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Il mio provino anale – parte 1

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La mia avventura nel settore dei film hard è iniziata diversi anni fa.
Da molto tempo desideravo entrare nel mondo dell’hard vestendo i panni di protagonista e non più quelli del semplice spettatore.
Da giovane ho avuto una vita sessuale molto attiva. Con il passare del tempo ho praticato attività sempre più sconce ed estreme che mi hanno portato a pensare di aver maturato una certa esperienza in materia di cazzi… per questo decisi di inviare la mia candidatura alla Red Studios, la mia casa di produzione cinematografica porno preferita. Nella lettera di presentazione oltre alle mie preferenze in camera da letto e a quelle che ritenevo le mie abilità migliori chiesi espressamente di poter registrate con Thomas Effe, ovvero il regista dei video più estremi della casa di produzione sui quali ho passato gran parte della mia gioventù a masturbarmi fogacemente il mio pisellino.
Dopp una lunga serie di telefonate e un ancira più lungo tira e molla ho finalmente avuto il via libera per presentarmi agli uffici della Red Studios.
Avevo ottenuto il mio agognato provino che fu fissato per la fine di settembre.
Passai i giorni precedenti a quello fatidico sfogando la tensione martoriando il mio povero pipino mentre contemporaneamente penetravo la mia fighetta anale con ogni dildo che avevo a disposizione in casa, costringendomi ad una serie di orgasmi ripetuti che mi facevano arrivare a fine giornata con nemmeno più una goccia di sborra nei testicoli.
Finalmente arrivò il giorno del provino e io mi presentai agli Studios con un certo anticipo.
Mi accolse una donna giovanile e dall’aspetto molto attraente, con un abbondante scollatura che esibiva il suo stupendo seno.
Un seno che avrebbe fatto impazzire qualsiasi uomo, ma non me. Io ero li per tutt’altro.
Di lei ricordo ancora il sorriso furbo con cui mi accolse e che non capì immediatamente ma anzi fraintesi.
Pensai fosse un sorriso gentile ed educato, invece era il sorriso furbo di una donna che sapeva perfettamente quale destino mi sarebbe toccato di li a poco.
Lei si occupò della parte burocratica, controllò scrupolosamente i documenti e le analisi mediche che le avevo portato, dopodiché mi fece firmard una serie di fogli e liberatorie. Il tutto durò circa una mezz’oretta. Terminata la parte burocratica mi fece accomodare in una sala d’attesa dicendomi “Tra poco il Signor Effe ti riceverà Franny”.
Si, Franny era il nome d’arte che avevo scelto.
L’attesa fu snervante, ad ogni minuto la tensione che avevo addosso aumentava finchè  non giunse nuovamente la donna, che mi si era presentata col nome di Valerie, ad un suo cenno io mi alzai di scatto dalla sedia e andai con lei.
Valerie e io entrammo in una stanza dall’arredamento minimal, qualche divanetto era posizionato su un lato mentre la parete opposta era interamemte rivestita da uno specchio, infine dietro una scrivania sedevano due uomini. Il Signor Effe e il suo fedele cameramen.
Il Sig. Effe mi accolse con un sorriso ma entrambi mi fissavano negli occhi con tanta intensità che io dovetti abbassare lo sguardo preso dalla vergogna.
“Allora Franny, oggi è un giorno molto importante per te. Ho analizzato personalmente il tuo profilo e devo dire che mi hai subito incuriosito… da quello che ho capito sei una mia grande fan…ma sai… un conto è guardare i miei video e un altro è esserne protagonisti…” il signor Effe mi parlava con voce dolce ma il suo sguardo diveniva via via più severo e io, inebetito, mi limitai ad annuire in continuazione.
“Dovrai essere pronta a tutto… pronta a subire… hai mai fatto provini di questo tipo?” Continuò lui.
Mi parlava come se fossi una donna e la.cosa mi provocò una leggera erezione, il provino non era nemmeno iniziato e il mio pisellino già aveva iniziato a gradire, risposi limitandomi a scuotere la testa in senso di diniego.
“Bene molto bene… come inizio sarà dura ma se seguirai i miei ordini diventerai una fantastica troia da culo… per prima cosa, Franny spogliati. Rimani in intimo.”
Io obbediì immediatamente sfilandomi prima la maglia e poi scarpe, calze e pantaloncini.

Rimasi nudo completamente eccezzion fatta per un tanga bianco che mi copriva i genitali. Il mio culetto era invece protetto da un sottilissimo filo che mi passava in mezzo alle chiappe.
Il cameramen riprese tutto con la videocamera e poi iniziò a riorendermi da varie inquadrature. Ogni parte del mio corpo fu ripresa, ma quella che ebbe le maggiori attenzioni fu il mio culetto che venne ripreso da ogni angolazione possibile.
“Adesso via anche le mutandine”
Io le sfilai e seguirono numerose altre inquadrature, in molte delle quali mi veniva richuesto di divaricare il sedere.
“Guarda come è affamato” constatò il sig. Effe osservando la mia fighetta anale che, presa dalla crescente eccitazione, aveva iniziato a divaricarsi notevolmente.
“Tranquilla Franny… a fine giornata il tuo buco del culo chiederà pietà, parola mia” mi assicurò il sig. Effe facendomi sussultare dall’eccitazione. Nonostante le ridotte dimensioni, il mio pipino si era totalmente indurito in un evidente erezione.
“Questo deve sparire… immediatamente… Franny ciò che hai davanti a noi non serve, gli unici cazzi di cui ti dovrai occupare sono qielli che ti troverai di fronte…”
A queste parole Valerie si fece avanti e mi aiutò  nell’inserire i miei genitali all’interno di due piccole gabbiette di castità, una per il mio cazzetto e l’altra per i testicoli. Il senso di costrizione che mi provocarono fu estremo ma, una volta abituato, mi dimenticai quasi di avere ancora un cazzo tra le gambe.
“Il provino si suddivide in tre fasi. Ti avviso che una volta iniziafo non ci sarà niente che tu possa fare o dire per fermare ciò che succederà. Se sarà  necessario ti costringeremo, con la forza ovviamente… sei sicura di voler iniziare?” Mi chiese il sig. Effe da dietro la sua scrivania.
“Si! Sono pronta!” A stupirmi non fu la mia decisione nel rispondere quanto il fatto chebstavo parlando di me al femminile… mi sentivo donna… mi sentivo troia.
Mi fecero inginocchiare di fronte allo specchio e il signor Effe posizionò un enorme dildo rosa proprio davanti alla mia faccia, attaccandolo con una ventosa allo specchio.
“Bene Franny… fammi vedere il tuo approccio”.
Io guardai quel enorme dildo e senza pensarci due volte mi fiondai con fogacità su di lui.
Posizionai le mani dietro la schiena e mi dedicai a leccare e ciucciare accuratamente quelle palle di silicone. Succhiavo un testicolo e poi passavo all’altro facendo schioccare la bocca ogni volta che mi ci staccavo.
Andai avanti così per un po’ finché non presi a leccare la base dell’asta del dildo.
Con lunghe leccate percorrevo quell’immensa asta fino ad arrivare alla cappella e poi ripartivo da capo. Continuai così inginocchiato senza mai aoutarmi con le mani che mantenevo salde dietro la schiena.
Il cameramen riprendeva tutto e io dopo aver sputato sulla cappella presi a ciucciare il dildo. Alternavo due colpi rapidi sul glande e al terzo cercavo di ingoiarne il più possibile.
Sentivo il dildo entrarmi nella gola e ogni volta che ripetevo quel movimento cercavo di spingerlo più in fondo, strozzandomi anche nel tentativo. In pochi minuti quel dildo fu totalmente ricoperto dalla mia saliva che scorreva copiosa imrattando il pavimento.
“Molto brava Franny” si complimentò il sig. Effe  mentre si chinava dietro di me. Con una mano mi premeva la testa contro il dildo mantenendomi in apnea, noncurante dei versi gutturali che emettevo giungendo al limite della resistenza.
Poi lo sentì armeggiare con qualcosa e capì di cosa si trattasse solo quando sentì il “click” delle manette che mi serrò ai polsi “Dato che queste non ti servono…” alluse lui con sarcasmo.
“A succhiare sei brava… ora vediamo quanto lo sei con questo culo da troia” tuonò lui dandomi una sonora sculacciata.
Venni scaraventato con forza sul divanetto e da li in poi assunsi le più svariate posizioni mentre il sig. Effe deflorava la.mia fighetta anale con diverse tipologie di dildo e di plug in. Questi erano sempre più larghi e ciò che disse il sig. Effe con un tono premuroso e dolce, fu per me solo una conferma “Qui dentro oggi dovranno entrare molti cazzi. Quindi adesso dobbiamo romperlo per bene. Adesso ti rompo il buco del culo hai capito Franny?”

Il sig. Effe aumentò la forza dei colpi, spingendo il dildo sempre più in profondità.
Preso com’ero dal godimento cercai di rispondere ma riuscì solo ad urlare dei “Sii…SIIII…rompimiii” tra un “aaah” di piacere e l’altro.
“Da adesso guarda sempre in camera, godi guardando l’obiettivo” ordinò il sig. Effe e io nuovamente obbedì seguendo con gli occhi l’obiettivo.
Ad un certo punto il cameramen fece un primo piano alla mia fighetta anale. Io mi sentivo aperta in due ma ancora vogliosa, vogliosa di continuare a essere ancora sbattuto per bene li nel mio adorato buco del culo.
“Franny adesso sta per iniziare la seconda fase” mi disse il sig. Effe.
“Markus tocca a te scopa la merda fuori da questo buco” disse il sig. Effe rivolgendosi ad una terza persona.
Preso com’ero dal godimento non mi ero accorto che nella stanza fosse entrato un altro uomo.
Mi voltai e vidi un uomo di colore completamente nudo. Il suo corpo muscoloso era totalmente depilato e coperto da un leggero strato di olio. Nella mano destra stringeva quello che doveva essere decisamente un guinzaglio per cagne, o meglio… per troie. Ma ciò su cui si soffermò il mio sguardo fu sulla sua verga statuaria, eretta e scappellata, coperta di venature che puntava nella mia direzione. Il cazzo di Markus puntava verso di me come un cane da caccia che punta la preda… e la preda  in questo caso, ero io.

Continua…
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