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Anne aveva 31 anni, si era fidanzata alle scuole superiori con Mike, quando era rimasta incinta, si erano sposati. In una piccola città e nel loro ambiente piccolo borghese non si facevano scandali, il matrimonio era imperativo in questi casi, non fu un sacrificio per loro, si amavano sinceramente.

Il padre di Mike, John aveva un’import export, così  prese con sé Mike, dicendogli di assumersi le sue responsabilità di uomo, e avrebbe dovuto lavorare e studiare per mantenere la sua famiglia, anche se aveva solo sedici anni avrebbe dovuto imparare che un uomo affronta le sue responsabilità.

Il padre di Anne era un medico, e anche lui era un tipo assai rigido nei principi, e quindi il matrimonio sarebbe stata la sola soluzione accettabile, mai avrebbe tollerato un aborto o altre formule, chi sbaglia paga.

Dopo sposati i due ragazzi andarono ad abitare nella grande casa dei genitori di Mike, dovettero finire il liceo, perché i loro genitori li avrebbero comunque aiutati, una volta che si erano assunti le loro responsabilità. Anne malgrado tutto partorì bene, e fece di tutto per occuparsi del suo primo neonato.

Dopo due anni all’esame finale della scuola era incinta per la seconda volta. E questo fù un problema perché fece fatica a finire gli esami, era molto tesa, e preoccupata dovendo badare già ad una bambina piccola, essere di nuovo incinta era un problema, comunque finì il suo liceo.

Da allora presero delle precauzioni, perché Mike oltre a lavorare  doveva fare l’università, benché lavorasse per il padre, doveva comunque impegnarsi.

Riuscì a conseguire la sua laurea in quattro anni, ed era felice, adesso poteva dedicarsi di più alla famiglia ed al lavoro, i bambini erano già grandini il piccolo andava all’asilo, la bambina invece iniziava la scuola, i nonni si occupavano molto dei bambini, dando loro un grande aiuto.

Anne aveva dovuto rinunciare all’università, con due bambini piccoli non poteva assumersi anche quell’impegno, adesso però voleva fare qualcosa di gratificante.

D’accordo con il marito, s’iscrisse ad un corso universitario in economia aziendale, era nelle sue intenzioni di aiutare il marito nel lavoro, e riteneva necessaria una buona preparazione.

Andando all’università anche se aveva oramai già 24 anni, quindi era più grande delle altre ragazze iscritte, era corteggiata, anche se era piacevole non aveva mai dato confidenza a nessuno.

Doveva fare un corso di due anni per la licenza universitaria, e studiava con impegno, trascorse bene il primo anno con grande soddisfazione per i suoi punteggi.

Verso la fine del secondo anno dovendo preparare la tesi, venne affiancato da un tutor, un giovanissimo laureato che era considerato un genio avendo finito il master in un anno e prima ancora la laurea quadriennale in due anni.

Lui aveva 21 anni, era entrato all’università a 17, e oramai aveva finito tutto il suo iter era diventato anche assistente universitario di un professore, e questo era utile al suo curriculum.

Era un bel ragazzo, giovane muscoloso, tutto il contrario di come ci si aspetta un genio, era quasi inquietante tanto era bello ed intelligente, aveva occhi profondi marroni, capelli castani, e tutte le studentesse erano in gara per farsi corteggiare.

Una sera si ritrovarono a festeggiare, per un compito in cui Anne aveva ottenuto un punteggio eccellente, l’ultimo compito prima della tesi, lui la corteggiava, e lei ne era lusingata e turbata.

Cedette al corteggiamento di questo giovane durante una serata in cui aveva anche bevuto un po’ perdendo le sue inibizioni, l’aveva stregata, fù così che per circa sei settimane ossia, fino alla laurea, visse in un sogno, perché benché dovesse studiare lo faceva con tale rabbia e impegno per essere libera di ritrovarsi a fare l’amore con il suo bel tenebroso. Thomas era un amante strepitoso, Anne non aveva mai vissuto nulla di simile e mai provato simili sensazioni, lui aveva una fantasia incredibile, lei abituata solo con suo marito, non aveva mai fatto le cose che faceva con Tom.

Con Tom si sentiva disinibita, femmina, e lui le insegnò a godere in posizioni che non aveva mai sperimentato.

Le insegnò a succhiarlo, e lei prima non lo aveva mai fatto. Fecero l’amore in luoghi insoliti, come l’ascensore, in un parco pubblico, e la sodomizzò. Lei aveva cercato di resistergli, ma non ci fu nulla da fare, alla fine cedette, lui riusciva a farle sempre fare quello che voleva.

Anne ne fu sconvolta, quello che si rivelava davanti a lei era nuovo si sentiva così portata al piacere da dimenticare tutto, non solo il marito ma anche i figli, stava vivendo una nuova stagione, il sesso era come una droga.

Grazio al suo tutor universitario aveva preparato la tesi in tempi da record, era pronta già tre settimane prima della fine del corso, e quell’ultimo periodo lo trascorse con Tom in una sorta di orgia continua.

Una sera Tom la legò al letto nella sua camera dove l’aveva invitata, le mise una benda sugli occhi, e la frustò sui seni con una cintura, Anne gemeva ma non gridava, le faceva male, ma resisteva al dolore e malgrado tutto provava una sorta di eccitazione che non sapeva spiegare.

La fece girare e iniziò a frustarla sulle natiche, e lei gliele offriva agitandole per essere  colpita, si sentiva così eccitata che ogni cosa lui le facesse non si tirava indietro.

Tom alternava alle frustate delle masturbazioni, toccandola sia sul bottoncino che infilandole le dita nella fessura bagnatissima.

Le chiese quanto era eccitata e se desiderava fare l’amore, lei rispose prontamente di sì, che lo desiderava che si sentiva eccitata come non lo era mai stata prima.

Allora Tom le disse che doveva supplicarlo, che doveva chiedergli di onorarla di incularla, e lei lo disse, e questo sottomettersi a questo ragazzo che era più giovane di lei la eccitava terribilmente, anche il tono della richiesta che sarebbe parso umiliante in condizioni normali a lei in questo momento piaceva, voleva sentirsi dominata e desiderava veramente essere inculata, e supplicò con i movimenti delle anche protendendo il culo e con le parole di venire inculata.

Fu allora che Tom capì che era giunto il momento di dettare le sue condizioni, e le disse che l’avrebbe inculata e fatta godere solo se lei accettava di essere la sua schiava e di obbedirgli senza discussioni.

Anne gli rispose che accettava, e che desiderava essere la sua schiava, e avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse ordinato.

Tom la penetrò lentamente nello sfintere facendola attendere e poi si agitò lentamente portandola allo sfinimento, Anne incominciò a spingere indietro per sentirsi penetrata e accelerare il movimento tanta era la voglia di godere. Lui si ritraeva e si fermava ogni volta che lei tentava di accelerare i movimenti, alla fine Anne si arrese e s’immobilizzò in segno di resa rilassandosi totalmente e abbandonandosi al volere del suo padrone.

Tom la montò vigorosamente appena lei si fu rilassata e le procurò una serie di orgasmi strepitosi, come lei non li aveva mai sognati. Alla fine uscì dal culo di lei e la scopò anche nella fica fradicia, mandandola in visibilio.

L’aveva stroncata era distrutta, e stanca e si era accoccolata vicino a lui gustandosi il momento dopo l’amore, dopo che lui l’aveva slegata.

Il riposo durò poco, lui le disse che doveva farsi la doccia perché sarebbero usciti, lei ne fu delusa voleva restare lì tra le sue braccia, ma si ricordò che gli aveva detto che avrebbe obbedito senza discussioni e si alzò e fecero la doccia assieme.

Anne voleva fare i suoi bisogni ma Tom glielo impedì, disse che doveva trattenersi,era un ordine.

Tornati in camera, lui le fece indossare gonna e camicetta e nient’altro, uscirono lei si sentiva nuda, la portò a fare un giro in città, erano trascorsi solo cinque minuti d’auto, che si fermò lungo una strada, e Tom le disse che poteva scendere e fare i suoi bisogni lì. Anne restò ferma, poi  si guardò intorno, la strada era deserta ma qualcuno poteva passare di quelli che rientrano dai locali in fondo era un’ora di transito, comunque scese sapeva che Tom non avrebbe rinunciato a vederla pisciare in mezzo alla strada se lo aveva deciso.

Si accovacciò vicino all’auto e si sollevò la gonna tenendola ben alzata in vita, e si rilassò il getto piano, piano cominciò a uscire, Tom non aveva spento il motore, e fece retromarcia lasciandola scoperta e illuminata dai fari dell’auto, proprio in quel momento arrivava un veicolo dalla parte opposta, oramai il getto era continuo e lei si era trattenuta da quando erano a casa non riusciva a fermarsi, l’auto passando davanti a lei aveva rallentato e iniziò a suonare il claxon si fermò e scesero due giovani e lei terrorizzata non riusciva a muoversi, solo allora Tom accese i fari abbaglianti e diede una brusca accelerata e azionò una sirena come quelle della polizia, Anne non sapeva che avesse simili attrezzature, ma fu utile perché quelli se la dettero a gambe.

Tom la riaffiancò coprendola con l’auto, e Anne finì i suoi bisogni, avrebbe dovuto avere più fiducia in lui, in fondo lui non l’avrebbe certo abbandonata era stata sciocca ad avere paura.

Lei risalì, ma non si era abbassata la gonna, lui intuitivo le diede dei fazzolettino con i quali Anne si asciugò. Poi si sedette e si lasciò ricoprir le gambe dalla gonna, Tom allora le appoggiò la mano sulla coscia, e risali lentamente fino all’inguine e disse: “però sei eccitata sentendo la sua passera umida” ed era vero, la paura e tutto il resto essere lì esposta l’aveva eccitata, e lei confermò dicendogli che malgrado la paura provata o forse anche e soprattutto per quella si era eccitata.

Una settimana dopo Anne aveva la sua licenza universitaria, s’incontrarono un’ultima volta lui le disse che se ne andava aveva trovato un lavoro sulla costa est, che gli offriva delle ottime possibilità di carriera.

Lei restò un po’ in silenzio, non sapeva cosa si aspettava, e lo gurdò diritto negli occhi e gli chiese: “allora è finita?” lui le rispose che per il momento si sarebbe assentato, che non si sa cosa ci riserva il futuro, “ma tu sarai sempre la mia schiava, quando tornerò, e ti chiamerò tu verrai a strisciare ai miei piedi”. “Si padrone” rispose lei.

Anne ritornò alla sua vita normale però con il rimpianto di non poter essere se stessa e per un certo periodo le fu difficile ritornare alla normalità, erano passati cinque anni da allora, e appena tornata a casa si era accorta di essere incinta, per fortuna che ritornata a casa i rapporti con suo marito erano ripresi, ma lei era sicura che quel bambino fosse figlio di Tom.