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Eva – Capitolo 7 – La cena

By 9 Aprile 2012Dicembre 16th, 2019No Comments

Non sapendo se Cristy fosse capace a cucinare, e non avendo alcuna voglia di farlo io, scelsi per cena un servizio di catering, al quale ordinai alcuni pasti freddi. Poi chiamai la mia nuova schiavetta per uscire con lei a fare le spese necessarie per darle un look in tono con la serata.
Ci recammo nel primo pomeriggio in un sexy-shop specializzato in abbigliamento fetish, dove mi sembrò una bambina in un negozio di bambole, intenta a toccare quasi ogni capo, e non sapendo ovviamente cosa scegliere. Alla fine fui io a decidere cosa prendere per lei, e solo sulle scarpe dibattemmo un po’, dato che avevo scelto un paio di decolté con diciassette centimetri di tacco d’acciaio.
“Eva io non ho mai messo dei tacchi così alti !” provò a obbiettare dopo averle viste.
“Vorrà dire che a casa farai le prove.” le risposi sorridendo “Poi stai tranquilla che non dovrai camminarci troppo, ma ricordati se cadi sarai duramente punita.”
Tornammo a casa dove, dopo aver indossato le scarpe nuove, mi aiutò a preparare la sala da pranzo, poi ci sedemmo sul divano a chiacchierare sino alle sette e mezzo, quando le dissi d’andarsi a cambiare.
Questa volta fui io ad aiutare lei col trucco, che le feci abbastanza marcato, ed a indossare gli abiti presi, rimanendo colpita da quanto fosse sexy, sprigionando voglia di sesso da ogni poro della pelle.
Andai quindi a mettermi un vestito da sera, scegliendone uno viola molto sobrio, anche se dotato di vertiginosi spacchi, calzando infine un paio di sandali all’ultima moda.
Non feci quasi in tempo a tornare in sala che squillò il citofono, come sempre Angelica era in perfetto orario, aprii il portone e dissi a Cristy d’attendere la mia ospite alla porta.
Come Angelica la vide rimase di sasso, nel suo harness, in pratica un body composto da alcune strisce di pelle che lasciavano scoperto gran parte del corpo compreso il seno ed il sedere, velato appena da un grembiulino di pizzo, e con una crestina in testa, Cristy era la più desiderabile delle cameriere.
“Wow che schianto !” esclamò battendole le mani “Eva sapevo che avevi buon gusto, ma questa troietta &egrave irresistibile.”
Il sentirsi umiliare così platealmente da una perfetta sconosciuta, non infastidì Cristy, che anzi si girò su se stessa per mostrarsi in tutta la sua oscena bellezza.
‘Su smetti di fare la puttana e va in cucina.’ ordinai a Cristy con tono deciso ‘Quando ti chiamo ci porterai gli aperitivi e poi la cena.’
Mal fingendo d’essere arrabbiata, la nuova schiava sculettò in cucina, mentre Angelica ed io ci sedevamo a tavola, per decidere come continuare la serata.
‘Eva ma dove l’hai trovata una così ?’ mi chiese Angelica non appena fummo sole ‘E’ a dir poco perfetta, gran figa e sicuramente gran maiala ! Scommetto che le hai già sfondato il culo con qualche cazzone gigantesco.’
‘Se &egrave per quello, l’ho proprio sverginata.’ le risposi sorridendo ‘Però senza farle male, a quello ci penserai tu dopo cena.’
‘Vorrà dire che mi allenerò per quando mi porterai Tara, a proposito a quando l’incontro ?’
‘Presto, voglio che prima cresca in lei l’eccitazione ai massimi livelli, così dopo obbedirà a tutti i nostri ordini senza fiatare. Ora che ne dici di prendere l’aperitivo.’
Angelica annuì, così chiamai Cristy che portò un vassoio con due fluite di Bellini, rimanendo poi in piedi ferma come una statua di sale.
‘Cosa ci fai lì in piedi davanti a noi.’ la redarguì con asprezza ‘Non lo sai che al nostro cospetto puoi solo stare in ginocchio ad aspettare qualche ordine da eseguire?’
‘Mi perdoni mia signora.’ mi rispose inginocchiandosi all’istante.
‘Vedo che la schiavetta ha molto da imparare.’ disse Angelica con una punta d’ironia ‘Vorrà dire che la dovremo addestrare per bene, perch&egrave così com’&egrave, non &egrave presentabile !’
‘Hai ragione mia cara, ma che ci vuoi fare, sono giovani e volonterose ma prive di qualsiasi esperienza.’ le feci eco strizzandole un occhio ‘Ora torna in cucina e porta l’antipasto, sempre che tu ci riesca senza fare danni.’
Cristy scattò in piedi per andare in cucina, e tornare subito dopo col vassoio delle ostriche, che provò a servirci con le apposite pinze.
‘Sei proprio un disastro completo !’ le disse Angelica guardandola un po’ schifata ‘Dai usa le mani altrimenti facciamo notte.’
Cristy fece come le aveva detto la mia amica per poi servire me, che non potei esimermi dal punirla, anche se in modo blando.
‘Poiché sei un’incapace, resterai piegata in avanti con le mani sulle caviglie, sino a quando non avremmo finito.’
La schiavetta obbedì, mettendo così in mostra il suo fondoschiena proprio in mezzo a noi due.
‘Però ha proprio un bel culo, per me se entrava al Dietrich si sarebbe scatenata una rissa per aprirglielo.’ mi confidò Angelica a bassa voce.
‘In effetti sembra fatto apposta per esser riempito.’ le risposi ‘magari un giorno la metteremo a fianco di Tara per vedere quale delle due ha il culo migliore.’
‘Questo mi piace di più, sarà che in quello della troia c’&egrave entrato ormai di tutto….’ continuò a dire la mia ospite ‘Ma guarda ! Solo a sentir parlare del suo culo questa puttanella s’&egrave già bagnata !’
‘Ma sei proprio una pessima osservatrice !’ la rimproverai ridacchiando ‘Questa ha un lago in mezzo alle cosce sin da quando sei entrata ! Sarà che non vede l’ora di esser usata per il nostro piacere, e di prenderlo dietro come merita una puttana del suo stampo.’
La cena continuò con Cristy che era rimproverata per ogni suo piccolo sbaglio, con frasi ingiuriose nei suoi confronti sempre più spinte e volgari, accompagnate da punizioni sempre più crudeli.
Il suo sedere fu punto dagli stecchini degli spiedi di pesce fritti, e fu costretta a servire il carpaccio di pesce spada col manico di una paletta nella passera.
Non appena ebbe finito di servirci la mousse di cioccolato, le ordinai di accucciarsi sotto il tavolo per leccarci le mutandine, cosa che fece appoggiando le mani sulle nostre gambe, in modo che fossimo sicure che non si masturbasse.
Da vere sadiche mangiammo il dolce con molta calma, lasciando che Cristy finisse prima di bagnarci i perizomi, già bagnati dopo averla umiliata in continuazione, in modo da sentire poi ancor meglio la sua lingua passare sulle nostre intimità.
Dopo l’ennesimo brindisi, Angelica ed io ci alzammo per accomodarci subito dopo sul divano, ordinando al contempo a Cristy di prendere il sacchetto che la mia amata aveva portato con sé.
‘Toglici le scarpe che abbiamo e mettici quelle nuove, poi leccale insieme ai piedini, e mi raccomando voglio vedere la lingua sulle suole.’ le ordinai dopo aver baciato a lungo Angelica.
Cristy ci cambiò le calzature facendoci indossare i sandali nuovi fiammanti, massaggiandoci al contempo i piedini accaldati. Come le avevo imposto leccò sia i sandali sia i piedi di Angelica, facendo passare la lingua anche fra la pianta delle estremità e il plantare delle calzature.
La miliardaria la guardava divertita quando non ci baciavamo con il solito trasporto, sino a quando non chiamai a me la schiavetta, ordinando di prendersi cura di me.
Non appena Cristy si spostò quel tanto che bastava per arrivare ai miei piedi, ebbi il desiderio di un’ulteriore umiliazione nei suoi riguardi.
‘Mostrami come fai un pompino zoccoletta ! Succhiami il tacco come se fosse il cazzo del tue ex ragazzo, se non sbaglio lui amava i tuoi giochi di bocca.’
Cristy aprì la bocca per farmi vedere come passava la lingua intorno al tacco, prima di coprirlo col suo rossetto simulando perfettamente un rapporto orale.
‘Guarda com’&egrave brava la puttana !’ esclamò Angelica ‘Quasi quasi la potremmo portare al Dietrich e farla battere con qualche tardona in cerca di carne fresca, a questa non farebbe schifo neanche leccarla a una di ottant’anni !’
‘Sai che non &egrave neanche una brutta idea.’ le risposi ridendo ‘Però adesso godiamocela noi, tu schiava, schiena a terra, culo contro il divano e gambe ben aperte il alto.’
La troietta si sedette per terra a cosce aperte, offrendoci così la visione della sua fica pregna d’umori e pronta a ricevere qualsiasi cosa ci passasse per la testa.
‘Spalanca bene quella fogna di fica che hai.’ le ordinai mettendole un piede in bocca dopo essermi tolta i sandali.
Non appena lei si aprì la micia con le mani, io ci poggiai con forza l’altro piede, cercando di scoparla con la mia estremità, mentre Angelica con i suoi le schiacciava i seni, puntando i tacchi contro i capezzoli.
Cristy si muoveva sconnessamente in preda ad un perfetto cocktail di dolore e piacere, cercando di spalancare il più possibile la passera per farsi penetrare ancor di più, mentre Angelica si faceva succhiare un tacco.
‘Sei proprio una puttana senza alcuna dignità !’ le dissi sprezzante ‘Dai mettiti a pecora che &egrave l’unica posizione in cui deve stare una troia come te.’
Non appena lei si girò, mi andai a sedere sulla sua schiena per aprirle le chiappe, e Angelica la sodomizzò con un tacco. Lei cominciò a gemere sempre più forte, soprattutto dopo che iniziai a batterle le chiappe dandole sonori ceffoni.
‘Dici che &egrave ora di metterle qualche cazzo di gomma nel culo ?’ mi chiese Angelica sfiorandosi le labbra con un dito.
‘Dopo, adesso facciamo qualcosa di più divertente.’ le risposi alzandomi per andare a prendere il vassoio della frutta.
Scelsi quindi le ciliegie più grosse e dure e, dopo averle divise con la mia amica, iniziammo a infilarle una dopo l’altra nell’ano di Cristy.
‘Dai troia, cagale fuori, non vorrai lasciare dentro il culo la tua cena.’ dissi ridendo alla schiavetta.
Cristy si sforzò sino a quando tutte le ciliege che le avevamo infilato dentro non uscirono, per sua fortuna pulite, visto che le mangiò una dopo l’altra.
A quel punto Angelica la sodomizzò con una piccola banana senza averla sbucciata, per poi lasciar spazio a me che ne avevo preso una ben più grossa. Cristy godeva ormai senza ritegno, pregandoci di scoparle la fica, dalla quale fuoruscivano copiosi i suoi umori.
‘Angelica andiamo in camera mia, e tu sguattera seguimi a quattro zampe.’ dissi non resistendo più alla voglia di possedere la giovane sottomessa.
Appena fummo nella mia camera, Angelica ed io ci denudammo per indossare in tutta fretta due grossi strap-on, poi ci mettemmo ai fianchi di Cristy, che prese a leccarci i falli di gran carriera.
‘No no così non va. Devi farmi un pompino come Dio comanda.’
Non finii di parlare che presi la testa di Cristy per spingerle dentro tutto il fallo, per poi scoparla in bocca mentre Angelica mi baciava con passione. Non appena liberai la testa della ragazza, questa fu agguantata dalle mani di Angelica, che le riservò lo stesso trattamento.
Quando i due falli furono ben ricoperti dalla sua saliva, mi sdraiai sul letto, ordinando a Cristy di salirmi sopra, e lei mi saltò addosso come a liberarsi di un peso ormai insostenibile. Non appena finì d’impalarsi, raggiungendo quasi l’orgasmo, la bloccai stringendola a me, proprio mentre Angelica si avvicinava minacciosa a lei.
‘Vediamo un po’.’ disse la mia compagna ‘La fica &egrave già piena, quindi non mi rimane che mettertelo nel culo.’
‘Allora fallo.’ le rispose Cristy, con un tono che era fin troppo di sfida.
Angelica, visibilmente irritata, puntò la punta dello strap-on sul suo buchetto ben dilatato, poi spinse con tutta la rabbia che aveva in corpo, sodomizzandola quasi completamente.
L’urlo di dolore della ragazza riecheggiò per tutta la stanza, ma ciò non bastò a fermarci, anzi continuammo a torturarla con ancora più impeto. Angelica la stava letteralmente sfondando il culo, con affondi violenti sempre più frequenti, mentre io più che cercare di sbatterla dal basso, le torcevo i capezzoli, tirandole in basso le tette.
‘E’ questo che cercavi ?’ le chiesi urlando più di lei ‘Essere la bambola di carne di due donne ?’
‘Sii ! Non ho mai goduto tanto quanto adesso !’ mi rispose nonostante il dolore che stava provando.
Iniziammo a scambiarci le posizioni, in un vortice di sadica lussuria senza fine, e quando mi trovai davanti al suo buchetto, la penetrai con tutta la forza che mi era rimasta, sculacciandola violentemente allo stesso tempo.
Cristy ormai non parlava più, o meglio fra un gemito e l’altro diceva frasi sconnesse e senza alcun senso, sino a quando l’orgasmo non la sconquassò per un tempo indefinibile, lasciandola come uno straccio fra i nostri corpi.
Nonostante fosse ben chiaro che era senza forze, sia Angelica sia io non volemmo lasciarla riposare che uno scarso minuto, poi ci togliemmo gli strap-on, facendone indossare uno a lei, insieme con un altro che le mettemmo sula bocca, per sdraiarla infine sul letto.
M’impalai sul fallo che aveva in bocca, seguita a ruota dalla mia amante che cavalcò quello libero, cercando subito le sue labbra e il suo corpo. Nessuna delle due aveva la minima intenzione di affrettare i tempi, così usammo Cristy come semplice base per il nostro piacere, masturbandoci a vicenda, mentre salivamo e scendevamo sui quei bei pezzi di gomma.
‘Pensi che la troietta qui sotto si sia ripresa ?’ mi chiese all’improvviso Angelica.
‘Direi di sì, perch&egrave ?
‘Perch&egrave vorrei che mi chiavasse, sai per vedere come si comporta.’
Pur trovando alquanto bizzarra la richiesta di Angelica, non potei che farmi da parte e lasciare che Cristy la scopasse usando lo strap-on che aveva in bocca.
Il vedere godere Angelica mi mise addosso un’inarrestabile voglia di piacere, così presi un dildo ed inizia a masturbarmi davanti a loro. Per mia fortuna la riccona era ormai prossima all’orgasmo, e infatti venne stringendo a se la testa di Cristy, spruzzandole in faccia tutto il suo piacere.
Non riuscendo più a resistere alla voglia di piacere, afferrai Cristy e le tolsi lo strap-on dalla faccia.
‘Ora scopami e fammi godere.’ le ordinai aprendo le gambe davanti a lei.
La ragazza mi salì sopra, ma poi si dimostrò troppo timida, muovendosi con un rispetto inopportuno in quella situazione. Angelica non mi diede però tempo di protestare, che si sedette dietro di lei, per darle alcuni sono schiaffoni sul sedere.
‘Se una donna ti dice di fotterla scopala come si deve, e non farmi vedere questa pantomima da museo degli orrori.’ le disse sgridandola per il suo insufficiente impegno ‘E tu Eva &egrave meglio che ti giri, già questa &egrave imbranata di suo, quindi dalle una mano altrimenti facciamo notte.’ concluse rivolgendosi a me.
Mi misi carponi e Cristy s’inginocchiò dietro di me per infilarmi quel cilindro di gomma dentro la passera, dimostrando questa volta più sicurezza in se stessa. Angelica non fece altro che incitarla a gran voce, ma anche dandole piccoli schiaffetti sulle chiappe e sul seno.
‘Dai Cristy scopati questa gran troia ! Voglio sentire lo sbattere del suo culo sulla tua pancia !’ le diceva in continuazione Angelica.
‘Sii fottimi voglio goderee ! ! !’
Ebbi alla fine un orgasmo a dir poco impetuoso, sommersa dal piacere di esser scopata da una ragazzina che avevo maltrattato sino a cinque minuti prima. Crollai sul letto esausta, seguita da Angelica che disse a Cristy di spogliarsi prima di mettersi in mezzo a noi.
‘Allora ragazzina, Eva mi ha detto che hai un lavoro di merda.’ le domandò non appena ci ritrovammo tutte e tre supine sul letto.
‘Si faccio la cassiera part-time in un supermarket, e vivo solo perch&egrave abito sopra i miei.’
‘Che ne diresti di fare la commessa in un negozio di lingerie ?’
‘Che sarebbe semplicemente splendido.’ le rispose Cristy sognante.
‘Bene, alla fine del mese aprirò un nuovo negozio in centro e tu lavorerai li. Ti fornirò le divise e tutto il resto, sai le mie commesse devono non solo esser sempre perfette, ma ispirare alle clienti la voglia d’indossare ciò che vendono.’
‘Dici sul serio ?’
‘Certamente perch&egrave ?’
Cristy le saltò addosso abbracciandola con tanta forza che le fece quasi male, ricoprendole il viso di baci.
‘Vuoi che faccia qualcosa per te, intendo adesso.’ domandò alla fine la ragazza.
‘Sì un bel caff&egrave, e che sia anche forte e senza zucchero.’ rispose Angelica ‘Per Eva con due zollette e di te non conosco i gusti.’
La sua nuova dipendente preparò il caff&egrave che poi ci portò a letto, dove rimanemmo a parlare per un’oretta, prima che le due donne si rivestirono per tornare a casa loro.
‘La prossima volta ti voglio da sola.’ mi disse Angelica prima di lasciarmi ‘Ho tante idee da realizzare.’
‘Quando vuoi, sai dove abito e i miei orari. Adesso però toglietevi dai piedi, io domani dovrò lavorare anche per te.’
Mi ributtai sul letto dove però non riuscii a prender sonno, se non dopo aver pensato a quanto accaduto quella sera. Angelica si era dimostrata una perfetta padrona se pur in giochi molto soft, mentre Cristy era davvero un pianeta che voleva solo esser esplorato, ben sapendo che non avrebbe deluso nessuna aspettativa.

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