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Trio

*ROISSY**

By 13 Dicembre 2008Dicembre 16th, 2019No Comments

Mi trovo in una stanza confortevole ma veramente singolare: uno spesso tappeto bianco ricopre il pavimento, mentre le pareti sono rivestite di armadi, tutti uguali, di legno scuro.
Il mio abbigliamento &egrave il solito, quello che uso per andare al lavoro: jeans, camicia, maglione, stivalidi cuoio; la criniera ” leonina” &egrave praticamente scomparsa, i capelli costretti in un fermaglio che li tira all’indietro, lasciando scoperto il viso.
Mi guardo intorno, incerta, quando si apre una porta e la voce della mia amica Giulia, che non vedo da molto tempo, mi fa trasalire:
-Benvenuta, Fede, ti stavamo aspettando’-
Mi volto e la guardo: &egrave bellissima, come al solito, così bionda, la pelle dorata, e un vestito settecentesco che mi lascia senza parole: gonna larga e fluttuante rossa, ciabattine con i tacchi a spillo, corsetto allacciato sul davanti che lascia scoperti i seni, le cui punte,dipinte di rosso, risaltano sul nero del bustino; il mio sguardo vi indugia , nel ricordo di quanto erano stati dolci, quei capezzoli, sotto le carezze della mia lingua.
-Sei splendida, amica mia- le dico e lei risponde:
-Anche tu, e ancor più lo sarai tra poco, fidati, finalmente ti ho ritrovato-
Mi accompagna in un’altra stanza, qui l’atmosfera &egrave diversa: carta da parati con tulipani color malva, mobil i laccati dai tenui colori, fiori nei vasi, orchidee bianche, le mie preferite, luci profuse; Giulia comincia a spogliarmi, lentamente; faccio per sbottonarmi la camicia da sola, ma lei non vuole:
-Ora sono al tuo servizio- mormora.

Resto in slip e reggiseno, mi sfila anche quelli, indugiando con la mano prima nella fessura, poi carezzandomi i capezzoli, per finire col mettermi in bocca le dita che sanno di me, perché io assapori il mio stesso umore; ci guardiamo e tutte e due abbiamo voglia di farci l’amore lì, su quel letto ricoperto di raso; ma so che questo, per ora non &egrave possibile, così accetto che mi dipinga di rosso cupo le punte dei seni e le labbra del sesso, che mi profumi generosamente il collo, il solco tra le natiche, le ascelle, il grembo e le cosce.
Poi inizia la vestizione, anche io indosso la stessa sua gonna, ma di colore verde, al di sopra mi viene applicato il corsetto allacciato strettamente, da cui fuoriescono i seni generosi, ai piedi ciabattine rosse con il tacco altissimo, niente biancheria intima
Quindi Giulia mi fa accomodare davanti a uno specchio, mi scioglie i capelli, che, finalmente liberi, si allargano sulle spalle e intorno al viso, mi disegna le labbra di rosso brillante, mentre gli occhi , sfumati di ombretto verde, vengono allungati e incupiti con il kajal, alle orecchie due preziosi cerchi di brillanti.
-Giulia, ma che succede, ora?- domando io, mentre una strana eccitazione si sta impadronendo di me
-Chi c’&egrave in questa casa, oltre a noi due?-
-Aspetta e vedrai, ora seguimi-
Cercando di mantenermi in equilibrio sui tacchi a spillo, mi incammino dietro di lei, fino ad arrivare ad una grande cucina, dove l’odore di cibo mi fa quasi svenire dalla fame: più che odore &egrave profumo, un misto di aromi vari, tutti deliziosi.
Mentre guardo intorno affamata, la mia amica mi mette in mano un grande piatto di frutta tropicale dagli splendidi colori e mi chiede di seguirla.
-Ora conoscerai i tuoi ospiti- dice.
Apre una porta e mi trovo in una piccola sala, dove arde un grande camino, ci sono candele accese dappertutto; vicino al fuoco un tavolo, con due commensali: due uomini, uno più vecchio, (ha dei fili grigi nei capelli e qualche ruga intorno alla bocca),l’altro decisamente giovane; tutti e due hanno una maschera, che copre loro la parte superiore del viso; d’ora in avanti chiamerò il primo”U omo” il secondo”R agazzo” perché non mi &egrave dato conoscere i loro nomi; sono seduti l’uno di fronte all’altro, con davanti vassoi pieni di cose squisite, carni , verdure, pesce, frutta. Vini rossi e bianchi finiscono di rallegrare la mensa.

Io mi fermo a una certa distanza, bloccata dalla mano di Giulia; resto lì, con il mio piatto in mano, fissando i due commensali; anche loro interrompono la conversazione e mi fissano, finché l’Uomo mi fa cenno di avvicinarmi:
-Posa il piatto, Fede, fatti guardare, sei splendida, tette fantastiche, che ne dici amico mio? davvero quello che ci voleva per dessert, hai fame, piccola?-
-Si-
-Tranquilla, tra poco mangerai tutto quello che vuoi-
Così dicendo mi infila la mano sotto la gonna, e con delicatezza mi accarezza con sapienza tra le cosce, prima di introdurmi due dita dentro: io chiudo gli occhi e sospiro: estrae le dita , le odora, mormorando:
-Sei già bagnata, e sai di mare-
Poi mi fa girare e piegare in avanti sul tavolo, in modo da avere il mio sedere davanti agli occhi; solleva la gonna e comincia a leccarmi e baciarmi le natiche e il solco tra di esse e il piacere mi sale dentro, come una lenta marea; il mio seno &egrave li, esposto sul tavolo, tra carne , frutta, vino, di fronte al Ragazzo, che si protende in avanti, come per toccarlo: &egrave irrigidito dal desiderio e io, più lo guardo negli occhi più mi eccito, mentre l’Uomo continua a darsi da fare, leccando con ingordigia.
E’ allora che noto di fronte a me, dietro un vassoio di pane, una coppa piena di fragole, rosse, carnose e accanto un a ciotola colma di panna: allungo una mano per prendere una fragola, quando sento il membro duro dell’Uomo spingere contro il mio buchetto: mi blocco, con la fragola tra le dita, voglio assaporare il momento in cui mi entrerà dentro, sforzando: grido, quando, con un colpo secco il suo sesso grosso e rigido mi riempie tutta, grido di piacere e dolore; poi inizia a muoversi con forza, con spinte in salendo, affondando le mani tra i miei capelli; io metto in bocca la fragola, guardando fisso il Ragazzo, che &egrave sempre lì, immobile, una mano attaccata al bordo del tavolo , le nocche bianche dalla tensione.
Poi un’altra fragola e…

Ora sento una lingua che mi sta leccando, lappa il clitoride, mi penetra nella fessura e penso “Giulia, &egrave lei” guardo in basso, di lato, e infatti tra le gambe aperte vedo lo splendido viso di Giulia, in mezzo ai ricci neri del mio sesso. Il piacere &egrave quasi insostenibile, mi trattengo a stento sull’orlo del baratro, quando mi accorgo che intorno ai miei fianchi le mani della mia amica e quelle dell’Uomo sono intrecciate.
Intingo con dita tremanti una fragola nella panna, e faccio per portarla alla bocca, quando il Ragazzo si alza, l’erezione nei pantaloni &egrave chiaramente visibile; si avvicina a noi, al nostro intreccio, mi guarda e mi sposta lentamente, verso il lato esterno del tavolo; poi estrae il sesso rigido e lo spalma di panna: io apro la bocca ingorda per succhiarlo avidamente. Ora le spinte dellUomo diventano più forti, il ragazzo spinge nella mia gola fino a soffocarmi e Giulia mormora:
– Che miele, non ti ricordavo così…-
Allora libero la bocca dal bavaglio di carne, per urlare dal piacere, mentre onde violente si scaricano nel mio ventre, talmente forti da provocarmi dolore.
Mentre Giulia succhia avidamente i miei umori, l’Uomo, con un gemito prolungato e un ultimo affondo mi riempie, abbandonandosi sopra di me, mentre io riprendo a succhiare avidamente il Ragazzo, che in fiotti caldi e densi al dolceaspro sapore di panna, fragola e seme mi invade la bocca, con un grido.
Poi ci stacchiamo e io mi appoggio al tavolo, per non cadere.
Giulia si rialza, nuda , gli occhi splendenti, le labbra lucide:
-Ora, signori, porto Fede a fare una doccia, rilassatevi, prima del caffé- mormora e abbracciandomi, mi accompagna alla porta, che richiude dietro di noi.


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