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La Storia di Monica – Cap. 2.0 – Monica

By 1 Ottobre 2017Aprile 22nd, 2020No Comments

Era uno di quei ‘momenti morti’ in tribunale, nei quali devi solo aspettare il tuo turno, ma per mia fortuna ero insieme a Daniela, la quale era solita raccontarmi aneddoti della sua vita sessuale, senza mai tralasciare i particolari.
Quel giorno non fu da meno, descrivendomi per filo e per segno il suo primo rapporto a tre, che come era facile immaginare, era stato tutto tranne che ‘normale’.

Appena finito l’esame di maturità mia madre decise di premiarmi con due settimane al mare, in compagnia della famiglia di sua cugina Carla , che all’epoca aveva una piccola casa sulla riviera ligure. Carla aveva un figlio, Armando, che non incontravo da anni, il quale appena rivisto, mi diede subito l’impressione d’esser il classico secchione sempre col libro in mano. Armando era anche abbastanza bruttino, oltre che fisicamente gracile e con due fondi di bottiglia come occhiali. In compenso fu da subito molto gentile con me, portandomi al mare dove conobbi la sua compagnia. Fra loro c’era Ludovico, che definire bellissimo &egrave a dir poco riduttivo, un vero Adone dietro il quale correvano tutte le ragazze della spiaggia. Ludovico era però molto riservato, dando quasi l’impressione di considerare fastidioso il trambusto che si creava dietro di lui, dando confidenza solo ad Armando e un altro ragazzo.
Durante i primi giorni di villeggiatura notai che ogni tanto Armando e Ludovico sparivano per alcune ore, ma non diedi alcuna importanza al fatto, intenta com’ero a cercare qualche bel ragazzo con cui fare sesso.
Un giorno però ebbi un piccolo incidente, parlando con alcune ragazze una mi rovesciò sul costume la sua bibita, macchiandomi, così decisi di tornare a casa per cambiarmi. Come arrivai davanti al portone vidi le biciclette di Armando e Ludovico, e nella mia ingenuità pensai che fossero in camera di mio cugino a guardarsi qualche video-cassetta porno. Così entrai in silenzio dirigendomi verso la sua stanza, dove entrai senza bussare e trovandomi davanti una scena per me assurda. Mio cugino era sdraiato sul letto intento a fare un pompino al suo amico.
Come mi videro i due sbiancarono, cercando delle frasi a dir poco incredibili, per giustificarsi.
“Siete due checche punto e basta.” gli dissi additandoli con la mano.
“No &egrave lui che &egrave finocchio.” mi rispose Ludovico “Io sono solo attivo.”
“Intanto ti fai fare un pompino da un maschio, e scommetto che glielo metti anche nel culo !”
“Si &egrave vero l’inculo da anni, ma che ci posso fare, tuo cugino &egrave una troia di prima grandezza !”
“Ma la fica proprio non ti piace ?” gli chiesi togliendomi la maglietta ed il pezzo di sopra del costume.
“Vieni qua che te lo faccio vedere io cosa non mi piace.” mi rispose sorridendo.
“Prima fammi divertire col maschione.”
M’inginocchia davanti a mio cugino e gli tirai fuori il membro mollo, ma con un bell’aspetto, per dargli una lunga leccata partendo dalla radice dei testicoli.. Pian piano il pene crebbe di dimensione sino a quando non lo presi in bocca per giocarci come piaceva a me.
“Guarda tua cugina …” disse Ludovico “E’ quasi più troia di te ! E tu cosa fai ? Succhiami il cazzo che oggi faccio il culo a tutti e due.”
Armando s’eccitò ancor di più prendendo in bocca il bastone del suo amante, che succhiava fin troppo avidamente.
“Daniela che aspetti a spogliarti ?” mi disse Ludovico “Scommetto che hai un culo da favola !”
Così mi tolsi i pantaloncini e lo slippino per avvicinarmi a lui di spalle, e come mi ebbe vicino Ludovico mi mise una mano sul sedere palpandolo con vigore.
“Ma guarda te che meraviglia ! Scommetto che ce l’hai già sfondato ! Magari non come quella checca di tuo cugino che chissà quanti cazzi prende all’università, mentre io a Firenze mi fotto una quarantenne anche davanti a quel gran cornuto del marito, e quella più ne ha più ne vuole !”
In preda ad una forte eccitazione m’abbassai fra le sue gambe e gli leccai le palle, mentre Armando continuava a spompinarlo da vera zoccola. A quel punto Ludovico prese la testa di mio cugino ed iniziò letteralmente a scoparlo in bocca, riempendolo dei peggiori epiteti che si possano dire ad un omosessuale.
“Ludo che dici la mandiamo in estasi questa checca ?” dissi vedendo mio cugino smanioso dalla voglia d’esser scopato.
“Ok, dai frocione mettiti sopra tua cugina a sessantanove che te lo metto nel culo.”
Armando, che da quando ero entrata nella sua camera non aveva quasi aperto bocca, aspettò che mi sdraiassi sul letto, per mettersi sopra di me. Come lui si sistemò l’amico gli aprì le chiappe lo penetrò con un colpo secco e deciso.
“Noo così mi sfondi…” protesto Armando che venne subito zittito da Ludovico.
“Taci troia che una volta che l’hai preso vorresti che non smettessi mai di fotterti.”
In effetti il cazzo di mio cugino diventò ancora più duro e gonfio, e il suo piacere non ebbe più freni quando iniziai a spompinarlo.
“Sii siete due demoni !” esclamò il frocione “Su fatemi godere ancora di più !”
“E tu leccami la fica !” gli risposi un po’ stizzita “Non vorrai esser l’unico a godere di un simile cazzone.”
In realtà Armando era così incalzato dall’amico, che lo scopava di gran lena, che riusciva a malapena a farmi sentire la sua bocca sulla passera, mentre io lo spompinavo beandomi della vista del pene di Ludovico, che avrei avuto di li a breve.
Il porco si divertì ad estrarre un paio di volte, il suo randello dal culo di mio cugino per spingermelo in bocca, continuando a scoparlo col pollice, che gli ruotava dentro facendolo gemere ancor più forte.
“Dai frocione sdraiati, così questa maiala ti cavalca un po’ e vediamo se la fica ti a proprio schifo.” gli disse all’improvviso senza togliere il ditone dal suo ano.
Armando obbedì poco convinto, poi io gli salii sopra, facendo sparire il suo pene fra le mie gambe.
“Ma guarda che bella coppia di porci !” esclamò Ludovico avvicinandosi a noi “Ora fatemi un bel pompino in coppia che ho una gran voglia di godere.”
Come una saetta mi lanciai sulla sua mazza, lasciando le palle a mio cugino, che prese a leccarle di gran carriera.
Mentre cercavo di prendere il giusto tempo fra i due ragazzi, in modo di godere d’entrambi, Ludovico saltò sul letto, mettendosi rapidamente dietro di me.
“Non ti chiedo neanche se sei vergine dietro, puttana come sei chissà quanti cazzi hai preso e quanta sborra ha riempito questo gran culo.” mi disse allargandomi le chiappe con le mani.
“Aspetta ! Due insieme no !” urlai cercando di scivolare via.
“Due insieme si !” mi rispose spingendo almeno mezzo cazzo dentro il mio buchetto.
Gridai per il gran male, ma poi visto che lui continuava ad incularmi senza badare alle mie lamentele, lo lasciai fare aspettando il momento in cui il dolore si sarebbe trasformato in piacere.
Quando ciò avvenne mi misi a gridare, perdendo ogni freno inibitore, per incitare i due ragazzi a dare il massimo.
“Si &egrave bellissimo ! Non mi sono mai sentita così piena ! Dai Armando cerca di fare un po’ più l’uomo e fammi godere col tuo amico stallone.”
“Ma io … veramente … non riesco a muovermi.” farfugliò mio cugino.
Per cercare di dargli una carica in più, gli infilai la lingua in bocca, ma ben presto dovetti toglierla tanto violenti erano gli affondi di Ludovico dietro di me.
“Sei più puttana di tuo cugino !” mi bisbigliò lo stallone vicino all’orecchio “Lui almeno di cazzi ne prende uno alla volta.”
“Per me non vede l’ora di prenderne due insieme nel culo !” gli risposi sorridendo “E poi non &egrave colpa mia se ha solo un buco !”
Ludovico continuò a fottermi sino a quando non fu prossimo all’orgasmo, allora fece inginocchiare me e mio cugino uno vicino all’altro, per masturbarsi davanti a noi.
“Vi schizzo in faccia troie che non siete altro !” gridò poco prima di venire distribuendo il suo sperma sui nostri volti.
Quando Armando ed io finimmo di toglierci dalla faccia il seme di Ludovico leccandolo avidamente, decisi di far venire il cuginetto.
“Dai mettiti a pecora, che ti svuoto le palle.”
“Ma tu non hai il cazzo.” obbiettò il ragazzo
“Tu obbedisci e non rompere !”
Armando si mise carponi con ben poca convinzione, ma cambiò idea non tanto quando presi a leccargli il buchetto, quanto non appena comprese che lo stavo sodomizzando con quattro dita.
“Allora &egrave vero che sei proprio un culorotto !” gli dissi afferrandogli il pene per masturbarlo.
“Si che ci posso fare se mi piace prenderlo nel culo. E più ce n’&egrave più ne voglio.”
Mio cugino venne in poco tempo, riempendomi la mano del suo seme, ma non feci in tempo a ripulirmi, che Ludovico mi spinse sul letto facendomi cadere a gambe aperte.
“Ora ti fotto, ho voglia di fica.” mi disse mettendosi sopra di me.
“Stai zitto e scopami.” gli risposi facendogli sentire leggermente le unghie sulla schiena.
Il ragazzo si dimostrò un vero stallone da monta, sicuramente le ‘lezioni’ avute dalla quarantenne erano servite ad insegnargli a far godere la donna con cui era, senza pensare solo al proprio piacere.
Ludovico mi prese in tutte le posizioni possibili, facendomi avere un orgasmo quasi subito, per poi arrivare insieme al successivo, mentre mi scopava da dietro, venendo sulla mia schiena.
Armando fu un fulmine nel leccare quel nettare, che poi volle dividere con me da bravo porcellino.
Passai il resto della vacanza a fare sesso con quei due porci, e solo la sera prima della partenza Armando mi lasciò sola con Ludovico, col quale feci una vera maratona di sesso dentro la cabina che mia zia aveva preso per l’estate.
Ci lasciammo il giorno dopo con la promessa di rivederci appena possibile, ma come spesso succede passarono diversi anni prima che ciò potesse accadere.

Daniela finì il suo racconto e poco dopo le arrivò un messaggino sul cellulare.
‘Devo andare, inizia il mio dibattimento.” mi disse raccogliendo le sue cose.
‘Ma come fai a sapere quand’&egrave il tuo turno ?’ le chiesi incuriosita.
‘Basta fare un paio di pompini dove serve e hai il servizio, semplice no ?’
Mi misi a ridere vedendola andar via, ben sapendo che non m’aveva mentito su nulla.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

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