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Il collega di lavoro – parte 2

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Ovviamente giovanni ormai aveva preso campo, mi mandava anche mail ‘ dove mi diceva di mostrargli paola tutta nuda, insultandola ed insultandomi ‘ ovviamente poi si alzava veniva da me ‘ e diceva allora hai visto la mail? Su ‘ che aspetti ‘ io mettevo la chiavetta e la mostravo ‘ e lui si avvicinava al mio orecchio e mi diceva ‘ vorresti segarti ‘ vero ‘ invece no perché devi aspettare la pausa pranzo ‘ cornuto che non sei altro ‘ ed io abbozzavo non rispondevo ‘ quasi per compiacerlo.

Ormai quella era diventata una cosa normale ‘ un giorno in pausa pranzo mi disse, vieni con me che andiamo in un posto ‘ alla fine mi portò in un sexy shop nel paesino vicino, entrammo e lui si fermò a parlare con il commesso e titolare del negozio, Pietro, suo grande amico, anche questo avrà avuto poco più di 60 anni, un po’ più magro, capello unto ‘ e puzzava anche un po’, dopo qualche commento su quella e su quell’altra donna ‘ Giovanni disse vieni con me davide e mi portò a vedere qualche capo intimo a dir poco scandaloso, mi mise in mano due perizomi con il davanti aperto ed il dietro praticamente inesistente, e due reggiseni che lasciavano uscire il capezzolo, subito gli chiesi il perché e lui mi disse:’stammi a sentire davide ‘ paola mi eccita da morire ed io voglio che tu la immortali mentre indossa queste cose’ io rimasi interdetto, ma non dissi niente, e giovanni mi portò anche a scegliere un vestitino ovviamente di quelli che definire da puttana &egrave dir poco, ma sapeva il fatto suo ‘ e dopo avermi chiesto la taglia ‘ scelse un vestitino nero brillantinato, che guardando l’immagine arrivava a metà coscia, attillato e con uno scollo quasi normale. Lo guardai e gli dissi ‘mi aspettavo di peggio’ e lui ridendo mi disse ‘ovviamente ma questo si addice alla troietta e la peculiarità &egrave che sembra normale, ma se la porti dove c’&egrave un po’ di luce &egrave come se fosse nuda’, poi scelse un paio di manette di quelle con morbide con i peluches intorno ed infine mi portò nella sezione ‘falli di gomma’, e mi disse di scegliere quello più appropriato per la puttanella, io ne presi uno medio, giovanni mi guardò, rise e disse ‘si per adesso può andare, ma poi ne prenderemo uno più grosso’, ormai ero inebetito non capivo più niente ero in completa balia di giovanni, non avevo resistenze e lui lo capiva.

In seguito mi guidò verso cassa e quando posammo tutto sul bancone il commesso rimase stupito e mi fissò, poi rivolse lo sguardo verso l’amico e disse ‘Giovanni ma per chi sono questi indumenti da zoccola? La conosco la puttana?’ e Giovanni mi guardò, poi si girò e rispose ‘Piero Piero, non la conosci ma ti assicuro che &egrave un bel bocconcino ‘ chissà forse prima o poi te la presenteremo ‘ ‘ ovviamente pagai ed uscimmo, arrivati alla macchina ‘ lui mi lasciò lì e rientrò andò da Piero e gli confidò ‘Piero quella roba &egrave per la ragazza di quello che era con me ‘ &egrave una figa pazzesca ed io sto entrando nella sua mente ‘ ho già qualche sua foto ‘ anche nuda ‘ se ti interessa te le mando ‘ magari la conosci ‘ &egrave del paesino qui vicino’ ‘ l’interlocutore si complimentò con l’amico ed ovviamente gli disse di mandare le foto e di organizzare qualche situazione intrigante e giovanni uscì dicendo che ci proverà.

La giornata filò tranquilla, giovanni all’uscita si raccomandò:’Cerca di fare le foto a paola vestita da troia, proprio come piaceva a me’, io lo assecondai, ma dentro di me ero dubbioso sulla riuscita, comunque arrivai a casa bello carico, appena arrivai la trovai sul divano a guardare la tv, ovviamente era in tenuta da casa: pigiamone anti stupro ‘ appena mi vide mi chiese cosa avevo nel sacchetto, e preso alla sprovvista le risposi che le avevo comprato due completini un po’ hard, un vestitino ancora più spinto ed un po’ di oggettistica, lei incuriosita aprì il sacchetto e tirò fuori un perizoma, lo guardò e si mise a ridere e disse: ‘altro che hard ‘ questo &egrave da pornodiva ma dove l’hai trovato?’ ‘ io le risposi candidamente ‘in un sexy shop nel paese vicino’ e continuai dicendo che ripensando alla serata dell’altra volta mi era venuta in mente qualche altra trasgressione, come un intimo un po’ più audace da indossare magari anche in giro ‘ in luoghi pubblici, dove nessuno conosce cosa indossi sotto gli abiti normali. Paola mi guardò e sorrise, rispondendomi che fuori sicuramente non avrebbe mai indossato quelle cose oscene, ma forse per giocare avrebbe potuto fare un’eccezione visto che anche a lei era piaciuto molto il modo in cui l’avevamo fatto l’ultima volta; continuò a guardare il contenuto del sacchetto ed arrivò alle manette, rise di gusto e mi disse con un’aria da provocatrice:’ e cosa vorresti fare con queste?!?Brutto porcellino, mi sa che dopo l’altra sera si sia risvegliato il maialino che c’&egrave in te ‘ e la cosa mi piace!!!’, poi fu la volta del fallo, ‘Questo &egrave troppo amore, direi che possiamo iniziare a gradi ‘ ‘ prese un completino, il vestitino ‘ si alzò mi baciò e disse ‘porcellino vado a prepararmi’.

Ero impreparato al fatto che lei potesse accettare, rimasi un attimo basito, poi nella mia testa risuonarono le parole di Giovanni .. ‘Cerca di fare le foto a paola vestita da troia, proprio come piaceva a me’ ‘ e come un automa mi risvegliai dal torpore e presi la macchinetta fotografica ‘ pronto a soddisfare il mio collega.

Paola uscì dalla camera, iniziai subito a fotografarla’ era veramente stratosferica, per l’occasione si era messa una scarpa col tacco di vernice rossa, che mostrava le dita (come si chiamano’ decolté?!?) un tacco almeno 10, le aveva utilizzate per un matrimonio di un’amica, finalmente si era messe le autoreggenti che le avevo regalato, il vestitino del sexy shop che non arrivava a coprire la balza delle calze, il vestito era talmente aderente che si vedeva l’intimo, i capezzoli che puntavano dritti nonostante il reggiseno’ ed il segno del perizoma ‘

Paola incredibilmente si muoveva, si girava, si piegava, provocandomi in tutte le maniere, io ero super eccitato, ma continuavo a scattare foto su foto, lei iniziò a togliersi il vestitino, si mise seduta sul divano ‘ ed aprì le gambe mostrandomi la fighetta tutta rasata che si vedeva dal perizoma aperto ‘ e disse: ‘Ecco come mi vuole il mio porcellino, sono il tuo pacchetto regalo, mi finisco di scartare , ma poi molla quella macchina, maialino’, sicura del fatto che nessun altro avesse mai visto le sue foto ‘ io le dissi di stare ferma ‘ vestita così, mi avvicinai ‘ le tolsi le scarpe e le presi i piedi ‘ ed inziai a farmi un footjob, lei capì cosa volevo ed iniziò a farlo da sola, allora ripresi la macchinetta e scattai ‘ paola:’ma allora sei un maiale stasera, vediamo se posso accontentarti, nel dirlo tirò su la schiena dal divano, e si avvicinò al mio cazzo col viso, ed iniziò a succhiarmelo, io fotografavo tutto, ad un certo punto non ce la facevo più e le venni in bocca, cosa che lei odiava, allora si ritrasse, ma io feci altri schizzi e la presi in viso, lei si portò una mano alla bocca e sputò tutto, io stavo continuando a fotografare, in quel momento smisi e lei, contrariamente a quanto mi aspettavo mi disse:’Certo Dade che ti ho proprio eccitato questa volta ‘ ehehehe .. non seri riuscito nemmeno a goderti un pompino completo ‘. Sai ho una voglia ‘ ora posa quella macchinetta e datti da fare ‘ ‘ e così dicendo si rimise come prima allargò le gambe e mi invitò a leccargliela, ovviamente non mi tirai indietro, mi inginocchiai ed incominciai ‘ sentivo sulle orecchie e sulla testa, la balza delle calze, sulla schiena i talloni di Paola che si strusciavano e sulle labbra, le mutande ‘ ero estasiato e lei era fradicia, realmente un lago e con la mano continuava a spingermi la testa verso la sua fighetta e mugolava come non aveva fatto mai ‘ ovviamente poi io ritornai in forma e lo facemmo e fu fantastico, entrambi molto soddisfatti dell’amplesso.

La mattina seguente mi svegliai col bacio di paola che mi salutava perché stava uscendo, ancora addormentato, mi alzai ed andai al pc, lo accesi e scaricai le foto, le riguardai e l’eccitazione era già alta, stavo per far vedere foto di Paola in atteggiamenti inequivocabilmente da porca provocatrice ed inoltre c’erano foto veramente compromettenti con il pompino, il suo viso imbiancato dal mio piacere, ma invece che farmi pensare che forse stavo esagerando, la cosa mi intrigava e mi eccitava in maniera incredibile, anzi fremevo dal farle vedere a giovanni, quasi per fargli vedere come ero stato bravo e come era troia la mia Paola e con quel pensiero misi tutto nella pennetta usb ‘ mi preparai ed andai al lavoro.

Arrivato in ufficio, dopo il classico buongiorno ai colleghi, Giovanni esclamò ‘allora davide, come andiamo? Sei riuscito a fare quello che ti avevo detto?’ ed io risposi affermativamente continuando dicendo che comunque non era stato facilissimo, quindi Giovanni sornione disse che non vedeva l’ora dello spettacolo, ovviamente gli altri non capirono, ma io si e fremevo. Arrivata la pausa pranzo, come le altre volte Giovanni venne al mio posto, mi fece alzare, prese la chiavetta e si mise al mio posto, dicendomi di stare lì dietro di lui, nell’attesa del caricamento mi disse:’ Caro cornutello se le foto sono solo vicino a quello che penso, oggi ci divertiremo un sacco!!!’

Iniziò a guardare le foto ed i commenti si sprecavano, si girò mi diede un fazzoletto di carta e ricominciò a guardarle:

G: cazzo che puttana, guarda come si mette in posa, le deve proprio piacere un sacco far drizzare dei cazzi.

G: guarda cornuto, guardala bene con quel vestito, non sembra proprio una troia di strada?

D: ‘ beh ‘ in effetti ‘ la sembra, ma l’ha fatto solo per me.

G: si si ‘ sogna, questa ha una voglia di cazzo che manco ti immagini.

Intanto avevamo entrambi i cazzi di fuori ‘ e ci stavamo segando ‘ arrivò la foto con lei con le gambe tutte aperte

G: guarda che fighetta rasata, la leccherei per ore con te lì davanti a guardarmi, mentre lei geme di piacere implorandomi di scoparla ‘ ti piacerebbe vero ?

D’ ummmhhmm

E venni ‘

G: beh da come sei venuto direi proprio di si ‘ lo vedi che sei un cornuto ‘ e lei una puttana ‘ ha bisogno di un po’ di cazzo come si deve ‘

Nel dirlo si alzò ‘ ora eravamo entrambi in piedi .. lui davanti al monitor ‘ ed io alla sua sinistra e mi disse G: su cornuto, adesso voglio che sia tu a mostrarmi le foto della tua ragazza

Ed io mi allungai per cliccare sulla freccia della tastiera per far avanzare le foto ed iniziai ‘ Giovanni intanto aveva il cazzo in mano ‘ e mentre guardava le foto insultava me e Paola, dicendo le peggio cose ‘ poi arrivarono le foto del pompino ‘ e lui non ebbe più freni inibitori, non che fino a quel momento li abbia avuti e gli insulti aumentarono e ad un certo punto ‘ mentre mi chiedeva di zoomare ‘ sentivo la sua cappella che mi strusciava sulla mano e sul braccio con cui operavo sulla tastiera, ma non dissi niente ‘ così lui si sentì autorizzato a continuare, anzi quando vide il volto di Paola tutto sborrato ‘

G: e bravo cornuto, sei riuscito ad imbiancare quella puttana della tua ragazza ‘

Nel dirlo, prese la mia mano e me la mise sul suo cazzo e dopo un attimo di mia resistenza, purtroppo iniziai a farmi guidare in una sega

G: bravo cornuto voglio che tu mi faccia venire mostrandomi la tua ragazza, su continua a segarmi ‘ se proprio bravo, lo sapevo che volevi toccarmelo e massaggiarmelo ‘ sii così

G: ti piace?

D: mahhh ..

G: dillo cornuto che ti piace .. su e vedrai come piacerà alla tua ragazza, la voglio far diventare più puttana di quello che &egrave ‘ vedrai come te la trasformerò ‘ dillo che ti piace’

D: Si mi piace ..

G: Aumenta il ritmo frocetto e dillo per bene cosa ti piace ‘ devi dirlo ‘ su

Aumentando il ritmo lo accontentai, mi stavo eccitando nuovamente

D: si Giovanni mi piace segarti

G: Siiiiii ‘ sei un cornuto ‘ sto venendo ‘.

Prese l’altra mia mano e la mise davanti al suo cazzo e mi venne tutto lì ‘ io ero stupito ‘ ero immobile, non capivo più niente ‘ rimasi in piedi con la mia mano destra sul suo cazzo e la sinistra tutta piena di sborra davanti alla sua cappella ‘

G: ohhhh ‘ finalmente ‘ oggi mi sono proprio divertito ‘ ora frocetto prendo la chiavetta e mi copio le foto della troia ‘ che le voglio far vedere a mio nipote che &egrave da tanto che mi dice che la tua Paola &egrave una strafiga ‘

D: ti prego giovanni non fargliele vedere ‘

G: va beh ‘ intanto le copio e poi vedremo

D: va bene Giovanni, fai come credi ‘ io vado a lavarmi

G: bravo vatti a lavare ‘ oppure se vuoi potresti assaggiarla ‘ ehehehehe che bel cornuto frocetto di collega che ho trovato!!!

Non dissi ed andai a lavarmi la giornata proseguì normalmente ‘ quando uscimmo vidi Paola che stava venendo verso di noi e Giovanni disse ‘ecco che arriva la troia’ ed io ‘ti prego, non dire niente’ ‘ quando ci fu davanti mi salutò ‘ e dopo ‘Salve signor Giovanni, come va?E’ andata bene la giornata lavorativa?’ e lui perfido’Ciao Paola, come sempre sei bellissima, Davide &egrave proprio molto fortunato ad averti, infatti non fa altro che parlare di te tutto il giorno’, Paola arrossì ed esclamò’Se se ‘ figuriamoci, con tutto il lavoro che avete da fare’ e Giovanni rincarò la dose’si ‘ infatti oggi Davide mi ha dato proprio una mano, altrimenti non avrei mai finito il mio lavoro ‘ &egrave proprio bravo!!!’

Finiti i convenevoli salutai amichevolmente Giovanni che ovviamente ed inusualmente si avvicinò a Paola per salutarla baciandola sulle guance, nel farlo Paola rimase stupita da quello slancio di confidenza e non replicò ai baci, ma allo stesso tempo Giovanni le avevo cinto la vita per avvicinarsi, e mi sembrava che fosse arrivato poco sopra il suo culetto.

Questa sensazione mi fu confermata direttamente da lei che ovviamente non ci diede molto peso anche perché le dissi che relamente non facevo altro che parlare di te ‘ e che ormai lui la conoscevo come una vecchia amica ‘ e poi potevamo essere entrambi suoi figli ‘ e lei .. ridendo cambiò discorso ‘ ma dentro la mia testa ovviamente avevo mille pensieri ‘ il primo di tutti &egrave che avevo appena fatto la mia prima sega ad un altro uomo ‘ e non ad uno sconosciuto, ma ad un collega che era in possesso delle foto compromettenti della mia ragazza ‘ ma non ero ancora consapevole che ormai la nostra vita stava cambiando. Ormai la situazione aveva preso una piega pericolosa e purtroppo io non l’avevo ancora capito, ma Giovanni stava progettando situazioni che avrebbero cambiato profondamente la nostra relazione.

Era consuetudine arrivare al lavoro e mostrare le foto della ‘troietta’ come diceva lui, ogni tanto mi convinceva a masturbarlo, altre volte lo faceva da solo, venendo ovviamente sulla mia tastiera, era un rapporto un po’ strano.

Un giorno mi convinse ad organizzare una cenetta a casa nostra, ovviamente lui decise tutto ed io succube non potei far altro che cedere alle sue proposte, che consistevano in far indossare a Paola l’intimo che aveva scelto lui, sopra desiderava vederla vestita come la troietta che &egrave.

Ovviamente cercai di farlo ragionare, dicendogli che difficilmente sarei riuscito ad accontentarlo, ma lui non volle sentire ragioni ed anzi mi disse di provarci in tutte le maniere altrimenti avrebbe mostrato le foto a suo nipote che si sarebbe ammazzato di seghe vedendo la troiaggine di Paola, poi rimase un attimo a pensare e mise il carico ed esclamo:’ anzi sai cosa si potrebbe organizzare in futuro?’, io scossi la testa e lui allora continuò:’Sai mio nipote Carlo tra poco farà 18 anni e come ben sai fa ragioneria dove studiano anche diritto, visto che non &egrave una cima, ed a voi qualche soldino in più non fa male, potresti convincere Paola a dargli qualche ripetizione, altrimenti posso chiederglielo direttamente io, cosa ne pensi?’ Io lo guardai e non vidi malizia in quello che disse quindi gli risposi positivamente.

Comunque ormai la cenetta era stata organizzata non rimaneva altro che dirlo a Paola e convincerla a vestirsi come desiderava Giovanni, da troia. Arrivato a casa la trovo già lì in accappatoio appena uscita dalla doccia, la saluto e la informi subito che il giorno dopo sarebbe venuto a cena il mio collega, lei non aprì bocca se non per dire che andava bene e poi mi disse che allora dovevamo iniziare a pensare a cosa fare da mangiare ed io ‘ dissi:’Beh anche a come vestirsi!’, Paola mi guardò ed esclamò:’Cosa vorresti dire?’, io le spiegai che mi piacerebbe vederla vestita un po’ più da maialina, vorrei far impazzire un vecchietto di più di 60 anni vorrei vederlo con gli desiderosi, mi piacerebbe vederlo sbavare!!!

Lei scioccata non rispose subito, razionalizzò il tutto e disse: ‘Fammi capire bene, tu vorresti che io mi vestissi bene o comunque sexy per far impazzire o per meglio dire eccitare il tuo collega?’ Io risposi di sì con la testa e lei continuò:’Vorresti davvero vedermi vestita o svestita davanti a lui?’ Io con un po’ di timore risposi ancora di si e contrariamente alle mie attese, invece di arrabbiarsi, mi prese per la mano e mi portò in camera e ridendo mi disse di scegliere insieme cosa avrebbe dovuto mettersi la sera successiva.

Stupito ma soprattutto eccitato per quella inaspettata apertura della mia ragazza, in testa avevo ancora in mente le parole di Giovanni (vederla vestita come la troietta che &egrave), avevo il cuore che batteva all’impazzata, un groppo in gola ed un tremolio nelle mani, ma come un automa aprii il cassetto dell’intimo e presi un completino che le avevo preso l’ultima volta (scelto da giovanni), lei non disse niente, lo prese e lo indossò, poi presi un vestitino che aveva utilizzato al matrimonio di una nostra amica, che aveva un’ampia scollatura a v sulle tette ed una gonnellina a metà coscia, glielo passai e lei lo indossò, poi presi i sandaletti aperti e glieli diedi dicendo che mi sarebbe piaciuto che lei indossasse anche le autoreggenti; non feci in tempo a dirlo che lei le mise ed infilò i piedi nei sandali ‘ ero veramente eccitato, lei lo capì e si avvicinò, fece un giro su se stessa poi iniziò a strusciare il suo culo sul mio uccello che ormai era di marmo e disse:’Senti come sei eccitato, ti piace la tua avvocatessa porca?Ora tiralo fuori, che sta soffrendo’

Ovviamente lo feci, mentre lei continuava a strusciarsi, avevo il cazzo in mezzo alle sue chiappe e lei continuava a fare su e giù, poi lo fece scivolare sotto la gonna e con la cappella sentivo la balza delle calze ed il filo del perizoma, alch&egrave la avvicinai ed entrai con le mani sotto la gonna da davanti incontrando quasi immediatamente il suo sesso, ero zuppa, aveva le labbra ingrossate e le dita scivolavano senza nessun impedimento, arrivai a 3 dita, poi 4, lei gemeva e si contorceva, con le mani da sotto iniziò a segarmi ‘ andando poi a sostituire le mie dita col mio cazzo, ero in estasi, Paola si stava trasformando, da ragazzi casa e chiesa a ragazza vogliosa e tremendamente sexy. Il cazzo entrò all’istante ed iniziai a pompare ‘ sgrillettandola con una mano e con l’altra giocavo con un capezzolo, lei si contorceva e mi incitava sempre di più, aumentai il ritmo e venimmo insieme. La notte passò tranquilla e la mattina dopo la salutai, perché lei aveva la giornata libera, ed andai al lavoro.

Una volta al lavoro fui tartassato per tutta la mattina da Giovanni che mi chiese n volte se la troietta allora era d’accordo ed altre amenità sulla mia Paola, come tutti i giorni in pausa pranzo venne al mio posto, ma prima ancora di iniziare a vedere le foto mi arrivò un sms di Paola che mi disse di entrare sulla mia posta personale (entrambi avevamo gmail), allora mi loggai e vidi subito una sua mail, ma non ebbi neanche il tempo di aprirla che lui aveva già preso possesso del pc, esclamando:’ vediamo un po’ cosa dice la vacchetta’ e si mise a ridere.

Aprì la mail e la lesse, diciamo una mail normalissima, dove però alla fine Paola scrisse se realmente doveva vestirsi come le avevo chiesto, giovanni girò la testa verso di me e disse:’bravo cornuto, allora &egrave vero ‘ glielo hai detto! Dimmi per filo e per segno cosa le hai detto!’, ovviamente lo feci e subito dopo lui prese la tastiera entrò in chat ed iniziò a digitare:’Amore, certo che devi vestirti come ti ho detto, anzi se hai tempo potresti allietarmi un po’ il pomeriggio J’ e lei rispose quasi istantaneamente:’Ma dadeeee!!! Ormai sei diventato un porcellino! J’, a giovanni non sembrò vero, era come se ormai avesse carta bianca e continuò:’si ‘ e tu la mia troietta, dai facciamo così, ora tu accendi la webcam, e mi fai uno spettacolino, su come farai impazzire giovanni, mentre io qui scriverò cosa dovrai cambiare o come dovrai muoverti ‘ ovviamente non ho la webcam, quindi parteciperò solo scrivendo ‘ cosa ne pensi?’ Si girò verso di me e disse:’Adesso caro cornuto ti accorgerai di quanto &egrave troia la tua futura sposa, vedrai!’, nel mentre si vede lo schermo nero e poi subito la figura di Paola appena uscita dalla doccia, ancora con l’asciugamano legato sopra le tette, Giovanni si tirò fuori l’uccello già in tiro, mi prese la mano e me lo fece impugnare e disse:’ora gran cornuto mi segherai mentre la troia mi farà un gran bello spettacolino in attesa di vederla dal vivo questa sera’ ed io iniziai a muovere la mia mano su e giù mentre lui scriveva sulla chat.

Era una situazione incredibile, che solo pochi mesi prima non avrei proprio considerato, c’era la mia ragazza e futura sposa, seria avvocatessa che stava per spogliarmi in diretta davanti ad un collega che fino a tre mesi prima neanche conoscevo ed io lo stavo segando, sembrava tutto così irreale, ma allo stesso tempo eccitante.

Giovanni ovviamente riuscì nel suo intento, la fece spogliare completamente nuda e poi vestire da zoccola, proprio come voleva, ma non contento le fece tirare fuori il fallo che avevamo comprato insieme dal suo amico e riuscì a mio dire anche molto facilmente a farla giocare col dildo, tutto questo mentre io lo segavo; ad un certo punto cercò di dare un altro colpo alla sobrietà di Paola e le disse:’Amore se stasera Giovanni volesse toccarti?Come reagiresti?Ti lasceresti toccare?’e lei mentre continuava a divertirsi con quel maledetto fallo di gomma disse:’Dadeee se a te piacesse mi lascerei toccare ‘ mmmhhhh ‘ d’altra parte non posso mica farlo eccitare e poi lasciarlo lì ‘ ooohhhh’sai alla sua età potrebbe essere molto pericoloso’ io avevo aumentato il ritmo, giovanni prima rispose a paola:’Certo che mi farebbe piacere, vedrai con te vestita così da troia lo farai impazzire, magari te lo struscerà anche addosso’ poi si girò verso di me:’ Dai cornuto aumenta che così ci fai venire insieme, comunque &egrave proprio una vacca!Ahhh fai attenzione a non sporcarmi i pantaloni’ quest’ultime parole mi suonarono in testa come un colpo di pistola, non capivo più niente ed aumentai il ritmo portando l’altra mano davanti alla sua cappella per raccogliere il frutto del mio lavoro ‘ nel mentre Paola continuava a godere, dicendo che si sarebbe fatta palpare ovunque se solo giovanni ci avesse provato e venne urlando come non aveva mai fatto in vita sua, giovanni venne anche lui riempiendomi la mano e scrisse:’brava la mia zoccolina, &egrave stato fantastico, dovremmo farlo più spesso J’ e lei rispose:’si amore ho provato emozioni che non conoscevo e tutto questo grazie a te, sei fantastico ‘ a dopo baci pa’, la comunicazione si interruppe, giovanni si salvò l’indirizzo di paola,mi guardò ‘ se lo mise dentro e disse:’Stasera mi sa che mi divertirò proprio!Tu ovviamente non dovrai intervenire qualunque cosa accada, anzi dovrai spingerla tra le mie braccia da bravo cornuto e forse ti farò fare delle foto ‘ ora vatti a pulire la mano!’

Uscimmo dal lavoro alle 18 circa e Giovanni ridendo mi disse che ci saremmo visti a casa nostra verso le 20, io confermai l’appuntamento e ci separammo, arrivato a casa presi l’ascensore sovrappensiero, noi abitiamo al 5 piano, arrivai davanti alla porta di casa, la aprii e vidi Paola in piedi che mi aspettava, era semplicemente fantastica, vestita esattamente come avevamo deciso la sera prima, i capezzoli erano già turgidi e si notavano anche da lontano grazie al reggiseno ‘particolare’ scelto da giovanni, inoltre l’ampio e generoso scollo a v non lasciava niente da immaginare, poi scesi giù era una visione celestiale, la gonnellina morbida cascava sulle sue forme ed ogni tanto si notava il segno delle autoreggenti velate, arrivando ai sandaletti aperti che erano indossati con i piedi velati, insomma ero già eccitato.

Paola mi accolse con un gran sorriso e subito mi chiese se non avesse esagerato e che le era piaciuto molto il giochetto del pomeriggio, ovviamente la rassicurai, pur sapendo dentro di me, che se fosse uscita vestita in quel modo l’avrebbero scambiata per un’escort ed aggiunsi che anche a me era molto piaciuto e lei mi si avvicinò dicendomi con tono dolce che ero un poverino e che non avevo potuto toccarmi al lavoro (già ma avevo masturbato Giovanni) e che adesso ci avrebbe pensato lei, quindi venne verso di me, si inginocchiò mi aprì i pantaloni, lo prese in mano ed iniziò a leccarlo, girando la lingua intorno alla cappella, ormai gonfia, poi guardandomi mi disse:’amore ma vuoi davvero lasciare che il tuo collega Giovanni mi palpi?’ ovviamente non potevo mentire avevo il cazzo duro come il marmo e poi dovevo confermare quanto scritto nella chat da giovanni, quindi risposi:’mmhhhh paola ‘ ma certo ‘ vedrai che tanto non lo farà, ma se dovesse farlo, non gli precludere questa gioia’, lo imboccò e diede un po’ di succhiate, mentre mi guardava ed io le tenevo la mano sulla testa, poi si staccò ‘ prese l’asta in mano ed iniziò a leccare e succhiare le palle, come non aveva mai fatto, quindi nel bel mezzo del pompino le tiro un po’ i capelli fino a guardarla negli occhi e le chiedo:’Porcellina a cosa devo questo trattamento?’ e lei prontamente risponde:’all’orgasmo che mi hai fatto provare oggi, sei stato fantastico e voglio ripagarti come meriti’ e si rimise all’opera succhiandomi letteralmente anche l’anima ed ovviamente pensando al fatto che fosse stato Giovanni a farla godere in quella maniera, le venni in bocca, lei come l’ultima volta non brontolò, ma si mise la mano davanti e sputò tutto lì dentro, poi mi guardò soddisfatta e rise.

Andammo in bagno a pulirci ed io continuavo a guardarla, era veramente sexy, quasi volgare vestita così, ma estremamente eccitante e sicuramente accontentava Giovanni, nel guardarla dentro di me mi domandavo che intenzioni avesse Giovanni per la cena e mentre fantasticavo fui destato da Paola che sorniona mi disse:’Stasera ho proprio voglia di farlo eccitare Giovanni, perché l’ultima volta secondo me voleva toccarmi il culo e voglio vedere se avrà il coraggio di fare una cosa del genere a casa nostra’ e si mise a ridere, la nostra discussione fu interrotta dal suono del campanello, stranito dal fatto che il suono fosse quello della porta di ingresso e non quella del portone, andai ad aprire, nel mentre uscì Paola dal bagno, appena aprii vidi che si trattava del nostro vicino del piano di sopra, Massimo, un uomo sulla 70ina, vedovo che era odiato da Paola perché ogni volta la squadrava come se fosse nuda. Il vicino mi chiese se avevo del sale grosso ed io risposi affermativamente dicendogli di entrare, ovviamente nel farlo non pot&egrave che ammirare Paola e farle i complimenti per come era vestita, Paola arrossendo lo ringraziò e andò in sala, io porsi il sale a Massimo e lo accompagnai alla porta, nel tragitto non mancò di farmi i complimenti per Paola e che gli dispiaceva averci disturbato, perché sicuramente lei era vestita così per farmi divertire, io lo ringraziai e lo feci uscire.

Tornai da Paola che un po’ preoccupata mi disse che forse stavamo esagerando, che il vicino avrebbe potuto raccontare chissà che cosa in giro e che il mio collega avrebbe potuto sputtanarci, io ben sapendo che Giovanni volendo poteva già sputtanarmi e sputtanarla, la rassicurai e le dissi che sarebbe stato eccitante e che Giovanni alla fine era un bravo uomo, lei si tranquillizzò. All’improvviso fummo interrotti dal suono del campanello, andai al videocitofono perché tutti nel condominio lo abbiamo ed ecco Giovanni’il mio cuore iniziò a battere all’impazzata, rimasi immobile per un tempo indecifrato, riuscii giusto ad aprirgli il portone dicendogli di salire fino al 5′ piano.

Poi cercando di riprendermi il più possibile, andai in camera e con un sorriso quasi di plastica avvisai Paola che Giovanni era arrivato, lei ancora un po’ spaventata dalla situazione di prima, si alzò e disse che forse stavamo esagerando e che non sarebbe riuscita a fare la scemina con Giovanni, io la abbracciai e le strizzai il culo e la rassicurai dicendole che sicuramente stavamo fantasticando e che lui non avrebbe neanche cercato di toccarla, a quel punto lei rispose dicendomi che sarebbe sicuramente andata così.

Dlin Dlon Dlin Dlon Dlin Dlon

Le anticipai ‘Ecco deve essere Giovanni’vai ad aprire tu Paola che io ti seguo’ anche rimase un po’ attonita, poi si alzò e si avviò verso la porta di ingresso ed io la seguii, pensando al suo abbigliamento da zoccoletta, proprio come mi fu chiesto dal porco del mio collega, la guardai mentre un po’ titubante aprì la e lo fece entrare, lui mi cercò con lo sguardo e mi fulminò con un sorriso beffardo, poi si avvicinò a Paola e le diede due baci sulle guance da bravo conoscente, in realtà quella fu la seconda volta che la baciò, comunque iniziò subito a mettere in pratica la sua tattica ed incominciò in maniera soft:’Cavolo Paola sei bellissima, veramente stupenda sembri una miss’ lei ancora interdetta da quella situazione non riuscì a replicare in altro modo che ringraziandolo ed arrossendo un po’, allora Giovanni mi allungò una bottiglia di Ca’ del Bosco, da me suggeritogli in quanto molto apprezzato dalla mia ragazza. A quel punto invitai i due ad andare in sala (la nostra casa ha una sala spaziosa con angola cucina separato dalla sala tramite una penisola utile come appoggio), Paola mi passò davanti seguita a ruota da Giovanni che mimò il gesto del pompino e mi diede una pacca sulle spalle indicandomi il culo della mia ragazza.

Loro si misero sul divano, io andai dietro la penisola per prendere il secchiello del ghiaccio dove andar a mettere il Cà del Bosco, appena rialzai lo sguardo, vidi Giovanni porgere a Paola un pacchettino, erano uno affianco all’altro, ma Paola lasciava vedere gran parte delle cosce e poi aveva i piedini velati ben visibili grazie anche ai sandalini. Curioso rimasi a guardare e vidi che Paola strabuzzò gli occhi e si girò verso di me esclamando:’WOW!!!Hai visto come &egrave carino il tuo collega? Mica come te! Guarda che bel braccialettino!!!’, ma Giovanni la interruppe perentoriamente ed anche in maniera autoritaria e la corresse:’Ma paola non sei proprio abituata ai regalini, questa &egrave una cavigliera, vedi?Se vuoi te la metto subito!’.

Paola stordita dalla correzione del mio collega ed inebetita dal regalo fattole, non fece in tempo a rispondere che Giovanni le comandò: ‘Su dammi il piede destro Paola’, lei quasi interdetta tolse il piede dal sandalino ed alzò il piede richiesto allungandolo verso il nostro ospite, Giovanni mentre arrivava il piede allargava il sorriso oltre al fatto di poter accarezzarlo anche perché iniziava a vedere la balza delle autoreggenti.

Il piede arrivò a destinazione, io rimasi basito, Giovanni iniziò ad accarezzarlo, muovendo il pollice sulla pianta ed alzando quindi il piede cercando di vedere il più possibile, poi prese la cavigliera e la allacciò, devo dire che la scena fu molto eccitante ma non terminò così, perché il porco capì che la situazione volgeva a suo favore, e le riprese il piede cercando di allargare il più possibile la gamba di Paola, e ci riuscì almeno a giudicare dalla sua espressione, di conseguenza immaginai che fosse riuscito a vedere le mutandine da puttanella che le aveva scelto lui.

Proprio in quel momento Paola si destò dal torpore e tolse il piede dalle mani di Giovanni e lo rimise nel sandaletto, si alzò e venne verso di me, mi baciò e mi disse di guardare il regalo; io lo analizzai ed era carino, niente da dire, solo che notai una lettera S come ciondolino (non so se si chiama così) ed ovviamente gli domandai il perché di quel carattere e lui prontamente rispose che la S era di Sweet, una nuova marca di gioielli, io ovviamente non feci altre domande e così fece anche la mia ragazza, che prese il secchiello del ghiaccio e lo mise in tavola.

La cena andò via tranquilla, Giovanni ovviamente continuò a riempire il bicchiere di Paola e ciò mi costrinse ad aprire un’altra bottiglia, questa volta di traminer, altro vino amato dalla mia lei, ovviamente anche quello finì, a quel punto preparai il caff&egrave e misi in tavola vodka liscia e limoncino, il porco fece i complimenti per la scelta degli alcolici ed iniziò a raccontare di alcuni suoi viaggi nell’est europa, dove la vodka andava via a fiumi ed altre cose e dritte sulle ragazze di quei luoghi, a quel punto Paola un po’ civettuola, forse anche grazie al vino, disse che le ragazze italiane erano sicuramente meglio; al mio collega non sembrò vero ed ovviamente ne approfittò controbattendo che erano molto più sensuali e molto più eccitanti anche solo nel modo di comportarsi lei punta un po’ nell’orgoglio e con un po’ di sano spirito patriottico (a modi Toto Cutugno) si alzò, andò al suo fianco e fece un girò su se stessa, chiedendo cosa dovesse avere in meno di quelle ragazze.

Il porco si girò verso di me e mi disse di preparare tre bicchierini di vodka, poi come una tigre sulla sua preda riguardò Paola e disse: ‘Beh’vedi, tu stasera sei vestita in maniera molto invitante e sensuale, forse al limite dell’erotismo, ma sicuramente loro avrebbero indossato delle autoreggenti ed un perizoma sotto quel delizioso abito, ma mi sa che ” lei sorrise e quasi orgogliosa esclamò:’Ma cosa credi che le italiane siano bigotte?’ a quel punto mi guardò e girandosi di schiena verso Giovanni, tirò lentamente su il vestito mostrando il culo col filo del perizoma infilato tra le chiappe (col delfino tatuato) e le autoreggenti bene in vista, poi riabbassò tutto e si rigirò verso Giovanni e con tono di vittoria esclamò:’Hai visto, alla fine non siamo da meno’, il porco da sornione qual &egrave, ne approfittò ulteriormente e disse:’Dai allora brindiamo alle donne italiane che al momento giusto sanno essere molto eccitanti e se posso dirlo anche un po’ zoccolette, proprio come quelle dell’est’ e mentre lo disse prese il bicchiere invitandoci a berlo tutto d’un fiato e così facemmo, anche Paola che non capì che Giovanni si era già un po’ allargato dandole della zoccoletta, nel buttarlo giù strinse gli occhi, ma quasi schifata ci riuscì.

Riordinai la tavola, mentre Giovanni tirò fuori un cd e chiese di metterlo, Paola acconsentì, onestamente era un po’ pericolante, considerando anche i sandaletti, ma comunque mise su il cd che subito partì con delle musiche latino/americane, cosa che un po’ mi sorprese, ma quando Paola esclamò divertita che le piacevano un sacco le musiche caraibiche ed improvvisò due movimenti di baccino.

Giovanni ridendo mi disse di preparare altri tre bicchierini di vodka ed iniziò a parlare con Paola di quella musica e di come siano erotici i balli, poi lei si girò e mi chiese di farla ballare io mi avvicinai a loro tendendo le vodke e dopo che un’altra volta accontentammo Giovanni bevendoli tutti alla goccia, le dissi che sapeva benissimo che non ero molto bravo e che inoltre ero molto stanco, il collega soddisfatto della mia risposta prese la palla al balzo, offrendosi spudoratamente, lei forse per assecondare le mie voglie (che poi erano quelle che Giovanni le scrisse in chat) accettò e gli si avvicinò.

La situazione fu stranissima, un’insieme di emozioni, il cuore che mi batteva come se fosse il mio primo appuntamento. Mi sedetti sul divano e li guardai ballare, inizialmente il mio collega la teneva vicina , ma niente di strano, poi arrivò una baciata ed il porco approfittò anche dello stato di euforia di Paola, aumentata ulteriormente dalla notevole quantità di alcol da lei ingerita, e la strinse a sé, le mise una gamba in mezzo alle sue ed iniziò un lento movimento, spingendo la sua gamba sempre di più all’interno, il suo intento era quello di farle aprire il più possibile le gambe, e ci riuscì, dietro le sue mani erano ormai sul suo culo, prima su una chiappa, poi si andò a posare in mezzo; dentro la mia testa mille pensieri, la musica, Giovanni che stava palpando palesemente la mia ragazza e futura sposa, si la seria Paola si stava lasciando toccare senza provare neanche a resistere ed il mio uccello duro non ammetteva repliche: quella situazione mi piaceva, ero estasiato da quella visione.

Dlin Dlon Dlin Dlon

Il campanello suonò ancora’ interrompendo il sogno che stavamo vivendo, Giovanni fu perentorio e senza staccare la mano dal culo di Paola disse senza ammettere repliche: ‘Davide vai ad aprire la porta’ detto fatto andai ad aprire la porta e la mia sorpresa fu enorme:’Salve signor Massimo, ha bisogno di altro?’, rispose quasi immediatamente dicendo:’No grazie, volevo solo sapere se questa musica deve suonare ancora tanto, che ormai &egrave tardi’ e fece per entrare, ovviamente io lo lasciai entrare e chiusi la porta assecondando il suo volere provando a ribattere:’No sa &egrave che abbiamo un collega a cena che ha voluto mettere questa musica, ma ora spegniamo, non si preoccupi’, il vicino continuò:’ah si avete un collega” ed entrammo in sala insieme, la scena che ci si presentò fortunatamente fu diversa da quella precedente, i due erano tornati ad accennare balli latino/americani ma in modo molto normale, Paola si fermò subito e venne a salutare il signor Massimo e così fece anche Giovanni dicendo che ormai la serata era finita e che si scusava molto del disagio provocatogli.

A quel punto Paola si intromise e dopo essersi scusata anche lei disse che doveva andare un attimo al bagno, rimasti soli, Massimo si dimostrò felice per la decisione di spegnere la musica e si fece accompagnare all’uscita. Una volta rimasto solo con Giovanni, lui mi disse che sarebbe andato via, ma che la serata non era ancora giunta al termine: io avrei dovuto lasciare la porta socchiusa, avrei dovuto prendere Paola portarla in camera da letto, bendarla e se avessi voluto anche legarla, che lui sarebbe rientrato e quindi avrebbe partecipato a quelle scene, io rimasi stordito da quelle richieste ma non potei far altro che accennare un sì con la testa dicendo che comunque non sapevo come avrebbe reagito la mia ragazza ma lui battendomi una mano sulle spalle mi rassicurò, se così si può dire, dicendomi che Paola &egrave una troietta, che si era già fatta palpare il culo. E che quindi l’avrei trovata già molto eccitata, io un pò titubante lo assecondai, nel mentre Paola uscì dal bagno e venne verso di noi, Giovanni la salutò baciandola e disse di dover andare via, chiedendomi di accompagnarlo alla porta e così feci, lui mi salutò io chiusi la porta rumorosamente e come ordinatomi ‘ la riaprii lasciandola socchiusa.

Andai verso Paola che era seduta sul divano, subito mi guardò preoccupata e mi disse :’Amore forse abbiamo esagerato, Giovanni mi ha palpato il culo ‘ e menomale che Massimo non ci ha visti in quella situazione, altrimenti chissà cosa avrebbe pensato!’. Io la feci alzare, la tranquillizzai ‘ poi la baciai e le palpai il culo ‘ lei si lasciò andare e contraccambiò il bacio ‘ alch&egrave le dissi chiaramente che avevo voglia di scoparla che la situazione mi aveva eccitato molto e le presi la mano portandola sul mio pacco dopo di che intrufolai la mia mano dentro la gonna, sentii la balza delle calze e scostai il perizomino ‘ era zuppa e glielo dissi:’Certo paoletta che anche a te non &egrave dispiaciuta la situazione, sei letteralmente fradicia!!!’ e ne approfittai per mettere in atto la richiesta di Giovanni ‘vieni amore che facciamo un bel giochino .. ‘ lei ovviamente si lasciò condurre, arrivammo in camera, presi le manette pelose, la misi a carponi sul letto, o per meglio dire a 4 zampe, e le legai le mani dietro la schiena, ora appoggiava col il viso sul letto, le braccia legate dietro la schiena ed il culo bello in mostra.

Non contento cercai di esaudire in pieno i desideri del mio collega, presi la mascherina che lei utilizzava per dormire e gliela misi su ‘ a quel punto la mia ragazza e futura sposa, la seria avvocatessa era legata e bendata, avevo il cazzo in piena erezione, ma più che per lei, per il pensiero che questo spettacolo se lo sarebbe gustato anche Giovanni, iniziai a giocare con lei, allora amore, fammi sentire se sei ancora eccitata, e presi il perizoma e lo tirai giù infilandole due dita dentro senza nessun problema, lei gemeva e mi incitava:’ siii amore ‘ mi stai facendo impazzire ‘ continua ‘ ‘ mentre ero lì che continuavo sentii una mano sulla mia spalla, era Giovanni che teneva in mano una macchina fotografica digitabile e stava riprendendo la scena, la luce era accesa, quindi Paola era riconoscibilissima ed anche io ovviamente.

Nel mentre il mio collega mi diede un foglio e mi fece cenno di leggere, c’erano su poche righe che dicevano:

‘Cornuto ora io palperò la troia a mio piacimento, non potrò penetrarla o metterglielo in bocca per non rischiare di essere scoperti, ma per il resto farò tutto. Tu dovrai starmi vicino e continuerai a parlarle, cercando di fare molte volte il mio nome, invogliandola a pensare a me.’

A quel punto mise la macchinetta sul comò e mi spostò, nel farlo dovetti togliere le dita dalla figa di Paola, che subito protestò, ma Giovanni fu rapidissimo andando ad infilarle due dita che subito lei gradì, gemendo come una troia e pensando che le dita fossero le mie, ero letteralmente in estasi ma fui svegliano da un colpo del mio collega che mi riportò alla realtà e mi fece segno di iniziare con i discorsi e mi diedi da fare.

Io: ahhhh come sei zuppa Paola, di chi &egrave il merito di questo tuo stato?

P: daiiii, non fare lo scemino amore

Io: ti &egrave piaciuto mostrare il culo col perizoma a Giovanni, dì la verità!

P: si dade, &egrave stato divertente provarlo ‘ metti un altro dito’ amore

Giovanni non se lo fece ripetere, con una mano si calò pantaloni e mutande, mostrandomi il cazzo in tiro, prese una mia mano e la mise lì, e con l’altra aggiunse il terzo dito, io completamente rapito dalla situazione continuavo ad insultare Paola, chiamandola cagna, vacca, troia, ed altri aggettivi e nel mentre segavo Giovanni, che ogni tanto si girava, togliendo le dita dalla figa e mettendomele in bocca, in pratica ero realmente interdetto, avrei fatto qualunque cosa, Giovanni ora mise 4 dita nella figa ed uno in culo.

P: Amore ‘. Ci sono ‘. Ti prego continua aumenta il ritmo ‘ non fermarti

Giovanni si tolse

P: Dade ‘ sei uno stronzo ‘ dai che vengo ‘

Giovanni sorrise e mi disse di continuare a parlare

Io: Amore ti piacerebbe se ci fosse giovanni al mio posto?

P: Smettila di dire queste cose ‘ e fottimi

Lei non aveva mai utilizzato certe parole, doveva essere super eccitata, nel mentre Giovanni si abbassò e gliela lecco per un tempo interminabile (almeno per me) lei gemeva, si contorceva, ma sul più bello lui si fermò di nuovo mi guardò e mi invitò a riformulare la domande, mentre Paola si lamentava

Io: Amore se Giovanni dopo averti palpato il culo, ti avesse toccato la fighetta, magari infilando qualche dito, l’avresti lasciato fare, godendo come una troia come stai facendo ora?

P: Si dade, mi sarei lasciata toccare ovunque, leccamela ancora ‘ fammi venire ‘

Io: Ma lui ce l’aveva duro?

P: ahhhh ‘. Si l’ho sentito’ era duro ‘ d’altra parte aveva visto e lo stava anche palpando la donna del suo collega, davanti a lui’

Io: e glielo avresti toccato?

P: sssiiiiii, glielo avrei preso in mano ‘. Ora leccamelaaaaaa!!!!

Giovanni iniziò a leccargliela con più foga, infilandole due dita nel culo ‘. Lei non capiva più niente ed incitava solo ad aumentare il ritmo, come un robot lo feci, ma aumentai il ritmo della sega a Giovanni ‘.

P: ssiiiii ‘ mmmhhhh’.vengoooooo!!!!

Paola venne, Giovanni continuò ancora un po’, poi si staccò, mi guardò sorridente, e mi prese, guidandomi davanti al viso di Paola, che appoggiava ancora sul letto, riprese la mia mano e mi fece segno di continuare la sega e col dico indicò il volto della mia ragazza, in pratica voleva venirle in faccia!

E così successe, il tutto a favore di camera, lo masturbai fino a farlo venire sul viso della mia futura sposa, che ancora eccitata dall’orgasmo avuto, tirò fuori la lingua andando ad ingoiare quanto poteva, vedendo quella scena Giovanni mi prese la mano e guidò un dito sul volto di Paola, cercando di portare quanta più sborra possibile all’interno della sua bocca, facendogliela ingoiare.

Finito tutto, lui mi salutò con il gesto delle corna, sempre a favore di camera, poi staccò il filmino e se ne andò portandosi via la macchina fotografica, io rimasi un po’ lì, poi andai a togliere mascherina e manette a Paola che mi disse che le era piaciuto un sacco e che dovremmo farlo più spesso, andammo in bagno e poi tutti a dormire, durante la notte il mio cazzo non ha smesso di stare alzato pensando a cosa sarebbe successo il giorno successivo. La mattina dopo ci svegliammo ed andammo a fare colazione e davanti ad una tazza di caff&egrave ci guardammo intensamente e dopo un attimo di silenzio fu Paola a rompere il silenzio ‘Dade, lo sai che ti amo, vero?’ ed io risposi con un grande sorriso e rassicurandola dicendo che conoscevo bene i suoi sentimenti e li ricambiavo, continuando il dialogo chiedendole il motivo di tale affermazione e lei abbassando lo sguardo disse ‘Perché secondo me ieri sera abbiamo esagerato, anche con la fantasia, insomma tu mi chiedevi se Giovanni avesse osato di più ”, la interruppi subito, dentro mi sentivo morire, sapevo che oltre a quello era accaduto molto di più, ma dovetti cercare di rimanere calmo e soprattutto coinvolgere lei nelle mie fantasie, facendola entrare piano piano nelle mio mondo perverso, quindi ‘Paola Paola, non devi sentirti in colpa, ieri sera ci siamo eccitati come matti, siamo ragazzi maturi consapevoli dei nostri sentimenti che si eccitano giocando e fantasticando su situazioni particolari’, lei rispose immediatamente ‘Amore forse hai ragione, sono la solita esagerata, mi faccio mille paranoie’ mi avvicinai e la baciai dicendole che ormai era tardi e dovevo andare al lavoro.

Arrivai in ufficio e c’era Giovanni che mi salutò con un sorrisone, si alzò e mi prese sotto braccio e mi indirizzò verso la saletta caff&egrave ed incominciò subito ad incalzarmi ‘Hai visto cornuto che la troia della tua futura sposa sta iniziando a sciogliersi?Ama essere desiderata e dominata, forse riuscirò a trasformarla nella più troia delle cagne, vedrai!’ io che immaginavo già come mi avrebbe accolto Giovanni, fui comunque sorpreso dalla sua intraprendenza e fui preso un po’ alla sprovvista e non riuscii a ribattere e lui continuò ‘Cornuto ora dobbiamo organizzare qualche altro incontro o situazione particolare, perché io voglio la troia, deve essere mia ha una fighetta così dolce ‘. E poi dovrai essere tu a mettermela su un piatto d’argento’, respirai profondamente e cercai di rispondere in maniera autorevole, anche se ormai ero proprio credibile, ‘Giova, ti prego smettila, sai che ieri sera &egrave successo quello che &egrave successo, ma &egrave stato un caso, non siamo ancora pronti ad andare oltre, noi ‘. ‘ ma lui non contento mi prese e mi riportò in ufficio, ero completamente in sua balia, non capivo più niente, mi portò alla sua scrivania, non eravamo soli, c’era un altro collega, che incuriosito ci guardava, Giovanni mi indicò il monitor e sbiancai letteralmente, aveva messo su il video della sera prima, mentre io lo segavo e lui leccava la figa di Paola.

L’altro collega si alzò ed uscì e Giovanni non perse tempo, mi prese la mano e se la portò sul pacco e disse ‘vedi cornuto come mi eccita la nostra troia, non vedo l’ora di riassaggiarla e magari farglielo prendere in bocca, altrimenti qualcun altro dovrà soddisfarmi ‘ e si fece una sonora risata, mi sentii morire, tolsi la mano e gli chiesi cosa aveva in mente , ma lui fece finta di niente e continuò a ridere.

Arrivò il venerdì sera e Paola come sempre arrivò a casa si tolse le scarpe e venne lì da me ed iniziò a parlare del lavoro, che forse era ad una svolta e che il proprietario dello studio le aveva assegnato un lavoro nonostante lei non fosse ancora avvocato, ma ancora una praticante, certo era stata fortunata perché il cliente aveva una certa urgenza e gli avvocati dello studio(3 in tutto, padre, figlio e sua moglie) erano molto occupati, ma comunque era molto felice di questa possibilità ed era intenzionata a sfruttarla al massimo, cercando di destare un’ottima impressione nel vecchio avvocato.

Il fine settimana passò in fretta e lunedì mattina la mia Paoletta si vestì in maniera impeccabile, tailleur grigio scuro con spacco dietro, calze velate nere, camicia bianca, intimo perizoma pizzato blu e reggiseno a balconcino sempre pizzato blu, scarpe con tacco 8, sempre nere, insomma una sobria avvocatessa, mi si avvicina, mi bacia ed io rispondo al bacio e le faccio l’imbocca al lupo e le feci coraggio.

Arrivato in ufficio, Giovanni non c’era e l’altro collega mi informò che non sarebbe venuto, mi rallegrai un po’pensando che alla fine avrei passato una giornata normale, ma col senno di poi mi accorsi che questa affermazione era quanto di più lontano dalla verità.

Nel mentre Paola si presentò al bar indicato dal cliente alle 9:00 in punto, Piero (l’amico di Giovanni, proprietario del sexy shop) non tardò ad arrivare, la salutò con garbo, lei quando lo vide ebbe subito un moto di ribrezzo, diciamo che non era un adone, e non le sembrava neanche tanto pulito ma alla fine era un cliente. Sempre cordialmente ed educatamente le chiese di seguirlo fino a che non arrivarono davanti al negozio, Paola arrossì nel vedere la tipologia commerciale ed iniziò a guardarsi intorno in quanto aveva paura di essere vista entrare nel sexy shop, dentro di lei sapeva di essere lì per lavoro, ma la gente si sa ‘ mormora.

Piero entrò e si incamminò lungo il corridoio, Paola una volta entrata si pietrificò e rimase allibita da quello che vide: alla destra una serie infinita (per lei) di completi intimi molto hard, mentre sulla sinistra vi era un’ampia scelta di falli di gomma di tutte le dimensioni; imbarazzata come non mai, non si accorse che Piero in fondo al corridoio la stava osservando divertito, quando lo notò fu troppo tardi, perché lui le andò incontro e conscio dell’imbarazzo della mia ragazza, le disse: ‘Signora non sia imbarazzata, questi oggetti vengono comprati ed utilizzati da persone di ogni classe sociale, anche insospettabili donne/mariti di famiglia li comprano per giocare e rinvigorire il rapporto ormai logoro con i rispettivi partners’; Paola si accorse di essere come imbambolata, sentiva le parole di Piero ma il suo sguardo rimaneva fisso sui falli di gomma, riuscì solo a dire che era ancora signorina, per poco, ma ancora signorina, ma la sua risposta terminò quando sentì Piero che le prese la mano e gliene fece impugnare uno, lei ancora imbambolata non riuscì a reagire, lo impugnò con decisione e finalmente si girò verso Piero che le rideva praticamente in faccia iniziando a descrivere i cazzi di gomma che lei aveva in mano, proprio come avrebbe fatto un buon venditore ‘vede signorina Paola questi sono quanto di meglio possa offre il mercato, provi a stringere ed a far scorrere la mano, &egrave gomma della migliore qualità’, lei quasi stordita da tutte quelle parole fece quanto le chiedeva Piero, e strinse simulando una vera e propria sega, sentiva le venature riprodotte e se non fosse stato per la temperatura diversa, avrebbe giurato di avere un cazzo reale in mano.

Piero ovviamente non si accontentò e le disse che la gomma di scarsa qualità si poteva riconoscere anche dall’odore ed invitò Paola ad annusarlo, lei come un automa lo portò sotto il naso e l’annusò, a questo punto Piero, sentendosi quasi padrone della scena, le disse in maniera sfacciata ma educata ‘Signorina di cosa sa quel fallo?’ e lei rispose ‘sembra profumato, ma non saprei, forse mandorla’, lui vide la difficoltà di Paola in quella situazione e cercò, per ora, di non calcare la mano ed esclamò:’comunque dottoressa, dopo se vuole continueremo a parlare di cazzi di gomma, ma per ora dobbiamo concentrarci su azioni legali da muovere ai vicini, quindi la prego di seguirmi’, lei rimase un po’ allibita da quell’ultima sua affermazione, ma alla fine Piero aveva ragione e lo seguì all’interno del negozio, in fondo al corridoio girarono a destra e poi nel primo corridoio a sinistra e poi Piero le aprì la porta e la fece entrare dentro il suo ufficio, se così si poteva chiamare, era più o meno uno sgabuzzino, con un sacco di scatoloni ammassati in terra, una scrivania posticcia, in alto una serie di 6 monitor che mostravano immagini di tutte le stanza o anfratti del negozio.

Il proprietario si sedette alla scrivania ed invitò Paola a fare lo stesso, lei cercò di posare la borsa, ma si accorse di avere ancora il fallo in mano, Piero notò la cosa e gliela rimarcò dicendole: ‘dottoressa mi sembra che l’articolo le piaccia molto, per questo ho deciso di regalarglielo, lo metta pure in borsa’ lei cercò di ribattere ma Piero con un gesto della mano le mimò di metterlo dentro ripetendole che era un regalo, lei ancora stordita dalla situazione ringraziò e lo mise in borsa.

Iniziarono a parlare del motivo dell’incontro e Paola prese la sua borsa la aprì ed iniziò a scrivere tutto sul blocco notes, Piero ce l’aveva con tutti i proprietari dei negozi vicini che ogni volta lo guardavano male e facevano battute sul suo esercizio, tanto che lui aveva parecchi problemi anche ad andare al bar a prendere un caff&egrave, insomma lui si stava lamentando parecchio della situazione quando un rumore come di un campanello interruppe il discorso, lui alzò lo sguardo verso i monitor e Paola fece lo stesso, ma rimase impietrita da quello che vide ‘ sbiancò e fece cascare la penna, si riprese quando vide Piero alzarsi e dirle che era entrato un cliente, a dir la verità un buon cliente disse, lei lo prese per un braccio e gli confessò che conosceva quel uomo e che non voleva in nessun modo che lui la vedesse dentro quel negozio. Forse non ci sarà bisogno di dirlo, ma l’uomo in questione era Giovanni, che come da piano entrò nel negozio e fece finta di interessarsi ai vestiti per far maturare la situazione.

Piero fece finta di sentirsi offeso dai discorsi di Paola ed innervosendosi le disse che il suo comportamento era proprio quello per cui lui voleva denunciare i vicini, Paola capì di avere sbagliato e mentre veniva letteralmente sgridata da Piero chinò la testa verso il basso, lui era davanti a lei, in piedi e lei seduta con lo sguardo a terra, quando finì di inveire contro di lei, Paola gli disse se poteva far in modo di evitare che Giovanni la vedesse, che capiva di comportarsi nel modo sbagliato, ma che alla fine il cliente appena entrato conosceva bene il suo futuro marito e che quindi si scusava molto ma desiderava non essere vista.

A quel punto Piero capì di avere la situazione in mano, proprio come da piano, e la invitò a seguirlo, uscirono dall’ufficio e la portò in uno stanzino che capì presto essere il camerino, all’interno c’erano: un vestito bianco trasparente ultra aderente e cortissimo, un paio di autoreggenti nere a rete, un paio di scarpe rosse con un tacco vertiginoso, una parrucca bionda a caschetto, matite per truccarsi, un cappuccio bianco con tre fori ed un collare nero borchiato con un gancio di metallo .

Piero la fece entrare lì e le disse di non far nessun rumore che altrimenti il cliente l’avrebbe sentita ed a quel punto non avrebbe potuto far niente se non ammettere la presenza di un’altra persona, e se poi avesse saputo che era una donna, avrebbe sicuramente aspettato per vedere chi fosse; Paola impaurita da quella possibilità si mise seduta lì dentro separata solamente da una tendina dal resto del negozio per non fare rumore si tolse anche le scarpe e rimase in ascolto, l’unica cosa che poteva fare.

Piero andò verso Giovanni sorridendo ed indicando dove aveva fatto mettere Paola, Giovanni rispose al sorriso ed iniziarono il teatrino.

P: Signor Giovanni qual buon vento!

G: Piero Piero, sono venuto perché vorrei trovare un film porno dove la attrice assomigli ad una mia conoscente

P: in che senso?

G: Sai un po’ di sere fa sono stato a cena da un mio collega e la sua compagna mi ha fatto rimanere sull’attenti per tutto il weekend, deve essere proprio una gran scopata ‘

P: ma su signor Giovanni, &egrave un suo collega!

G: e quindi? Pensa che quella puttanella mi ha fatto vedere persino il culo in perizoma davanti al fidanzato,e ti assicuro che letteralmente me lo ha fatto vedere, non &egrave che le &egrave uscito il perizoma dai jeans, no’ ha tirato su la gonna e mi ha mostrato quel culo, che definire fantastico &egrave veramente riduttivo.

P: ma allora &egrave una troietta quella ragazza, le piace eccitare gli uomini.

G: Si secondo me deve essere proprio una porca e pensa che lo ha fatto davanti al suo ragazzo che tra poco tempo diventerà suo marito, insomma proprio una troia, ma non &egrave tutto.

Paola nel camerino, non credeva alle sue orecchie, Giovanni continuava ad offenderla ed insultarla, dentro le stava montando un nervoso incredibile, avrebbe voluto uscire da lì e prenderlo a male parole, ma poi cosa poteva dirgli? Non &egrave vero? No meglio di no, alla fine Piero non sapeva che fosse lei, quindi avrebbe fatto meglio a non uscire facendo finta di niente.

P: ma come non &egrave tutto, cosa vorresti dire?

G: Non contenta la vacca &egrave stata felice di ballare con me, una baciata, e dovevi vederla si lasciava toccare il culo proprio come se fosse la mia donna o una puttana, si strusciava sulla mia gamba e si lasciava palpare.

P: e poi?

G: Purtroppo ci ha interrotti il loro vicino, perché la musica era troppo forte. Se quel rompicoglioni sapesse di avere una troia lì a fianco probabilmente se la farebbe tutti i giorni.

Paola ora era immobile, provava un misto di sensazioni, un insieme tra incazzatura e terrore allo stato puro, non sapeva cosa fare, era rinchiusa in quel camerino e non poteva fuggire, si sentiva anche colpevole di aver fatto quello che aveva fatto, ma dentro la sua testa sentiva la voce di Davide che le diceva di stare tranquilla, ma nello stesso tempo le rimbombava dentro la voce di Giovanni che la insultava ‘ troietta ‘ puttanella ‘ etc ‘

Giovanni in mezzo a tutti questi discorsi, prese il cellulare in mano e sorridendo subdolamente mi mandò un messaggio dove scrisse: ‘Cornuto telefona alla troia con qualche scusa ‘. poi forse ti farò un regalo’, incuriosito ma anche eccitato da quel messaggio inaspettato, telefonai subito a Paola che dopo tre squilli buttò giù non rispondendomi.

Paola nel camerino, quando sentì squillare il cellulare si sentì morire, sbiancò e buttò giù la chiamata appena ci riuscì, conscia del fatto che il collega ormai aveva sentito la suoneria e cercò di pensare a qualche soluzione, ma i suoi ragionamenti ‘ furono interrotti dalla voce di Giovanni, che sghignazzando con Piero disse ‘Ma di chi &egrave questo cellulare, c’&egrave qualcun altro in negozio Piero?’ .

Piero cercò di continuare il teatrino ‘non so, aspetta un attimo che vado a vedere’ e si incamminò verso il camerino, lo aprì e vide Paola seduta, senza scarpe e che si reggeva la testa tra le mani guardando verso il basso, rise capendo dello stato fragile di quella ragazza, ma non si fermò, anzi allungò la mano prendendole il mento e forzandola a guardarlo e disse ‘Dottoressa ora come facciamo?Ormai il signore ha sentito che non sono solo, o esce oppure non saprei’ Paola lo guardò, aveva gli occhi lucidi, si sentiva in trappola, se fosse uscita ora avrebbe sicuramente incuriosito Giovanni che non avrebbe creduto alla sua versione peraltro veritiera, quindi guardò Piero e gli chiese di mandare via Giovanni inventandosi qualche scusa.

Piero guardandola stupito le disse che non era possibile, in quanto Giovanni avrebbe capito che qualcosa non andava o che gli stavo nascondendo qualcosa, però ora che mi ci fa pensare una soluzione dottoressa ci sarebbe ‘ ma per lei sarebbe troppo, meglio di no ‘ lei incuriosita e forse con un barlume di speranza gli chiese di proporgliela ‘ e Piero fingendo un finto rammarico le disse: ‘Dottoressa lei potrebbe vestirsi con quella roba lì, indossando anche il cappuccio in modo che Giovanni non riesca a riconoscerla ed io potrei provare a dirgli che avevo assunto una modella per effettuare un book fotografico al fine di promuovere il negozio ‘ ‘ Paola guardò i capi di abbigliamento lì presenti e si girò nuovamente verso Piero dicendogli che non avrebbe mai potuto farlo, Piero scrollò le spalle e disse che non era un problema suo e che a lui poco importava ‘ alla fine aveva chiesto un avvocato e quella situazione si era creata solo per una reticenza morale che aveva la sua avvocatessa e fece per andarsene quando senti la mano della ragazza sul suo braccio, si girò e chiese ‘cosa ha deciso? Si sente pronta ad uscire ed a farsi vedere dal signor Giovanni oppure a cambiarsi?’ lei tristemente tentò di provare a supplicare Piero, ma alla fine dovette arrendersi ed a capo chino disse che si sarebbe cambiata ‘ Piero non contento la incalzò nuovamente ‘Ok dottoressa, cerchi di vestirsi da troia, altrimenti non sarà credibile, mi raccomando!’ ed uscì gongolandosi e sfregandosi le mani, arrivò davanti a Giovanni e fece il pollice alto dicendogli ‘Sa Signor Giovanni oggi &egrave stato fortunato, abbiamo qui una modella assunta per fare un book promozionale del negozio’ e rise sommessamente, nel mentre Giovanni andò a posizionare la sua videocamera in modo da riprendere per bene tutta la scena ‘

Il teatrino dei due andò avanti ancora qualche minuto quando si sentì una voce femminile che chiamava Piero, alch&egrave lui rise e mimò a Giovanni una sega e si diresse verso il camerino e quando vide la seria Paola vestita come una vera troia non pot&egrave far altro che complimentarsi con lei ‘ alla fine lei aveva indossato tutto quello che c’era, vestito cortissimo, autoreggenti, parrucca bionda a caschetto, si era anche un po’ truccata ed aveva indossato quelle scarpe orrende rosse, Piero si complimentò nuovamente dicendole ‘Dottoressa lo sa ‘ alla fine sembra proprio una troia di strada, però le consiglio di mettere anche il cappuccio bianco, perché potrebbe riconoscerla’ ‘ Paola lo prese e lo indossò, si guardò allo specchio ed effettivamente sembrava una puttana, ed il vestito non copriva veramente niente, uscivano le balze delle autoreggenti e quasi si vedevano le mutande ‘. Ma non poteva fare altrimenti, non poteva rischiare di essere riconosciuta da Giovanni ‘ fortunatamente aveva quel cappuccio che la proteggeva, Piero la prese per mano ed insieme si avviarono verso Giovanni.

Il mio collega appena la vide sgranò gli occhi, sapeva benissimo che quella ragazza era la mia futura moglie, la brava e seria dottoressa, ma sapeva anche molto bene che lei era a sua disposizione e se si fosse giocato bene la situazione Paola sarebbe stata sua.

Piero la prese la mise davanti a Giovanni, ovviamente a favore di camera, e la lasciò lì iniziando la conversazione ‘allora Giovanni cosa ne pensi di questa modella?’ e lui non si fece attendere ‘dire che &egrave una figa &egrave abbastanza facile ed oserei dire banale, certo col cappuccio non rende al massimo, ma &egrave molto bella ‘ che genere di foto dovreste fare?’ e Piero ‘ovviamente agli oggetti del locale’ anzi aspettate un attimo che prendo la macchina fotografica e qualche oggetto, intanto Giovanni intrattieni la ragazza.

Il mio collega le si avvicinò ed iniziò ‘ allora come si chiama questa bella ragazza?’, Paola subito non rispose, poi riuscì a prendere fiato e cercando di modificare il tono di voce disse:’Mi chiamo Luana’, Giovanni le girò un po’ attorno e senza mezzi termini le disse ‘ Certo che sei proprio una figa, hai un culo che parla e questo vestito lo mette bene in mostra’, lei ovviamente rimase basita da quel commento e non riuscì ad aprire bocca, ma sotto il cappuccio che fortunatamente la nascondeva arrossì e rimase stupita di come un signore dell’età di Giovanni fosse così intraprendente, mentre i suoi pensieri si facevano largo nella sua mente, il porco ne approfittò e le accarezzò il culo, facendo risalire il vestito fino alla base dello stesso, a quel punto ‘Luana’, incappucciata, si girò e gli disse di non permettersi mai più e continuando la sua pantomima gli disse che lei era lì solo per fare delle foto pubblicitarie, allora Giovanni si spostò e le andò davanti, e nell’attesa del ritorno di Piero, le chiese se fosse fidanzata, lei rispose affermativamente ed allora lui subdolamente le chiese se il suo ragazzo sapesse del suo lavoro e lei ingenuamente disse che lui non sapeva niente e che lei lo faceva solo per arrotondare.

A quel punto arrivò Piero con un fallo enorme di colore ed un paio di ovetti cinesi e disse ‘Ora possiamo iniziare a fare le foto’, Paola sbiancò letteralmente e non capì cosa volesse fare con quelle cose, il proprietario diede la macchina fotografica a Giovanni e si avvicinò a lei con il fallo, all’orecchio le sussurrò ‘Dottoressa ormai &egrave in ballo, se vuole finire può sempre dire chi &egrave ed andare a cambiarsi, altrimenti dovrà assecondarmi in questi pochi minuti’ lei cercò di ribattere ‘mah veramente io ‘ ‘ ma fu subito interrotta ‘Paola lei ora per me sarà una modella hard, quindi la smetta e faccia quello che dico io, altrimenti va nel camerino e si cambia, punto e basta.’

Lei rimase attonita, le aveva dato quasi un ordine ed in effetti lei non poteva far altro che ubbidire.

Giovanni rideva sommessamente sapendo già come sarebbe andato a finire il set fotografico, Piero dopo averle messo l’uccello di gomma in mano, le si avvicinò con gli ovetti e le spiegò come doveva metterli, lei cercò di ribattere, ma fu costretta ad andare in camerino, una volta dentro, si alzò il vestitino, si abbassò le mutande e nell’inserirle si accorse che era bagnata e non fece fatica a metterli dentro, si sentiva stranamente eccitata ed il fatto di essere nascosta dal cappuccio la rassicurava e la dava un senso di libertà, inoltre si domandava a cosa servisse quell’oggetto in quanto non era visibile.

Piero la chiamò ‘Paola hai messo quello che ti ho chiesto?’ lei si sentì morire, l’aveva chiamata con il suo vero nome, ma non poteva fare altro che rispondere ed uscire ‘Si, sto arrivando’ e tornò da loro, Giovanni ridendo disse ‘ora so il tuo nome tesoro e non lo dimenticherò facilmente eh eh eh’ e Piero le disse ‘Su Paola prendi il cazzo nero in mano ed avvicinalo alla bocca, fai movimenti lenti e precisi’ah ora azionerò una cosa, non preoccuparti ‘ ed azionò il telecomando degli ovetti a velocità 1 (ne aveva 3) era un flusso lento e costante di 1 minuto con pause di 20 secondi.

Paola sobbalzò e fece cascare il fallo, ‘gli ovetti vibravano’, piegandosi leggermente sulle gambe ed emettendo un sospiro, Giovanni la incalzò subito ‘Ehi Paola, ti piace questa sensazione? Immagino di si, non mi dirai che non hai mai provato una cosa del genere’ lei fece finta di niente, ma era veramente in crisi, aveva caldissimo, era eccitata e questo oggetto continuava ad aumentare la sua voglia, chiese ai due uomini di staccare, ma sapeva benissimo che non l’avrebbero fatto e poi Giovanni sembrava molto eccitato.

Il minuto passò, gli ovetti cessarono la loro azione lei prese il fallo, si rialzò, ma l’azione di quell’oggetto ripartì, questa volta resistette in piedi anche se si appoggiò ad uno scaffale contenente altra oggettistica particolare, le sue gambe tremavano, finalmente terminò anche questa seconda scossa, Piero le faceva gesto di avvinare il fallo alla bocca e Giovanni aveva la macchinetta pronta a scattare, quello che non sapeva &egrave che c’era una videocamera che riprendeva ogni istante, lei con una mano si reggeva e con l’altra iniziò ad avvicinare l’enorme dildo di colore al viso, quando partì la terza scossa, solo che questa volta era molto più forte (velocità 2 intensità media durata 45 secondi riposo 15 secondi), anche questa volta il fallo cadde per terra, ma questa volta anche lei appoggiò le ginocchia, in pratica era inginocchiata per terra e si teneva una mano in mezzo alle gambe e continuava ad emettere un verso che fece sorridere entrambi i suoi aguzzini ‘uhhhmmm uhhhmmmm’, finalmente l’aggeggio si fermò e lei respirò, Giovanni ‘allora troietta mi sembra che il gioco ti piaccia ‘ &egrave vero?’ Paola non riuscì neanche a pensare ad una risposta che subito partì la quarta scossa, lei era già inginocchiata, mentre stava letteralmente godendo, vedeva Giovanni che le si avvicinava, le mise una mano sul cappuccio e disse ‘Allora come sta la nostra cagnetta? Piero non ti sembra in calore?’ e si mise a ridere e continuò ‘Cosa ne dici vacca di togliere questo cappuccio? Voglio vedere la faccia da troia che hai mentre godi!’ Paola continuava a godere per l’effetto di quegli ovetti malefici ed in più essere offesa ed umiliata in quella maniera dal collega del suo ragazzo, stranamente la eccitava di più.

Paola mentre continuava a godere cercò di ribattere e contrastare quanto detto da Giovanni ‘uuhhmmm ‘ no, non togliere il cappuccio, ti prego, farò quello che vuoi ti prego ‘ uhhhmmm’ ovviamente lui non aspettava altro, quindi ribatt&egrave ‘Ah si ‘ lurida cagna, ora fai quello che voglio ‘ allora vediamo ‘ mettiti a 4 zampe’, le scosse finirono , lei prese fiato qualche secondo ed ansimando riuscì a dire’Signor Giovanni, la prego non esageri ‘ ma non fece in tempo a finire che partì la quinta scossa e Giovanni l’aiutò a mettersi a carponi ed appena lei fu in posizione, le fece salire completamente il vestitino, ammirandole il culo e contemplando il tatuaggio nascosto. Iniziò a palparlo tutto, facendo anche un po’ di pressione sul buchetto, lei non riusciva a reagire, era completamente in preda all’eccitazione, non faceva altro che contorcersi ed alzare ed abbassare il capo, come una cavalla imbizzarrita, nel mentre arrivò Piero, che rideva come un porco guardando la scena e diede a Giovanni un piccolo vibratore, la scossa finì e Paola quasi si sdraiò, tenendo il culo in alto, ormai voleva godere, non riusciva più a resistere così Giovanni rise sonoramente e disse:’eh eh eh Piero, ma guarda sta troia, &egrave finora che fa la santarellina ed ora &egrave talmente ingrifata che sta col culo in alto eheehheh ‘ che vacca!’ e Piero partecipò alla risata, prese il telecomando ed aumentò per l’ultima volta la velocità e la mise al 3 (scosse molto forti della durata di 40 secondi con riposo di 10) e lo attivò, Paola si irrigidì, e si rimise a carponi, spingendo il culo verso Giovanni, che prese il vibratorino e glielo infilò piano nel culo, lei non disse niente, la prima scossa finì e non fece in tempo a respirare che partì la seconda, accompagnata però anche dal vibro nel culo, a quel punto Giovanni capì di avere la situazione in pugno, lei era tutta un fremito, si alzò ed andò verso la testa incappucciata di Paola, che non sentiva né vedeva più niente, ormai pensava solo al suo orgasmo, prese il cappuccio e lo tolse, ora Paola realizzò, era senza protezione, o meglio aveva solo una parrucca ed un po’ di trucco per cercare di renderla irriconoscibile.

Ora Giovanni era in piedi e sembrava avere la cagnolina in calore ai suoi piedi, e fece cenno a Piero di avvicinarsi e mentre Paola continuava a fremere disse ‘Ora troia farai un bel pompino al mio amico ed io se farai la brava forse ti scoperò fino a farti venire’, lei non disse niente, Piero se lo tirò fuori e glielo mise davanti alla faccia, lei non se lo fece ripetere, ormai aveva perso tutti i suoi freni inibitori e lo imboccò completamente, lui le prese il mento e le fece alzare il viso cercando il suo sguardo, appena successe esclamò ‘Che bella bocca, finalmente fa quello che sa fare meglio ‘ i pompini, Paola sei una stupenda bocchinara’ lei solo in quel momento realizzò la situazione, Giovanni non era più al suo fianco, le scosse continuavano a tramortirla e lei succhiava avidamente l’uccello del suo cliente.

Ad un certo punto da dietro Giovanni le tolse gli ovetti lei finalmente pensò di poter respirare, ma si sbagliava, perché lui la penetrò brutalmente lei sgranò gli occhi, il suo cazzo non faticò ad entrare in quanto lei era fradicia, ma lui iniziò subito a sbatterla con foga ‘Ti piace brutta cagna, dillo che sei una cagna in calore’ Piero mentre ghignava stava per venire ‘Troia ingoia tutto, non voglio mica sporcare il locale’ a quel punto lei si sentì prendere i capelli da dietro, e fu spogliata anche dell’ultima barriera, i suoi veri capelli ricaddero sulle sue spalle, Piero le venne in bocca e Giovanni la stava chiavando brutalmente e gli insulti si sprecavano, era ad un passo dall’orgasmo che venne inesorabilmente poco dopo, ma Giovanni non contento, si staccò ed andò davanti al suo viso e tirandola su per i capelli, glielo mise in bocca ‘Paola, ora fammi un bel lavoretto, altrimenti dirò a Davide tutto quanto ‘ ehehehehe, ricordati che il tuo tatuaggio nel culo &egrave molto riconoscibile, appena l’ho visto ho capito chi eri, ma non mi sarei mai immaginato che tu fossi una troia di queste dimensioni’ ‘ Paola si sentì morire, quasi non capendo iniziò a succhiare mentre Giovanni prese a farle foto con il cellulare e Piero ormai era dotato di telecamera, Giovanni lo tirò fuori e le venne tutto in faccia offendendola e deridendola.

Lei si sedette per terra, aveva ancora la faccia tutta sborrata ed era incredula, davanti a se aveva Piero e Giovanni che ridevano e continuavano a farle foto, ora era senza protezioni, era riconoscibilissima a parte i capelli tutti sconvolti, fu Giovanni ad interrompere quella situazione ‘Su ‘ troia ‘ vatti a vestire e torna dal cornuto di Davide ‘ ma ricordati che ci divertiremo molto insieme, d’altra parte hai dimostrato di saperci fare hehehehe’, lei sembrava un robot, si alzò, andò nel camerino e si cambiò alla meglio e si avviò verso l’uscita, Giovanni non c’era più, era rimasto solo Piero, che andò verso di lei, la abbracciò, le palpò il culo e disse ‘Dottoressa &egrave stato un piacere conoscerla, per l’onorario pensaci tu troia, se non vuoi che si sappia in giro chi sei realmente’, Paola finalmente uscì, piangeva ma non si rendeva ancora conto di quello che era successo e di come sarebbe cambiata la sua vita

2 commenti

  1. Buon giorno
    Ti faccio i complimenti per il racconto se frutto di fantasia altrimenti falli a Giovanni
    Buon proseguimento

  2. Lo farò leggere a mia moglie e ti saprò dire se le è piaciuto

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