i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Questo primo capitolo è solo una piccola descrizione del mio personaggio e del suo mondo, il meglio deve ancora venire!
Piacere, il mio nome è Romeo. Sono un ragazzo normale, quasi anonimo se non fosse per il mio nome poco diffuso. Ho abbastanza anni da poter essere definito adulto, ma non tanti da essere definito saggio. Alcune persone che mi conoscono o che mi hanno conosciuto in passato mi hanno chiamato il ''filosofo'', dicevano e dicono che spesso il mio viso ha un espressione un po' cupa, quasi come se mi portassi tutto il peso del mondo sulle spalle,come se stessi sempre a rimuginare e pensare su qualcosa di astratto; dentro di me non mi sento per niente cosi, però questo appellativo non mi dispiace. Sono cresciuto in una famiglia di buona cultura e ho vissuto in un paese abbastanza ricco e tranquillo, le persone qui però non sono tanto ''amiche'', per farvi capire le persone qui aspettano che tu cada per poter riderti in faccia e se questo non accade non disdegnano nel darti una piccola ''spinta'', quindi è molto difficile trovare dei buoni amici li. Appena laureato sono scappato via dalla mia città un po' per questo motivo, un po' per trovare fortuna altrove. Adesso lavoro in un azienda ed io mi occupo di cose fin troppo noiose, ma per mia fortuna ho trovato degli ottimi colleghi che si inventano una stupidata al minuto per far passare le giornate di lavoro. La sera esco con i miei colleghi, appunto, GIANMARIA, ROSSANO e ELIO. Una birretta al bar, qualche commento sulle signorine che lo frequentano e via a casa. Vivo da solo e almeno per il momento cosi mi va bene. Qualche scappatella non me la perdo, roba di una notte e chi s'è visto s'è visto. A letto me la cavo abbastanza bene ma non ho mai pensato di andare oltre alle classiche posizioni sul letto. La mia fisionomia non è nulla di eccezionale, non sono nè bellissimo, nè muscoloso, nè alto, l'unico aspetto del mio fisico che subito colpisce sono i miei occhi blu scuro, a tutti piacciono. Sono alto 1,68 m, ho barba e capelli biondi e incolti, il fisico asciutto, insomma sono quel tipo di ragazzo che dal 90% delle ragazze viene etichettato carino e simpatico, ovvero l'equivalente di ragazzo che difficilmente sognano di portarsi a letto. In passato sono stato fidanzato una sola volta, ero giovane e lei è stata il mio primo amore, si chiamava GLORIA, siamo stati insieme dal quarto anno di liceo fino al secondo di università, circa 4 anni, a lei ho dato il mio primo bacio, con lei ho scoperto l'universo del sesso. Aveva un corpo mozzafiato, era più bassa di me ma con una silhouette da capogiro, il seno era prorompente e soffice anche se soprattutto quando stavamo al liceo lei faceva di tutto per coprirlo, dei fianchi stretti e senza nemmeno un filo di grasso ma il suo punto di forza era il suo culo, di grandezza media ma di marmorea consistenza; ogni volta che lo stringevo tra le mie mani mi si drizzava il cazzo in un modo esagerato, in realtà anche adesso che ricordo solo quella scultura perfetta mi si drizza come allora. Io e Gloria eravamo nella stessa classe anche se lei fosse di quasi un anno più piccola di me perchè aveva frequentato la primina. Io ero innamorata di lei già prima che questi caratteri sessuali cosi perfetti ''esplodessero'' ma lei purtroppo non mi guardava nemmeno, forse colpa dei miei tanti brufoli da pubertà o forse perchè a quei tempi lei era interessata a ragazzi più grandi, infatti io non sono stato il primo ragazzo di Gloria. Ci mettemmo insieme dopo che lei scopri che il suo ex-fidanzato GIACOMO l'aveva tradita in gita e io le diedi una spalla su cui piangere. Penso che lei con me voleva far un dispetto a Giacomo ma che alla fine si innamorò per le mille attenzioni che le davo, non le facevo mancare nulla ed ero sempre presente. I primi anni insieme passarono felici e candidi, infatti lei aveva deciso che non avremmo fatto sesso fino a quando non avesse raggiunto la maggiore età, io l'amavo e quindi rispettavo questa sua decisione ma nulla ci impediva di divertirci. Appena uno dei due rimaneva a casa da solo l'altro lo raggiungeva per delle grandi sessioni di preliminari, dato che di sesso non se ne parlava nemmeno per sogno. Come me lo succhiava lei nessuna mai c'è più riuscita, la posizione che entrambi amavamo era la 69, lei sopra di me con la sua fichetta stretta e bagnata sul mio viso e con il mio cazzo nella sua bocca e tra le sue tette grandi, spesso lei mi arrivava con uno splendido getto di umori caldi in faccia e la cosa mi eccitava da morire a tal punto di arrivare un secondo dopo. Poi finalmente dopo quasi due anni di questi giochetti arrivò il giorno del suo diciottesimo. Le feci una sorpresa a mezzanotte, una cosa romantica, un mazzo di rose e una bottiglia di spumante per festeggiare anche con i suoi genitori, in quel momento non pensai proprio alla sua promessa, fu lei che in un suo lungo abbraccio mentre mi congedava per tornare a casa, mi sussurrò nell'orecchio che da quel giorno si sarebbe divertita da matti a sbattermi; ascoltato il messaggio e sentito i suoi capezzoli turgidi sul mio petto, il mio cazzo si irrigidì immediatamente e svettava prepotente nonostante i jeans, penso che la madre se ne fosse accorta da come mi guardava stranita. Scesi giù, mi sedetti in macchina e aspettai ben 5 minuti esatti prima che il mio cazzo perdesse vigore e che la mia testa fosse più lucida per guidare, mi si stampò un sorriso enorme sul viso e non riuscii a chiudere occhio una volta nel mio letto.