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Le sensazioni di Barbara – Parte 1

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 E’ venerdì sera, notte di sogni… notte d’amore. Ho bisogno di amore… e Lui… è il mio Padrone d’amore. Per amore… sarò la sua schiava stanotte, ha deciso così. E’ il padrone del mio corpo, delle mie ore, dei miei pensieri.

 

Questa notte mi sottometterà per godere. Per confermare il suo potere su di me… userà il mio corpo. Mi sono attaccata a Lui come una liana che pende da un albero nella foresta. Cambierò nome, vestiti, identità, non sarò più Barbara ma soltanto la sua schiava.

 

Non sapevo più chi ero ma Lui era lì, Lui era diverso. Pronto a colpire il mio corpo, ogni singola cellula con le sue parole. Non potrò mai dimenticare il nostro primo incontro, quella sera d’estate. Mi son ritrovata una notte in riva al mare per scoprire che potevo ancora sognare.

 

“preparati, verrai da me, ti aspetterò alla stazione, saprai chi dovrai essere al momento opportuno” Mi ha colpito con la sua lingua, schiaffeggiandomi, penetrando nei miei sogni… ed io… ho risposto.

 

Ho scoperto che potevo sognare, creare illusioni, nascere e morire reinventandomi ogni volta. Lui era quello che volevo fosse nei miei sogni. Sarei stata la sua schiava d’amore.

 

Un Uomo che mi facesse sua in ogni modo… era ciò che inconsciamente avevo sempre desiderato. Una guida che mi liberasse dalla coscienza di dover decidere. Il solo pensiero… come foglia sentivo accartocciarsi il mio cuore.

 

Mi stava strappando via dalla mia quotidianità, dall’albero della normalità per sottomettermi ai suoi desideri. Avevo bisogno di sentire la mia carne penetrata dalla sua, di sentirmi parte del suo corpo, succhiando la sua saliva.

 

Pensavo a come avrebbe baciato il mio seno succhiando i capezzoli, stringendoli, mordendoli, facendomi sentire prima uno strappo acuto, poi un dolore fitto… ed infine un dolce ed intenso piacere. Non mi avrebbe accarezzato, mi avrebbe preso.

 

Volevo con tutta me stessa godere con lui, sentire ancora il nostro piacere mischiarsi. Volevo essere scopata, fottuta, chiavata. Sentivo, sognavo Lui. E mi accorgo che già da tempo possiede la mia mente. Ma io… non lo sapevo…  

 

Nessuno mi aveva mai chiesto di descrivere cosa sognavo quando mi masturbavo, nessuno aveva mai violato così la mia intimità, Lui lo fece e la cosa mi infastidì, ma il pensiero di riuscire ad eccitarlo con le mie fantasie, il pensiero di farlo godere con le parole mi esplose nel cervello.

 

Nessuno mi aveva mai parlato cosi, nessuno mi aveva mai chiesto di essere me stessa. Ma… una domanda su tutte mi assillava: “perché proprio io?”

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