i racconti di Milu
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Indice
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Passai le vacanze con i miei zii. Loro vivevano in campagna in una grande casa con annesse stalle e depositi per i raccolti, il fieno, ecc. Si trattava solo di qualche settimana ma lì non avevo niente da fare. Mio zio dirigeva i lavoranti e mia zia si occupava della casa. Il paese era distante qualche kilometro ed anche lì non c’era niente per un giovane.
Un pomeriggio afoso. Dopo pranzo me ne andai a dormire sul fienile, al fresco da dove si saliva mediante una scala a pioli. Sentii delle voce sussurrate, in basso, mi affacciai e li vidi. Era uno dei lavoranti, un omaccione, con un ragazzo più giovane. L’uomo aveva preso la mano del ragazzo e gliela tirava verso la patta dei suoi pantaloni.
“No – diceva il ragazzo – non voglio. .”
“Toccalo soltanto – diceva l’uomo – vedrai che ti piacerà.”
Il ragazzo si arrese e lui si aprì la patta e tirò fuori il suo grosso cazzo; il ragazzo lo prese in mano timidamente, con la punta delle dita.
"Stringilo nella mano, senti com'è bello" - disse l'uomo.
Il ragazzo lo strinse e lui gli mise una mano nei pantaloni, dietro.
"Che mi fai?" - disse il ragazzo - "MI fai male col dito".
“Avanti – disse lui – abbassati i pantaloni. Ci vuole un minuto e vedrai che piacerà anche a te.”
"No, no - disse il ragazzo - nel culo no. Non voglio."
Gli prese i pantaloni per i fianchi e glieli abbassò. Poi lo spinse su una balla di fieno. Teneva il cazzo il mano tentando di metterlo tra le natiche del ragazzo. Poi gli mise una mano dietro la testa e lo fece piegare.
“Ahia, ahhhh, mi fa male. Dietro no, nel culo no."”
“Zitto – disse l’uomo – stringi i denti.” mentre spingeva con forza il bacino.
“No, no –diceva il ragazzo – mi fa male, brucia. Ah, aiaaaaa, mi fa male.Ahiaaaaaaaaa.”
Ma l’uomo non si fermò. Diede alcuni colpi coi reni facendo urlare il ragazzo.
"Ahaaaaaaaaa, fa maleeeeeee."
"Zitto - disse - Hai il culetto vergine, devo rompertelo."
Dava colpi brutali ed il ragazzo si lamentava:
"Ahiaaaa, basta, basta, mi fa maleee"
"Solo un altro pò - disse lui - Si sta allargando."
Dava colpi violenti sbattendo contro le natiche del ragazzo. Poi diede ancora altri colpi molto forti facendolo sobbalzare sulla balla fieno,
Il ragazzo si lamenteva ad ogni colpo, ma lui proseguiva con accanimento a spingere. Il ragazzo tentò di sfuggire la lui lo teneva forte per i fianchi.
"Sta fermo - gli diceva - ci vuole un minuto, sta entrando, te lo sto rompendo, te lo sto allargando. Fermo e fattelo fare, vedrai com'è bello."
Poi in ragazzo gridò,
"Ahaaaaaaaa! Mi bruciaaaaa, mi fa male, è troppo grosso per entrare. No,nooo. Non voglio che me lo rompi."
“Fermo, è entrato, è’ fatta. Ti ho sverginato il culetto a sangue. Stai fermo adesso, ci metto un minuto a venirti nel culetto."
Diede ancora dei colpi di reni molto forti, poi si fermò mentre spingeva dentro facendo oscillare la balla di fieno.
"Sta uscendo, te lo faccio sentire caldo caldo nel culo . Così, così, eccolo, tutto nel culo."
Il ragazzo mugolava di dolore ma lui continuò forte ancora con altri colpi rabbiosi.
Poi tirò fuori il suo cazzo bagnato e macchiato di sangue. Si asciugò col fazzoletto. Prese il ragazzo per il viso con una delle sue grosse mani e disse.
"Ti sei messo a piangere? ma io ti ho sverginato e tu te lo sei fatto fare. E ti sono venuto nel culo come se tu fossi una donna. Oramai l'hai fatto, non puoi tornare indietro, l'hai preso; hai il culo rotto e dovrai farlo ogni volta che voglio.” Gli asciugò l'ano col fazzoletto e glielo lasciò tra le natiche.
"Non voglio fare il ricchione - piangeva il ragazzo - Me lo hai fatto per forza. Non te lo faccio fare più."
"Si, invece. Non lo saprà nessuno. Ma tu devi fartelo fare quando te lo dico. Lo faremo ancora domani."

Il giorno dopo andai di nuovo sul fienile. Vennero di nuovo.
“Avanti – disse l’uomo – abbassati i pantaloni. Stavolta lo facciamo meglio.”
Il ragazzo si abbassò timidamete i pantaloni.Lui lo spinse sul collo e lo fece piegare. Poi gli accarezzò il culo e gli diede qualche schiaffetto sulle natiche.
"Bello.Hai un bel culetto, stretto. Sembra il culo di una ragazza. Adesso te lo faccio di nuovo, così ti abituo a fartelo fare.E stavolta rimani fermo, cerca di resistere. Ci vuole un attimo.Mettiti bene, apriti le natiche."
Il ragazzo si teneva le natiche aperte ,a tentava di guardare indietro.
“Però non farmi male, fai piano. Ieri mi hai fatto male, mi bruciava anche stanotte.Se non mi fai male te lo faccio mettere tutto dentro ma non spignere, mi brucia.”
Vidi il cazzo dell’uomo; grosso, nerboruto, duro. Poi vidi come lo portava con la mano tra le natiche del ragazzo. Cercò l'ano con un dito e poi spinse leggermente.
“Ahaaaaai, ahiiii, mi fai maleee. Fai pianooo. Fai pianoooo. Brucia. Se vuoi farmelo entrare devi fare piano. E' troppo grossooo. "
Ma l''uomo lo chiavò brutalmente, con forza, come se volesse convincerlo col dolore che oramai era destinato al cazzo. Ci volle un po’ di tempo per farlo entrare e il ragazzo si lamentava ad ogni colpo.
"Mi brucia, ahia - disse - ahi, fai piano. Ah, ahia, mi fai maleeee.E' troppo grosso."
Lui tolse il cazzo, ci sputò sopra, poi aprì le natiche del ragazzo con le due mani e glielo spinse dentro.
"Lo devi prendere tutto. Non stringerti sennò ti fa più male. E' solo un pò di dolore."
"Mi farai diventare ricchione" si lamentava il ragazzo piangendo.
"Ma ti piace - disse l'uomo - Ti sta piacendo, hai visto? Poi sarai tu a cercarmi per farti inculare ancora. Ti piace prenderlo, vero?Dillo."
Ciò che mi sorprese fu il fatto che, ad un certo punto era anche il ragazzo a muoversi, a spingersi contro il cazzo.
Si lamentava mentre si spingeva sul cazzo , ma si spingeva sempre più forte.
"Spingi anche tu - gli disse timidamente-....più forte..."

" Avanti,- disse ,l'uomo - l'hai accettato. Ti piace, vero? Ora masturbati, vieni pure tu così godi e ti piacerà di più. Forza, devi di venire col cazzo duro dentro.Voglio sentire il tuo culo che si stringe mentre vieni."
Il ragazzo si stava masturbando. Lui gli tirava i capezzoli ed ogni tanto gli dava dei colpi. Aspettò che venisse tenendogli il cazzo duro dentro e strizzandogli i capezzoli e dando ogni tanto qualche colpo forte, mentre il ragazzo si masturbava veloce emettemdo sopiri di dolore e di libidine..e spingendosi ancora sul cazzo dell'uomo.
"Spingimelo tutto dentro - chiedeva mentre aveva le prime contrazioni dell'orgasmo -tutto tutto, fai forte. ..."
"E' bello così, vero? - disse l'uomo - Anche alle donne piace venire col cazzo dentro.Stringi il culo, tienilo streto mentre vieni."
Poi, mentre il ragazzo veniva, diede ancora colpi forti e si accasciò sul ragazzo.
"Te l'ho messo tutto dentro, ti è arrivato fino nella pancia. Ti è piaciuto, vero? Ti piace stringerlo nel culo mente vien? Avanti, di di si."
Il ragazzo assentì con la testa.
"Ma fa male" - disse.
"Solo al principio. Poi il tuo culetto si arrende e lo vuole tutto. Se ti è piaciuto, allora sei ricchione e dovrai farti chiavare quando voglio io o lo dirò in giro.Dovrai farlo anche con un mio amico. Ti piacerà, vedrai."
"Ma io non voglio col tuo amico"
"Solo per una volta, gli farai provare il tuo culetto quasi vergine. Una volta sola, ci sarò anch'io, non ti preoccupare. E poi te lo metterò anche in bocca, è una cosa nuova per te, vedrai com'è bello."
"No, solo tu" - disse il ragazzo,
"Ti piacerà da morire. Stasera. Pensaci, vedrai che ti verrà voglia di farlo con tutti e due."

Vedere quelle scene mi aveva sconvolto ed eccitato. Ci pensai più volte, rivedevo l'espressione del ragazzo mentre l'uomo lo rompeva, lo penetrava con brutalità; e poi rivedevo il cazzo grosso e ruvido dell'uomo, duro e dritto, come uno spietato strumento per penetrare nella carne, per romperla, allargarla. Chissà quali sensazioni aveva provato il ragazzo oltre al dolore di farsi rompere il culo dall' uomo: alla fine era lui stesso che si spingeva contro il cazzo, si era masturbato tenendolo dentro, era venuto godendo di tenerlo e di stringerlo nel culo. E poi ci aveva goduto di più? L'uomo che aveva usato il ragazzo o il ragazzo che aveva usato l'uomo per farsi sverginare? perchè il ragazzo era tornato con l'uomo nel fienile, pur sapendo di doverlo prendere di nuovo e magari pur provando ancora dolore per lo stupro del giorno prima. Capivo che in fondo era l'uomo che era stato usato e che il ragazzo sapeva in anticipo cosa l'uomo gli avrebbe fatto, e lo voleva. Forse doveva essere bello farsi inculare, forse dava piacere, un piacere trasgressivo, ma che portava fino all'orgasmo. E nella mia mente cominciò ad insinuarsi l'idea di provare.

Il giorno dopo vidi il ragazzo. Stava lavorando a dar da mangiare alle vacche, nella stalla. Gli sorrisi e lui mi rispose.
- Come ti chiami? - gli chiesi
- Ciro.
- Più tardi ti aspetto nel fienile, vuoi venirci?
Lui capì e divenne rosso. Poi assentì.
Dopo pranzo andai nel fienile, lui era già lì.
- Volevo chiederti una cosa, Ciro. Ma tu non spaventarti, non lo dirò a nessuno. Com'era?
- Cosa?
- Farsi inculare.
- Ci hai visti? Ah, ti prego, non dirlo.
- No, non lo dirò, ma tu rispondimi.
- Fa male, ma è bellissimo. Io credevo che tu mi avevi chiamato per.....
- Vuoi farlo? con me?
- SI. Te lo faccio fare se vuoi. Ma tu non dirlo a nessuno. Però fammelo prima toccare un pò, così mi viene più voglia.

Si mise sulla balla di fieno, si era abbassato i pantaloni.
- Dai, fammelo, ti aspetto.
Aveva il culetto stretto, dovetti spingere e lui ebbe qualche dolore. Era davvero bello incularlo e mi ci vole poco per venirgli nel culo. Lui mi veniva incontro, spingeva il culo contro il mio cazzo:
- Sbattimi forte - diceva - fallo entrare tutto.
Quando venni lui sembrava felice. Aveva il cazzo duro, non era venuto ma sembrava felice.
- Ti è piaciuto, vero? Me l'ha detto lui, ho il culo di una ragazza. Lui è fuori. Stasera ti aspetto qui, te lo faccio fare ancora.
- Che piacere ti dà?
- Ah, sapessi. Dopo mi sento contento di averlo fatto venire ma è bello sentirlo dentro che entra ed esce. Ci vieni stasera? Ti faccio provare un'altra cosa, me l'ha insegnata lui.

Quella sera andai nel fienile, lui era lì. Appena entrai mi abbracciò e mi baciò sul collo.
- Aspetta, prima voglio farti una cosa, tiratelo fuori.
Lo prese in bocca e lo succhiò forte e poi mosse un pò la testa.
- No, non venire così, voglio che mi inculi di nuovo.
Si mise sul fieno con i pantaloni abbassati e di teneva le natiche aperte.
- Mettimelo, dai, mettimelo dentro.
Lo inculai, dovetti ancora spingere forte ma lui lo accettava. Mi piaceva troppo il suo culetto stretto, quasi ancora vergine.
- Aspetta - disse lui - se mi inculi in piedi vengo pure io.
Ci alzammo, lui si piegò per farsi penetrare e cominciò a masturbarsi.
- Non chiavarmi ancora, fammi prima venire, dopo puoi farmi quello che vuoi.
Gli tenevo il cazzo nel culo per metà, lui stava dritto e si masturbava con foga
, e via via che si avvicinava il so orgasmo sentivo il suo culo stringersi ed allargarsi, mi ecccitava da morire e così ripresi a chiavarlo mentre lui veniva e stringeva il mio cazzo nel suo culo forte. Ma dovette aspettare che io finissi e che gli venissi nel culo.

- Vuoi provarlo pure tu? E' bellissimo, ti piacerebbe da morire. Magari glielo dico e te lo faccio fare, che ne dici? Domani sera. Io e lui ci vediamo qui. Se vieni allora te lo faccio fare anche a te come lo ha fatto a me. E' bello, fattelo fare.

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