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Pasquetta 2022
Scrivo queste poche righe per potermi ricordare bene, in futuro, la giornata di pasquetta 2022 e il motivo per cui ho lasciato Luca, quello che credevo il mio grande amore.
Luca è più grande di me e credevo che la sua esperienza mi potesse dare tranquillità, tra l’altro è un bel ragazzo e poco alla volta me ne sono innamorata. E’ vero che era il mio primo amore e mia madre mia aveva messa in guardia, ma come potevo non amarlo, era bellissimo.
La settimana scorsa ho insistito tutta la settimana per potere andare con lui, il suo amico Marco e Cinzia, la ragazza di Marco a fare la cosiddetta pasquetta al mare.
Alla fine l’ho spuntata. Siamo partiti da Parma alle 9 in direzione riviera romagnola con l’auto di Luca, ma io sono stata rilegata dietro con Cinzia che è coetanea di Luca e Marco. 25 anni contro i miei 18, così non ha fatto nulla per mettermi a mio agio, anzi…
Il viaggio mi è sembrato molto lungo, la conversazione era solo tra Luca e Marco, Cinzia giocava con il cellulare e così anche io ho dovuto giocare con il cellulare per far passare il tempo.
Arrivati al ristorante che aveva prenotato Marco, abbiamo mangiato bene e abbondantemente, ma anche bevuto. Forse io un po’ troppo. Finalmente sono stata presa nella conversazione e abbiamo chiacchierato. La conversazione spesso verteva sul sesso ed io era in imbarazzo.
Quando siamo usciti dal ristorante, ci siamo avviati verso la spiaggia con l’idea di riposarci un poco al sole. Ho preso Luca per mano per tenermelo vicino e ci siamo sdraiati sulla spiaggia vicino ad un parco giochi per bambini. C’eravamo portati il costume da bagno così mi sono messa in bikini, mi sono fatta spalmare l’abbronzante da Luca ed ero felice.
Guardando i bambini, mi è venuta voglia di andare sull’altalena e non appena si è liberata, ne ho approfittato. Gli altri mi hanno seguita ed abbiamo chiacchierato, mentre io e Cinzia ci dondolavamo. Tra i vari giochi presenti in quello che da bimba chiamavo il castello, c’era uno scivolo basso a cui si accedeva passando attraverso un piccolo cilindro. I bambini più abili prendevano la rincorsa e ci saltavano dentro atterrando sullo scivolo sottostante. “Lo so fare pure io” ho detto.
Gli altri mi hanno guardata e si sono messi a ridere. “Non ci passi, non ci puoi passare, hai il seno troppo grosso. Guardandomi il seno mi sono resa conto che forse non ci sarei passata, ma per fare la spiritosa ho insistito e così è nata la scommessa.
“Va bene provaci” mi disse Luca, “Ma se non ci riesci, ti scopo mentre sei incastrata li dentro!”
Sono scoppiata a ridere, sapevo che non lo avrebbe fatto, è troppo pudico per farlo davanti a tutti e cosi ho rilanciato sullo stesso tono.
“Ci sto, ma se ci passo, tu e Marco vi spogliate davanti a tutti ed io e Cinzia valutiamo chi ce l’ha più bello”. Ripensandoci, forse Cinzia aveva già visto e magari provato, quello di entrambi. Io però, ero curiosa di vedere quello di Marco, mi sembrava molto più grande di quello di Luca a giudicare dalle forme del costume.
Cinzia si mise a ridere più forti dei due ragazzi e accettò lei la sfida per tutti.
Ovviamente, io non diedi seguito alla scommessa, ridemmo e scherzammo ancora un poco e poi ci sdraiammo al sole delle 16 ormai tiepido.
Mi addormentai vicino a Luca e quando mi svegliai erano passate alcune ore, il sole stava calando. I ragazzi erano in riva al mare e li segui, chiacchierammo sulla riva e poi poco per volta provammo a entrare in acqua. Era freddissima, ma come dovevo aspettarmi, alla fine fini che ci schizzammo bagnandoci completamente. Io, ormai intorpidita dal freddo ho pensato di andarmi ad asciugare e ci sono andata di corsa, attraversando la larghissima spiaggia. Quando arrivai in prossimità del parco giochi vidi lo scivolo e il cilindro attraverso cui si accedeva. Non so perché, ma feci quello che facevano i bambini più abili e mi ci lanciai attraverso con le mani protese in avanti. Il seno ci passò, probabilmente aiutato dal fatto che era completamente bagnata, ma i fianchi no, non passarono e mi bloccai strusciando i fianchi nel cilindro. Rimasi sospesa cosi a metà, senza nemmeno appoggiare i piedi in terra. Pensai di aiutarmi con le mani per uscirne prima che mi vedessero gli altri, ma era troppo tardi, mi avevano seguito e quando giunsero da me stavano ridendo a crepapelle. Con le mani mi spinsi indietro per uscire dallo stesso lato da cui ero entrata, ma il seno non passava, almeno ora appoggiavo i piedi in terra. La stoffa del reggiseno era scivolosa in un senso e generava attrito nel altro. Non potevo uscire e chiesi aiuto. “Smettete di ridere ed aiutatemi per favore”. Sicuramente sarei uscita se mi avessero aiutato, ma ricordando la scommessa di qualche ora prima Marco disse a Luca “…ora ti tocca o altrimenti non sei un uomo e le tue scommesse non varranno più nulla”. La provocazione continuò per un po’ con Cinzia che dava manforte a Marco e Luca che se ne stava zitto. Io che facevo notare che dovevano smetterla e aiutarmi, mentre il sole stava calando e i minuti passavano. Sparirono dalla mia vista, erano dietro di me e infine sentii le mani di qualcuno che mi presero per i fianchi….e mi calarono lo slip. “Nooo Luca, non farlo, ti prego” lo supplicai, ma mentre parlavo lui mi stava già penetrando. Non dissi più nulla, subii quella umiliazione guardando avanti a me e sperando che non vedesse nessuno. Il suo orgasmo arrivò subito come al solito, e sentii lo sperma che mi colava sulla gamba. Mi aveva sborrato sulla coscia. È finita, ho pensato, ma qualcuno chiese “Posso?”, ci fu un attimo di silenzio, ma la risposta che arrivò fu di Luca “prego, si accomodi”. Non ero sicura di capire, ma mi era sorto un dubbio atroce. Qualcun altro stava guardando, o forse quel “posso?” era di Marco ed avevo frainteso. Deve essere così pensai, chi vuoi che …..e in quel momento sentii una nuova penetrazione, ma questa volta il pene era piu grande, molto piu grande e gemetti di dolore e di piacere insieme. Quando mi ripresi, dissi “No Marco anche tu, Cinzia come puoi permetterlo?”…ma Cinzia mi comparì davanti trascinandosi dietro Marco. A quella vista capii che qualcun altro mi stava scopando, ma chi? Il piacere era il più intenso che avessi mai provato, mi riempiva tutta e mi allargava, era grosso ma scivolava benissimo dentro per quanto ero bagnata e mentre me la stavo godendo Cinzia mi esponeva il cazzo di Marco toccandolo . “avresti voluto questo gioiellino cara, ma questo è mio e te lo puoi scordare”. Mise la mano dentro lo slip di Marco e iniziò a masturbarlo, ma senza farmelo vedere. Caspita come avrei voluto vederlo…in quel momento giunse il mio orgasmo e i miei pensieri svanirono. Percorsa da brividi intensi agitai le gambe e il mio uomo smise di scoparmi per lasciarmi godere l’orgasmo. Era il mio primo orgasmo vero. Intenso, fortissimo. Poi mi rilassai, ma per poco, qualcuno ricominciò a scoparmi, penso quello di prima , ma dietro sentivo più di una voce, anche femminile, evidentemente c’era un pubblico. Fu Cinzia a spiegarmi che altri stavano guardando “ne stai facendo eccitare tanti, cagnetta, c’è la fila la dietro per scoparti”.
In quel momento avrei dovuto provare qualche altro sentimento, non so, forse rabbia, frustrazione odio, forse avrei dovuto chiedere aiuto. Mi rendo conto che la mia reazione fu almeno inappropriata, perché mi stava piacendo. Ero eccitata, in uno stato di euforia e definirei animalesco. Mi stava piacendo quel cazzo che continuava a scoparmi come nessuno mi aveva mai scopata e mi stava piacendo anche essere guardata, ero al centro delle attenzioni di non so quante persone. Tutto questo, però, lo penso ora, sul momento c’era solo il piacere della penetrazione e il piacere di vedere finalmente il cazzo di Marco, perché in quel momento fu Marco stesso ad abbassarsi lo slip e a mostrarmele. Era veramente grande e mentre Cinzia lo segava, si vedeva chiaramente la cappella rotonda e succulenta. Si l’avrei leccato volentieri e aprii la bocca in un gesto istintivo. Cinzia lo vide e mi disse “eh no mia cara, questo è mio, guardare ma non toccare”…ma Marco non la pensa a cosi, perché avvicinandosi mi arrivò a portata e disse “mettiglielo in bocca”. Cinzia obbedì. Io lo presi con entrambe le mani, ma fui schiaffeggiata inesorabilmente da Cinzia che non voleva gli toccassi il suo osso….eh sì, eravamo in due cagnette. Quindi lo potei solo leccare e succhiare e in quel momento il mio scopatore se ne uscì e sentii chiaramente il liquido bollente che più volte mi si riversò sulla gamba e da lì lo sentii scendere. Proprio ora che mi stava arrivando un altro orgasmo.
Quindi qualcun altro approfitto della situazione e mi penetrò io urlai un “Nooo basta”, ma appena lo dissi, mi accorsi che il tono non era convincente, perché io stesso non ero convinta. Lo dissi solo per salvare le apparenze, ma ne volevo ancora. Solo che ora non era piacevole come prima e lo fu ancora meno quando capii che mi stava infilando un dito nel sedere. Non potei dire nulla in quel momento perché qualcuno urlò “polizia” e in un attimo mi ritrovai sola.
Marcellove@hotmail.it

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