudizio ed alle aspettative pressanti da parte dei miei genitori, nonni, fratelli, amici e conoscenti che mi facevano credere una cosa per un’altra.

Dopo tante insistenze ero stanca di sentirmi la pecora nera della famiglia ed ero sempre sulla difensiva dovendo spiegarmi per ogni conoscenza che facevo, così alla fine ho smesso del tutto di raccontare del perché fossi ‘signorina’.

La tensione sessuale tra me ed il mio fidanzato non rendeva facile tenere le nostre labbra lontane e così anche le nostre mani ma entrambe avevamo deciso che volevamo rispettarci a vicenda ed onorare il patto fatto davanti al nostro Dio.

Quando ne parlavamo entrambe non vedevamo l’ora di sposarci per condividere quell’intimità tanto desiderata.

Presumevo ingenuamente che il sacrificio di noi due di rimanere casti ci avrebbe ripagato con una vita sessuale calda e appassionata dopo aver detto finalmente “Lo voglio”. Era solo un pensiero recipoco perché nessuno mai aveva detto diversamente.

Ovviamente nessuno di noi due aveva avuto alcuna esperienza sessuale personale, non ne avevamo mai parlato con altri amici sposati ritenendo l’argomento molto riservato e sconveniente, inoltre e non avevamo seguito un corso di educazione sessuale adeguato.

A delle domande non tanto dirette, le mie amiche più fidate mi avevano detto qualcosa, ma non tanto, su cosa aspettarmi la prima notte di nozze ed sentivo sempre le solite parole come se si fossero coalizzati “Andrà tutto bene” oppure “Non preoccupati, lo scoprirai “oppure ancora “Fare sesso nel matrimonio è fantastico!”

Io non sono certo una super bellezza ma tutto sommato posso affermare che mi sono mantenuta piuttosto bene.

Castana chiara coi capelli lunghi sulle spalle, occhi scuri, un metro e sessanta, belle gambe nervose, fianchi un po’ larghi ma piacevoli alla vista, un bel sedere ed infine tette da terza misura dai grossi capezzoli rosei che sembrano la gomma delle matite.

Un po’ di ciccia ovviamente, ma nulla di spiacevole tant’è vero che mio marito non ha mai perso interesse verso di me e non pochi uomini, per strada, mi lanciano occhiate di approvazione ed anche di desiderio perché le forme ho imparato a valorizzarle, più di uno ha anche tentato qualche avance che ora capisco essere piacevole riceverle e che piacevolmente apprezzo, ma fermamente respingo.

Ho lasciato i vestiti anonimi e castigati ed ora mi piace vestire elegante ma anche sexy con gonne o vestiti corti, che mettono in mostra le gambe ed i piedi, in estate, calzo sempre da scarpe dal tacco alto possibilmente scollate.

Data la mia fedeltà dimostrata fin ora ed il mio aspetto sempre molto sensuale, mio marito continua a desiderarmi come i primi tempi quando non potevo avere particolari desideri trasgressivi a causa delle costrizioni religiose. Ora la fantasia non ci manca e, benché non si faccia sesso molto spesso, devo dire che è comunque appagante e coinvolgente.

Era da parecchi giorni che avevo chiesto a mio marito di accompagnarmi al cinema a vedere quel film, ma lui tergiversava adducendo mille scuse.

Si parlava proprio di questo un sabato sera, a tavola in presenza di Marco il fidanzato di nostra figlia, un bel giovanotto di ventitre anni prossimo alla laurea.

“Mi avevi promesso di portarmi al cinema stasera!” ho detto a mio marito con un velo di risentimento che gli ha fatto storcere il naso.

“Maria, amore, sai che è un genere di film che odio!”

“In effetti mamma devo dare ragione a papà” ha commentato Nicoletta che col padre faceva spesso comunella.

Per me era troppo. Facevo sempre qualcosa per lui, tante volte controvoglia ed ora, una volta tanto, lui non mi accontentava ed allora sono sbottata delusa ed anche arrabbiata “Certo! Se non ci sono morti ammazzati o climi di terrore a voi non interessa nulla!”

“Ma è un film mieloso! Dai, mamma, non mi dirai che ti piace quel genere?” ha rincarato mia figlia.

“Se vuoi ti accompagno io. Mi piacerebbe vedere quel film” ha proposto a quel punto Marco il quale fino ad allora era rimasto in silenzio.

Tra me e lui fin da fin da subito avevamo scelto di darci del tu per fugare ogni imbarazzo come fossi sua madre.

“Era ora! Finalmente un uomo serio!” ho esclamato “Accetto ka proposta!” ma non speravo che mio marito me lo concedesse.

“Andate, andate pure e divertitevi” hanno detto quasi in coro padre e figlia con tono sarcastico.

In realtà non sapevano, come non lo sapevamo noi, che quelle erano parole profetiche ed ho accettato felice e sorridente il loro augurio.

Anche quella sera, complice il primo caldo primaverile, ho deciso di indossare una gonna corta con uno spacco laterale ed una camicetta e come intimo un paio di slip ed un reggiseno a balconcino coordinati color perla ed un paio di autoreggenti color carne.

Non ho mai sopportato i collant e mio marito ha sempre molto apprezzato la mia decisione di indossare solo calze con reggicalze o autoreggenti.

Mi truccai con cura e, finalmente, mi presentai al mio cavaliere che mi attendeva in compagnia della sua fidanzata.

Lo vidi arrossire appena ed ho notato un leggero imbarazzo nei confronti di mia figlia, sua fidanzata, mentre mi guardava insistentemente nella scollatura ed in quel momento ho provato un brivido di eccitazione.

Non ero una esibizionista però mi piaceva che un giovane come Marco mi apprezzasse, anche se silenziosamente.

“Allora noi andiamo!” ho detto prendendo a braccetto Marco.

“Ma guardali! Sembrano due fidanzatini!” ha canzonato Nicoletta “Mi raccomando non fate tardi!” ha rincarato mio marito ed entrambe si si sono messi a ridere.

“Sembrano proprio dei bambini stupidi” mi ha sussurrato Marco sorridendo e guardandomi negli occhi e poi ha continuato “E’ un vero piacere uscire con te. Sei stupenda”

“Ti ringrazio” ho risposto piacevolmente sorpresa dal complimento “Anche per me è un piacere uscire con un bel giovanotto” ho continuato stringendomi a lui mentre le mie tette si schiacciavano sul suo braccio.

Non so che reazione avesse avuto in quel momento Marco ma mi sono resa conto della mia. Immediatamente mi si sono induriti i capezzoli segno inequivocabile della mia eccitazione.

Avviandoci al cinema, mi sono accorta che Marco guardava insistentemente le mie gambe che nel muovermi per montare in auto si erano scoperte mostrando qualche centimetro della balza elastica delle autoreggenti.

Il mio periodo prematrimoniale era scomparso ed ora ero sposata ed anche libera di fare sesso fino a quel momento con mio marito anche se sapevo e leggevo di altre donne ed uomini che si accoppiavano con altre persone diverse.

In quel momento mi è piaciuto sedurlo e non mi coprii, come avrei fatto in altre circostanze ed anzi, muovendomi impercettibilmente, ho sollevato ulteriormente la gonna mostrandomi qualcosa in più al mio giovane accompagnatore.

Era una situazione molto trasgressiva. Per la prima volta in vita mia mi sono sentita eccitata da una situazione in cui non c’era mio marito. Inoltre non ho avuto in mente di fermarmi, come avrei fatto in altri tempi, ed ho voluto oltrepassare il limite che per tanto tempo mi ero imposta.

Marco mi ha guardato negli occhi mentre eravamo fermi al semaforo e mi ha sorriso sornione. Sicuramente ha intuito la mia manovra, e forse i miei pensieri, e ne è rimasto compiaciuto.

Arrivati davanti al multisala, ci siamo messi in fila alla biglietteria tenendoci stretti l’uno all’altra come fossimo fidanzati.

Dopo aver fatto i biglietti mi ha chiesto “Posso offrirti qualche cosa da bere? Mancano ancora molti minuti all’inizio della proiezione”

“Volentieri! Vorrei qualcosa di fresco”

“Che ne dici di uno spumante?” ha chiesto Marco e, senza attendere la mia risposta, ordinato due flût di spumante fresco che ho bevuto con piacere guardandolo insistentemente negli occhi come incantata da lui chiedendomi dove sarei andata a finire con quel gioco senza pormi remore sul fatto che Marco era il fidanzato di mia figlia.

“Sei una donna meravigliosa Maria” mi ha quasi soffiato in un orecchio come risposta al mio sguardo.

Mi stava corteggiando ed io lo stavo incoraggiando.

Mi stavo eccitando, sentivo i capezzoli duri e sensibili tendere la stoffa ultra leggera del reggiseno e le mutandine già umide.

La sala era quasi vuota e sul momento ho pensato a ciò che avevano detto mio marito e mia figlia; avevano ragione, il film non era tra i più seguiti.

I posti che ci ha assegnato il computer erano comodi, centrali ma nelle file superiori e molto distanti dagli altri, pochi, spettatori.

A pochi minuti dall’inizio della proiezione ci siamo guardati intorno aiutai dai bagliori dello schermo e ci siamo scoperti isolati dal resto degli spettatori.

“La cassiera deve aver pensato che volessimo avere un po’ di privacy” mi ha detto Marco a voce bassa avvicinandosi a me.

Prontamente gli ho risposto “Forse ha visto giusto” e mi sono avvicinata a mia volta stringendomi a lui.

Lì, in quel momento, è scattato qualcosa tra noi. Lui mi ha guardato in viso, e si è avvicinato con le labbra a sfiorare le mie.

Non mi sono scostata, anzi ho aperto la bocca per accogliere la sua lingua che si era affacciata titubante.

Il bacio che ne è seguito è stato intenso ed appassionato.

“Bacia bene il ragazzo” ed ho pensato che mia figlia aveva avuto una bella fortuna a mettersi insieme a lui.

Ma il bacio a tutti e due ha messo addosso il fuoco e subito ci siamo accarezzati reciprocamente.

Le sue mani si sono subito insinuate sotto il vestito per accarezzarmi le cosce raggiungendo presto la pelle nuda al di sopra del pizzo delle autoreggenti, dal canto mio gli accarezzavo il pacco già voluminoso.

Quando le sue dita hanno raggiunto il perizoma zuppo, ho emesso dei gemiti di piacere “Mmmmmhhh, siiiii!!” ed ho anche spalancato le gambe per ostacolare Marco che così non ha avuto difficoltà ad inserire un dito nella mia figa bollente completamente bagnata.

“Sei un lago!” ha esclamato sussurrando riprendendo subito dopo a baciarmi famelico.

Stare lì sulle poltrone non era tutto facile ma usando una sola mano sono riuscita a slacciargli la patta ed infilare la mano nei suoi pantaloni per stringergli il cazzo da sopra il tessuto dei boxer.

Era un gran bel cazzo grosso e durissimo ed ancora una volta ho pensato alla fortuna di mia figlia ad aver trovato un bel maschio che quando la monterà sarà una femmina felice. Però ora potevo fare la prova in anteprima e me lo godevo.

Mentre Marco continuava a sgrillettarmi inserendo due dita nella vagina, con il pollice titillava il clito ed io non senza difficoltà gli ho fatto una lenta sega.

Alla fine del primo tempo ci siamo accorti che del film non avevamo visto praticamente nulla e come se ci fossimo già messi d’accordo ci siamo detti “Andiamo via!” ed ho aggiunto “Portami da qualche parte!”’ gli ho chiesto sussurrando eccitata come da ragazzina avrei voluto chiedere ad un ragazzo che mi piaceva ma che i principi religiosi ed i miei genitori non mi hanno mai concesso.

Marco prendendomi per mano mi ha detto “Vieni! Usciamo”

Sono uscita dal cinema vergognandomi come una ladra ma con una voglia di scopare che non avevo mai avuto, Marco mi teneva per mano ed era ben felice ed orgoglioso di avermi per mano dichiarando esplicitamente, a chi l’avesse visto, che io ero la sua amante.

In auto ho sollevato la gonna scoprendo la balza delle auto reggenti e lui mi ha accarezzato tornando a toccarmi sulla mutandina. Ero eccitatissima e della mia religione e delle sue regole me ne fregavo altamente. In fin dei conti ero una donna sposata e quindi potevo fare sesso liberamente.

Marco guidava ed io ho reclinato un po’ la spalliera della poltrona dell’auto per favorire Marco nel toccarmi. Non mi interessava d’essere vista, mi importava l’essere toccata nella mia intimità che stavo donando al fidanzato di mia figlia e per me era importante essere diventata, tra i bagliori di delle immagini di un film di bassa qualità, la sua amante segreta.

Non vedevo l’ora di denudarmi davanti a lui e farmi scopare da quel magnifico cazzo.

Marco guidando ha rischiato di fare delle infrazioni al codice stradale ma in pochi minuti dopo aver lasciato il cinema eravamo nella sua casa spogliandoci a vicenda con frenesia non appena chiusa la porta d’ingresso.

In un attimo sono rimasta con le sole autoreggenti e le scarpe sotto le luci del soggiorno. Mi sentivo più sexy che mai nello stare accucciata ai piedi di Marco col suo bel cazzo ben piantato nella mia bocca.

“Mmmhhhh, succhiami! Siii, che bocca! Siiiii! Ohhh dai, tutto, tutto in gola!!”

Nell’incitarmi con una mano sulla testa mi accarezzava i capelli senza forzare il ritmo del pompino.

Fin da quando al cinema l’avevo estratto dai pantaloni, avevo già potuto intuire le dimensioni notevoli di quel sesso, ma averlo in bocca mi ha dato la percezione della sua grossezza così come ogni donna desidera.

Era di dimensioni tali che faticavo ad accoglierlo completamente in bocca ma mi piaceva la sensazione di pienezza e già lo immaginavo allargarmi la figa. Devo confessare che Marco era il mio primo amante e quindi non avevo idea di come fossero i cazzi degli altri uomini.

Poiché mi piaceva tanto, l’ho succhiato a lungo, accarezzandogli lo scroto peloso, cercando di ingoiarlo il più possibile pensando di portarlo all’orgasmo non in breve tempo.

In quei momenti non lo paragonavo a mio marito e non ci pensavo neanche a quali conseguenze avrei potuto andare incontro.

A mente fredda ho pensato che raramente mio marito resisteva più di cinque minuti alla mia abile bocca.

Però la mia azione da pompinara poco esperta, nonostante i mugolii di godimento e gli incitamenti più o meno volgari a continuare, il mio bel Marco non dava nessun segno di cedimento.

I miei sforzi però non furono vani e poco dopo lo sentii fremere mentre il cazzo si ingrossava ulteriormente.

Era mia convinzione che la sborra non dovesse depositarsi in bocca ma solo nella figa e quindi ho intuito che lui stesse per venire. Allora ho interrotto la pompa.

 “Mamma che bocca che hai!” ha esclamato “Nessuna mi ha succhiato così, neanche tua figlia!”

Ero molto lusingata da quel pensiero ma a quel punto non mi bastavano le parole e volevo essere chiavata nel modo più maschio possibile, mi sentivo una donna in calore pronta a dare la propria intimità che ormai voleva essere aperta.

Ero scatenata e finalmente sciolta da tanti freni inibitori e mi è venuto da dire “Adesso scopami. Ho voglia di te!” gli ho detto andando a stendermi sul divano del salotto spalancando e sollevando le gambe.

Marco non si è fatto ripetere l’invito ma invece di infilarmi il cazzo si è inginocchiato tra le mie cosce incollando la bocca al mio clitoride iniziando a leccarmi senza tralasciare un centimetro della mia figa, già enormemente eccitata, portandomi subito all’orgasmo.

La sua casa è isolata ed allora mi sono potuta permettere di parlare a voce alta godendo anche del piacere di sentirmi parlare di cose di cui avevo terrore a pensarle ed allora ho immaginato di essere una escort che gode a voce alta “Sììì.vengo! Vengooo! Mmmmhhh, sììì, continua, sììììhhhh! Scopami, scopami ti prego! Voglio il tuo cazzo!”

Questa volta mi ha accontentato puntando la cappella all’entrata della vagina per poi spingere lentamente il suo bastone rovente e turgido dentro di me.

A quella penetrazione sono venuta immediatamente e poi ho accompagnato quella che a me è sembrata una interminabile scopata, con un numero imprecisato di orgasmi. Il feeling erotico che subito si era stabilito quella sera era sfociato nella scopata più intensa e sconvolgente della mia vita.

Marco mi ha scopato a lungo, cambiando spesso posizione ed ovviamente non ha mancato di prendermi anche dietro scopandomi il culo. Era la prima volta in assoluto e non potevo certo dirlo a lui.

È stata una notte memorabile.

Anche quando sono stata scopata nel culo lui lo ha fatto con delicatezza estrema e non ho avuto il minimo dubbio a darglielo.

Che belle sensazioni. Sentivo quel meraviglioso cazzo allargarmi e riempirmi sia davanti che dietro con continue andate di piacere a cui mi sono abbandonata.

Per mia fortuna ero stata dall’estetista ed avevo la figa depilata così anche il solco tra i glutei dove qualche pelo era comparso. Di conseguenza le sue carezze ad ampie mani erano una inesauribile fonte di eccitazione che gradivo come non mai.

Non mi mettevo certo i pensieri se con Marco avrei potuto fare sesso o no, ormai ero sposata e quindi libera di soddisfare le mie voglie. Mi era stato sempre detto che avrei dovuto farlo con mio marito ma stavolta i sensi mi avevano fatto precipitare in quello che sarebbe dovuto esere un baratro. In realtà era sì un baratro ma di piacere e goduria e non mi sono posta problemi sul fatto che lui non fosse mio marito e tantomeno che fosse il fidanzato di mia figlia. Da questo punto di vista ero sicura che non avrebbe mai detto niente, neanche sotto tortura.

Quando mi sono denudata davanti a lui non mi sono vergognata, anzi ero impaziente di mostrarmi a lui nuda ed erotica.

Le mie tette erano abbondanti ma non cadenti, i capezzoli dritti e duri. Il primo movimento che ho fatto appena mi sono levata il reggiseno è stato il massaggiare quelle belle mammelle che mi guardavo ogni giorno allo specchio titillando i capezzoli con le unghie per avere degli stimoli che mi facessero sentire sempre vogliosa. Ho quindi messo le mani a mo’ di coppa e le ho offerte a Marco che ha proseguito il massaggio come lo fanno i maschi con movimenti vari così come piaceva a me.

Al termine del massaggio delle tette Marco ha posato le mani sui fianchi e mi ha avvicinato a lui facendomi sentire quel suo cazzo ben dritto e duro sulla pancia.

“Ti sei depilata per me?” mi ha chiesto.

“No, è stato un caso ma se vuoi lascio crescere i peli”

“No, no! Tieni la figa depilata vedrai che sarà bellissimo, ti sentirai sempre fresca ed eccitata” mi ha risposto e da quel momento per me la depilazione della figa è diventata una priorità sia per darla a mio marito sia a Marco.

Subito dopo la sua risposta mi ha baciato infilandomi la lingua quasi fino in gola, così è parso a me, e mi sono sentita più sua di come lo ero stata con quello che poi è diventato il mio consorte. Lui avrebbe potuto farmi di tutto.

La figa era bagnatissima e la sua mano e le sue dita che mi sditalinavano erano a quel momento le uniche al di fuori del matrimonio.

Le sue labbra mi stordivano e gli offrivo il mio collo e le mie orecchie perché le leccasse e le baciasse per farmi colare e mantenere la voglia sempre più alta. Ho sollevato le braccia e lui mi ha baciato lasciandomi infilare la lingua nella sua bocca e lui nella mia. Il fidanzato di mia figlia era arrapatissimo e me ne sono accorta perché ho spinto il mio bacino a contatto con il suo ed ho avuto conferma che il suo bel pene era ancora grosso ed eretto.

Per potermi avere mi ha condotto in camera sua tenendomi per mano.

Lui si scusò dicendomi che forse non era come il mio letto matrimoniale.

Gli ho risposto che l’importante era lui e non il letto.

Mi sentivo attratta da lui con sensazioni strane inarrestabili che non avevo provato prima.

Ci siamo abbracciati nuovamente baciandoci continuamente.

“Ci mettiamo sul letto?” ho chiesto.

“Certo! Dai!”

Abbiamo continuato la nostra battaglia amorosa sotto le lenzuola.

“Mettiti in piedi” mi ha detto “Voglio vederti in tutto il tuo splendore. Sei bella da far paura! Chi ti ha fatto così bella?”

Non ho risposto e mi sono avvicinata a lui, l’ho baciato prendendo in mano il suo cazzo.

Lo volevo con tutte le mie forze ed il desiderio di sentirlo dentro cresceva sempre più.

A qual punto sono risalita sul letto, mi sono messa su di lui e gli ho fatto vedere come mi sgrillettavo. Lui si segava guardandomi.

La mia figa, che era umida, si è bagnata ancora di più e allora ho spostato le sue mani ed afferrando il suo cazzo me lo sono messa nella figa. Ne avevo una voglia matta e non resistevo più, stavo impazzendo.

L’ho montato come una cavalla sfogando anni di voglie represse. Mi sono arcuata portando le tette in avanti affinché le succhiasse ma anche affinché il grilletto andasse a contatto della sua pelle.

Sentivo il suo membro dentro di me. mi riempiva completamente.

Mi sono detta che finalmente non avevo né i miei parenti né insegnanti, né le convinzioni religiose a controllare con chi condividevo il mio piacere sessuale.

Ho aperto gli occhi e nella luce soffusa di un’abatjour ho guardato Marco vedendolo arrapato al massimo. Io colavo come una fontana. Lubrificavo il suo cazzo che scivolava con movimento ritmico dentro la mia figa fino alla bocca dell’utero. Mi agitavo perché volevo sentirlo tutto fino in fondo e godermelo pienamente.

Vedevo Marco che spingeva per tenerlo dentro e non farlo uscire.

Lui godeva tanto. Mi diceva frasi che a me sembravano dolci e mi facevano godere ancora di più.

Ho sentito arrivare l’orgasmo improvvisamente ed allora mi sono arcuata agitando la testa urlando ed infine sono iniziate le scosse e le convulsioni dovute alle scariche di adrenalina.

Dalla figa sono usciti getti di liquido il cui profumo ha eccitato maggiormente il mio amante.

L’ho sentito irrigidirsi sotto di me e poi mi ha detto “Vuoi che ti venga dentro? Voglio riempirti di sborra!”

“Sbrigati! Lo voglio. Riempimi tutta. Ti desidero tanto. Riempimi completamente! Voglio colare di sborra quando torno a casa!”

Un rantolo e un urlo soffocato, l’irrigidimento del suo corpo e del suo sesso dentro il mio, il mio piacere che continuava ad annebbiarmi la mente mi hanno permesso di sentire la sborra uscire da lui ed entrare in me.

Il flusso caldo della sborra mi ha dato una sensazione meravigliosa.

Quel cazzo che eruttava sperma lo avrei voluto sempre dentro.

Era così aderente alle pareti della mia figa, un sesso fatto apposta per me!

Avevo sentito dire da ragazza ascoltando di nascosto i miei genitori che ogni donna ha un cazzo fatto apposta per la sua figa. Avevo trovato colui che rispettava quel detto.

Mi sono piegata verso di lui che si stava riprendendo più velocemente di me e l’ho baciato teneramente, l’ha anche abbracciato. Lui era sempre dentro di me.

Siamo rimasti finché il suo cazzo per effetto naturale si è afflosciato ed è uscito dalla mia vagina.

In quel momento mi sono sentita una donna tutta sesso.

Con una mano sono andata sulla mia figa a raccogliere il suo seme misto ai miei liquidi per poi portare, da brava assatanata di sesso, la mia mano alla bocca per assaporare il gusto di quel mix.

Anche lui ha voluto assaggiare la mia mano e mi ha preso la mano per avvicinarla alla sua bocca per assaggiare il prodotto della monta.

“E’ buono!” ha detto con sorpresa.

“Non l’avevi mai assaggiato? Io lo faccio spesso ma è sempre la miscela dei miei liquidi con quelli di mio marito ma lui non lo sa. Lo faccio di nascosto perché lo troverebbe molto perverso”

Le sensazioni che provavo erano diverse da quelle avute con il mio consorte da quando mi ha sposato.

Mi chiedevo cosa mi stesse accadendo ma la lussuria prevaleva ed allora per ringraziarlo provare ancora ad averlo tra le labbra mi sono sdraiata tra le sue gambe piegando verso l’alto le mie ancora avvolte dalle calze autoreggenti e dalle scarpe a tacco alto. L’immagine che gli davo era arrapantissima e lui con il massaggio delle labbra e della lingua ha ripreso subito vigore rigonfiando il cazzo. Mi ha lasciato fare il pompino tra suoi e mie mugolii e sospiri finché un fiotto di sborra, che mi è sembrato abbondantissimo, ha raggiunto il mio palato subito seguito da altri in rapida successione.

Ho iniziato a deglutire ingoiando quel nettare senza mai smettere di pomparlo, fino a farlo svuotare completamente nella mia bocca.

Mi chiedevo se fosse amore? Mi stavo innamorando di un altro maschio? Come mai esistevano due amori contemporaneamente? Mi chiedevo come mi sarei presentata a mio marito coricandomi con lui, accarezzandolo e stimolandolo a scoparmi. Che cosa sarebbe accaduto del mio grande amore per lui?

Ho baciato di nuovo Marco che mi ha avvolto con un lenzuolo ed ha iniziato ad esplorare il mio corpo baciandomi teneramente.

Come una bambina le ho chiesto “Ti stai innamorando di me?”

“Non so” mi ha detto “Forse mi stai dando quel che desideravo e di cui per ora mi accontento. Mi sembra un sogno che tu sia qui. Vorrei che fossi la mia donna anche se in incognito. Per poterci vedere e frequentare io devo essere l’uomo di tua figlia e la devo sposare”

Ho risposto “Ed io vorrei che tu fossi il mio maschio!”

Marco ha proseguito a baciarmi su tutto il corpo facendomi venire brividi di piacere. Mi ha sollecitato il clito utilizzando al meglio la sua lingua ed io in pochi istanti ho avuto, nuovamente, un orgasmo violentissimo le cui scosse hanno provocato agitazioni che per poco mi hanno fatto cadere dal letto.

Lui ha assistito alla mia performance meravigliato come se non avesse mai visto una femmina godere il piacere sessuale.

Ha continuato a leccarmi con estrema delicatezza fino a che non mi sono ripresa.

L’ho baciato lungamente per ringraziarlo ed abbiamo così fino a che è arrivata l’ora di andare via.

Sono rientrata a casa dopo le tre del mattino e né mio marito né mia figlia si sono minimamente preoccupati del ritardo. Erano ognuno nel proprio letto a dormire beati.

Già in auto nel tragitto nel ritornare a casa mi ero resa conto di essere frastornata.

Nel camminare barcollavo e mi sentivo sempre nuovamente eccitata perché per ritornare a casa non avevo indossato l’intimo e sotto la gonna e la camicetta ero nuda a disposizione di Marco.

Ho aperto lentamente la serratura di casa per non svegliare nessuno. Era tardissimo, erano passate le tre e mezzo del mattino. Anche Marco è entrato in casa ed ero tentata a farmi nuovamente scopare in cucina ma ho preferito salutarlo baciandolo a lungo in quella che sembrava un’ultima volta dicendogli “Non succederà mai più” ma il tono era di donna poco convinta.

L’indomani mattina mia figlia mi ha visto strana e si è accorta di qualcosa di diverso in me ma non le ho detto dove in realtà avevo passato la prima parte della notte.

La giornata è passata pensando solo a lui. Ero come imbambolata. Alla sera ancora una volta ho invitato a cena Marco e approfittando di una uscita di mia figlia con le amiche dopo cena con Marco ci siamo amati come e più di prima ma gli orgasmi erano diversi da quelli avuti con mio marito che rimaneva nel profondo del mio cuore ma Marco lo sentivo ormai dentro di me.

Ero già convinta di tenermi Marco come amante segreto.

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