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C’e’ un vecchio ma sempre attuale detto che recita: Le madri per i propri figli farebbero di tutto….Ed e’ la pura e semplice verità. Basti pensare alla mia di madre, che per anni ha assecondato le mie sperimentazioni al femminile con gli uomini, aiutandomi il piu delle volte nei rapporti con loro.

Qualcuno potrebbe dire che cosi’ ci si approfitta della situazione, forse avete ragione voi, ma avere una mammina non piu giovanissima, che ti assista nelle scopate che fai con gli uomini, non è per tutti. Io l’ho avuta, e posso quindi raccontarvi con orgoglio tutto quello che ho fatto con mia madre accanto. Che io sia stata una Puttana come poche ce ne sono in giro, da far concorrenza a molte vere donne e cosa risaputa per chi mi ha conosciuta personalmente o tramite i miei racconti. Con accanto mia madre ho potuto realizzare molti sogni che tanti ragazzi gay puo’ solo sognare.

Come ad esempio la volta in cui mi innamorai perduitamente di un uomo di colore africano di nome Mustafa, un uomo di quarant’anni dal fisico magro alto e dal cuore d’oro. Un vero gentleman in tutto, parlava correttamente l’italiano, portava capelli corti neri come la sua pelle, un bel cazzo lungo e duro, e un amore in tutto quello che faceva per me. Era un lavoratore instancabile, come instancabile era a letto.

Conobbi Mustafa casualmente una sera facendo una delle mie solite passeggiate notturne a caccia di uomini per le strade del mio quartiere, da allora ci frequentammo per mesi. Lo portai a casa mia piu volte e scopammo spesso, mi faceva impazzire con il suo bel cazzo resistente e finiva sempre per allagarmi il culo di sborra calda. Me ne innamorai subito, non mi era mai capitata una storia seria con un uomo di colore, avevo sempre avuto relazioni piu o meno serie con uomini di mezza età bianchi, ma con uno di colore mai, ed e statta un’esperienza fantastica.

Presentai Mustafa a mia madre quando alla fine ci fidanzammo ufficialmente, un pomeriggio l’uomo venne da me e insieme telefonammo a mia madre che al tempo si era trasferita in veneto, le annunciammo il lieto evento. Mamma conoscendo le mie infatuazioni settimanali, e pensando fosse una delle mie solite sbandate, mi mise in guardia, ma quando capi’ che facevo seriamente non fece alcuna opposizione. Infondo Mustafan era un brav’uomo, lavorava in un cantiere edile come muratore fino a pomeriggio tardo, e divideva casa con altri amici. Passava spesso da me rimanendo a dormire come fossimo una coppia regolare.

Nei Weekend non lavorava, e potevo averlo a disposizione piu’ a lungo. I suoi amici sapevano di me, ma non aveva ancora voluto presentarmeli forse temendo che cosi’ bella potessero aprofittarne, ma che continuavo a domandargli di farmi conoscere al piu presto. Lui non era affatto geloso, sapeva della mia Troiaggine, gli ero piaciuta proprio per questo. Ci volle un po però per convincerlo a presentarmi i suoi compagni di casa. Mustafa su certe cose era testardo come un mulo.

Fu uno dei Weekend libero da impegni che finalmente dopo mille insistenze, si era convinto a venire da me un pomeriggio portando anche gli amici. Quel sabato mi ero messa in tiro come non avevo mai fatto in vita mia, preparandomi nei minimi particolari, l’intimo profumato, con il profumo che lui stesso mi aveva regalato, avevo messo un bel corpetto nero con coppe sui seni, che si allacciava da dietro, con grossi lacci intrecciati sulla schiena, calze a rete e reggicalze immancabili nere, tanga nero, unghie di mani e piedi smaltate e laccate, lucidalabbra e rossetto rosso fuoco, fondotinta sul viso, matita e mascara sugli occhi, con un accenno di ombretto argentato. Capelli sciolti tra spalle e schiena, ai piedi saldali con zeppa alta, io i tacchi non li ho mai saputi portare, e per non rompermi un piede sui trampoli, sceglievo sempre scarpe o zoccoli con la zeppa alta ma stabile, in modo da non cadere. Sopra l’intimo indossai un mini abitino stretto a pailettes blu, regalo di un mio vecchio amante, l’abito non aveva spalline e si infilava a tubo, cosi’ mi presentai alla porta di casa quando i miei ospiti arrivarono.

Notai che erano tutti della stessa età del mio uomo, sui quaranta quarantacinque anni circa, anche se certi neri dimostrano meno anni di noi bianchi quando invecchiano. Oltre a Mustafa c’erano altri tre ragazzi, mi aveva detto conviveva con quattro ma sfortunatamente uno non era potuto venire per motivi che non ho poi ben capito, ma poco importava. Ero già felice di conoscere i compagni di camera del mio uomo, che credo di aver fatto la scema per tutto il tempo.

Certo non ero indifferente agli amici del mio Mustafa, dato che continuavano a farmi complimenti e a fissarmi ad ogni occasione. Quel pomeriggio c’era la partita dell’italia in TV, e la guardammo tutti in salotto bevendo birre e tifando. Io seduta abbracciata al mio uomo, scosciata e svaccata su di lui, mentre gli altri lanciavano occhiate di invidia ad ogni occasione. Mi eccitava l’idea di essere desiderata da quei ragazzi anche se avevo rispetto per tutti e non ci provai con nessuno di loro. Finito il primo tempo, mi scusai con i miei ospiti e corsi in camera da letto a masturbarmi, ero eccitatissima non mi capitava spesso di avere in casa tutto il giorno tre bei maschi neri, e sapere che mi desideravano mi aveva eccitata non poco. Con una scusa qualsiasi lasciai gli ospiti compreso il mio uomo in salotto a parlottare tra loro, e me la filai in camera chiudendo la porta. Mi Buttai sul lettone matrimoniale, mi feci scivolare via il vestitino a paillettes restando in intimo, estrassi il cazzo dal tanga, e iniziai a masturbarmi ad occhi chiusi sdraiata sul centro del lettone.

Sapere che a pochi passi da me c’erano quei maschi mi mandava fuori di testa, feci solo in tempo a fare su e giu un paio di volte con la mia manina prima che la porta della camera si apri’ e la figura di uno degli amici di Mustafa fece capolino. ‘Ops Scusa, credevo fosse il bagno’ fu la sua mal parata. il Bagno era attaccato alla camera da letto ed aveva la porta aperta, non poteva essersi sbagliato, era entrato di proposito. “Entra… pure”, gli ho risposto sorridendo maliziosamente senza vergognarmi e continuando a tenermi il cazzo duro in pugno.

L’uomo chiuse la porta dietro di se e si sedette sul bordo del lettone guardandomi senza parlare. ‘Sei bela’ ha poi detto l’uomo nero allungando una manona per toccarmi una coscia. ‘Mi vuoi?’ gli ho sussurrato, il ragazzo non rispose, si mise sul letto a fianco a me, prese in mano il mio cazzo iniziando a masturbarmi lentamente, mentre mi guardava gemere e godere fino a che non gli sborrai sulla mano con un sospiro. L’uomo a quel punto mollò il mio cazzo e mi mise le dita sporche di sperma in bocca, le succhiai fino a pulirgliele del tutto.

Senza pensarci troppo e non temendo nemmeno di esser scoperto, si abbassò in un attimo i pantaloni mentre io mi alzavo chinandomi su di lui, aveva un bel cazzo grosso già duro, che presi in pugno e poi in bocca succhiandolo avidamente, scostandomi da un lato i lunghi capelli. Lo feci venire quasi subito, ingoiando tutta la sua sperma calda e ripulendogli pure la grossa e turgida cappella. il ragazzo dopo il servizietto si sistemò alla svelta e disse che mi aspettava in salotto con gli altri. Risposi che arrivavo subito, il tempo di risistemarmi.

L’uomo usci’ dalla camera chiudendo la porta. Mi rimisi il rossetto davanti allo specchio ancora in intimo, pochi istanti dopo la porta della camera si riapri’ nuovamente. Un’altro dei tre era venuto a fare la mia conoscenza, mettendo dentro la testa. “Prego caro, entra pure”, gli feci con lo stesso sorrisetto malizioso del primo e il rossetto tra le mani. il ragazzo in piedi mi guardava con desiderio, poi azzardo’: ‘Mustafa ti vuole in salotto, partita iniziata…’ Mi scostai i capelli sistemandomeli con le mani, e sorridendo gli risposi, ‘ti interessa piu la partita o…. preferisci me?’ era una domanda a tranello in cui l’uomo non cascò e non rispose.

Mi si avvicinò in silenzio allungo’ un braccio e mi accarezzo’ i lunghi capelli, poi senza preavviso mi si buttò addosso baciandomi sulla bocca cogliendomi alla sprovvista. Non ebbi il tempo di allontanarlo, chissà da quanto non scopavano quei ragazzi, erano in italia da tempo, solo casa, lavoro, poche distrazioni e zero donne. Lasciai quindi che anche quello si sfogasse baciandolo a mia volta, lui si abbassò pantaloni e mutande, e mi fece voltare con fare abbastanza brusco e poco gentile, ma lo lasciai fare.

Mi allargò le gambe, puntò la sua grossa cappella tra le mie morbide natiche scostandomi da un lato il filo di licra del tanga, e spinse facendomi male. Lo fermai, ma lui mi tolse la mano, e ci riprovò nuovamente. Questa volta la spinta ebbe successo, e la sua cappella scivolò dentro al mio culo. Mi scostò i lunghi capelli dal collo per baciarmelo, io già eccitata godevo e ansimavo, mi attaccai a lui prendendogli con entrambe le braccia il bacino e lo aiutai a spingermelo piu dentro possibile. L’uomo iniziò a stantuffarmi dentro e fuori, e mi morsi le labbra carnose per non urlare di piacere.

Non vedendomi tornare in salotto, o forse per cercare l’amico, il primo a cui avevo fatto il pompino poco prima venne in camera e ci becco’ sul fatto a scopare come maiali. Entrò chiudendo la porta. Quello che mi stava scopando disse qualcosa in un dialetto che non compresi, ma che l’altro comprese benissimo dato sali’ anche lui sul lettone a pantaloni abbassati infilandomi nuovamente il suo cazzo in gola, mentre l’amico ci dava dentro a rompermi il culo da dietro.

I due maschi neri si darono da fare su di me per qualche minuto prima che anche gli altri due rimasti ovvero il terzo uomo e il mio Mustafa venissero a cercarci. F proprio Mustafa ad entrare per primo in camera spalancando la porta, e trovando i suoi due amici impegnati a sfondarmi culo e bocca. Un qualsiasi uomo geloso si sarebbe prima incazzato con gli amici, poi con me. Non il mio Mustafa, che sorridendo e dicendo un paio di rasi all’altro nella loro lingua africana, se la risero invece di incazzarsi.

A quel punto al diavolo la partita dell’italia, la sua donna e isuoi amici venivano prima di tutto. Mustafa disse qualcosa in quella lingua che solo loro capivano, e devo dire mi sentivo un po esclusa quando si rivolgevano tra loro in lingua madre, si spogliarono sia lui che l’amico rimasto, e si unirono agli altri due su di me. ‘Devi scusare, noi scopare mai’ ha detto uno di loro. Gli ho sorriso mentre quello dietro mi stantuffava come un Toro facendomi impazzire e rompendomi il culo.

Il mio Mustafa con il cazzo duro e nudo come gli altri mi si e avvicinato, mi ha baciata sulle labbra, un bacio fugace, prima di dirmi che mi amava tanto. Abozzai un sorrisetto, sussurrandogli che lo amavo anch’io, ma non feci in tempo a finire la frase, perche’ l’unico che ancora non mi aveva abusata, mi infilò il suo bel cazzo in gola da succhiare.

Mustafa dal canto suo rimase li a guardare gli amici che mi scopavano insieme a turno in bocca e in culo senza batter ciglio, anzi, mi prese una mano libera, per dimostrarmi il suo amore. Non intervenne nemmeno una volta, lasciando che gli amici facessero il loro dovere. Lo amai ancora di piu’ in quel momento, perchè aveva fatto un gesto davvero unico. Ero la sua donna e poteva scoparmi quando e come voleva, ma i suoi amici invece No.

Loro avevano bisogno di svuotarsi le palle dentro di me, e il mio uomo li lasciò abusarmi in ogni modo senza farsi tanti problemi. Mi teneva la manina, e mi incitava a darmi da fare meglio che potevo. Cercai di fare del mio meglio, volevo che Mustafa fosse orgoglioso della sua femmina, ma tener testa a tre uomini neri come il carbone che non scopano da tempo, non era cosa facile nemmeno per una Puttana navigata come me.

Ad un certo punto Il mio uomo prese in mano la situazione, e con un paio di parole nella sua lingua, si fece capire al volo dagli amici, che si fermarono all’istante. Mustafa voleva vedermi scopata nel culo da due di loro, e benche’ avessi provato pochissime volte quella situazione e fossi un tantino preoccupata dalle dimensioni dei cazzi dei suoi amici, non fiatai lasciando fare tutto a lui.

Mustafa diede ordine che due di loro si mettessero dietro di me, che stavo sdraiata a gambe larghe a pancia sotto sul lettone in intimo. Il terzo davanti alla mia faccia da Troia, con il suo cazzo nella mia bocca, mentre i due provarono una bella ma difficile doppia penetrazione, dico difficile perchè chi l’ha provata sa che due uomini che infilano un cazzo nello stesso buco, devono avere una coordinazione e un affiatamento preciso.

Senza contrastarsi l’uno con l’altro,i due maschi tentarono di farmi entrare i loro cazzi grossi e duri dentro senza riuscirci. Fu Mustafa ad agevolarli, lasciando la mia manina e cercando di allargarmi con le sue mani il culo piu che poteva. Finalmente, con l’aiuto del mio uomo, i due ragazzi riuscirono nell’impresa, e fecero scivolare i loro grossi cazzi dentro di me. Fu una sensazione unica e indescrivibile, mi sentii riempita dai loro cazzi che iniziarono a muovere a tempo insieme.

Mi sentivo piena di loro e cercavo di rilassarmi ad occhi chiusi ma con il cazzo in gola del terzo che non mi dava respiro, mentre il mio Mustafa era tornatoa tenermi la manina accanto a me accarezzandomi i lunghi capelli. Tremavo come una foglia, scossa dal piacere e un po dal dolore mentre i due dietro spingevano dentro e fuori in sincronia i loro cazzi dal mio culo ormai sfondatissimo.

Godevo fin quasi a piangere, mi scendevano le lacrime non per il dolore provato ma per il troppo piacere. La doppia penetrazione ha un forte impatto emotivo, ti fa perdere il controllo. Avevo il corpo continuamente scosso dal piacere, gemevo forte con il cazzo in bocca del terzo che attutiva i miei gemiti. Fui presto riempita di calda sperma sia in culo, dove sentii dei fiotti caldi allagarmi e riempirmi doppiamente, che in bocca dove quello era venuto. Ingoiai tutto cio’ che potevo mentre il mio uomo mi accarezzava i lunghi capelli e mi osservava compiaciuto della sua puttana.

A quel punto a nessuno interessava il risultato della partita. Terminato di svuotarsi le palle, finalmente fui liberata, i tre a turno fecero un salto in bagno per ripulirsi e rinfrescarsi dalla fatica fatta, mentre io ci misi un po per trovare le forze di risollevarmi dal letto, dato avevo i muscoli delle gambe atrofizzati e non riuscivo a muovermi con il culo slargato che mi doleva e mi bruciava, ero stata fantastica. Quando tornò vestito, insieme ai suoi amici, mi aiutarono lentamente ad alzarmi e portarmi fino al bagno, dove anch’io poco alla volta cercai di rimettermi in sesto, ma non fu facile.

Avevo il culo rotto completamente allargato, mi doleva, e i muscoli mi rispondevano a fatica. Passai quasi tutto il Weekend ovviamente muovendomi a rallentatore, i tre amici di Mustafa decisero di lasciarci soli, e trascorsi il fine settimana con lui ma senza purtroppo fare l’amore, dato ero distrutta da quell’esperienza. Ci misi almeno una settimana prima di riprendermi del tutto, e farmi di nuovo sfondare dal mio uomo.

Qualche tempo dopo, complice la stagione estiva, a Mustafa arrivarono le meritate vacanze, dato il suo cantiere chiudeva, gli chiesi se volesse accompagnarmi da mia madre in veneto, era molto tempo non la vedevo, e avrei gradito la compagnia del mio uomo in quel viaggio. Ovviamente l’uomo accettò la cosa di buon grado e cosi’ fu. Partimmo con la sua auto, una modesta utilitaria ma che macinava senza problemi chilometri di strada. Avvisai mamma il giorno prima, ed ero eccitatissima come una bimba al solo pensiero di portare Mustafa a casa di mia madre a conoscerla.

Lei non ebbe nulla da obiettare, anzi si disse molto contenta di rivedermi dopo tanto tempo dall’ultima sua visita in citta’. il viaggio in se non fu nulla di speciale, arrivammo a destinazione verso il primo pomeriggio, ci fermammo a prendere delle pizze al volo da mangiare in macchina, non volevamo perderci nemmeno un minuto di quel viaggio, finite le pizze a trancio, ripartimmo e arrivammo da mia madre verso mezzogiorno e mezzo circa.

Mamma viveva in un monolocale di una piccola palazzina. Parcheggiammo l’auto sotto casa sua, e suonammo il citofono. Nel salire le scale mi sentivo eccitatissima, ero poco vestita e avevo l’aria da troia piu’ che da persona normale, speravo che mamma vedendomi conciata cosi’, non avesse iniziato una delle sue solite prediche. Avevo degli Shorts in Jeans sgambatissimi che usavo mettere molto spesso l’estate, ai piedi avevo degli stivali texani neri, un corpetto nero senza spalline con l’allacciatura a stringhe dietro la schiena intrecciate, i miei bellissimi lunghi capelli sciolti sulle spalle, occhiali scuri da sole sul visetto, ben truccata, rossetto rosso e lucidalabbra sopra, unghie smaltate di rosso laccate e lucide, fondotinta, matita contorno occhi.

Arrivata alla porta, mamma era già li che ci attendeva sull’uscio, l’abbracciai baciandola e stringendola forte forte, il mio uomo si presentò porgendole la mano educatamente, entrammo in casa. Mamma volle guardarmi bene e mi fece fare una giravolta su me stessa, dicendomi che mi trovava in ottima forma, almeno al momento non aveva detto nulla sul mio abbigliamento da puttanella. Le risposi che era merito di Mustafa se mi trovava cosi’ in forma, fare l’amore brucia le calorie le ricordai. Mamma ne aprofittò subito per fare una delle sue solite uscite ‘Immagino dev’essere ben dotato come piace a te’, ridemmo.

Era tipico di lei fare certe uscitem mia madre era una donna a due facce e se le girava bene, diventava una macchietta, non era cambiata molto dall’ultima volta che la vidi, stava bene nonostante gli anni. Ci sedemmo sul divanetto insieme a mamma che ebbe come avevo pensato giustamente, da ridire sul mio abbigliamento un po troppo da Troietta che non aveva notato all’inizio. Le ricordai che io ero una Gran Troia, e anche il mio uomo lo confermò scherzosamente, ovviamente nessuno di noi due accennò a mamma il fatto che pochi giorni prima ero stata sfondata dai suoi amici, o si sarebbe subito rovinata l’atmosfera gioiosa del momento.

Mustafa con mia sorpresa parlava volentieri con mia madre rivelandosi educato sempre gentile e mai troppo volgare. Se faceva qualche battuta un po spinta su di me, la faceva passare per scherzo, cosa che mamma apprezzava moltissimo. Stranamente mamma non ci ostacolò come faceva di solito quando le portavo un’uomo da conoscere. Con Mustafa ebbe subito un rapporto di amicizia spontanea e affettuosa. Tanto che osai aggiungere che poteva già considerarla sua suocera. Mamma scoppiò a ridere, dicendo che correvo troppo.

In Effetti ero e rimango ancora oggi una persona che fa sempre il passo troppo lungo, entrando nei loro discorsi, precisammo che il nostro era un vero rapporto d’amore e non la solita sbandata del momento, e a dimostrazione di quello che dicevo mi sedetti sulle ginocchia di lui abbracciandolo al collo e baciandolo sulla bocca davanti a lei. Volevo farle vedere che avevamo intenzioni serie, e la cosa mi stava eccitando parecchio come sempre.

Con la scusa che eravamo assai sudati, anche se in casa era acceso un rinfrescante condizionatore moderno, cercai di far spogliare Mustafa, che stette al gioco e mi accontento’ volentieri denudandosi senza tanti problemi davanti a mamma. Adesso anche lei poteva constatare che era proprio dotato come aveva detto poco prima. Mamma restò piacevolmente sorpresa dalle dimensioni del cazzo del mio uomo seduto sul divanetto rilassato, mentre io vicina a lui glielo prendevo in mano sorridendo e giocandoci lo masturbavo lentamente davanti allo sguardo di mia madre.

Poi sempre senza un minimo di vergogna o esitazione, mi chinai tra le gambe aperte del mio uomo, e mi infilai in bocca il suo bel palo nero ciucciandolo, baciandolo con le mie labbra carnose e succhiandolo. Mi scostai i lunghi capelli da un lato per far vedere bene il mio viso sia a Mustafa che a mia madre, e iniziai a darmi da fare sotto gli occhi di entrambi. Mamma borbottò qualcosa che non capii, ma non me ne curai, anche Mustafa si era eccitato alla situazione.

Aveva rispetto per mamma, e non voleva offenderla in nessun modo, ma non poteva sottrarsi se avevo voglia di succhiargli il cazzo e mi lascio’ fare sorridendo maliziosamente a mia madre che tutto sommato non protesto’ piu’ di tanto. Era abituata a certi spettacoli, e anche se non ci vedevamo da tempo, le avevo telefonato spesso durante i miei rapporti con l’uomo che aveva davanti, quindi perche’ scandalizzarsi?

Mamma si era fatta molto attenta alla situazione, e ci guardava con interesse. Fatto un servizietto veloce con la bocca al mio uomo, le chiesi di poter usufruire del suo letto, dato sul divanetto dove ci trovavamo, non si stava poi tanto comodi. Mamma tentennò un istante prima di concederci il suo letto, a patto che non glielo sporcassimo e non facessimo rumore per la gente che poteva sentire negli appartamenti a fianco al suo. La rassicurai che avremmo fatto attenzione, e passammo nel reparto camera.

Mia madre viveva in un monolocale, quindi era tutto limitato in uno spazio unico, la camera era separata dal salotto cucina da una porta, vicino c’era il bagno e un balconcino che si affacciava direttamente sulla strada dove sotto avevamo parcheggiato l’auto di Mustafa. Ci buttammo sul lettone pulito e fresco baciandoci stretti stretti. Mentre baciavo appassionatamente il mio uomo, gli masturbavo il cazzo duro e strusciavo il mio fuori dal perizoma contro il suo. La cosa eccitava entrambi, la pelle nera lucida e sudaticcia di Mustafa mi mandava in estasi, e anche mamma vedevo con la coda dell’occhio non era indifferente alla situazione.

Aveva detto che potevamo chiudere la porta per lasciarci un po di privacy, io l’avevo lasciata invece spalancata sapendo che ci avrebbe dato un’occhiatina, e infatti cosi’ fu. Mia mamma non e mai stata tipo da toccarsi o fare cose sconce, non era per la sua natura di donna pudica e cristiana, ma questo non le impediva di assistere alla scena, e credo anche divertirsi a vedermi presa da un maschio nero. Finalmente dopo tanti preliminari passammo a fare seriamente, mi misi sdraiata sul fianco sinistra al centro del lettone, Mustafa dietro mi teneva sollevata la gamba destra, scostandomi da un lato il lembo del perizomino che mi copriva poco o nulla il culetto, puntò la sua grossa e turgida cappella dritta nel mio spacco, spingendo poco alla volta attento a non irritarmelo, dato ero appena guarita dalla doppia penetrazione subita nemmeno qualche settimana prima.

Quando la sua grossa e lucida cappella entrò dentro me, chiusi gli occhi e sospirai forte. Mamma era a pochi passi da noi, si era seduta su una sedia che era posizionata accanto al letto dalla parte destra, la sua posizione era nemmeno farlo apposta, adattissima per ammirare tutta la scena cruciale del cazzo che mi penetrava lentamente sempre piu dentro fino ad arrivare alle palle. Quanto tempo era passato dall’ultima volta che mi ero fatta sfondare da un’uomo in presenza sua, e adesso eccomi li, nuovamente a goderle in faccia il mio piacere, mentre un negro mi scopava sul suo letto.

Certe cose non cambiano mai fortunatamente mi dicevo,ed ero cosi’ felice che anche mamma potesse assistere dopo anni ancora una volta al mio piacere e al mio amore. L’uomo iniziava a fare dentro e fuori prendendo velocità, muovendo il bacino avanti e indietro, facendomi impazzire sempre piu’. Tenevo gli occhi addosso a mamma vedendola molto coinvolta, e la cosa mi riempiva di gioia immensa. Poche volte mamma aveva partecipato cosi’ attivamente ad un rapporto tra me e un uomo. Il tempo trascorso lontana da me doveva averla cambiata in meglio, o almeno era quello che pensavo io in quell’istante di pura passione.

Avevamo fatto la cosa giusta ad andarla a trovare, e avevo fatto bene come sempre a farle vedere che Troia ero, tanto perchè non se lo dimenticasse. Dopo qualche stantuffata, Mustafa mi fece cambiare posizione, ma lo fermai un istante, volevo provare a coinvolgere anche mia madre e vedere cosa sarebbe accaduto. Sapevo che non avrebbe mai accettato di farsi toccare da Mustafa, quindi mi rivolsi a lei chiedendole se in memoria dei vecchi tempi, poteva aiutarci, il mio uomo era stanco dal viaggio, e da soli non potevamo continuare il rapporto. La convinsi con poche ma efficaci parole.

Mamma e sempre stata buona e forse anche ingenua, era abbastanza facile con le giuste maniere alla lunga convincerla a fare quello che volevo. Come detto c’erano cose che per morale e pudore non sarei mai riuscita a farle fare ovviamente, ma per quello che mi interessava da lei, lo ottenevo sempre. La invitai quindi ad avvicinarsi a noi, scendemmo dal letto, una scusa buona per non sporcarglielo, mi misi in piedi a gambe larghe e chiesi a mamma di stringermi forte come quando ci eravamo salutate poco prima all’entrata di casa.

Quindi mi lasciai andare tra le braccia di mamma che mi teneva stretta a lei in un abbraccio, in intimo con il cazzo duro fuori dal perizoma, mentre l’uomo nudo dietro di me mi prese unendosi a noi in una specie di abbraccio a tre, allargando le braccia anche lui circondò me e sfiorando le braccia nude di mamma, che aveva una vestaglia senza maniche addosso.Lei ovviamente era molto imbarazzata, ma non ci fu il tempo per vergognarsi,perche’ Mustafa spinse il suo bacino in avanti, facendo scivolare nuovamente il suo bel cazzo nero dentro di me.

Ho chiuso gli occhi sospirando forte appoggiata con il viso alla guancia di mia madre che mi teneva a stento. L’uomo iniziò a stantuffarmi avanti e indietro senza mai mollare l’abbraccio, mamma venne spinta dalla forza di Mustafa e dovemmo farla appoggiare al muro della camera per non farla finire a terra. La scena era questa, Mamma in un vestaglione senza maniche con i suoi occhialoni sul naso, che cercava di sostenere me in intimo, abbracciata a lei con il viso appoggiato al suo, e l’uomo nudo dietro di me che mi rompeva il culo abbracciando sia me che mamma, in piedi contro il muro destro della piccola cameretta.

Che paradiso, sollevai la testa dalla sua gunacia per guardarla dritta negli occhi, e goderle in faccia sorridendo mentre Mustafa mi massacrava il culo a colpi di cazzo, e mai momento per me fu piu fantastico di quello. Una cosa meravigliosa che nemmeno posso descrivere perchè assolutamente impossibile. Voltai la testa una sola volta per baciare sulla bocca il mio uomo nero. Mustafa non resistette a lungo stavolta, dopo qualche stantuffata ma ben assestata che mi sfondò le pareti del culo, venne copiosamente dentro di me allagandomi le viscere di calda sperma bianca, svuotandosi completamente le palle. Un momento come quello avrei voluto davvero filmarlo. Per scambio opinioni o corrispondenza chrisbabyface@libero.it

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