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Ho fatto sesso con il mio capo di 1948

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Di recente mi ero trasferita in un’altra città e avevo iniziato a lavorare come segretaria personale per il responsabile delle risorse umane di un’importante azienda. Il mio lavoro prevedeva di stare con lui per quasi 12 ore condividendo la stessa stanza. Lui era il mio capo ed era giovanissimo avendo poco più di 30 anni, era anche molto conosciuto tra le ragazze dell’azienda come scapolo che non aveva particolari interessi oltre il lavoro. Era strano per un uomo del suo status e del suo fisico essere solo senza una compagna perché era estremamente alto, scuro, bello e caldo con i muscoli tonici e il petto magro.

Se penso alla mia altezza che sono alta 1.60 lui mi sovrastava di molto essendo alto quasi 1.80.

Questa è la storia della mia relazione che ho avuto con il mio capo nella sua stanza durante l’orario di lavoro dell’ufficio.

Se devo essere onesta non sono mai stata il tipo di persona che ha delle sensazioni per qualcuno senza attaccamento emotivo, ma con lui è stato molto diverso. Volevo solo toccarlo, mi accontentavo di sentire le sue labbra e sentire il suo corpo sopra il mio. Mentre lavoravo spesso sognavo posizioni così erotiche che mi incantavo e pensavo di realizzarle con lui.

Non sono stata in grado di controllare le mie sensazioni e ho deciso di provare a sedurlo esplicitamente il giorno successivo nella speranza di sapere se lui fosse interessato a me. Mi sarebbe dispiaciuto se lui non avesse reagito ai messaggi visivi che le avrei lanciato e di cui ero specialista.

Così il giorno seguente mi sono presentata in ufficio sedendomi alla scrivania davanti alla sua indossando una camicia bianca trasparente e una gonna formale nera molto corta e niente mutandine. Inoltre per essere ancora più esplicita ed attraente ho indossato tacchi da 17 e trucco pesante con un rossetto rosso audace molto insolito per il mio look.

A casa, dopo essermi vestita in quel modo, poter uscire, ho indossato una giacca per coprirmi affinché per strada non mi vedessero così sfacciatamente provocante, soprattutto ho pensato al mio arrivo in ufficio ed alla miriade di voci ed illazioni che avrei potuto sollevare ed a quali gelosie se mi ossi mostrata così messa in tiro e così provocante.

Quando sono entrata nel nostro ufficio, lui era impegnato a guardare il suo computer e parlare con un dipendente che io vedevo di spalle. Lui subito mi ha guardata ed ho visto dallo sguardo che qualcosa aveva colpito i suoi occhi. Era già qualcosa.

Mi sono tolta la giacca e ho aperto i primi tre bottoni della camicia.

Il dipendente qualche istante dopo è andato via ed io ho preso una cartella e mi sono andata a avvicinata al mio capo, lui l’ha afferrata senza distogliere lo sguardo dal computer ed io ne ho approfittato per toccargli la mano che teneva tesa. Il mio movimento ed il fatto che non mi fossi allontanata da lui lo ha insospettito e solo per questo motivo mi ha guardato dalla testa ai piedi.

Il primo passo della mia seduzione era fatto.

Sono rimasta lì ferma in silenzio a farmi guardare ed anche a ricevere eventuali commenti. Ero preparata a tutto. Nella stanza non si sentiva il minimo rumore, io e lui eravamo come paralizzati, un po’ perché io aspettavo una sua mossa, lui forse perché sbalordito dalla mia mise. Infatti il mio reggiseno nero traspirante e ricamato e la scollatura anteriore profonda della mia camicia bianca rendevano visibili le tette e quell’immagine, o meglio, quelle mammelle ben fatte ed altrettanto bene supportate dal reggiseno, lo hanno fatto deglutire più volte.

Ora era chiaro che mi vedeva, lui non poteva negarlo ed allora per fare io il primo passo mi sono chinata sulla scrivania come per dargli un foglio ma l’intento era di dargli una visione più chiara delle tette.

In realtà era da qualche settimana che avrei voluto avere una relazione con lui almeno per sapere se le piacevo o se potessi sperare qualcosa in più.

Lui ha capito il suggerimento e si è sollevato dalla sedia avvicinandosi rapidamente a me sul lato della scrivania.

La parete della stanza non era distante e preso dall’istinto maschile mi ha spinto contro la parete più vicina, ha incollato le sue labbra sulle mie mentre accarezzandomi a mani piene le tette.

La porta d’ingresso della stanza non era distante e lui è riuscito con una mano a chiuderla.

Era come assatanato.

Con una mano per prima cosa mi ha levato la camicia trasparente ed a seguire il reggiseno dandomi continuamente dei baci in modo selvaggio. Le labbra si incollavano alle mie e poi andava sul collo e sulle orecchie. Io ho inclinato il collo, spostato la coda dei capelli dal lato opposto per consentirgli di baciarmi il collo anche dietro le orecchie. Dove ho uno dei miei punti erotici più sensibili.

Era magnifico. Era uno splendido esemplare di maschio a cui bisognava solo dare un’occasione esplicita affinché si aprisse e desse il meglio di sé. A me sembrava di vivere un sogno la cui realizzazione era stata sempre desiderata e che ora si avverava.

È stato molto più appassionato e intenso di quanto avessi immaginato che fosse. Il suo comportamento è sempre stato formale anche se confidenziale solo negli argomenti riguardanti il lavoro. Ora non era più così; ci preparavamo a fare sesso e ne ero felice.

I nostri respiri si sono fatti profondi e rapidi, i mugolii sempre maggiori, la foga di noi due era forte perché se la mia voglia di lui era grande, la sua si dimostrava non essere da meno.

L’eccitazione reciproca ci ha portato a restare senza fiato ed allora lui ha voluto farmi vedere una parte del suo corpo così come avevo fatto io. Si è tolto la maglietta mentre gli sbottonavo i pantaloni. Non mi sono fermata lì, gli ho levato anche i boxer e mi sono come spiaccicata su lui facendogli sentire i fremiti del mio corpo in calore.

Lui ha chiuso gli occhi e mi ha lasciato fare.

Il suo cazzo era enorme e turgido, non vedevo l’ora di sentirlo dentro di me. Ho iniziato a sfregarmi sul suo corpo passando le tette sui suoi capezzoli e l’ho sentito ansimare fortemente quando gli ho succhiato per bene il cazzo gustandomelo, al sentire il cazzo in fondo alla mia gola, cosa a cui mi ero abituata con il mio ragazzo, lui ha grugnito come se dovesse sborrare.

Dal suo comportamento ho pensato proprio che stesse per venire ma non lo volevo in bocca, lo volevo nella figa, erano anche i giorni giusti per farmi scopare senza il rischio di restare incinta.

Quando stava per venire, mi sono fermata lasciandolo in sospeso e per questo mi ha guardato sorpreso come a dire “Che cosa fai? Ti volevo venire in bocca. Mi prendi per il culo?”

Per tranquillizzarlo ed affascinarlo ancora con le mie movenze da troietta già abbastanza collaudate con altri maschi, l’ho guardato negli occhi e ho potuto notare la sua delusione ma ha reagito ed ha fatto qualcosa di inaspettato: mi ha spinto sul tavolo delle riunioni e mi ha fatto mettere le mani sopra la testa.

Mi ha levato la gonna, passandola per i piedi, e mi ha sorriso perché non indossavo le mutandine. È rimasto piacevolmente sorpreso che fossi nuda, non se lo aspettava ed allora a lui i conti ora tornavano, intendo dire che il mio atteggiamento seduttivo, gli abiti molto provocanti, il trucco vistoso, le scarpe a tacco alto erano tutti segnali e messaggi per fare sesso con lui. Io volevo dirgli che mi piaceva a che sarei stata felicemente sua.

Levata la gonna la via era libera ed il profumo della mia figa era nell’aria, ciò lo ha sicuramente eccitato tanto che un attimo dopo è entrato con il cazzo nella mia figa con una spinta improvvisa ed è stato eccezionalmente euforico nel montarmi.

La chiavata è stata splendida fin dall’inizio e le sensazioni che avevo erano esattamente quelle che desideravo e che mi aspettavo.

Spingeva in avanti e si ritirava con movimenti rapidi facendomi gemere e parlare a voce alta per incitarlo a chiavarmi a dovere.

Il fatto che mi scopasse mi soddisfava ma la mia eccitazione era aumentata, facendomi arrapare molto e senza controllo, dal fatto che fuori della porta, sicuramente, c’erano delle persone che mi sentivano e dai suoni capivano con certezza cosa stessimo facendo.

Dopo quasi 15 minuti di succhiare, scopare e gemere, ho raggiunto il massimo del piacere e sono venuta con un forte gemito. Anche lui è venuto con un grugnito fermandosi dentro a scaricare la sborra nella vagina e nell’utero, poi è crollato sopra di me iniziando a rilassarsi ansimante.

Da professionisti della gestione delle risorse umane, quali eravamo, avevamo fatto entrambi un qualcosa a base di lamenti e ansimi che era decisamente umano ed avevamo impegnato le nostre risorse umane.

La storia con lui è iniziata così ed è stata estremamente soddisfacente.

Tutt’ora ci incontriamo, usciamo, scopiamo, ci accoppiamo in ufficio quando possibile ottenendo sempre orgasmi anche il nostro sesso è una tantum e non abbiamo una relazione stabile.

Forse è meglio così con un uomo come lui, però penso che al momento opportuno lo sedurrò di nuovo per metterci insieme e farci una nostra vita.

Ad iniziare da quel giorno non avrei mai pensato che si potesse provare così tanta intensità e passione senza essere emotivamente attaccati a qualcuno e senza dubbio posso dire che è stata una delle migliori esperienze sessuali della mia vita.

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