Din din, in piedi.
Nel nome del Pad’
‘Bastardo, perché?’ questo pensa Lei nel vederlo a fianco del prete a servire Messa: la sua Messa, quel matrimonio brutalmente rinfacciato nel parcheggio il mese precedente.
Il pesante trucco maschera il viso avvampato di rabbia, le gambe tremano: ‘Emozionata’ per i presenti, ma tra le gambe ben altre risposte fluivano.
Il pendente… ‘Maledetto Bastardo!’, quel souvenir strappato al suo intimo gli pendeva dentro l’ampollina al collo. I suoi occhi sempre puntati su di Lei.
Adesso!
-Vuoi tu’
Il Suo labiale è chiaro: -Lo vuoi veramente?- mentre ruota tra le dita il pendente.
Il Diavolo’ l’Acqua santa’
La scelta è fatta, il suo ghigno la suggella.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…