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Racconti erotici sull'Incesto

Fantasie di mamma e zia

By 18 Gennaio 2009Dicembre 16th, 2019No Comments

E’ tale l’eccitazione che mi prende ogni volta che ripenso a questa storia, che per raccontarla non so neppure da dove cominciare. Ci provo e spero che condividiate con me questo piacere.
Ho quasi vent’anni, vivo con mia madre in un paesino della Calabria, mio padre non lo ricordo quasi essendo scomparso quando avevo quattro anni. Mia madre, Laura, ha quarantasette anni, insegnante elementare, donna del sud, non si può dire che sia bellissima ma neppure scadente. Con i suoi anni, il suo culone e le sue tettone, appunto abbastanza classiche nelle nostre donne; irreprensibile dal punto di vista etico, nonostante gli anni passati da sola mai una storia su di lei. Essendo che vivevamo nel nostro piccolo appartamento, qualche volta m’ero provato a spiarla con la segreta speranza di vederle compiere qualche gesto di autoerotismo, ma nulla di nulla. Si giusto una volta in camera sua mentre si cambiava l’avevo vista indugiare un attimo a sorreggersi ed ammirarsi le tette ed un’altra volta a passarsi la mano nella folta peluria del pube, un gesto misto tra il grattarsi e la masturbazione ma era durato talmente poco che non avrebbe mai potuto essere la seconda ipotesi.
Ma veniamo all’episodio che ha cambiato la nostra vita. Stavo tranquillamente guardando la televisione quando mia madre mi chiama e mi dice: ‘Sabato prossimo devi andare a Lamezia a prendere zia Franca, è tantissimo che non ci vediamo ed abbiamo deciso che verrà da noi per un po di tempo’.
‘La zia Franca !?’- mi sono detto; ‘non la vediamo da quando papà è scomparso’, bene, ne avremo di cose da raccontarci.
Zia Franca è la sorella del mio povero papà, donna del nord. A quello che m’era venuto qualche volta alle orecchie non era mai andata molto d’accordo con mia madre. Per ciò che ero riuscito a carpire dai discorsi di mia madre, le due mentalità erano troppo distanti, qualche telefonata ogni tanto per sapere come si stava e via.
Comunque al sabato prendo la mia Polo e vado all’aeroporto. Devo dire che quando vidi mia zia rimasi un attimo interdetto, mi ricordavo una donna di trentatre anni ed oggi era una donna di quarantanove anni, sempre abbastanza bella ma, insomma, iniziava ad essere un donnone, alta lo era ma adesso aveva anche diversi chili in più. Al primo abbraccio sentii quelle due tette enormi che mi diedero un certo sussulto, eccitazione che cercai di nascondere al meglio, salimmo in macchina, per strada quattro chiacchiere per riprendere un po la conoscenza e, finalmente a casa.
Dopo i primi convenevoli mia madre fa:’ Allora, tu Franca dormirai nella cameretta di Paolo e Paolo dormirà con me’. Il primo pensiero è stato:’Finalmente, sono anni che ho voglia di risentire quel calore e la pelle morbida di mia madre’, quindi ad alta voce:’per me va bene’. Mia Zia:’Non se ne parla nemmeno, Paolo ha bisogno della propria intimità, io starò con te. O così o vado a cercare una camera in albergo’. Ci mancherebbe altro, la nostra ospitalità è sacra, guai, tra me e me è partito un ‘vaffanculo’ ma non potevo certamente essere io ad insistere più del normale.
La sera a cena è stato veramente bello, vedere quelle due donne che non si erano mai potute sopportare raccontarsi tutto era una cosa che faceva allargare il cuore e, quando mi sono chinato per raccogliere il tovagliolo ho visto che a mia zia aveva fatto anche allargare le gambe e, per un guardone come me lo spettacolo era meraviglioso: una figa grassa tra due belle cosce, è si perché mia zia non portava mutandine ed in più era completamente rasata. Avevo già mangiato e bevuto abbastanza, quella cosa m’ha fatto drizzare il cazzo e così con la scusa che ero stanco me ne sono andato a letto. E’ passato qualche minuto ed ho sentito che anche mia madre e mia zia si accomodavano nella loro stanza, si sentivano chiaramente le loro voci e quello che dicevano; di una cosa sono certo: avevano bevuto più di me.
Ad un tratto ho sentito mia madre che diceva:’Franca, ma sei tutta depilata e non porti le mutandine, ma come fai?’- e mia zia:’Lo faccio da sempre, è estremamente pratico e lo ritengo anche igienico’ ‘ ‘tu piuttosto con tutta quella peluria come fai’, mia madre:’A tuo fratello piaceva così e così ho sempre lasciato’ ‘ ‘non dirmi’, ribatté mia zia’che da allora non sei stata con nessuno’, ‘eh no’ rispose mia madre. ‘Comunque’, continuò mia zia,’questa faccenda della peluria va aggiornata, dai sdraiati nel letto che ci penso io’. A questo punto, incuriosito, sono sceso dal letto e mi sono avvicinato alla loro camera per riuscire a vedere qualche cosa, niente di più facile, loro dovevano essere un po alticce e la porta era socchiusa cosicché spettacolo dello spettacolo:- mia madre sdraiata a cosce larghe e mia zia che armeggiava con delle forbici intorno alla figa, lanciando ambedue dei risolini ‘stupidi’, un misto tra il divertimento e l’eccitazione, non avrei mai immaginato di vedere mia madre in quella posizione e che fosse proprio mia zia che aveva originato quella scena. Sentivo tra me e me una sensazione mista tra la vergogna e l’eccitazione ma, l’eccitazione prevaleva alla grande. In fondo però, che male c’era a guardare.
Zia Franca le prendeva ciocche di peli e con delicatezza tagliava stando attenta, ogni volta con i polpastrelli a sfiorare le labbra della figa di mia madre provocandole dei leggeri sussulti, d’un tratto, sento che le risatine di mia madre si trasformano in un leggero mugolio, mia zia con la scusa del taglio dei peli, le stava ‘ravanando’ ben bene la figa e, per una donna che da sedici anni non aveva rapporti sessuali non doveva essere difficile eccitarsi. Come mia zia sentì quel mugolio, appoggiò le forbici nel comodino, si leccò la punta delle dita e si dedicò in maniera più stretta alla figa di mia madre. La vidi chiaramente mentre le inseriva prima due e poi tre dita e si vedevano benissimo gli umori che uscivano dalla figa di mia madre, era zuppa fradicia: poverina, chissà quanto tempo era che non godeva così. Vidi mia zia leccarsi la mano piena di umori quindi abbassarsi a leccare quella figa che tanto ne aveva bisogno. Facendo questo ruotò il suo corpo di centottanta gradi, così da offrire la propria figa alla bocca di mia madre, la quale iniziò anch’essa a leccare la figa di mia zia. Mai avrei pensato che mia madre avrebbe potuto fare una cosa del genere. Certo che non erano due silouette, bensì quasi due bbw, come si dice oggi e la cosa mi stava facendo andare fuori di testa. Anche loro stavano andando fuori di testa e a quanto stavano facendo e come, non si preoccupavano neppure che io potessi sentire, tale era la loro eccitazione, si leccavano e con le dita si esploravano, lasciando uscire copiosi fiotti di umori. Mi venni copiosamente in mano, stando attento a non sporcare in terra, andai in camera mia, mi pulii e mi misi sotto le lenzuola, dopo un paio di minuti sentii due mugolii più forti e poi, il silenzio.
Passò qualche minuto e sentii mia zia dire a mia madre:-Certo, Laura, si sentiva che ne avevi un bisogno enorme di fare sesso.- ‘Si’, rispose mia madre,-ma tutto mi sarei aspettata, fuorché fare una lesbicata con mia cognata, però m’è piaciuto tantissimo e non mi pento di niente, ora però sono stanca, dormiamo dai.
Mi addormentai anch’io pregustando già quello che sarebbe potuto accadere nei giorni seguenti.
Se ti va di confrontarti su questi temi: il puritano@hotmail.it

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