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Con l’arrivo della tarda primavera, ho sempre sofferto, se così si può dire, di un risveglio prepotente dei sensi e delle sensazioni. Non riesco a dire loro di no e la mia curiosità diventa vizio. Quello che non potevo immaginare è dove mi avrebbe portato.

Sono Vittorio, ho 35 anni e da 7 sono sposato con Miriam, mia coetanea, con cui abbiamo un rapporto splendido, complice e mai banale. Miriam è una donna molto elegante e soprattutto ha un fisico che ha sempre, primavera o no, fatto viaggiare la mia fantasia. Meravigliosamente asciutta, non alta, con un bel culetto e delle tettine che sembrano un invito all’assaggio, abbiamo fatto parecchie acrobazie prima e dopo il matrimonio, provando anche il brivido esibizionista dello scambio.

Da un po’ di tempo, complici i nostri lavori sempre più impegnativi, la casa nuova, la pandemia e chi più ne ha ne metta, i nostri incontri si sono giocoforza rarefatti, ma hanno continuato comunque ad essere ben più che soddisfacenti per entrambi.

La gestione è, ahimé, un tasto dolente: il cruccio di Miriam è quello della casa in ordine, a costo di rinunciare ad uscire o al tempo insieme, cosa che, alle volte, ha visto scornarci anche furiosamente. Per questo, abbiamo deciso di far venire più spesso a casa nostra mia suocera, Rita, che si era sempre messa a disposizione per i lavori domestici, essendo libera quasi tutti i pomeriggi. Fino ad ora mi ero sempre opposto, non volendo intromissioni nella nostra sfera personale. Sia io che Miriam eravamo andati via da casa molto presto e la nostra libertà, dicevamo, non valeva il prezzo di una casa sottosopra. Il matrimonio e la stanchezza hanno un po’ messo in discussione questo paradigma ed in fin dei conti, se questo poteva portarci a qualche uscita, scopata in più e meno stress, perché no?

Mia suocera Rita non perse tempo: all’indomani della chiamata, era già sotto casa armi e bagagli, pronta a ripulire la casa fino ai più piccoli anfratti. Rita è una donna non brutta, sicuramente in là con gli anni, con i suoi 60 già passati, ed un fisico che per la sua età non era male: il punto di forza, direi, è un discreto décolleté che mette in mostra un seno magari non più tonico come una volta, ma sicuramente florido.
Negli anni di matrimonio, avevo maturato una curiosità, quasi volendo un po’ vedere il futuro di mia moglie in mia suocera o forse perché, da bravo porco, nascondevo dietro l’innocente curiosità del “che sarà” una certa predilezione per le donne mature. Ho sempre avuto una curiosità, purtroppo mai soddisfatta, verso le donne mature.
In ogni caso nei primi tempi tenni lontano il pensiero, dato che, comunque, la presenza della suocera significava meno libertà nei nostri incontri sessuali, nel fumo, in generale nella vita domestica che eravamo soliti portare avanti. In più, quando cominciava un po’ di caldo o approfittando (quando si poteva) di un po’ più di tepore in casa, la nudità integrale era un vezzo che non ci dispiaceva e ci dava anche parecchie soddisfazioni. Ho sempre amato il corpo di mia moglie e la complicità che negli anni abbiamo sempre di più costruito. Sarà anche per questo amore sconsiderato per il corpo di mia moglie che ad un certo punto non riuscii a tenere a bada la curiosità.

Era già passato un po’ di tempo da quando Rita frequentava in maniera assidua casa nostra, diciamo un paio di volte a settimana. Spesso facevo coincidere del lavoro fuori, ma chiaramente non sempre era possibile questa cosa. Capitò un giorno che avevo parecchio carico di lavoro da casa, quando bussò alla porta mia suocera. Sbuffai, sapendo che sarebbero state un po’ di grane e di concentrazione persa. Andai ad aprire e cordialmente la feci entrare, quattro chiacchiere d’ordinanza e ritornai alla postazione, mentre lei preparava la solita routine.
Mentre cercavo di riorganizzare i pensieri, ne approfittai per andare in bagno per una rapida pipì di riflessione. Il corridoio che conduce dal mio studio alla porta del bagno dà su diverse stanze, tra cui quella in cui mia suocera aveva ormai messo le mani come suo ritiro a casa nostra. Notai che la porta era socchiusa e mi avvicinai di soppiatto per vedere.
Rita, di spalle, si stava cambiando ed aveva già tolto gli indumenti della parte superiore. Aveva una bella schiena (un altro punto di contatto con Miriam), punteggiata da qualche neo, e dalla mia visuale intravedevo le forme generose del seno di mia suocera. Restai un attimo ammaliato a contemplare quel piccolo dettaglio e notai che un’erezione si faceva largo nei boxer. Restai ancora qualche attimo a guardare, prima che si potesse girare, poi andai in bagno, turbato ed eccitato al contempo. Provai a rifletterci un po’ su, senza trovare una vera soluzione a quanto avevo visto e fatto. In fin dei conti, era solo una sbirciatina, mi ripetevo, tuttavia continuavo a figurarmi quelle immagini e ad avere sempre quello stato misto di turbamento ed eccitazione. Era giusto o era sbagliato? Era incesto? Stalking? Violazione della privacy?

La sera ne approfittai per scaricare tutti questi dubbi in una meravigliosa, umida, appassionata scopata con Miriam, che, colpa dei miei turbamenti sessuali, le provocò anche un copioso squirting. Se le guardavo la schiena, però, vedevo ancora quell’immagine: la pecorina fu galeotta e i fiotti densi del mio sperma schizzarono per tutto il culo e la schiena, con reciproco godimento.
Per un attimo non ci pensai più. Per un attimo.

Se vi è piaciuto (o anche no) scrivete i vostri commenti a n3m0_r4g3d@yahoo.it. Risponderò quando posso, ma soprattutto solamente a quelli educati.
Grazie in anticipo per aver letto… e commentato… e fantasticato ;)

Autore Pubblicato il: 16 Luglio 2022Categorie: Racconti Erotici, Racconti sull'Autoerotismo, Voyeur0 Commenti

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