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RAPPORTI DI BUON VICINATO – (CAP.7) I DESIDERI DEI BRAMBILLA

“Quanto si è disposti pur di ottenere ciò che s desidera? A questa domando solo i coniugi Brambilla possono rispondere”

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Il giorno dopo essere stato al ristorante con la signora Brambilla, Laura mi venne a prendere di buon mattino e ci dirigemmo fuori città per passare la Domenica. Era vestita in maniera talmente provocante che anche un omosessuale avrebbe avuto il desiderio di scoparsela.

Durante il viaggio parlammo del più e del meno, mentre lei guidava io non potevo distogliere il mio sguardo dalle sue gambe e dalla sua scollatura prorompente… di tanto in tanto mi prendevo qualche passaggio accarezzandole le cosce avvolte da calze nere vellutate e lei non disdegnava il gesto, anzi rispondeva con dolci sorrisini.

Era più di un anno che si vedeva col dottore, il quale però non poteva lasciare la vecchia megera della moglie perché lo ricattava che l’avrebbe mandato sul lastrico in caso di divorzio. Il “poverino” si era sempre ben guardato dal non farle conoscere la moglie, neppure per fotografia. Questo è ciò che mi disse lei.

Arrivati in una casetta isolata vicino al lago scendemmo dalla macchina, lei prese le chiavi da dietro una pianta ed entrammo. Era il loro covo d’amore, tutto arredato in maniera rustica, tale da rendere al massimo romantiche le loro fughe. Era quasi ora di pranzo, quindi avemmo solo il tempo per una semplice scopata che, anche se durò pochi minuti (venni quasi subito data la mia forte eccitazione), fu un qualcosa di eccezionale.

A pranzo mi spiegò che il dottor Brambilla le avesse detto di contattarmi e darmi tutto ciò che volessi in cambio del mio silenzio con la signora, altrimenti addio regali di lusso, abiti firmati, viaggi e soprattutto addio probabile carriera in ospedale. Dopo pranzo ci raccontammo un po’ di nostre fantasie erotiche cercando di riviverne qualcheduna.

Al ritorno guidai io rassicurandola che non avrei aperto bocca se lei fosse stata gentile e disponibile con me, le accarezzai la testa e la spinsi sulle mie gambe per farmi fare un pompino al volo mentre guidavo… Venni proprio mentre c’era una curva, sbandai un po’ ma per fortuna non c’era nessuno nell’altra corsia… scoppiamo a ridere che lei non riusci a trattenere la sborra in bocca e la sputò tutta sul cruscotto.

Qualche giorno dopo stavo con la signora Brambilla e ricevetti una videochiamata da Laura, la signora rimase affascinata e mi chiese se qualche volta potevo invitarla ad uscire con noi. Sapevo delle sue passioni lesbiche e che non sapeva che Laura fosse l’assistente-amante del marito, ne tanto meno Laura sapeva chi fosse la signora Brambilla, così mi trapelò l’idea di vendicare il marito geloso con la sua stessa arma, con la sua stessa amante… insomma Laura sarebbe diventata l’amante di entrambi i coniugi Brambilla.

Sapevo che non avrei avuto problemi, la signora aveva fatto capire il suo interesse per la ragazza, Laura avrebbe fatto qualsiasi cosa per tenermi buono ed io mi sarei goduto lo spettacolo alla faccia del dottore. L’unico problema restava il come e il dove organizzare la cosa.

Un giorno avevo voglia di una scopata, così chiamai Laura e l’andai a prendere in ospedale, nel frattempo mi chiama la signora Carla che aveva problemi a casa della sorella che non c’era. Ormai la conoscevo e sapevo essere una scusa, quindi le dissi di sì a patto che avrei portato Laura. Naturalmente lei accettò ed io dissi a Laura che questa mia amica l’aveva vista e avrebbe voluto un po’ di attenzioni da parte sua, quindi se fosse venuta mi avrebbe fatto un grosso piacere. Lei, avendo avuto ordini di accontentarmi in tutto, non potè rifiutare e venne.

Arrivammo e subito le due donne entrarono in armonia tra di loro, tanto che decisi di lasciarle sole per un po’. Quando tornai le trovai in piena azione lesbica che neanche in film porno avevo mai visto, mi fermai a guardarle e già avevo il cazzo in mano a menarmi come un adolescente. Non le interruppi, fu la signora Carla a far cenno di prendere il cellulare e filmare tutto. Dopo qualche minuto di ripresa posizionai il telefono in modo da inquadrare tutto e mi unii alle donne, ma loro non mi considerarono per nulla, neppure quando venni con un forte getto di sborra sopra di loro, continuarono nel loro fare sempre più affamate l’una dell’altra.

Da quel giorno le due potevano ritenersi amanti ed io restai un po’ fregato in quanto, per quanto potessi ricattare Laura ed avere sesso con lei, la ragazza cercava sempre più scuse per vedermi il meno possibile e darmi l’essenziale, ma ciò che è di peggio è che non riuscii più a sfiorare nemmeno un capello della signora Carla… l’avevo persa.

Dovevo fare qualcosa.

Qualche settimana dopo fu la signora Carla a cercarmi perché il marito aveva problemi col computer. Salii da loro e lui stava seduto sul divano, mentre la moglie mi mostrava il PC, lo accesi e trovai che stavano vedendo il filmato che avevo girato a lei e Laura. Rimasi impietrito, la signora Carla mi poggio una mano sulla spalla mentre il dottore se la rideva sul divano.

“Però, che bella ripresa hai fatto, complimenti” mi disse e mi invitò a sedermi vicino a lui mentre dalla cucina vidi arrivare Laura.

In pratica ero stato vittima delle loro fantasie, era tutto programmato, il marito geloso, la moglie tradita, l’amante perfetta…

Laura e la signora cominciarono a toccarsi e baciarsi, mentre il dottore con una mano si segava il cazzo (di tutto rispetto) e con l’altra mi passò prima un sigaro, poi verso del whisky in due bicchieri e me ne porse uno dicendomi: “godiamoci lo spettacolo, sentiti libero di fare e dire ciò ce vuoi”.

Poi continuava a parlarmi come se nulla fosse, come se due amici si stessero vedendo un film e mi disse che a lui e alla moglie piacevano queste cose, l’unica cosa che non aveva mai fatto era quella di metterglielo nel bel culetto, perché la moglie aveva paura. “Almeno qualcosa di vero c’è stato in questa storia” pensai.

Ad un certo punto l’uomo si alzò: “Basta ora me lo prendo, sarà Laura a farle vedere come si fa”.

Si avvicinò alle donne, le distaccò e disse alla moglie di guardare.

Prese Laura, la fece piegare sulla spalliera della sedia e cominciò a leccarle il buchetto, dopo di che ci infilò dentro prima uno, poi due dita, e cominciò a massaggiarla mentre con l’altra mano si masturbava il cazzo… quando la ragazza fu abbastanza rilassata prese la punta della sua cappella, la poggiò tra le chiappe di Laura e pian piano spinse dentro mentre lei si aiutava muovendo i glutei. Una volta tutto dentro si voltò verso la moglie e disse: “Vedi… è così che lo si prende in culo… Laura è un’esperta… ti aiuterà lei a non sentire dolore”.

Uscì dal culo di Laura e cominciò la fase preparatoria con quello della moglie mentre la ragazza l’accarezzava e la baciava facendola rilassare. Appena pronto il marito le fu dentro e cominciò a scoparsela mentre Laura se la baciava.

L’uomo si voltò verso di me e mi disse: “Che fai lì, unisciti a noi, ci sono altri buchi liberi” effettivamente c’erano le due passerine ed il culo di Laura che avevo già provato più volte… Ma ciò che volevo era il culo della signora Carla… così mi avvicinai a Laura e le sussurrai di prendersi il dottore che io volevo la moglie.

Lei smise di baciare la signora e da dietro abbracciò il marito prendendogli il cazzo in mano e sfilandolo via dal culo della moglie… lui non ebbe da protestare e la ragazza gli fece una bella spagnole tra le sue tette sode. Ora avevo strada libera. La signora mi guardò ma io la rassicurai dicendole che sarei stato gentile questa volta. Mi avvicinai, controllai con le dita che fosse ben aperto e rilassato il buco e ci infilai dentro la mia mazza. Questa volta la signora non provò dolore, anzi fu tanto il piacere che toccandole la passera la sentii venire con un getto talmente violento ed abbondante che non avrei mai immaginato. Mentre mi scopavo il suo culo mi si avvicinò all’orecchio e mi disse: “Così mi piace… l’altra volta mi prendesti alla sprovvista”… bhè in realtà l’altra volta era la prima volta, ora invece ci aveva provato gusto.

Mentre le stavo ancora dentro vidi Laura che si mise di fronte a lei e cominciò ad asciugarle la figa bagnata, mi voltai e vidi il signor Brambilla dietro di me… “Ora bisogna sverginare un altro culo” e me lo infilò dentro pensando di farmi male, pensando di essere il primo… ma non poteva sapere che il mio era già stato violato, così come non sapeva che quello della moglie era stato sverginato da me…

Insomma un po’ di soddisfazione me l’ero presa.

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