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Situazioni erotiche – cap. 26

A volte il destino gioca strani scherzi, con me è stato veramente bizzarro: mi sono sposata a 24 anni e avevo l’amante, ho divorziato a 29 ed avevo l’amante, mi sono fidanzata di nuovo ed ho un amante. Qualcuno sarà portato a pensare che io sia un po’ come dire, un po’ troia.

Non voglio che lo pensi. Che sia certamente una grande troia è vero, però che mi piaccia fare sesso sempre in diverse situazioni è ben diverso.

Voglio dirti mia cara cosa mi è capitato quell’estate di qualche anno fa.

Mi ero momentaneamente lasciata con il fidanzato che poi avrei sposato l’anno dopo, naturalmente dedicando tutte le mie energie al mio unico e vero amore della mia vita: Maurizio il mio amante.

Inutile dire che lo stare con lui aveva trasformato una ragazzina qual ero in una vivace in una ninfetta assetata di sesso. Ci vedevamo per avere incontri a solo scopo sessuale e la mia iniziazione ai rapporti multipli con gente, che lui trovava chissà dove, mi avevano disinibito parecchio e ormai mi muovevo con facilità nuda davanti ad estranei.

Ero ancora una ragazzina di poco più di vent’anni quando ho capito che il mio corpo piaceva agli uomini e la mia sicurezza era aumentata. Avevo i capelli lunghi, lisci e biondi fino a metà schiena, due occhi azzurro mare e un visino da angelo perverso che si adattava alla mia mente piena di fantasie erotiche.

Il seno di quinta misura, quasi sesta, era la mia parte più evidente che faceva impazzire gli uomini che quando potevano ne godevano a piene mani usandolo in ogni modo possibile. Quel seno sporgeva come tu ora vedi bene, conoscendomi intimamente, era una bella curva che sembrava disegnata da un artista e la mettevo in evidenza usando cinture che mi segnassero la vita che era sottile e due bei fianchi con un culo che, come vedi, è formoso, per non dire delle gambe che erano belle e terminavano alle caviglie sottili come quelle di una gazzella …. e non era poco!

Il mio amante Maurizio aveva una fabbrica di apparecchiature elettromedicali desinate agli odontoiatri nel nord. Era sposato e rendeva felicemente cornuta la moglie con me ed anche con altre collaboratrici che aveva.

Quando ero sua amante da qualche mese avevamo preso gusto ad incontrarci con sconosciuti con cui potevo sfogare il mio desiderio perenne di essere troia e lui la sua voglia di vedere se avessi dei limiti. Lui godeva vedermi scopare con altri ed anche scoparmi lui stesso insieme ad altra gente, uomini o donne, non era importante.

Tra alcuni dei suoi amici, che avevo conosciuto anche io in un’altra occasione, era frequente lo scambio di coppia ma loro avevano introdotto nei loro ménage una variante: cedevano la propria amante mettendola in palio. Mi spiego meglio. Ogni uomo portava una donna e due amici e poi si sorteggiavano uomini e donne.

Tutto ciò avveniva in un bar del centro alla chiusura dei negozi al venerdì sera. Poi ci si ritrovava nello stesso bar verso le tre di notte a raccontare chi era la miglior ragazza ed il miglior maschio.

In pratica ogni ragazza usciva con tre cavalieri ed era inutile dire che andava a letto con tutti e tre.

Una sera la sorteggiata sono stata io ed i miei amanti in quell’occasione erano Leonardo, Pippo e Pietro. Tutti perfetti sconosciuti mentre Maurizio ha avuto la fortuna di prendersi Eva, una modella francese veramente bella. Insieme a lui c’erano Alessio e Michele.

A lui ho dato un bacio a tutti e via per andare a casa di qualcuno di loro.

I maschi che erano con me hanno deciso di andare nell’appartamento di Pippo. Durante il tragitto in auto i miei cavalieri, peraltro gentilissimi mi hanno coccolato e sono stati impeccabili.

All’arrivo abbiamo trovato un piccolo buffet. Io non avevo fame o perlomeno non di cibo; pensavo a scopare e ad essere presa da tutti e tre per stabilire chi fosse il migliore.

Quella sera indossavo una mini gonna nera sino a metà coscia, con due spacchi laterali altissimi che le lasciavano scoperte sino all’inguine. Ovviamente niente intimo. Ho indossato anche una leggera maglietta con una scollatura profonda sulla schiena ed anche sul seno; si vedeva l’ombelico e molto bene il solco tra le tette.

Completavano il mio outfit scarpe con tacco a spillo e zeppa da diciassette centimetri.

Mi sentivo elegantissima e porca nello stesso tempo con le mie autoreggenti nere.

I ragazzi erano belli e simpatici e mi hanno fatto la corte anche se sapevo che era tutto previsto e scontato.

L’atmosfera nell’auto si è fatta rovente con discorsi allusivi ed espliciti su quello che a loro sarebbe piaciuto fare. I ragazzi li ho visti agitarsi nei sedili con fare un po’ nervoso.

Leonardo aveva all’incirca 31 o 32 anni, scuro di capelli corti, alto circa un metro e ottanta, invece Pietro era più basso biondo con occhi azzurri più o meno 30 anni, Pippo certamente il più grande d’età, più o meno 35 anni, capelli lunghi e mossi, occhi neri come i capelli.

E’ stato Pietro a dirmi “Qual è la cosa che ti piace fare di più?”

La mia risposta loro non se l’aspettavano “Ragazzi! A parte che con discorsi mi avete eccitata e sono fradicia e probabilmente lascerò qualche segno sul tessuto di questa bella auto, ciò che dovete sapere è che io a letto amo essere trattata in un modo un po’ un po’ rude, insomma mi piace essere comandata e insultata, anzi più mi trattate male e più mi piace. Amo essere legata e adoro ubbidire. Ecco questo è ciò che mi piace di più”

Dopo questa mia dichiarazione è sceso il silenzio.

Il primo ad aprire bocca è stato Pippo proprio mentre Leonardo parcheggiava nel garage del palazzo “Sei fantastica tesoro! Credo ci divertiremo un casino”

“Lo spero anche io” ho ribattuto ed ho allungato per un attimo le gambe sapendo di scoprire completamente le cosce nel scendere dall’auto.

In ascensore ho fatto in tempo a baciarli tutti e tre e ad accarezzare i loro rigonfiamenti da sopra i pantaloni, poi l’ascensore si è fermato al piano e siamo usciti per entrare in casa.

Chiusa la porta è stato Pippo a parlare per dirmi “Dai scambiamoci qualche confidenza! Ti va?”

Ho risposto “Certo Pippo, ma di che genere?” ho risposto anche se sapevo perfettamente il genere di confidenze che intendeva.

“Ognuno di noi ti farà una domanda e tu dovrai rispondere sinceramente. Saranno domande molto intime. Ok?”

Lo stesso Pippo è stato il primo a fare domande.

“Ti piace masturbarti?”

Ed io con aria di ingenua perversa “Sì, molto”

“Lo fai spesso?”

“Sì, parecchie volte alla settimana” ho risposto con un sorrisino.

Leonardo mi chiesto ” Quando hai fatto l’amore la prima volta?”

“A quattordici anni con un ragazzo di venti”

Pietro che si toccava la patta “Sei mai stata con una donna?”

“Sì, diverse volte. Sono bsx” e li ho guardati tutti e tre negli occhi.

Pippo mi ha fatto un’altra domanda “Il primo pompino a che età lo hai fatto?”

“A quindici anni, ad un mio compagno di banco”

Leonardo mi ha chiesto “Hai imparato subito a ingoiare lo sperma?”

“No. Le prime volte quella specie di crema bianca calda mi faceva un po’ schifo, ma poi con un ragazzo più grande, verso i diciassette anni, mi ha insegnato l’ingoio. Da allora mi piace un casino!”

Pietro “Il culetto a che età ti è stato aperto?”

“Anche quello a diciassette anni, sempre da quel tipo che credo avesse 25 anni. Mi ha svezzato a meraviglia!”

Pippo “Non mi dirai che questa è la prima volta con più uomini. Sei già stata con diversi uomini contemporaneamente, vero?”

“Sì. L’ho già fatto almeno 15 volte” e li ho guardati tutti tre in faccia per vedere la loro espressione.

Erano tutti e tre eccitati.

Leonardo “Quando sei stata con più uomini, quanti erano?”

“erano dieci, in una volta sola ma di solito erano più di quattro”

Pietro non mi ha lasciato finire la frase; era eccitatissimo e mettendosi alle mie spalle mi ha accarezzando le tette da sopra la maglietta; le aveva afferrato con tutte e due le mani e le sollevava soppesandole.

Leonardo si è avvicinato e, baciandomi il collo, mi ha infilato una mano tra le cosce accarezzandomi la figa. Ero eccitata anche io e a quel tocco ho sentito cedere le gambe.

Pippo, il più esperto, sapeva come condurre il gioco e l’ha interrotto.

“Troia! Spogliati davanti a noi e voi sedetevi sul divano e godetevi lo spettacolo” ed è andato all’interruttore ad abbassare le luci accendendo anche lo stereo per una musica in sottofondo.

Gli amici si erano seduti ed io al centro mi sono messa a ballare cercando di essere più sensuale possibile, ho aperto la maglietta lasciando che le mie grandi tette fossero esposte. A quel tempo essendo giovanissima, le tette erano belle sode e rimanevano alte.

La maglietta quasi subito me l’ho levata e a seguire ho levato anche la mini. Non avendo intimo, apparivo nuda e ciò non li ha sorpresi per niente.

Le frasi che mi hanno rivolto erano da maschi arrapati e presi da lla lussuria; aveano facce da libidinosi ed a ciò, seppur giovane, ero abituata.

“Succhiaci il cazzo pompinara, avanti “

Pippo aveva capito tutto.

Per me quelle parole erano il coronamento delle mie idee e si stava realizzando ancora una volta un sogno. Vivevo per il sesso e tutto era sesso.

Ho ubbidito felice e sono andata da Pietro a cui ho accarezzato le gambe, l’ho baciato dopo essermi seduta sulle ginocchia, gli ho slacciato la cintura e mentre lui si sfilava la camicia, ho abbassato i pantaloni ed anche i boxer. Con mia sorpresa ho visto un cazzo tra le sue gambe veramente notevole. Sono rimasta incantata e volevo averlo subito dentro. Era da tempo che prendevo cazzi grossi che mi soddisfacevano pienamente. Avrei voluto avere sempre la figa piena e larga.

Allora ho esclamato “Mmmm! Wooow, che bello! Mmmm, vieni da me bel pisello!!”e mi sono chinata per lecAlessio partendo dai testicoli. Lui ha sospirato ed io ho aumentato l’azione della lingua facendolo gemere di piacere. Tenevo in mano quel bel cazzo per godermi la durezza e le dimensioni ma anche per il calore che quel cazzo emanava.

Intanto anche Leonardo lo ha tolto abbassandosi i pantaloni e mi sono precipitata ad imbocAlessio facendo un po’ di rumore che ha suscitato l’ilarità di tutti ed anche il pensiero “Che pompinara! Questa sì! Sei brava ragazza, proprio una brava pompinara”

Chi era rimasto vestito era Pippo. Da lui ci ho pensato dopo aver pompato per un po’ Leonardo. Pippo sorseggiava un drink. L’ho guardato negli occhi e gli ho lacciato la cintura, gli ho abbassato i calzoni ed i boxer ed infine tutto il resto lasciandolo con solo la camicia su cui ho sfregato le tette.

Con lui mi sono data da fare. Mi sono inchinata per baciarle i piedi e leccargli le caviglie mentre con una mano accarezzavo il suo cazzo che era più grosso di quello di Pietro; uno spettacolo vero e proprio.

“Vorresti che ti faccia qualcosa di particolare?” gli ho sussurrato ed sentito il suo cazzo sussultare segno che un’idea l’aveva e l’eccitava ulteriormente. Poi senza dargli tempo di rispondere ho ingoiato il suo cazzone sino alla radice fissandolo negli occhi con uno sguardo pieno di piacere. A me piaceva molto quel cazzo e me lo volevo godere tutto da tutte le parti.

Con quel ‘coso’ in bocca mi sentivo soffocare e avevo dei conati ma ho resistito. Quando l’ho estratto mi uscita tanta saliva densa dalla bocca che è colata sulle mie tette.

Davo di me un’immagine di grande lascivia.

Devi sapere che sono riuscita a tenerlo in bocca tutto ed a lungo e quando l’ho sfilato dalle labbra era completamente ricoperto di saliva. Mentre lo pompavo mi toccavo le tette strizzandole per bene.

Uno degli altri ha detto “Che vacca che sei! Proprio una gran troia, succhia cazzi pompinara!”

Un attimo gli altri mi sono saltati addosso e ci siamo rotolati sul bel tappeto persiano steso nella stanza. Le loro mani si sono fatte spudorate ed intraprendenti. Leonardo mi ha preso da dietro infilzandomi nella figa allagata. Ero tutta presa, ero un fuoco ed ho urlato di piacere.

La mia bocca è stata poi occupata dal cazzo di Pietro mentre anche Pippo si è messo dietro a cercare il modo di potermi inculare.

Avevo già un cazzo abbastanza grosso nella figa e pensavo che quello di Pippo non sarebbe entrato.

L’ho sentito spingere sul buchino ed io ho allargato le natiche con le mani.

Pensando bene che Pippo mi avrebbe inculato si sono messa un dito in culo non senza bagnarlo prima con la saliva.

Ho sentito un attimo dopo che Pippo mi ha sputato sul buchetto e poi è riuscito a entrare allargando lo sfintere con un colpo deciso. Ero abituata ad essere inculata ed ero stata oggetto, altre volte, di sandwich quindi per me niente di nuovo. Il culetto si è allargato facilmente perché sapevo come fare. Avevo sensazioni incredibili. Dicevo “Sììì, uahhhhh, ohhhhh. Entrate nel culo! Vi voglio nel culo e nella figaaaa! Ohhhhh!!” urlando.

Era fantastico e per un po’ dopo che lo hanno sfondato tutto sono rimasta immobile ed ho creduto di impazzire per il piacere.

Sentivo l’orgasmo travolgermi.

Poi, sempre Pippo, mi ha scopato e lo ha fatto dandomi colpi lenti e subito dopo affondando tutto dentro di me con violenza. Era veramente forte ma le sensazioni che ne avevo erano incredibili. A tutt’oggi mi ricordo bene quell’accoppiamento.

Io succhiavo il grosso cazzo di Pietro che era al settimo cielo e mi insultava in tanti modi. Più lo faceva e più mi arrapavo “Sei una troia pompinara! Senti che lingua questa bocchinara da strada, ne avrà succhiati mille di cazzi! “

“Di più, di più! Sono la vostra troia! Datemene ancora. Ne voglio per una settimana!”

Loro me ne davano tanto e si segavano, mi montavano, mi scopavano e tutta la sborra finiva nella mia bocca; mi nutrivano di sborra ed era bello!

Pippo sentendomi così arresa a loro, e penetrata come non mai, era sul punto di sborrare eccitato dalle mie parole e probabilmente prossimo a venire.

Ho pensato che fosse pronto a sborrare perché è uscito dal mio culetto lasciando che Leonardo continuasse a scoparmi con decisione.

Voltandomi ho visto Pippo seduto al tavolo che mangiava qualcosa ma ciò non gli impediva di rivolgersi a Leonardo “Inculala mentre mangio! Voglio che mi lecchi il cazzo mentre la inculi”

Leonardo mi chiavava in culo. Il culo era aperto e non ha avuto difficoltà a sistemarsi dentro ed ha fatto qualcosa di acrobatico: senza sfilare il cazzo dalla mia figa mi ha portato vicino a Pippo. Io ero abbracciata al suo collo ed avevo il suo cazzo dentro mentre lui camminava. Ma poi!! Me l’ha tolta dalla figa e me l’ha piantato nel culo di colpo.

Nonostante il buco fosse già stato aperto mi è doluto. Ho inarcato la testa ed ho urlato di dolore per la violenza della penetrazione ma Pippo mi ha afferrato per i capelli “Succhia pompinara! Sei una troia e devi dimostralo!!”

Gli ho afferrato il cazzo e me lo sono messo in bocca facendogli un furioso pompino mentre Leonardo continuava a chiavarmi il culo con violenza. Quel pompino l’ho fatto a velocità incredibile. Pensavo di fargli qualche ferita ma ho tenuto ben aperta la bocca e non gli è successo niente.

Intanto Pippo mangiava e ogni tanto mi ha preso per i capelli mettendo sul cazzo fette di prosciutto che afferravo con le labbra e ingoiavo, così mangiavo anche io che a dire il vero ero già sazia della sborra che sino a quel momento ho ingoiato.

Poi ho ripreso a spompinarlo.

Pippo ha tardato a venire e come gli altri mi è venuto in bocca.

Lo ha sostituito Pietro e mi sono messa d’impegno a pompare quel superbo cazzo mentre ricevevo nel culo il cazzo di Leonardo; lui si è sdraiato sul tappeto tra le gambe di Leonardo ed è arrivato con la testa tra le mie cosce per leccarmi la figa tenendola aperta con le dita.

Per come ero presa non capivo più niente e sono impazzita di piacere mugolando come una cagnetta in calore.

Pietro con la lingua era bravissimo.

Mmmm! Uuhhhh, sì, sì, sì, mmm, sluuupp, slaappp, mmm, mmggghhh era ciò che riuscivo ad emettere dalle labbra occupate dal cazzo di Pippo che si godeva quel superbo pompino dandomi anche il ritmo. Lui con la mano sulla mia testa ha raccolto i capelli in una mano e li ha tenuti sollevati, io mi sono dedicata ai suoi coglioni insalivandoli nuovamente.

Leonardo mi stava sfondando il culo con colpi decisi e lunghi, la lingua di Pietro mi procurava un orgasmo dietro l’altro ed ero certa di aver innaffiato il volto del ragazzo con la mia sbroda.

Mi sono accorta che Pippo ha preso qualcosa dal tavolo e poi si ha passato la mano sul cazzo e sulla grossa cappella; ha ricoperto il suo cazzo con una sostanza marrone e poi me lo ha ficcato in bocca. Era budino al cioccolato ed è stata una sensazione di voluttà notevole.

Quando Leonardo è uscito da me per prendere fiato, Pietro ripreso a scoparmi la figa da dietro mentre io lavoravo il cazzo di Pippo ripulendolo dal dolce budino. In uno specchio da quella posizione ho visto le nostre immagini riflesse; ho visto il mio viso impiastricciato di budino, i capelli spettinati ed il mio viso su cui scorrevano rivoli di sudore. Era una fatica fare la troia ma era anche molto bello.

Pippo si è alzato dalla sedia sfilando il cazzo dalla mia bocca e mentre era in piedi me lo ha sbattuto più sul viso, sulle labbra e sulle guance. Nel sentire quei colpi di cazzo mi sono sentita sottomessa e mi piaceva un veramente tanto. Avrei dato chissà cosa perché lui ripetesse quei gesti!

Pietro, che stava dietro di me e mi chiavava, intanto ha afferrato le mie tette e durante la scopata me le ha impastate con le mani senza tanti riguardi sussurrandomi frasi oscene all’orecchio che puoi immaginare la libidine che hanno creato in me “Sei proprio una puttana senza pudori. Chissà quanti cazzi ti sei presa!”

“Sì, sì, sì, mi piace il cazzo e sono la vostra troia! Fatemi tutto quello che volete! Ho preso tanti cazzi, anche di negri! Sì, sìì scopamiiii!!”

Mentre Leonardo continuava a scoparmi con la coda dell’occhio ho visto arrivare Pippo e Pietro con delle corde in mano e Pietro, vedendo la corda, ha capito subito e mi ha preso le mani mettendole dietro nella schiena; in due me le hanno legate nei polsi e mi hanno fatto inginocchiare; vaveo il viso a terra ed il culo all’aria con il cazzo di Leonardo che mi apriva la figa.

Anche Leonardo, nonostante la forza e la sua resistenza, si è fermato per prendere fiato e Pippo prendendomi sotto le ascelle e mi ha aiutato a mettermi in piedi e così mi hanno lasciato mentre loro si fumavano delle sigarette.

Parlavano tra di loro come se io non ci fossi commentando quanto li avessi soddisfatti e di come mi avevano goduto “Veramente brava questa troietta, anzi questa troiona! Vediamo di giocarci ancora un po’, che ne dite!?”

Pippo mi ha presa per un braccio ed ha aperto la porta d’ingresso di casa. Il pianerottolo era vuoto, per fortuna, e lui mi ha lasciato lì all’esterno completamente nuda e con le mani legate. Avevo solo le scarpe ai piedi e le autoreggenti, per altro rotte, ed inoltre non potevo nemmeno coprirmi con le mani.

Il rumore dell’ascensore in moto mi ha terrorizzato; temevo che si fermasse al piano in cui ero io e speravo che non si fermasse a quel piano: speranza inutile. La porta si è aperta ed apparsa una coppia: lui un uomo sui 50anni alto e brizzolato ed una donna più giovane sui 40 mora e molto attraente con un paio di belle gambe evidenziate dalla minigonna. Mi hanno guardato stupiti e lui, guardando la sua donna, è sbottato in “Ma che cazzo!! E questa da dove arriva? Mica male però!!”

La donna prontamente ha ribattuto avvicinandosi “Deve essere una troia, per essere in questa situazione! Ma come c’è arrivata?” e poi rivolta a me “Ehi carina! Come te la passi?” “Insomma! I miei amici si tanno divertendosi alle mie spalle!”

I miei tre amici sicuramente erano dietro la porta ad ascoltare e guardare dallo spioncino.

“Come ti chiami cara?” ed ha allungato una mano per accarezzarmi le tette facendomi venire una scossa di piacere.

“Silvana”

“se vuoi puoi entrare e divertirti un po’ con noi. Siamo qui per questo. Lasciamo la porta aperta così se i tuoi amici possono entrare a vederti ed anche riprenderti quando vogliono”

Ho sorriso a quell’invito e l’uomo ritenendo che potesse toccarmi lo ha fatto accarezzandomi il culo ed allo stesso tempo ha baciato la donna sulle labbra. Distaccandosi leggermente ha sussurrato in odo che lo sentissi “Cosa hai in mente amore?”

“Lo vedrai caro. Ci divertiremo anche noi. Stai tranquillo”

Aperta la porta ed entrati sia loro che io, hanno lasciato l’anta scostata e mi hanno condotta in un salone per poi lasciarmi sola. Sono tornati dopo pochi minuti. Lui era completamente nudo e la donna con una guepiere nera molto bella che le strizzava le tette. Ai piedi indossava scarpe alte di vernice nera e autoreggenti nere sostenute da laccetti collegati alla guepiere per sostenerle durante i movimenti.

Poi la donna mi ha fatto inginocchiare ed ha spinto la mia testa fra le sue cosce. Ero in preda alla droga del sesso sfrenato ed ho subito leccato figa eccitata respirando a piene narici il suo profumo.

L’uomo in piedi dietro di lei la baciava sul collo e lei ansimava sia per la mia lingua che per quella del suo amante.

Sotto l’azione combinata lei è riuscita a prendere in mano il cazzo semieretto dell’uomo e me lo ha messo davanti alle labbra “lavalo tu, pompinara! Vediamo quanto sei brava!”

Non mi è restato che aprire volentieri le labbra e mettere all’aria il glande dell’uomo scostando la pelle lentamente e delicatamente. Un odore pungente mi ha riempito le narici; doveva essere venuto nelle ultime ore e forse non si era lavato. Quel profumo che in un altro contesto avrei rifiutato, in quel momento mi ha è piaciuto, mi ha arrapato più di quanto lo fossi, ed allora l’ho imboccato e come aveva detto la donna mi sono data da fare per pulirlo giocandoci intorno ed a causa della spinta che la donna faceva sull’uomo l’ho ingoiato fino alla radice.

Poi si è accosciato e si è avvicinato al mio viso per baciarmi cosa che ho fatto con sensualità estrema.

L’uomo ha proseguito nei baci finché lei lo ha fatto sollevare e gli ha chiesto di montarla nella figa.

“Lecca dolcemente il culo al mio uomo troeitta!”

La donna mi ha dato quell’ordine senza mostrarsi per niente imbarazzata.

Ho ubbidito ed ho leccato le natiche del maschio che andavano su e giù durante la monta e poi ho infilato la testa nel solco per arrivare al buco del culo a cui sono arrivata con fatica, l’ho insalivato sfruttando il suo movimento.

La voce di Pippo mi ha colpito “Buonasera. Abbiamo perso una puttanella e vedo che l’avete ritrovata voi. Buonasera signora Lucia, signor Mario!”

Lucia per nulla imbarazzata ha continuato a ricevere il cazzo di Mario nella figa ed ha risposto che ora ero impegnata e non poteva lasciare l’opera a metà “”se vi volete accomodare!” i tre ragazzi con degli asciugamani attorno alla vita si sono accomodati ad aspettarmi.

In quel momento ho capito che anche la coppia faceva parte del loro gio. infatti Lucia, senza vergognarsi, anzi con fare tranquillo di chi ha confidenza, mi ha messo il suo bel culo in faccia ed io mi sono affrettata a baciarla mentre lei spompinava Mario davanti a tutti. Lei doveva essere molto brava con la bocca perché Mario sospirava profondamente e di lì a poco sotto i suoi sapienti colpi di lingua è venuto rantolando.

“Sborra in bocca alla ragazzina! Vediamo come se la cava a bere e se lo ingoia tutta!”

 Lucia lo disse a voce alta per farsi sentire da tutti.

Io la leccavo senza sosta le sue chiappe che lei teneva allargate con le mani, Mario si è sfilato dalla sua bocca e lei si è girata. Mi ha preso il viso con una mano e con l’altra mi ha tenuto per i capelli. Mario ha puntato il cazzo sulla mia bocca spalancata e il primo schizzò è finito sul palato, poi un altro ed un altro ancora; era sborra densa e cremosa che ho ingoiato guardando Lucia negli occhi assaporandola schioccando la lingua e per terminare ho passato la lingua sulle labbra per poi pulire la cappella di Mario dalle ultime gocce di sperma.

“C sa fare la bambina! Brava pompinara! Bevi sborra che ti fa bene!”

In breve mi hanno scopato ancora ed hanno sborrato nella mia bocca. Ero piena di sborra ovunque.

“Dai troia! Sei proprio una vacca da monta!”

“Sì montatemi e datemi i vostri cazzi! Sono la vostra vacca! Sì, sì, sì!”

Intanto Lucia si stava ripassando tutti i miei amici sotto gli occhi del suo compagno ed io ero la sua fonte di eccitazione.

Quella notte mi sono abbuffata di cazzi in verità molto ben fatti e ad uno ad uno li ho fatti sborrare tutti nella mia bocca e sulle mie tette. A dire il vero non mi hanno sborrato solo in bocca ma anche nel culo. Infatti hanno voluto anche incularmi.

Al termine avevo la sborra che mi colava dal buco del culo e scendeva sulle cosce.

Era una giostra perversa ed io sembravo una marionetta nelle loro mani. Avevo avuto diversi orgasmi mentre mi scopavano e ancora colavo come una fontana di sperma. Non mi ero accorta che Lucia si era avvicinata al mio fianco. Eravamo faccia a faccia e ci hanno inculate entrambe mentre dei cazzi sono entrati nelle nostre bocche.

Le spinte che ci davano nel culo ci spingevano contro quei grossi cazzi e li baciavamo insieme in un osceno intreccio di labbra e di lingue.

Abbiamo ricevuto anche molte sborrate sulla faccia.

E’ stato solo dopo un bel po’ che è venuto Pippo a strapparci dal quel branco selvaggio sollevando non pochi malumori.

Per uscire da quella casa ci siamo coperti con degli asciugamani molto grossi e in un attimo eravamo in auto per fare ritorno a casa. I miei vestiti per altro molto mini, direi succinti, erano in casa di Pippo ma sparsi e non ricordavo neanche dove li avessi tolti.

In auto io e Lucia ci siamo abbracciate e ci siamo restate a lungo baciandoci e toccandoci fra le gambe.

Appena in casa una lunga doccia ristoratrice ci ha rigenerato; l’ho fatta con Lucia e poi siamo andate a dormire tutte e due nel mio lettone; era la una di notte.

Parlavo con Lucia e nonostante l’orario mi sono levata e sono corsa in cucina per prelevare dal frigo una bottiglia di spumante. Volevo festeggiare Lucia che era diventata la mia nuova conoscenza ed anche perché mi sentivo sicura che con lei avrei fatto molto sesso.

Ho riempito i flûte ed uno l’ho passato a Lucia che mi ha detto avrebbe volentieri immerso la cappella di Pietro che a lei piaceva immensamente.

Lei era una vera vacca proprio come me.

Alle prime ore dell’alba ci siamo rivestite ed in taxi siamo andate al bar dove ho ritrovato Maurizio senza la modella francese con cui ha scopato quella sera, lui era il mio amante preferito. Con lui abbiamo bevuto un ottimo drink tutti insieme e dopo aver chiacchierato con le altre ragazze, scambiandoci qualche particolare piccante, siamo tornate definitivamente a casa.

“Io mi sono divertito come un pazzo amore, e tu?? ” mi ha detto Maurizio. Per rispondergli ho aspettato un attimo e poi a mia volta “Io di più, amore, di più veramente. Credimi!”

Per convincerlo realmente gli ho tirato fuori l’uccello e l’ho spompinato fino a quando la macchina si è fermata davanti al mio portone.

 

Ora cara Lidia ora sai quel sono i miei trascorsi giovanili.

Sai anche perché a me piace il sesso oltre ogni limite.

Mio marito l’ho conosciuto in un’orgia e come condizione ho messo che lui mi lasciasse libera di fare sesso anche dopo con chi mi pare.

Quando lui va fuori città oppure torna tardi a casa, è in altro appartamento che abbiamo e sta scopando con altre sue amanti. So perfettamente che nel nostro ambiente lui da l’idea cd i non considerarmi ma non è così.

Io al suo contrario sono molto esplicita.

Ora cara la mia Lidia vieni qui. Voglio amarti per tutta la notte e farti conoscere altri lati del sesso che non conosci. Sei ancora molto ingenua.

 

Le due donne si sono abbracciate e poi Silvana ha aperto le gambe offrendo a Lidia la figa che per un richiamo silenzioso si è chiama leccandola facendola godere come mai aveva visto.

Lidia e Silvana si sono amate per molte ore e si sono addormentate nuda tra le gambe una dell’altra in una che a guardarle davano un senso di libertà ma anche di sensualità selvaggia.

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