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LA VILLA – Episodio 6

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Eravamo arrivate ad una nuova serata pubblica del Padrone. Ci sarebbe stato un buffet in piedi durante un “corso di orgasmo”. Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi e neppure cosa fosse un simile corso, ma già ero fradicia.

Mi preparai come raccomandato, con il clistere accurato e tutta il rituale, e poi preparammo la sala, Aveva tre zone vicine ed allineate dove legare tre di noi con le gambe divaricate e le mani appese al soffitto, e dei tavoli che ad una estremità avevano delle polsiere e delle cavigliere in pelle per legare delle altre ragazze, ed ampio spazio davanti per appoggiare le vivande.

Un impianto audio agli angoli del soffitto che non ricordavo di aver notato diffondeva già un morbido strato di musica rilassante, ed una lavagna luminosa (e quella sono sicura che non ci fosse) era pronta per proiettare delle immagini, probabilmente a sostegno del corso.

Poi iniziammo a portare roba dalla cucina, e metterla sui tavoli davanti alle “postazioni” delle ragazze. Tutta roba finger food da consumare in piedi, piccoli bocconi di pesce, sushi, spiedini con un bocconcino di maiale, piccole porzioni di verdura. Ogni tavolo aveva un solo tipo di alimenti. Non capivo bene cosa ci facessero poi delle ragazze legate sopra, ma suppongo che lo avrei scoperto.

Ci divisero i compiti, e io scoprii che sarei stata di nuovo una delle tre legate in piedi, e che sarei stata usata come dimostrazione. Ebbi moltissima difficoltà ad impedirmi di masturbarmi, ma ricordando la serata precedente non ebbi il coraggio. La sera probabilmente mi aspettavano cinquanta orgasmi, e sapevo già che avrei finito per svenire o quasi.

Legate al mio fianco ci sarebbero state Holly, una bella mora trentottenne, il cui culo ancora completamente vergine, mai posseduto ne masturbato il Padrone aveva ordinato di mantenere intatto fino a quando non lo avesse potuto sfruttare per il suo piacere o per quello di qualche ospite a cui doveva un favore (quindi non portava ancora la coda), e la aiuto cuoca Baby, una burrosa trentenne con una quinta di seno che mi sarei leccata li su due piedi sopra, sotto, davanti e dietro.

Chiesi a Lucia se potevo essere messa in mezzo, in modo da vedere cosa facevano le altre due, e lei ridendo mi disse che ero una gran porca e che mi avrebbe accontentato. Poi mi mollò una potente pacca sul sedere, facendomi quasi venire.

Finita di preparare la sala era quasi ora dell’arrivo degli ospiti, e cominciarono a legare noi e le ragazze sui tavoli. La mia posizione era oscena, aperta ed esposta, e la mia vergogna mi faceva eccitare fino alla follia. Sentivo già dei fluidi cominciare a bagnarmi la parte alta delle cosce al solo pensiero della pubblica umiliazione. Vidi che mettevano dei vassoi di argento sotto il sedere delle ragazze ai tavoli, e poi inserivano nelle loro vagine dei vibratori interni, e li accendevano. Le ragazze, imbavagliate, emettevano gemiti minimi, ma da come provavano ad esprimere il loro godimento e dai fluidi che cominciavano a colare sui vassoi capii che la vibrazione era potente, e stavano godendo forte. Sui tavoli oltre alle ragazze ed alle pietanze c’erano salse di vario tipo, diverse da tavolo a tavolo. Sul tavolo del sushi c’erano la salsa di soia ed il wasabi, per esempio.

Arrivarono i primi ospiti. Principalmente uomini soli, una donna senza cavaliere (la solita) ed un paio di coppie di marito e moglie. Portarono un carrello con vari vibratori, di tutte le misure e forme e con vari altri giocattoli, e lo misero davanti a noi tre. Non riuscivo più a contenermi, ed il mio bacino già oscillava in attesa di quei grossi oggetti.

Ad un tratto arrivò il padrone, e si sistemò davanti ad holly. Era vestito elegantemente, come sempre. Giacca, cravatta, eleganti pantaloni neri sportivi. Prese un piccolo microfono simile a quelli che usano in televisione e se lo appuntò al bavero, mettendosi poi in tasca la scatoletta a cui era attaccato. Iniziò a parlare, e la sua voce si diffuse insieme alla musica in tutta la sala dalle casse.

“Signori buona sera, siete qui per il corso di orgasmo. Imparerete a riconoscere e provocare i vari tipi di orgasmo, e poi vedrete la potenza dell’orgasmo multiplo. Intanto servitevi pure al buffet”.

Gli ospiti non se lo fecero dire due volte, prendendo gli stuzzichini e vidi che prima di mangiarli li passavano nei fluidi vaginali presenti nei vassoi, o li intingevano direttamente nelle vagine delle ragazze. Li invidiai profondamente. Qualche ospite metteva anche delle salse sulle fiche bagnate, per aumentare il sapore. La ragazza al tavolo del sushi credo ebbe il trattamento peggiore, dato che le fu spalmato del wasabi direttamente sul sesso. Poco, ma lei strabuzzò gli occhi e si dimenò gemendo di dolore per quanto il bavaglio le consentisse. L’ospite poi prelevò la salsa con il suo rotolino di riso e pesce e la finì di pulire con un tovagliolino, ma la ragazza comunque continuò a gemere e piangere per alcuni minuti.

“Il primo orgasmo che vedremo oggi ci sarà fornito da Holly, e sarà puramente mentale. Ci dimostrerà che anche senza stimolazione fisica si possa raggiungere il climax” detto questo il Barone si rivolse direttamente a lei, dicendole che doveva applicarsi per farlo vedere. Holly chiuse gli occhi, e dopo qualche minuto vedemo il suo corpo appeso e scarsamente sostenuto dalle gambe oscillare, mentre le dita dei piedi e delle mani si contraevano, ed i muscoli addominali le facevano quasi vibrare e tremare il ventre. Il Padrone parlò di nuovo agli ospiti, che apparivano quasi ipnotizzati dalla prestazione della bella mora. “Quello che state osservando non è facile da raggiungere. Altre delle mie ragazze non sono capaci. Attendiamo che Holly abbia scaricato tutto il suo piacere, che come vedete è già cominciato”

Gli ospiti spilluzzicavano il cibo intinto nel piacere delle mie “colleghe”, io guardavo con occhi sgranati la mia recente amica che senza toccarsi veniva, e la invidiavo da morire. Sia perché stava godendo, ed anch’io morivo di voglia, sia perché pensavo a quante volte avrei potuto avere l’orgasmo magari in una sala di attesa dove mi stavo annoiando da morire da ore. Dopo diversi minuti la sua testa ricadde in avanti, e lei affannata respirò profondamente, riprendendo fiato. Il barone la lodò e lei sorrise, poi prese un altro microfono, di quelli che si usano per le interviste, e messolo davanti alla sua bocca le chiese come valutava l’orgasmo puramente mentale. “Non è l’orgasmo più forte” disse lei “ma è molto piacevole, si sente che manca la stimolazione fisica ed essendo puramente mentale non ha le stesse reazioni sui muscoli”.

Il nostro Signore annuì, e le disse di prepararsi per l’orgasmo erogeno. Prese due piccole capsule di plastica, simili a grosse pillole oblunghe, e le fissò sui suoi capezzoli con del cerotto. Dopo di che le comandò di ripetere l’esperienza, e con un piccolo comando a distanza attivò i due piccoli vibratori (alla fine quello erano le capsule) che si misero a ronzare e far tremare capezzoli e mammelle a Holly. La ragazza mugolò, chiaramente il piacere sui seni la stimolava e rendeva più facile il suo compito. Venne pù velocemente di prima, scossa da brividi che le causavano la pelle d’oca. Io invece avevo ormai le gambe completamente fradice ed i piedi appoggiati nei miei fluidi vaginali, e volevo disperatamente godere. Ma per quanto mi sforzassi, senza stimolazione non riuscivo. Quando l’orgasmo di Holly scemò il Padrone disattivò la vibrazione sui suoi capezzoli e le chiese di nuovo di descriverlo. Lei era affannata, e disse che era più forte, ma più esterno. Come una scarica elettrica che scorra sulla pelle contraendo i muscoli subito sotto. Gli ospiti che si erano affollati intorno a lei, facendo anche foto e video della sua prestazione cominciarono a parlare tra loro, commentando il tutto. Un paio di volte qualcuno prese il telecomando che il padrone aveva appeso al collo di Holly e riattivò la vibrazione, per sentirne con le dita l’intensità o per vedere la reazione della ragazza che ancora li portava attaccati ai capezzoli. Ogni volta Holly mugolava ed io cercavo di provare piacere, ma era una tortura. Senza stimolazione fisica non potevo. Ma ero un lago, i muscoli del mio sfintere anale si contraevano e rilassavano ed ogni contrazione era quasi un crampo doloroso.

Quando gli ospiti ebbero assimilato la dimostrazione il Padrone passò a spiegare la prossima parte della lezione, dicendo che Baby, la ragazza alla mia destra, avrebbe mostrato loro la potenza dell’orgasmo clitorideo. Questo significava che io avrei dovuto di nuovo aspettare.

BY Alpha Master – alpha_master_1964@protonmail.com

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