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In viaggio con Gabriele

Un suono lento, penetrante, allungo la mano per spegnere la sveglia. Non ho voglia di alzarmi, tengo gli occhi chiusi poi di botto mi siedo sul letto…. Devo prepararmi , dopo mille insistenze finalmente hai ceduto e mi porti con te a Trieste.

In bagno , la doccia mi sveglia definitivamente, mi asciugo frizionandomi la pelle con energia, mi guardo allo specchio e sorridendomi comincio a prepararmi… un trucco leggero, i capelli domati dalla piastra, in camera apro l’armadio e dopo qualche minuto scelgo cosa indossare.Un coordinato reggiseno e brasiliano neri, calze autoreggenti, gonna a tubino nera che arriva appena sopra le ginocchia ma con spacco sul davanti, camicetta elasticizzata con profonda scollatura e per finire un decolte’ tacco 12 cm. Sono pronta e cosa insolita quando arrivi sono gia’ sul portone di casa pronta per il viaggio. Un bacio , un sorriso di apprezzamento e ci mettiamo in viaggio.
Arriviamo al casello dell’autostrada e gia’ ci accorgiamo che sara’ un lungo viaggio… una interminabile colonna di auto e camion che preannunciano la solita bagarre del traffico milanese. Finalmente riusciamo ad entrare e la strada si fa’ piu’ scorrevole, musica, uno strano silenzio tra di noi, arriviamo nei pressi del lago di Garda ed un incidente ci ferma di nuovo in colonna. Io ti guardo, ti sorrido maliziosamente e mi giro leggermente verso di te, nel movimento la gonna si alza leggermente e dallo spacco si nota il pizzo della calza, la scollatura della camicetta che si allarga un poco mostra il mio decolte’ notevole. Tu cominci a fissarmi, sai che sto per fare qualcosa, mi conosci e quando ti guardo in un certo modo ti aspetti di tutto.
Infatti con la coda dell’occhio mi sono accorta che di fianco a noi c’è un camion ed alla guida uno splendido ragazzo che guarda insistentemente nella nostra macchina, dall’alto della sua cabina non perde un cm del mio corpo e a quanto sembra apprezza cio’ che vede. Ci muoviamo lentamente, io intanto slaccio la cintura di sicurezza e con pochi movimenti veloci mi sfilo lo slip e lo appoggio sul cruscotto. Prendo la tua mano e me la appoggio sulla coscia, guidandoti la porto all’altezza del mio inguine, tu sorridi e cominci una lenta carezza non distogliendo lo sguardo dalla strada.
Il camionista emette un lungo fischio e cerca di non perdere l’allinenamento con la nostra auto.. Il tuo tocco mi eccita e comincio ad emettere umori che bagnano le tue dita, sfilo la tua mano, me la porto alla bocca e comincio a succhiare le dita una per una. Il tuo cazzo che diventa duro, gonfio e preme sui pantaloni, il tuo respiro che si fa’ piu’ profondo, la mia lingua che gioca con i tuoi polpastrelli. Ci fermiamo di nuovo allungo la mano e massaggio dolcemente il tuo cazzo, ormai sono eccitata e non mi accorgo piu’ di nulla…. so solo che ti voglio.
Slaccio i pantaloni sposto lo slip ed ecco l’oggetto dei miei desideri pronto, mi chino leggermente e comincio a giocarci con la lingua, piccoli colpi alla cappella, il tuo gemito di piacere e di supplica, vuoi che te lo prenda tutto in bocca. Continuo la mia tortura ancora un po’ poi di colpo me lo infilo dentro fino in gola, comincio a succhiare con passione, sai quanto mi piace avere il tuo cazzo in bocca. Tu che con la mano premi la mia testa per la paura che me lo sfili. Incomincio un fantastico sali scendi, la saliva che mi cola dalle labbra …….. lo lecco lo succhio e tu che finalmente esplodi, un getto di sborra calda mi riempie la bocca.
Mi sollevo e mi lecco le labbra per togliere le ultime gocce mentre un suono di clacson mi ricorda il camionista, mi giro e lo vedo con gli occhi spalancati ed il viso stravolto . Ti tocco e con un cenno te lo indico, tu ridi e mi sussurri ”Sei sempre la solita troietta amore”.
Finalmente si riparte con scioltezza, il viaggio prosegue tranquillo chiaccherando del piu’ e del meno, arriviamo verso Padova ed io ti chiedo se possiamo fermarci in autogrill che devo andare in bagno. Ci fermiamo, un caffe’ ed io scendo nelle toilette. Quando esco vedo il camionista che mi fissa fermo appoggiato allo stipite della porta d’ingresso. Sorridendogli gli passo vicinissima facendo in modo che il mio seno (una sesta) si strusci sul suo petto, scusandomi salgo le scale che mi portano da te. Sento il suo sguardo sul mio culo che si muove sinuosamente nella salita aiutato dal tacco vertiginoso. Prima di risalire in macchina ti abbraccio e ti bacio appassionatamente nell’orecchio ti sussurro che ho voglia di scoparti e di trovare un’area di sosta dove poterlo fare.
Partiamo e dopo una mezz’ora troviamo l’area, sembra fatta apposta, piena di alberi, abbastanza grande da potersi appartare. La mia voglia è immensa e senza nemmeno un preliminare, esco dalla macchina e mi appoggio al cofano a pecorina, mi sollevo la gonna e ti prego di sbattermelo tutto dentro. Tu sei dietro di me, ti slaccio i pantaloni, estrai il cazzo durissimo e me lo infili dentro in un colpo solo. Grido di piacere , fortuna che l’area è vuota altrimenti mi avrebbero sentito tutti.
Cominci a scoparmi forte. le tue palle che sbattono sulle mie chiappe, mi stai sfondando ed io godo come una cagnetta in calore. Le tue mani che slacciano la camicia e tirano fuori dal reggiseno le tette e cominciano a strizzarle a torturare i capezzoli mentre un rumore forte di motore mi fa’ capire che non siamo piu’ soli. Guardo e vedo che si è fermato il mio camionista(nelle mente ormai lo considero mio).
Sapere che ci sta’ guardando mi rende ancora piu’troia e comincio a gemere sempre piu’ forte, ad incitarti perche’ tu mi scopi ancora piu’ forte, ti dico che voglio essere sfondata. Tu che dicendomi che sono una troia fantastica mi accontenti dandomi colpi sempre piu’ forti e strizzandomi sempre piu’ forte le tette. Ti accorgi che il camionista si sta facendo una sega guardandoci e me lo sussurri nell’orecchio ”troietta guarda che stai facendo fare al povero ragazzo” .Io che lo fisso intensamente finalmente l’orgasmo mi travolge ed anche tu mi riempi la figa di sborra, nello stesso istante un gemito ci fa’ capire che anche il camionista è venuto.
Ti ricomponi, prendi il mio slip dal cruscotto e ti avvicini al ragazzo, con un movimento rapido apri la portiera del camion mentre lui ancora con il cazzo in mano ha un sussulto, tu sorridendo gli lanci lo slip dicendogli che è un regalo della sua troietta. Poi scrivi velocemente su un tuo biglietto da visita ti giri e torni alla macchina, sali, mi baci e mi dici ”amore che ne dici se il gioco diventasse a tre?”
Ti sorrido maliziosa e senza una parola ti faccio capire che potrebbe andarmi.
Ripartiamo e con calma mi spieghi che hai lasciato il numero di cell al camionista e le indicazioni per un motel che c’è subito dopo Mestre ….
Continua………

Valentina
gabryarcangeli.blogspot.com

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Autore Pubblicato il: 17 Novembre 2022Categorie: Racconti Erotici, Racconti Erotici Etero, Trio, Voyeur0 Commenti

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