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CRONACA FAMILIARE – CAP. 18 – IL RITORNO ALLA NORMALITA’: FINE?

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Ci svegliammo tutti frastornati dopo l’orgia dionisiaca della sera prima, tutti tranne Gianni che dopo aver fatto colazione in silenzio mi piantò gli occhi addosso e mi eplicitò il programma che aveva su mia madre chiedendomi se fossi d’accordo:
“Paolo oramai è chiaro a tutti che tua mamma sia una laida ninfomane senza remore … dunque perchè non trarne anche vantaggio un vantaggio economico oltre che fisico …. insomma si ok ci stiamo divertendo un casino a scoparla in ogni modo ed in ogni buco …” parlava di lei come se non fosse seduta assieme a noi a fare colazione …. lei del resto lo guardava con un’aria a metà tra l’oca e la maestrina inviperita .. “però che cazzo fra un po’ ci stuferemo anche di chiavarla ….. perché non farci soldi con sta troia …. quando mai ci ricapiterà più di avere una fortuna così per le mani, una troia ninfomane pronta a tutto …… ci saranno schiere di clienti disposti a pagare qualsiasi cifra pur di chiavarsela … pensa solo ai nostri compagni ….. insomma voglio dire che è arrivata l’ora di farla diventare in tutti i sensi la nostra puttana …. si insomma voglio che la cara Viviana diventi in tutto e per tutto una puttana a pagamento …”.
“Ehi senti carino ….. va bene tutto ma adesso mi pare che stiate un po’ esagerando io non ho alcun aintenzione di ….” mia madre era intervenuta col suo solito tono, ormai insopportabile, da maestrina.
“Zitta troia non ti ho interpellato e poi non me ne frega uno stracazzo di cosa tu pensi si o meno giusto …. e poi che cazzo parli a fare che appena vedi un pisello ti va in pappe il cervello ….. ma zitta e non fiatare troia…. qui nessuno ha chiesto la tua opinione del cazzo”. Disse Gianni azzittendo la maiala.
“Dunque Paolo che dici? E voi che dite ? Dai potremmo portarla a battere già stanotte visto che poi domani il sig. De Rossi se la viene a riprendere ….. ma poi sia a casa sia quando tornerà a trovarci dovrà prostituirsi per noi …. e i soldi ovviamente ce li teniamo noi ….. ci state?”
Tutti : “siii siiiii bell’idea bravo Gianni dai che tiriamo su soldi extra!”.
E che diamine, dopo aver visto quello che avevo visto e fatto ciò che avevo fatto acconsentii pure io ….. almeno ne guadagnavo qualcosa.
“Bravo Paolo ….. dai stasera la vestiamo da puttana e la portiamo vicino al casello a battere ….”.
“Ma Paolo ma ma ma guarda che io sono tua …” disse mamma.
“Zitta Svetlana ….. tu sei solo una puttana ormai” le risposi io freddamente.
Fu così che la domenica sera (l’indomani come detto sarebbe arrivato mio Padre Alvise a riprenderla come da accordi) ci dirigemmo tutti nel solito minivan in zona casello.
Mia madre era stata fatta vestire da battona tipo Mariela (microvestititno aderente color fucsia e stivaloni in latex fino al ginocchio …. trucco pesantissimo e borsetta d’ordinanza).
Ci fermammo in uno spiazzo illuminato da un lampione dove non c’erano altre mignotte e facemmo scendere mamma.
“Dai scendi troia e inizia a sculettare vediamo se qualcuno ti si piglia” disse Gianni strattanondala fuori dal minivan.
“Ma ma ma che modi …. io non sono mica convinta di sta roba …. insomma dai …. se qualcuno mi riconosce”.
Oddio era questo la sua unica preoccupazione… pensai tra me e me.
“Senti rincoglionita tu non devi pensare che è meglio …. fidati ….. fai la troia e aborda clienti ….. mi raccomando i prezzi che abbiamo concordato …… non farti fregare.” le disse Gianni.
Mia madre andò e cominciò così a passeggiare sotto il lampione come una delle tante mignotte di strada.
Dopo un po’ si fermò un furgoncino ….. vedemmo che mia madre confabulava col tipo e poi, incredibile, la vedemmo salire e appartarsi poco lontano.
Fu una cosa abbastanza veloce …. il furgoncino ripartì e mia madre si diresse verso di noi che avevamo parcheggiato il minivan in una zona d’ombra di modo da non essere visti ma che ci permetteva di controllare la situazione.
“Gli ho fatto un pompino ed è venuto subito … che roba …. dai quasi quasi mi piace fare la puttana ….” ci disse mamma con uno sguardo divertito.
“Quanto ti ha dato ?” chiese Gianni.
“80 poverino dai non ne aveva altri e poi era la mia prima volta … un piccolo omaggio”
“Ma che cazzo di deficiente ti ho detto che una pompa sono almeno 150 euro …. con ingoio ?”
“Beh si …”
“Ma allora son 200 …. vabbeh dai troia vai dai …. ma non tornare qua ogni volta che se i clienti ci vedono si intimoriscono, pigliati i soldi e mettili nella borsetta …. ma occhio ai prezzi … dai vai vai dai che sta arrivando una macchina”.
In effetti arrivò una punto che caricò prontamente mamma portandesola poco lontana.
Dalle immagini delle sagome in lontananza si capiva chiaramente che mamma stava elargendo un altro pompino dei suoi….questa volta però al pompino seguì una sveltina.
Seguirono altri 2 clienti, uno era il classico sfigato che avrebbe potuto mai vedere una passera se non a pagamento, ed il secondo un signore attempato che si capiva chiaramente essere benestante e di buona famiglia ma stanco della scopatina mensile concessa dalla moglie; dai tempi e dai movimenti delle macchine si capiva che entrambi l’avevano scopata … il secondo più a lungo del primo.
Gli affari sembravano andare a gonfie vele finchè nello spiazzo di mamma irruppero due mignotte nigeriane e corpulente che cominciarono ad inveire contro mamma prendendola a spintoni.
“Chi sei tu ???? nostra zona questa !!!!!via via via “
“Ma cosa volete negre …. andate via voi …..maledette”
A quel punto uscimmo dall’auto ed intervenimmo mandando via le due baldracche di colore.
“Dai andale ciccione questa è la zona di Viviana …. la nuova puttana a 5 stelle che ci riempie di soldi !” disse Gianni incrociando lo sguardo con quello di mia mamma; gli occhi dei dueper un momento mi parvero le ruote di una slot-machine in cui apparivano solo i simboli dei dollaroni (Gianni) e dei cazzi (Mamma).
E mamma : “Si scappate negre ciccione!!!!”.
Pensavamo fosse finita là ma ci sbagliavamo di grosso.
Ad un certo punto arrivò un hammer nero, Gianni si pregustava già un cliente facoltoso ma non era così; il mezzo procedette piano accanto a mamma senza fermarsi …..i vetri erano oscurati …..l’hummer deviò poi dalla strada ed andò a fermarsi nello spiazzo proprio sotto il lampione.
Dalla vettura scese un uomo, un gigante d’ebano …. pelato e con una faccia da ergastolano.
Andò verso mia mamma che cominciava a farsela sotto per la paura e le disse:
“E tu chi cazzo sei puttana”: l’accento era inconfondibilmente africamo; venimmo poi a sapere che si trattava di un membro di una band di nigeriani, una delle band più pericolose della zona, dedite al traffico di droga ed alla prostituzione.
“Non puoi stare qui puttana …. questa è una nostra zona … per chi lavori troia?”.
Mamma ora se la faceva sotto e non riusciva a spiccare una frase di senso compiuto e non faceva altro che voltarsi nella nostra direzione forse in cerca di aiuto: “Ma io cioè … no guardi ma è solo un gioco …. stavamo scherzando …”.
“Scherzando un cazzo troia non si scherza con le nostre cose ….. dammi la borsa ….” e ciò dicendo strappò la borsetta dalle mani di mamma.
Vediamo quanti soldi ci hai rubata mignotta “Uhmm quasi mille euro ….. adesso farai una brutta fine ….. tu e quella banda di frocetti bianchi del cazzo appostati là in fondo”.
Proprio in quel momento sentimmo battere ai finestrini …… altri due neri della gang ci stavano intimando di scendere …. ed erano armati.
Inutile dire che ci stavamo cagando in braga tutti quanti.
Sembravamo, azni eravamo proprio dei coglioncelli che avevano scherzato col fuoco e si erano bruciati.
Fummo portati tutti sotto il lampione circondati dai tre energumeni neri.
A quel punto dall’Hammer scese un quarto uomo di colore, più basso degli altri ma non per questo meno temibile, anzi da come impartiva gli ordini si capiva che era il capo.
“E questi stronzi da dove vengono …… uhmmm …. non siete slavi ….. uhmmm “
“no no siamo italiani siamo studenti è tutto uno scherzo per carità scusateci e fateci andar via …” piagnucolò Roberto.
“Studenti …… che cazzo ci fanno in questi brutti posti degli universitari …….non scopano con le mie puttane ed anzi ne portano una loro ….. cos’è non vi piacciono le mie troie eh ” disse il capo con uno sguardo da psyco-killer puntanodoci di colpo una pistola addosso; Luca e Roberto per poco non svennero.
“No scusaci, le tue puttane ci piacciono eccome è solo che abbiamo fatto una cazzata senti ….. questa nostra amica voleva provare a fare la puttana per una sera e l’abbiamo portata qua …. non sapevamo fosse la tua zona …. è stato solo un gioco sai … per noia “: disse Gianni, la cui sfrontatezza in questo caso ammirai.
“Tu stronzo sei il capetto allora …. uhm …. un gioco …. perchè eravate annoiati ….. frocetti del cazzo ed ora lo pagate caro questo giochetto perchè io ammazzo voi e questa puttana del cazzo” sbraitò il capo mulinando la pistola di fronte alle nostre facce.
Mamma e Roberto stavano piangendo mentre Luca si era letteralmente pisciato addosso.
“Capo questo stronzo si è pisciato addosso ha ha ha ha ha”.
“Forza portateli di là e sparategli poi dai dategli fuoco” disse il capo.
A quel punto ce la vedemmo proprio brutta.
Ci furono dei secondi che parvero un’eternità di un silenzio agghiacciante finchè i membri della gang esplosero in una fragorosa ed interminabile risata.
“ha ha ha ha ha ha questi frocetti si son cagati nei pantaloni ha ha ha ha ha …..hah ha ha”
“Sentite coglioni non vi ammazziamo solo perchè non vogliamo avere gli sbirri alle calcagna …. figurarsi con un massacro si universitari del cazzo …. però giuro che se rivedo le vostre facce dal cazzo da qualche parte, non ci sarà sbirro che tenga … io vi ammazzo! E adesso fuori dai coglioni ….”.
Stavamo tutti per andarcene ma mamma venne trattenuta per un braccio:
“Loro si, tu no troia …… volevi provare a fare la puttana e noi te lo insegneremo …. e poi hai dato delle negre alle mie ragazze … queste cose non si fanno .. mi toccherà punirti per bene.”
Vedendo che io mi ero fermato (gli altri coraggiosi dei miei amici se ne erano altamanete fregati ed erano corsi a gambe levate verso il minivan) il capo mi disse:
“E tu che cazzo vuoi ancora, guarda che se mi rompi il cazzo ti pianto una pallottola in fronte a te e a sta puttana …..” e poi con fare mellifluo e uqasi paternalista “Tranquillo poi ve la riconsegno sta troia … giusto il tempo di una lezioncina …. se dopo aver assaggiato la nostra potente nerchia vorrà tornare ad giocare coi i vostri cazzetti flosci la accontenteremo … ah se andate alla polizia vi ammazziamo tutti, sia chiaro”.
E ciò detto trascinò mamma dentro l’hummer e sgommò via.
Durante il viaggio non volò una mosca ….. sta volta l’avevamo fatta grossa.
Una volta rientrati cominciai a dire agli altri che dovevamo andare alla polizia ma gli altri mi dissero che ero impazzito e che ci avrebbero uccisi tutti.
Non volli sentire ragioni e mi precipitai fuori intento ad andare al più vicino commissariato per denunciare l’accaduto, quand’ecco che vidi un uomo di colore accostarsi a me per chiedermi di accendere.
“No guarda vado di fretta amico ….. non h tempo”.
“Ehi forcetto bianco del cazzo ricorda che sappiamo dove abitate ….”.
Mi si raggelò il sangue nelle vene.
Rientrai a casa ed abbandonai l’idea di andare dalla Polizia.
L’indomani telefonai a mio Padre dicendo di non venire …… gli raccontai una serie di palle su un meeting cui mamma voleva partecipare e che sarebbe durato almeno una settimana ripromettendomi di farlo richiamare al più presto dalla moglie.
“Ma va tutto bene Paolo? Hai un tono strano …. “
“No Papà tutto bene figurati …. ma sai com’è mamma …..non la vedo più nemmeno io è sempre a sto corso …..”.
Alla fine se la bevve; meglio così.
Passarono un paio di giorni ma di mamma nessuna notizia.
Decisi che era arrivata l’ora di agire, ovviamente da solo visto che i miei amici, oramai definitivamente ex amici, mi avevano abbandonato.
“Senti Paolo scusa ma noi non rischiamo il culo per quella puttana di tua madre!” ebbe il coraggio di dirmi il mio ex migliore amico Gianni.
Presi informazioni sul covo e sulla natura della gang che aveva “rapito” mia madre dagli spaccini che conoscevo e mi diressi verso il luogo pronto a rischiare in prima persona per chiedere a quegli stronzi di ridarmi quella cretina maiala di mamma.
Era pur sempre mia mamma e poi figuratevi mio padre se fosse successo qualcosa.
Il covo si trovava in una zona periferica, all’interno di un’ex fabbrica in disuso.
Bussai ad un portone arruginito.
Si aprì una feritoia e due occhi incazzosi fecero capolino:
“Chi cazzo sei? Cazzo vuoi ?”
Ed io col cuore in gola:
“Voglio parlare con Hassan ….” era il nome del capo.
“Chi cazzo sei coglione ?”
“Sono uno di quegli stronzi che avete fermato l’altra sera al casello ….. vi prego sono venuto a riprendermi mia madre.”
Ci fu un momento di silenzio , poi sentii urlare frai incomprensibili in nigeriano ed infine vidi che gli occhi nello spioncino erano cambiati:
“Ah tu sei uno di quei coglioni dell’altra sera ha ha ha ha …… dai entra il capo ti aspetta” e dicendo ciò aprì la porta.
Venni condotto in una sala dove si trovavano dei divanetti ed una sorta di scragno regale rialzato sopra un soppalchetto in cui era seduto il capo, con tutti i suoi scagnozzi al fianco.
“E bravo stronzetto …. cosa ti avevo detto che ti avrei fatto se rivedevo la tua faccia da cazzo davanti ?”
“Che mi avresti ammazzato ….. ma cazzo mi tocca correre il rischio ….. io …. io devo …. devo riportare a casa mia ….”.
“Madre” disse beffardo Hassan leggendo lo stupore nei mie occhi “Sai tua madre è un atal chiacchierona mentre si fa inculare ….. Tu sei Paolo allora …. he hehehe … hai avuto le palle a venire fin qui ….. per ora non ti uccido …. io rispetto quelli con le palle ….. i tuoi amici del cazzo invece sono dei froci senza onore e se li rivedo giuro che li faccio fuori ……dunque tu vorresti indietro quella troia di tua madre e perché ? Te la vuoi scopare e tenere tutta per te ?”
“no no è che sai io ….”
“Zitto stronzo ….. non me ne frega un cazzo delle tue ragioni …. perverso bastardello …. cazzo voi bianchi siete proprio strani cazzo …. fottersi la madre e farle fare la puttana assieme ai tuoi amici del cazzo …… siete proprio degli stronzi voi bianchi! Ehi Habib tu ti fotteresti tua mamma ?”
“Mia mamma capo ? Cazzo mia mamma è una ciccioiona di un quintale cazzo no ….. io mi fotto mille puttanelle al giorno cazzo ….”
Tutti esplosero in una grande risata
Poi fece cenno ad un altro e gli ordinò:
“Portate qui la schiava”.
Dopo poco entrarono altri due scagnozzi uno dei quali portava legata ad un collare mamma che procedeva a quattro zampe; non potei fare a meno di notare che indossava solo ed unicamente una maschera di pelle nera con dei fori per gli occhi, il naso e la bocca con delle orecchie da cagnolina e che dal culo le fuoriusciva una coda di crine.
“Vedi alla troia è cresciuta la coda a forza di prenderlo in culo he he he he he …… “.
Il capo scese dallo scragno regale e si diresse verso mamma dandole una sonora manata sulla chiappe.
Mia madre emise un gridolino …. non si capì se di dolore o di piacere.
“Vedi Paolo …. io sta troia potrei anche ridartela però francamente non so se lei abbia voglia di ritornare … vedi come ti dicevo l’altra sera lei ha preso talmente tanto cazzo nero che ormai ne è diventata dipendente …. non vive che per quello” … e mentre diceva ciò afferrò la coda di mamma estraendo dal suo deretano un plug anale di dimensioni pazzesche.
“Guarda qua lo vedi che oramai, a forza di prendere randelli nigeriani ad ogni ora per 3 giorni di fila, ha un buco di culo completamente dilatato …. E la figa non è da meno eh ……. ?”
L’ano e la vagina di mamma erano effettivamente slabbrati all’inverosimile.
“Io francamente non penso che sta vacca possa o voglia tornare alla vita di prima ….. e poi ci è molto utile come svuota palle …. oramai è diventata la nostra cagnetta … la nostra mascotte … vero troia ?” domandò il capo a mamma strattonando il collare cui era legata.
“Si mio padrone io sono la vostra cagna ubbidiente ……..voi ordinate ed io eseguo ….. grande capo !”.
“Ma come la pensi sul cazzo nero …. ti piace o preferisci i cazzetti bianchi impotenti ?”.
“Io vivo solo per prendere la grande e suprema nerchia nera …… i cazzetti bianchi non li sento nemmeno ….. ti prego padrone fammi scopare dai tuoi guerrieri come la peggiore delle cagne …. ti prego ….”
“Hai sentito cazzone ? Mi sa che sta troia non ha mica tanta voglia di andarsene …..prova a convincerla te … heheheh”
“Mamma sono Paolo ….”
Lei si voltò e mi guardò con aria inebetita …. i suoi occhi avevano qualcosa di strano … sembravano spenti ed annacquati …. guardai Hassan il quale sembrò leggermi nel pensiero dicendomi:
“Ok Ok …. gli abbiamo pure dato qualche aiutino chimico he he he he …… e vabbè è strafatta di qualsiasi cosa avessimo qua ….. ha il cervello in pappa … questa qua non è neppure in grado di riconoscerti …… senti …… vabbeh dai ….. io sono un uomo d’onore …. ho detto che te l’avrei ridata ed io mantengo la parola e poi tu hai avuto fegato a venire fin qua ….. te la ridò ma prima devo concedere ai miei uomini un’ultima scopata ….. e tu farai da spettatore così impari per bene la lezione!”
E detto ciò cinque dei suoi scagnozzi (tra cui i tre che ci avevano fermato quella sera) furono addosso a mia madre che iniziò a spompianarli come un’automa.
Ben presto iniziarono a scoparla in ogni buco …… la solita scena pazzesca.
Mia madre si era imaplata sul cazzo di uno ed allo stesso tempo lo stava prendendo in culo da un altro, la bocca e le mani erano tutte impegnate a sbocchianare e segare gli altri.
“Vacca puttana bianca del cazzo senti la nostra potenza vacaaaaaaaa di una troiaaaaaaaaaaaaaaa”
E mamma mugugnava frasi di godimento avendo la bocca completamente invasa dalla nerchia del gigante nero che affondava i suoi colpi sino in gola.
Il cazzo che tratteneva in bocca era talmente enorme che quando si spostava sulle guance pareva dilatarle fino a quasi lacerarle.
Non so perchè ma mi venne un’incontenibile erezione.
“Cazzo voi bianchi … siete proprio inferiori … godete a veder le vostre puttane fottute da noi neri ….. non vi capirò mai!” mi disse Hassan.
Poi i cinque si prodigarono in una triplice penetrazione prima in figa e dopo in culo.
“La troia si è vantata di averne presi tre contemporaneamente ….”
Incredibile vedere come dei randelli di simili dimensioni entrassero nel culo di mamma come un coltello nel burro ……..
Mamma gridava frasi sconnesse:
“Siiiii siiiiiii ….. diooooooo siiiiii …… la schiava del cazzoooooooo …… vivo per il potente cazzo nero siiiiii …….”.
“Cazzo capo ci dispiace davvero lasciarla andare sta vacca ……. questa qua ha battuto pure la moglie del farmacista Cristofari ……. e si che pure quella vacca ne pigliava due in culo … pensavamo fosse un record ma questa vacca ne ha presi tre dei nostri … non ha limiti”.
Cazzo la conoscevo di vista la dott.ssa Gabriella Cristofari , pure lei era farmacista assieme al marito … e la farmacia era vicino alla mia facoltà …..
“Un’altra vacca che aveva osato mancarci di rispetto, pensa che un giorno aveva mandato via a male parole uno dei miei uomini dalla sua farmacia del cazzo ……. ora la farmacia è andata a fuoco e lei fa la puttana per noi a Palermo e si fa chiamare Luana e si è completamente rifatta tette labbra e culo…. non ha più voluto di saperne di ritornare da quel frocio del marito …. e ti posso giurare sul mio onore che l’ho lasciata libera di scegliere …”
Vero o no, effettivamente la farmacia fu chiusa per un incendio e poi la dott.ssa Cristofari non l’ho più vista …
“comunque poco importa ho dato la mia parola ….. sborrate e pisciate addosso a sta troia e poi ridatela a Paolo …. ah Paolo ….. se ti rivedo ti faccio fuori.”: disse così e se ne andò; ad Hassan piaceva chiudere le frasi con minacce di morte.
I 5 scagnozzi sborrarrono una colossale quantità di sperma su quel cesso umano che era oramai diventato mamma e poi le pisciarono addosso senza alcun ritegno.
Mia madre, manco a dirlo ricevette tutto con estremo piacere a bocca aperta e con la lingua di fuori come una vera cagna.
Infine dopo aver fatto i loro porci comodi me la gettarono addosso mezza strafatta e tutta lorda di sperma e piscio ovunque. Mi buttarono uno spolverino lurido e mi dissero:
“Mettile questo … era della farmacista maiala una volta he he he he ……”.-
Uscii dal covo con mamma a braccetto, lei era completamente strafatta e non capiva niente alternando momenti di delirio ad altri brevissimi di lucidita:
“Uhmmm Paolino ma che ci fai …. dov’è Alvise …… m aio voglio ancora il potente cazzo nero in culo ….. si tutti nel mio culo sfondato …. he he he”.
La caricai in macchina e si addormentò di sasso.
Prenotai un motel in periferia, di quelli che non necessitano di passare per una portineria …. feci a mamma una doccia per pulirla e poi la feci dormire … dormì per un giorno di fila.
Fortunatamente in un raro momento di barlume ero riuscita a farla parlare al telfono con mio padre preoccupatissimo “Si Alvise …. amore …. sro bene si son qui con Paolino ma adesso ho tanto tanto sonno”.
“Paolo ma va tutto bene mamma ha un tono stranissimo”
“Ma va là è tutto ok è solo stanca ….. vedrai domani torniamo a casa”.
L’indomani quando mia madre si svegliò alternò momenti catatonici ad altri di pianto disperato in cui si scusava come me e con mio padre per tutto quello che ci aveva fatto ….
“Paolo Paolo mi potrai mai perdonare oddio non so cosa mi sia successo …. che razza di persona sono diventata … oddio oddio oddio ……….”.
Pareva sinceramente dispiaciuta , era letteralmente stravolta era come se lo shock delle droghe e degli abusi (più o meno consapevoli) subiti nel covo di Hassan l’avesse fatta rinsavire di colpo dal tunnel del delirio ninfomaniaco in cui era caduta da quanto aveva tradito per la prima volta mio padre con mio cugino Filippo.
Inutile dire che pure io mi sentivo in colpa per averla scopata ed aver partecipato alle sue depravazioni ….. ma confortandoci a vicenda e guardandoci negli occhi ci parve di intravedere una possibilità di redenzione:
“Mamma ricominciamo da zero, facciamo finta che sia stato solo un incubo tutto quello che è successo….. vedrai possiamo farcela ….”.
Tornammo a casa nostra vicino a Treviso.
Al fine di allontanare dalla mia convalescente madre pericolose tentazioni, nonché dolorosi ricordi (Filippo, Mariano i miei amici ecc…..), convincemmo mio padre a cambiare casa; ci trasferimmo in un altro paese sempre vicino a Treviso.
Mamma si licenziò dal lavoro (con somma disperazione dei vari dipendenti che l’avevano trombata) e si dedicò anima e corpo alla vita parrocchiale della zona diventando una sorta di fac totum di don Ernesto, il prete della parrocchia.
Tornò ad essere la donna tutta casa e chiesa di un tempo, anzi molto più di prima; evidentemente l’equilibrio non era il suo forte.
Gettò via tutti i vestiti da troiazza e cominciò a vestirsi modello suora laica , cercando di minimizzare e nascondere la voluttuosità del suo corpo da sballo.
A proposito del suo corpo ….. al fine di eliminare le tracce del suo ex degrado fisico la convinsi a a sottoporsi ad un intervento di chirurgia ricostruttiva dell’ano e della vagina.
Vi sembrerà strano ma non avendo fondi a sufficienza dovetti rivolgermi al dott. Ranzoni, lo stesso chirurgo plastico che aveva operato mamma al seno ed alle labbra e che se l’era pure scopata assieme al suo illustre collega Lanfranchi.
Ovviamente quando gli esposi il caso mi rise in faccia apostrofando mamma come una delle più grandi troie che aveva conosciuto, e pretese il solito pagamento in natura, ma quando lo minacciai di inviare a sua moglie ed alla direzione dell’ospedale per cui lavorava il video in cui se la scopava (quella volta infatti li avevo ripresi; leggete cap. 12), lo stronzone accettò di operarla e per una volta si comportò in maniera integerrima, anzi fece addirittura cancellare come meglio potè la scritta “Free entry” tautatole da Jerry sopra la figa (cap. 13).
Ed io ?
Io tornai a vivere dai miei e abbandonai per sempre l’appartamento bolognese e quegli stronzi dei mie ex amici.
Tornai a fare il pendolare e grazie a questo, in uno dei tanti viaggi in treno conobbi Benedetta una bellissima ragazza acqua e sapone e mi fidanzai con lei.
Anche i rispettivi genitori strinsero amicizia.
Del resto la famiglia di Benedetta e Bendetta stessa eranono molto attivi in parrocchia; le malelingue li avevano soprannominati i “Flanders” (la famiglia super religiosa della serie cartoon dei Simpsons).
Era finalmente ritornato il sereno nel nostro menage familiare; La vita burrascosa dell’ultimo anno sembrava ormai un lontano e brutto ricordo …… solo qualche volta nel cuore della notte mi svegliavo madido di sudore con delle erezioni paurose ….sapevo di aver sognato le passate scopate dionisiache ma non volevo ammetterlo ed in cuor mio speravo che ciò non accadesse pure a mia madre.

FINE

2 commenti

  1. La “saga” della signora Viviana è davvero interessante e scritta benissimo. Se posso, ti consiglierei di non porre la parola “fine” a questi racconti e proseguirei magari sulla via della “puttana di strada” che è una delle cose più eccitanti che ci possano essere. Ancora complimenti

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