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RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.2) LA RIUNIONE DI CONDOMINIO

“In un buon rapporto di vicinato non bisogna limitarsi al sesso tradizionale… ma aprirsi a tutto.”

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Quella sera ci doveva essere la riunione di condominio e dati gli argomenti delicati il proprietario mi chiese se potevo parteciparci per sua delega, inoltre c’era bisogno di un appartamento dove farla e non so come fu scelto il mio. Tornai prima dall’ufficio per sistemare casa e le due signore del primo piano si offrirono per darmi una mano. A differenza di altri condomini, lì le riunioni erano momenti di aggregazione, gli uomini discutevano e le donne si preoccupavano a preparare tante lecornie e stuzzichini. Erano presenti quasi tutti, tranne il signor Brambilla (c’era la moglie) e il marito di Lucia, la signora Carla (Brambilla) e Lucia parteciparono alla riunione insieme a me, al signor Giuseppe (il “nonno” del palazzo) e a Nicola (quello del primo piano, nonchè amministratore), mentre la signora Martina (moglie di Nicola) e “nonna” Franca (così era soprannominata da tutti noi la coppia di anziani) preparavano i rustici. La riunione fu molto calma, nessuno aveva da lamentarsi. Si dovette decidere solo per alcuni lavori e fu approvato un preventivo… Tutto nella norma. Dopo la riunione qualcuno si ritirò e restammo solo io, Lucia e la coppia del primo piano. Lucia faceva tanto la pudica e non mi rivolse lo sguardo, mentre Nicola e Martina si rivelarono molto più simpatici e socievoli di quello che sembravano. Spesso i loro discorsi alludevano al sesso, ma con molta finezza e parecchi doppi sensi, non ci sembravano i bravi coniugi. Di tanto in tanto si scambiavano effusione come da giovinetti, quasi come facessero apposta per metterci in imbarazzo. Sott’occhio vedevo Lucia che cominciava a strofinare le gambe coperte da un jeans abbastanza attillato, più faceva così e più Martina insisteva con allusione ai suoi primi anni di matrimonio che erano vissuti a pieno ritmo (“sessuale”) con il marito. Lucia non rispondeva, nonostante spesso fosse chiamata in carica in quanto novella sposa… non fece alcun riferimento al suo rapporto con il marito. “Sei troppo perbenistica” le disse allora Nicola, “una ragazza bella come te avrà da raccontare di cose che succedono nel suo letto col marito, e non solo…” e fece un sorrisino. Lucia per la prima volta arrossì (da falsa timida) e accennò qualche cosina “mha, veramente, io…”. La Marti allora partì in quarta (ormai non la fermava più nulla) “Su dillo come ti piace farlo, siamo tutti adulti qui… non c’è nulla di male e poi una ragazza giovane avrà sicuramente mille voglie da voler soddisfare”. Lucia cominciò a guardarmi come presa da qualche voglia che voleva sopprimere in se stessa, Maritna e Nicola invece cominciarono a toccarsi sempre di più, con la mano Nicola ormai aveva tirato su tutta la gonna della moglie che con le cosce accavallate faceva intravedere le sue mutandine bianche, poi aprì le gambe completamente e si avvicinò con la bocca al mio orecchio, mi sussurrò “se stai al gioco stasera ti guadagnerai due belle scopate, una con Lucia ed una con me e Nicola”. Si alzò e mi chiese di accompagnarla in cucina (la casa quella era, salotto con divano letto e cucina abitabile) con la scusa di imparare a fare il caffè alla napoletana. In realtà si era accorta che dallo specchio nel salotto Lucia poteva vedere tutta la cucina, così mentre preparavo la caffettiera cominciò ad abbracciarmi portando le mani sul mio cazzo. Lucia di tanto in tanto sbirciava cercando di non far vedere nulla a Nicola, che invece era intento a fissare la giovane ragazza. Non mi accorsi che Martina mi aveva tirato giù la cerniera dei pantaloni e tirato fuori dai boxer il mio pisellone, tanto ero preso dalla situazione. Tornai di là che si vedeva tutto, ma nessuno disse nulla. Una volta sedutomi mi accorsi del fatto e stavo per coprirmi, quando Martina mi blocca le mani e dice “no, anzi aspetta che tiro fuori anche quello di Nicola, così posso confrontarli e vedere finalmente se il cazzo di mio marito è il più bello che ci sia, e poi Lucia potrebbe fare da giudice”. Calò i pantaloni a Nicola e ne uscì una bella verga, anche a me era abbastanza intostato dalla situazione, e Martina disse a Lucia “potrebbero fare gli spadaccini e magari chi vince portarsi a letto una delle due” il tutto sempre nello scherzo più allusivo che mai. Finalmente Lucia rise e confermò l’ipotesi di Martina, ci fecero alzare, ci calarono i pantaloni e ce li presero in mano, Martina a me e Lucia a Nicola, cominciarono a trattarli come due spade… era la prima volta che toccavo con il mio un altro cazzo, ma le feci continuare… tra una botta e l’altra crescevano entrambi e Martina disse a Lucia “vedi i piselli non si stimolano solo con le belle donne, ma anche con i bei maschioni”. Mentre continuavano nel loro gioco, Martina abbracciò Lucia con l’altro braccio e cominciò a baciarla, poi mollò il mio cazzo e spinse la faccia del marito contro la mia… Le nostre bocche si toccarono, ma mentre la mia era chiusa ermeticamente, mi accorsi che Nicola cercava di penetrarla con la lingua, mi stavo sentendo male all’idea, ma subito Martina mollò Lucia per la mia bocca, la baciò con tanta foga e ardore che non potetti fare a meno di aprirla, nonostante sentissi ancora la lingua umida di Nicola. Di botto mi trovai a succhiare due lingue contemporaneamente, mentre Lucia con le due mani continuava quella doppia masturbazione ai nostri cazzi che continuavano a strofinarsi tra loro… Ormai la situazione era andata… non avevo più alcun scrupolo se baciare e toccare una delle due donne o l’uomo… eravamo un tutt’uno… Io e Nicola venimmo contemporaneamente nelle mani di Lucia, che una volte riempite di sborra ci fece distaccare le nostre tre bocche e, mentre cominciava a baciare con ardore la Marti ci fece succhiare a noi due i nostri sperma, ancora con le bocche imbrattate allora, senza pensarci due volte, io e Nic cominciammo a baciarci da soli, Martina e Lucia si allontanarono sul divano per godersi la scena… Ormai ero perso, era la mia prima volta con un uomo (avevo avuto rapporti però con trans ben messi dal punto di vista femminile), ma non me ne facevo scrupolo, ci stendemmo sul divano e cominciammo un mega 69… Aveva un sapore indescrivibile, Martina cominciò a stuzzicarmi il buco del culo, tanto che cominciai a sentire voglia di provare le sensazioni che spesso avevo fatto sentire io alle donne: una bella inculata. Mi voltai offrendo il mio sedere a Nicola… Ci fu un momento di gelo tra tutti, i miei tre compagni si guardarono, allora Lucia si mise davanti a me accarezzandomi il volto e baciandomi, mentre Martina cominciò con arte a preparare quella penetrazione. Con la lingua inumidì per bene sia il cazzo del marito che il mio buco, poi prese la verga del marito, la masturbò per bene fino a farlo venire in corrispondenza del mio culo, in questo modo il bastone dell’uomo si ammorbidì un po’, mentre con il suo sperma Martina mi lubrificò al meglio. Quando tutto era pronto lanciò uno sguardo a Lucia che mi afferrò per la testa e mi diede un forte bacio da lasciarmi senza respiro, contemporaneamente Martina porto il cazzo del marito al mio culo e lo infilò dentro accompagnandolo con le dita. La penetrazione fu dolorosa, ma una volta dentro sentivo quel corpo bello umido e carnoso che si muoveva dentro come se fosse il padrone del mondo, il padrone del mio culo. Una volta accertatasi che stesse tutto a posto Martina si portò sotto di me e cominciò a spompinarmelo, nel frattempo Lucia aveva smesso di baciarmi e mi mise la sua figa (che già conoscevo) davanti alla bocca e, sarà stato il dolore per l’inculata che stavo avendo, cominciai a succhiarla con forza che la sentivo mandare mugolii di dolore misto a piacere, così Nicola cominciò a baciarla. Insomma mi trovavo in questa strana situazione: inculato da un uomo la cui moglie mi stava facendo un pompino mentre succhiavo il clitoride ad una ragazza che baciava l’uomo che mi stava inculando… Sentii Nicola venirmi in culo, lo sperma caldo fino agli intestini, e quasi contemporaneamente venni in bocca a Martina mentre assaporavo i succhi del piacere di Lucia che era venuta in quell’istante. Bisognava ricomporsi, avevamo bisogno di un bagno tutti e quattro, così salimmo da Lucia che aveva una mega vasca idromassaggio nella quale ci potemmo rilassare fino a tarda notte, tra un bicchiere di spumante e un buon cubano offertomi da Nicola. Quando tornò il marito di Lucia non potè fare altro che unirsi a noi in quel bagno reso più sensuale dalle candele profumante. L’unica cosa che disse fu: “però adesso siamo dispari, tre uomini e due donne, quasi quasi vado a chiamare la signora Brambilla”. Che faccia tosta, veramente lo fece, lei scese e si unì a noi… “Andiamo a chiamare anche i nonni, così invece della riunione facciamo il sesso di condominio” e tutti scoppiammo a ridere.

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  1. Leggete anche gli altri capitoli
    RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.1) IL MIO NUOVO CONDOMINIO
    https://raccontimilu.com/etero/rapporti-di-buon-vicinato-cap-1-il-mio-nuovo-condominio/

    RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.3) SEDUZIONE RUMENA
    https://raccontimilu.com/etero/rapporti-di-buon-vicinato-cap-3-seduzione-rumena/

    RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.4) IL CULO DELLA SIGNORA CARLA
    https://raccontimilu.com/etero/rapporti-di-buon-vicinato-cap-4-il-culo-della-signora-carla/

    RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.5) LA VENDETTA DELLE DONNE
    https://raccontimilu.com/etero/rapporti-di-buon-vicinato-cap-5-la-vendetta-delle-donne/

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