;

Capitolo 2: Catia la troia

305 0

Cari lettori, in seguito alla mia richiesta di raccontarmi le vostre storie e le vostre fantasie, una tra tutte mi ha colpito particolarmente! La fantasia di es anarchico  mi ha subito appassionato. Per questo abbiamo deciso di intraprendere una collaborazione, per portare sui vostri schermi un racconto originale e molto eccitante. Una storia scritta a quattro mani, che speriamo possa piacervi e soprattutto eccitarvi.
Come sempre, per commenti, critiche, o semplicemente per conoscerci non esitate a scrivermi alla mail sinaz@outlook.it, o scrivete il vostro pensiero nello spazio dedicato ai commenti!
Girerò i vostri commenti anche a es anarchico, ideatore del racconto che al momento non è ancora registrato come autore. Leggeteci in tanti!

Capitolo 2: Catia la troia

Catia riuscì a tornare a casa nonostante fosse psicologicamente distrutta. Guidava in uno stato alterato, tant’è che passò con il rosso e per poco non investì un passante che stava attraversando sulle strisce pedonali.

Vedendola entrare in casa, persino il figlio si impressionò: era bianca in viso, le tremavano le gambe e non riusciva a dire una parola. Luca le chiese cosa fosse successo, ma lei lo spinse di lato insultandolo. Si chiuse in camera sua e iniziò a piangere: pensava e ripesava ad ogni singola parola detta durante l’incontro con Roberto. Non riusciva a capire tutta quella crudeltà nei suoi confronti, e più che le parole la facevano soffrire i suoi sguardi e la forte indifferenza che lui aveva dimostrato verso di lei, alla loro storia e alla sua reputazione. Perché, si chiedeva, tutto quello che prima sembrava così bello, adesso era diventato così difficile? E perché aveva voluto coinvolgere nella loro intima storia d’amore i suoi amici??

Ma passato il momento di panico, si rese conto che la situazione la eccitava e non poco. Ormai aveva ceduto alla richiesta di Roberto, e da quel momento in poi la sua vita avrebbe preso una piega incredibilmente perversa. Si chiuse a chiave in camera e prese i due vibratori dal fondo del cassetto della biancheria intima. Era da quando aveva iniziato la storia con Roberto che non ne faceva più uso. Come presa da un raptus erotico si mise quello più piccolo nel culo, spingendolo dentro quasi tutto fino a farsi male, e poi si infilò il grande nella figa, mulinandolo come una forsennata. Piangeva e si masturbava, continuava a vedere il viso di Roberto e in quel momento di eccitante pazzia pronunciava il suo nome chiamandolo amore; continuando a masturbarsi cominciò a focalizzare nella sua mente delle scene in cui si vedeva nuda in mezzo ai tre ragazzi, che man mano che le si avvicinavano la insultavano e la toccavano dappertutto; vedeva suo figlio che assisteva alla scena e si masturbava, e mentre fantasticava sui ragazzi che la spingevano nei cessi di un locale per pisciarle addosso, fu colta da un improvviso e forte orgasmo. Fu uno squirt fortissimo, lungo, denso, e nel mentre il culo sussultava involontariamente come se avesse preso una scossa elettrica. In quel momento si sentì distrutta e svuotata, vergognandosi per i pensieri avuti e per le azioni compiute. Si fece poi una doccia, nella quale diresse il getto tiepido sul clitoride a lungo, si cambio e appena fu un attimo più tranquilla si mise a cucinare. Ma la sua mente ritornava sempre agli stessi pensieri, era mercoledì e mancavano solo pochi giorni a sabato, che poteva fare?

Per la prima volta nella sua vita fu veramente felice dell’arrivo a casa di Marco, suo marito. Era da sempre la sua spalla, il suo complice, l’unico che sapeva veramente tutto di lei, su chi fosse veramente. Quella sera gli propose una passeggiata nel parco vicino casa, cosa che forse non facevano da oltre dieci anni. Una volta nel parco, lontano dalle orecchie del figlio, Catia riportò dettagliatamente tutti gli avvenimenti al marito il quale la guardò terrorizzato. La sua paura infatti era che Catia, non rendendosi perfettamente conto delle conseguenze, potesse veramente accettare una richiesta così tanto insensata e pericolosa. Usò le parole più dolci, cercò di farle visualizzare i più che probabili scenari che si sarebbero potuti concretizzare se avesse tenuto fede alla parola data, tirò persino in ballo loro figlio e la loro reputazione di famiglia per bene, ma qualunque suo sforzo si infrangeva contro il muro tirato su da Catia, che per nulla al mondo avrebbe rinunciato a Roberto. Di fronte alla resa del marito, che si sedette su una panchina con la testa fra le mani, Catia ebbe un momento di pietà nei suoi confronti e abbracciandolo gli disse che l’avrebbe compreso se lui avesse preso la decisione di cacciarla di casa, anzi gli disse che quasi quasi lei se ne sarebbe andata via il giorno dopo lasciando lui e Luca per non creare più problemi. Marco allora la baciò sulla fronte, dicendole che lui non poteva vivere senza di lei, e teneramente le disse che il giorno dopo avrebbero affrontato assieme il discorso con Luca. Fecero però assieme ancora un ultimo tentativo, mandando un sms a Roberto dove Catia si dichiarava disposta a diventare la troia del gruppo, di farsi fotografare e filmare secondo i loro più laidi desideri a patto però di tenere il tutto nascosto a Luca. Roberto però  le rispose freddamente che sapeva già perfettamente le condizioni e di non fargli perdere altro tempo.

Il giorno dopo allora Catia e Marco si presero un giorno intero di permesso dai rispettivi lavori e chiesero a Luca di dedicare loro tutto il pomeriggio per poter parlare. Andarono prima a pranzare in un ristorantino in campagna, e poi si diressero a piedi in una stradina sterrata che portava ad un laghetto. Qui seduti attorno ad un tavolino in legno, Marco, spinto da una sempre più impaziente Catia, prese coraggio, e iniziò il discorso che si era preparato per tutta la notte: “Caro Luca, ti dobbiamo dire una cosa importante: io e tua madre ci amiamo, ci amiamo davvero molto, ma a differenza di altre coppie abbiamo un modo diverso di dare sfogo alla nostra sessualità. Non so se lo sai ma.. ci sono coppie che si travestono, ci sono coppie scambiste, che partecipano ad orge in club privè, che fanno giochi sadomaso, e molto altro… noi però abbiamo trovato il nostro equilibrio nel rapporto cuckold e…” Marco stava dolcemente spiegando al figlio con le parole più delicate possibili la situazione, ma fu interrotto da Catia che con impazienza disse: “Tagliamo corto. Quello che vuole dirti tuo padre è che a me piace molto scopare con uomini prestanti, mentre a tuo padre, che sai anche tu essere più cerebrale e meno fisico, piace molto sapermi scopata da altri, e al solo pensiero si eccita molto.” Ci fu un silenzio imbarazzante, Marco guardava sua moglie sconcertato e risentito per essere stato interrotto, mentre lei lo fissava invitandolo a continuare. Visto che nessuno ne aveva il coraggio, fu Luca a chiedere timidamente: “Per quale motivo avete deciso di dirmi tutto questo?? In fondo quello che fate in camera da letto e con chi sono fatti vostri!”. Marco prese allora la parola imponendosi sulla moglie: “Dopo tanti anni in cui avevamo accuratamente evitato di coinvolgere persone a noi conosciute per non avere problemi, ci siamo purtroppo infilati in una situazione complicata e molto delicata…”.

Luca intuì immediatamente il problema, dalle parole del padre era chiaro che la madre aveva iniziato a scopare con qualche conoscente dei genitori, che magari conosceva anche lui. Sentì un brivido lungo la schiena, un misto tra paura ed eccitazione. La sua mente iniziò velocemente a viaggiare in cerca di un nome, ma li su due piedi non riuscì a trovare nessun possibile candidato, brancolando evidentemente nel buio. “Non riesco ad immaginare nessuno, ma comunque non capisco ancora perché dovete necessariamente dirmi questa cosa.” Ma appena suo padre ricominciò con il suo discorso, accennando che la madre, qualche mese prima, aveva cominciato a frequentare una piscina, come per incanto tutto gli apparve chiarissimo. Solo un suo amico frequentava assiduamente la piscina del paese, ed ora era ben chiaro il perché di tutto quel discorso. “È Roberto” disse quasi con voce soffocata dall’ansia. Il padre si girò verso Catia e confermò annuendo sommessamente con la testa. Luca fece per andarsene quasi in lacrime, ma la madre lo afferrò per un braccio e lo costrinse a sedersi dicendogli: “Non abbiamo ancora finito” Il padre allora riprese il discorso: “Tua madre ha conosciuto il tuo amico in maniera sempre più…intima, e lui è inizialmente rivelato il partener ideale. Tutto stava procedendo bene, tutti eravamo soddisfatti, ma poi Roberto ha voluto sottoporci ad una nuova prova. La taglio corta perché non trovo più le parole ma…in sostanza vuole condividere tua madre con i suoi amici. Ma non gli basta il fatto che lei voglia o meno fare questa cosa, pretende che anche tu lo sappia e lo accetti.”.

Luca sconvolto rispose: “Voi siete pazzi, io non farò mai una cosa simile! E poi al contrario di quello che pensate Roberto non è affatto un mio amico. Sono anni che mi prende in giro e mi umilia davanti ai compagni di classe. Mi obbliga ad offrirgli sempre qualcosa quando andiamo nei locali, mi picchia per divertimento e si diverte ad offendermi quando siamo in compagnia. Una volta…mi ha pure costretto a masturbarmi davanti a tre ragazze della nostra classe negli spogliatoi della scuola, lui rideva con loro e da quel momento hanno tutti iniziato a chiamarmi pisellino, perché dicevano che lo avevo piccolissimo. Ancora adesso mi bullizza, ma ci esco insieme perché dopotutto Carlo e Simone sono simpatici e loro vogliono uscire con lui perché lo vedono come un idolo. E io altrimenti non saprei con chi uscire. Adesso comunque mi è tutto più chiaro, visto che nell’ultimo periodo Roberto mi ripeteva spesso frasi del tipo “Tua madre è una troia” o “Invece di girare a vuoto per locali sarebbe meglio che pisellino ci portasse la mammina a svotarci i coglioni” o cose così. Ora ho capito tutto.”.             Marco guardò Catia nella speranza che questa, indignata per il comportamento di Roberto nei confronti di loro figlio cambiasse idea, ma si rese subito conto che a lei di tutto questo non fregava niente, ormai era perduta. Catia rispose soltanto che da quel momento le cose sarebbero andate meglio che ci avrebbe pensato lei a chiedere a Roberto di non trattarlo più così. Ma lui la guardò male e scocciato le rispose: “Come potrà andare meglio se tu diventerai la puttana dei miei amici?? Volete farmi diventare il figlio di una puttana e di un cornuto. Mi rifiuto categoricamente di sottostare a questo gioco perverso, siete malati, fate quello che volete ma non tiratemi in mezzo, non voglio più saperne niente!!”.

Detto questo, fece per andarsene ma Catia gli si parò di fronte urlandogli: “Siediti immediatamente che non abbiamo ancora finito!! Dici a noi che siamo malati ma tu allora cosa sei? So perfettamente che passi intere nottate a masturbarti, so che passi ore in bagno ad annusare le mie mutandine e le mie calze usate. E non pensare che non mi sia accorta di tutte le volte che mi spii dalla porta socchiusa mentre mi cambio in camera mia. Non volevo dirlo davanti a tuo padre, ma anche tu sei un brutto porco maniaco, so anche della tua vasta raccolta di fotografie sul computer che mi ritraggono in costume o in intimo. Per non parlare poi del fatto che so che hai più volte frugato nel cassetto della mia biancheria e che ti sei eccitato guardando i miei vibratori. E caro mio, so anche delle tue fantasie perché ho trovato in quella stessa cartella i file che hai scritto su di me, dove io mi faccio scopare dai tuoi professori o da altri nostri conoscenti davanti a te e a tuo padre. Non ti sembrano comportamenti inappropriati questi?? Eppure non ti ho mai detto niente, ho fatto sempre finta di nulla per non turbarti sperando che prima o poi ti facessi una ragazza e tutto questo finisse. Ma ormai ho capito che sei come tuo padre, solo un guardone del cazzo. E so che ti piacerebbe vedermi nuda scopata da altri. E a questo punto posso dirti che il tuo sogno diventerà realtà molto presto. Diventerò la puttana personale dei tuoi amici e tu potrai godere di tutto ciò.  Dipende da te. Ma se preferisci vivere di fantasie allora continua a masturbarti, ma sappi che dovrai farlo lontano da me”.

Marco rimase basito, sia per la cattiveria della moglie ma anche nel sapere cosa faceva suo figlio a sua insaputa. Era decisamente incazzato, ma la piega che aveva preso la situazione lo aveva eccitato non poco.  Luca era scioccato, si sentiva umiliato per le parole della madre, ma questo stranamente lo eccitava.

Catia a quel punto, vedendo i cazzi di entrambi i maschi della sua famiglia farsi duri, intelligentemente disse a padre e figlio di alzarsi in piedi e allungando le mani accarezzò entrambe le erezioni. Guardò prima Luca negli occhi e gli disse con tono suadente: “Se accetterai di aiutarci potrai continuare a giocare con noi, saremmo più uniti che mai. Non dovrai più nascondere la tua natura, e se lo vorrai potrò girare nuda per casa e non dovrai più spiare dalla porta per poterti fare una sega. Saremmo tutti liberi di fare ciò che ci piace, perché sono arrivata alla conclusione che in questa famiglia ognuno ha i suoi vizi e gli altri devono rispettarli.” Luca nel sentire le parole di sua madre, stimolato dal lungo massaggio che lei le stava facendo, non riuscì più a trattanersi e venne nei pantaloni. Catia rise ma gli disse di non preoccuparsi, ed eccitata dal momento slacciò i pantaloni del marito e infilò la mano dentro alle sue mutande. “Guarda la tua mamma quanto è troia, che fa godere entrambi i suoi uomini” e detto questo continuò a masturbare Marco per alcuni istanti finché anche lui venne copiosamente, troppo eccitato per la situazione. Catia li guardò ridendo nuovamente: “Penso che i vostri siano entrambi dei si, in fondo è giusto così perché voi siete due segaioli e io una gran puttana. Vedrete ci divertiremo molto prossimamente!”.

Sabato mattina, Marco, Catia e Luca si sedettero intorno al tavolo in cucina. Luca prese il suo cellulare e telefonò a Roberto. Roberto rispose dopo dieci squilli chiedendo in modo brusco che cazzo volesse da lui. Luca gli rispose imbarazzato: “Non essere così sorpreso, sai benissimo che è stata mia madre a chiedermi di farlo, e quindi sai già il motivo di questa chiamata.” Roberto dopo un attimo di silenzio, cambiando completamente tono della voce gli chiese ironicamente: “Allora stasera tu e la troia cosa fate?” Luca a denti stretti per la rabbia e la vergogna rispose: “Dicci tu cosa fare e noi saremo a tua disposizione!” Roberto allora con tono strafottente gli ordinò di accompagnarla al Lancio, un bar appena fuori città che aveva un locale sul retro dove c’erano luci soffuse, divanetti e separé a formare mini stanzette appartate e una piccola pista da ballo. Aggiunse poi: “Senti pisellino, a me non piace perdere tempo. Dalle tue parole mi sembra di intuire che la vacca ti abbia detto tutto, ma voglio essere chiaro. Sei consapevole che la tua dolce mammina diventerà la puttana del nostro gruppo? E che quindi oltre che da me verrà fottuta anche da Carlo e Simone? E che in ambito sessuale non le verrà risparmiato nulla, e sarà usata come la peggiore delle troie da strada?”. Nel sentire quelle parole Luca si sentì mancare, ma Catia prendendolo per mano gli face segno di dire di si con la testa. Luca allora acconsentì a tutto. Roberto allora per infierire ulteriormente disse: “Molto bene, allora da oggi, visto che ci fotteremo alla grande tua madre, in mia presenza dovrai chiamarmi sempre papà Roberto, e ovviamente dovrai fare lo stesso anche con Carlo e Simone”. Luca remissivo come non mai rispose solo: “Va bene papà Roberto”. “Molto bene” rispose Roberto ridendo, “Allora stasera portala al Lancio alle 22, noi saremo là. Ce la presenterai, e ci augurerai di divertirci, dopo di che se te ne vuoi andare puoi andartene, ma se vuoi puoi restare e rifarti gli occhi nel vedere una troia in azione.” e riattaccò il telefono.

Passarono pochi minuti in un silenzio tombale, che venne rotto da una nuova telefonata di Roberto a Luca: “Dimenticavo, di alla troia di vestirsi in abito bianvo con intimo nero. Prima di partire falle una foto in intimo e inviamela. A dopo”.

La situazione era grottesca: Catia era raggiante, felice di aver raggiunto il suo obbiettivo; Marco era spaventato ed eccitato allo stesso tempo, ma l’erezione ben evidente lasciava intendere che la situazione iniziava a piacergli, mentre Luca si sentiva fortemente umiliato ma questo e quanto stava per accadere gli faceva pensare che era solo uno sfigato che amava essere degradato.

Marco uscì di casa a farsi un giro per calmarsi un po’, Catia iniziò a prepararsi e Luca rimase in camera sua a rimuginare sulla situazione, pensando che anche lui avrebbe dovuto osare di più visto la troiaggine di sua madre. Così dopo un’ora trovò timidamente il coraggio di chiederle di fargli una sega per tranquillizzarlo un po’ e per ringraziarlo di aver acconsentito alle sue richieste. Catia per tutta risposta gli diede una sberla in faccia dicendogli di non dimenticarsi che lei era pur sempre sua madre, ma poi impietosita dalla reazione sottomessa di lui, gli disse che se fosse rimasto tutta la sera a farle compagnia e se si fosse comportato bene eseguendo tutti gli ordini di Roberto, forse gliel’avrebbe fatta il giorno dopo.

Continua….

Lascia un commento

I racconti erotici di Milù DEVI ESSERE MAGGIORENNE PER POTER ACCEDERE A QUESTO SITO.