(continua)
– Isa, tu sei prigioniera delle tue inibizioni . Ah..sapessi come è bella un’ avventura del genere. Nella cabina di un camion, tre sconosciuti, col preservativo. Appena veniva uno, l’altro mi penetrava. Sarò venuta almeno tre volte, erano grossi e forti e mi sbattevano senza pietà. “Mario, portacela ancora, è difficile trovare una troia così vogliosa di prenderlo, e poi è giovane, è ragazza.”aveva detto uno dei tre. “Non lo fa per mestiere, lo fa perché le piace troppo” aveva detto Mario.
– In macchina mentre tornavamo, Mario mi ha chiesto:
– “Ti è piaciuto?
– Da morire, Mario. Mi ci porterai ancora?
– Se vuoi farlo così, certo che ti ci porto. Ci hanno fatto un regalo, 150 euro. Ce li dividiamo?
– Mi hanno pagata come una vera puttana? ma io sono contenta di averlo fatto.
– Emy, tu hai la vocazione per fare la puttana. Almeno ricavaci qualche vantaggio.
– Non vuoi fermare la macchina e farmelo anche tu? Ne voglio ancora.
– No, è tardi e domani lavoro. Vedremo appena sono libero.”
–
– Vedi, Isa, quanto più lo fai tanto più ti viene voglia di farti fare. Dai, Prova anche tu una sera di queste con Mario. Solo per provare, un’avventura.
– Emy, fermati. Dove vuoi arrivare? Ora hai un lavoro, non puoi esporti in questo modo.
Emy stava in guardiola e si avvicinò un uomo anziano, ma con un bel fisico, elegante.
– Tu sei la nuova portiera? come ti chiami?
– Emilia Dottore, Emy.
– E sai chi sono, se mi chiami dottore….
– Si, il Dott.Pedrassi, quarto piano interno 9. La signora Amalia, la vecchia portiera, mi ha parlato di Lei.
– Ah,si. E cosa ti ha detto?
– Ma che Lei è vedovo , è una persona molto gentile e….. qualche volta ha bisogno di compagnia…
– Si, è vero. Quanti anni hai, Emilia?
– 23, Dottore.
– Mi sembri una ragazza intelligente, che capisce più di quello che dice. Mi fa piacere, molto. Amalia a volte mi faceva molta compagnia. Magari vorrei che anche tu continuassi come faceva lei.
– Beh, Dottore, se Lei vuole….. magari lo farei con piacere ma vorrei prima provare e non vorrei limitarmi a quello che faceva Amalia, Lei mi comprende Dottore?
– Se sai quello che faceva Amalia, ma lei era anziana ed a me non andava di fare altro. Stasera, quando hai finito il lavoro, sali da me e ne parliamo.
Emy ci andò dopo le nove di sera, dopo che si era fatta la doccia. Il dottore stava in vestaglia.
– Che ti ha raccontato Amalia, Emy?
– Posso parlare liberamente? Amalia mi ha detto che ogni tanto La faceva venire, pompino. Ma io non voglio solo quello e lei è ancora un uomo attraente.
– Brava! E’ quello che desidero.
– Le faccio e mi faccio fare tutto quello che Lei desidera.
– Proprio tutto?
– Si.
Il Dottore le si avvicinò, aprì la vestaglia, sotto era nudo ed aveva il cazzo già duro. Aveva un bel corpo ed Emy prese in mano il suo cazzo che era molto grosso di diametro lo carezzò e cominciò a succhiarglielo.
– Ce lo hai bello, Dottore, mi piace molto, ma non ti faccio venire così, voglio di più.
Forse il Dottore era troppo eccitato, era preso dal modo passionale di Emy di fargli il pompino. Le pressò la testa sul cazzo e le venne in bocca.
– Emy, sei formidabile, non avevo mai avuto tanto piacere da un pompino.
– Dottore, è che a me piace farlo, mi piace far godere l’uomo. Tu però hai un cazzo bello, duro, giovanile ed io lo voglio dentro di me. Adesso sei stanco, ma una di queste sere lo facciamo.
– Mi ecciti solo per come parli, libera e disinibita. Decidi tu quando e me lo dici. Prenderò un viagra per durare fino a farti venire.
– Voglio il tuo sperma nel corpo, ricordalo. Devi venire sempre nella mia bocca o nel mio corpo.
Emy, mentre scendeva, trovò una banconota da 100 euro nella sua tasca. Quel Dottore era ricco, forse avrebbe potuto avere di più da lui.
Il giorno dopo nella guardiola venne una signora, forse sessantenne, che abitava al primo piano. Era una donna ancora bella, non molto alta ma col corpo pieno e la pelle tirata in viso.
– Tuy sei Emy, vero? Ho visto come hai pulito bene le scale, io scendo sempre a piedi.
– Che posso fare per lei, signora Marta?
– Ah, conosci già il mio nome.
– Beh, lei è una bella donna e mi è venuta curiosità, mi perdoni.
– Mano, cara, ti capisco. Sai io vivo von mio marito, ma lui purtroppo è invalido, ha avuto un brutto ictus. In effetti è come fossi sempre sola, vedo solo gli infermieri che lo assistono ed esco solo per fare spesa.
– Mi chiami, quando ha bisogno di me, signora Marta, senza complimenti.
– Sei proprio una brava ragazza. Grazie per l’offerta, ma in realtà ciò che mi manca è un po’ di compagnia. Quando hai tempo vieni a trovarmi. Tu vivi sola? Non hai un compagno?
– Veramente no. Mi viene a trovare una mia amica, ogni tanto, ma non voglio convivere con un uomo.
– Brava, hai ragione. Fra donne ci capiamo meglio. E’ una bella ragazza la sua amica?
Mentre parlava la signora le accarezzava il braccio nudo ed Emy cominciò a capire.
– Si chiama Isa, abbiamo molta confidenza, ma lei è un po’ inibita con gli uomini.
– Fammela conoscere; forse posso consigliarla. Perchè mi dici che sono una bella donna?
– Io la vedo così. A volte le donne trasmetto il loro fascino anche ad altre donne.
– Mi piaci quello che dici. Vieni da me, appena puoi, e continuiamo a parlarne. Stasera?
– Quando smonto dal lavoro, signora Marta, il tempo di farmi una doccia.
–
– Capisci, Isa; credo sia lesbo, una lesbo mascherata da moglie.
– Che stai pensando, Emy. Tu hai anche questa tendenza, lo capisco da come a volte mi fai venire leccandomi il clito. Vuoi farti anche lei?
– Non lo so, Isa. Stasera vediamo come si mettono le cose. Il Dottore non c’è e spero non sia geloso se lo capisce. Ha detto che vuole conoscere anche te. Se vuoi una sera ti ci porto.
– Emy, un po’ di lesbo piace anche a me, se è questo che lei vuole. Ma vorrei che mi portassi anche dal Dottore.
– A te piacciono gli uomini, vero Emy?
– Si, molto , signora Marta.
– Ma un po’ ti piacciono anche le donne.
– Dipende da come sono. Lei, ad esempio, mi piace molto, signora.
– Vedi cara. La differenza è che a me gli uomini non piacciono per niente. Mi capisci? Mi piacciono le donne, soprattutto le ragazze come te. Tu hai mai avuto un rapporto con una donna?
– Veramente no. Solo con la mia amica Isa; ogni tanto la aiuto a venire.
– E come fai? Dai, parla liberamente, siamo tra noi due.
– Beh, se è eccitata le stimolo il clito, capisce? Glielo accarezzo ed a volte glielo lecco, ma si tratta di un gioco tra amiche, anche ad Isa piacciono gli uomini.
– E faresti lo stesso per me?
– Se me lo chiede, beh, si, mi piacerebbe.
La signora Marta stava seduta di fronte. Allargò le ginocchia e le disse:
– Fammelo provare, cara. Vuoi?
E my si inginocchiò sul tappeto davanti a lei e lei si tolse le mutandine. Poi la fece sollevare e le alzò la maglietta. Cominciò a succhiarle i piccoli seni mentre con le dita la massaggiava tra le cosce, infilando la mano nei suoi pantaloncini.
– Toglili , cara – le disse – Voglio toccare la tua fichetta di ragazza mentre tu tocchi la mia.
Marta era bravissima a masturbare la fica, sapeva dove e come toccarla per darle sensazioni e farla eccitare. La pressò sulle spalle per farla inginocchiare di nuovo ed aprì le cosce spingendola dolcemente . Emy ebbe il desiderio di farglielo e cominciò a passarle la lingua tra le labbra della fica, poi sul clito mettendole dentro due dita incrociate e facendole girare col polso. Marta sospirava di piacere e le diceva: “Ancora, ancora, più forte..” Allora Emy la forzò con tre dita e faceva ruotare il polso mentre continuava a succhiarle e mordicchiarle il clito, finche non la sentì venire bagnandole la mano.
– Tu, adesso- le disse lei – mettiti al mio posto, voglio fartelo io.
Emy stava con le cosce divaricate e vedeva lei che si ungeva la mano. Poi cominciò a penetrarla con un dito, poi due, e via via che la fica si allentava, spinse dentro anche il terso dito.
– Ne vuoi di più? – le chiese
– E’ bello, continua ancora, di più – e Marta prima glielo fece con quattro dita spinte fino al dorso della mano. Poi cominciò a forzare finchè Emy non sentì la sua fica dilatarsi di molto e la mano di Marta tutta dentro. Marta teneva la mano raccolta ma la spingeva continuamente, la rigirava, forzava sulle pareti della vagina. Arrivò fino al polso, lo superò ed Emy stava impazzendo di piacere quanfo lei cominciò a chiavarla con la mano nella fica. Emy ebbe un orgasmo fortissimo ma Marta continuò finchè non la sentì rilassata.; allora la baciò in bocca e le disse:
– Non lo avevi mai provato, vero? Ma solo una donna può fartelo così, una donna che lo ha sperimentato lei stesse.
– E’ un sogno, Marta. Mi fai morire così.
– Chiedimelo, quando lo vuoi ancora.
Quando tornò nel suo appartamentino, Emy si accorse che aveva delle banconote nei pantaloncini; ero tre da 50 euro e glieli aveva messi Marta.
– Isa, quella donna mi stava facendo morire di piacere con suo gioco di mano. Una sensazione bellissima, come prendere nella fica un cazzo grande come quello di un cavallo.
– Hai detto che vuole conoscermi? Emy, voglio provare.
– Glielo dico, certo. Poi ti avviso quando lei è disponibile, ma credo sempre di sera, perché di giorno ci sono quelli che assistono il marito. Sarai felice di fartelo fare. Ah, sai una cosa? E’ lei la proprietaria del palazzo, il fratello che mi ha assunta è solo il suo amministratore. Beh, veramente, deve aspettare che muoia suo marito per avere tutto. Con Mario come sei messa?
– Non lo vedo da dieci giorni, forse sta finendo fra me e lui.
Emy fece un cenno a Marta che stava passando davanti alla guardiola.
– Oggi pomeriggio viene la mia amica. Aspetto di vedere andar via l’infermiere di tuo marito e la mando da te.
– Che grande amica che sei, Emy. Le hai spiegato…..
– Si, lo vuole fare.
(continua)



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Bello, aspetto il seguito