i racconti di Milu
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Ero ubriaco ad una festa quando confessai di fronte a tutti di essere vergine, non ricordo di preciso come succedette, ma presto chiunque nella mia città venne a saperlo e dal li in poi la gente iniziò a prendermi in giro ovunque mi vedesse, in fondo avevano degli ottimi motivi per farlo, io studente universitario 26enne, fuoricorso di 6 anni, non avevo mai avuto ne un lavoro ne una ragazza e tiravo avanti a campare insieme a mia madre vivendo coi soldi che ottenne dal divorzio con mio padre.
Chiunque ci vedesse insieme aveva lo stesso commento da fare:
-Devi aver preso tutto da tuo padre.
In effetti avevano ragione, io, Marco e mia madre, Karolina non saremmo potuti essere più diversi, io basso sul metro e sessanta, lei altissima e slanciata raggiungendo quasi il metro e ottanta, io magrissimo, tendente al rachitismo, lei invece con un sodissimo culo, un seno enorme e tutte le curve al posto giusto, l'unica cosa che avevamo in comune erano il colore dei capelli, totalmente neri e gli occhi verdi, lei molto più chiara di pelle, mentre io ero scuretto, a causa delle origini meridionali di mio padre.
La mia vita continuava come al solito, avevo il mio circolo di amici che sapevano già della mia verginità e quindi con loro i rapporti non cambiarono dalla mia confessione sbronza, ma chiunque altro, soprattutto le altre ragazze mi ridevano evidentemente dietro e le più coraggiose mi umiliavano pubblicamente.
Tutto ciò sembrò dover finire quando ricevetti un messaggio da un numero sconosciuto, una persona mi disse che se avessi voluto perdere la mia verginità avrei dovuto incontrarlo quella sera alle 7 ad un bar vicino alla mia Università.
Esitai all'inizio, ma poi mi resi conto che ero il peggior fallito della città e che onestamente non avevo nulla da perdere così decisi di presentarmi.
Arrivai al bar e dopo aver atteso circa mezz'ora fui sorpreso di veder arrivare, con notevole ritardo Luca, uno dei ragazzi più popolari della scena universitaria locale, insieme alla sua bellissima ragazza, lei alta circa 1.55, magra, con capelli bionchi, occhi azzurri e lentiggini che le coprivano tutta la faccia, lui alto 1.90, palestrato con addosso una maglietta attillata che metteva in mostra il suo fisico forgiato da anni di allenamento, giravano inoltre voci sulle dimensioni disumane del suo cazzo, ma nessuno voleva dare retta alle dicerie, pensando che fossero esagerazioni messe in giro da lui stesso per accrescere la sua popolarità.
Si sedettero e Luca mi disse che è lui l'uomo del messaggio e che aveva una proposta da farmi.
-Vedi Marco, io sono fidanzato con questa bellissima ragazza qui al mio fianco, ma non riesco a nascondere che muoio dietro a tua madre, da quando la vedetti per la prima volta non riesco a togliermela di testa e sono così ossessionato da lei che persino la mia ragazza è disposta a darmi una mano a togliermi questa soddisfazione.
Io ero confuso, però potevo capirlo, mia madre era effettivamente una bellissima donna, però non mi aspettavo che una persona così popolare che avrebbe potuto avere qualsiasi ragazza avesse voluto avrebbe potuto avere così tanto interesse nei confronti di una donna che per quanto attraente aveva pur sempre 40 anni.
-Quindi? Se ti scopi mia madre cosa ne guadagno e cosa c'entra tutto questo con la mia verginità?
-Beh vedi Marcolino caro, la mia ragazza è disponibile a fare uno scambio, tu mi lasci fare un giro sulla tua cara mammina e io ti faccio sverginare da Lucia, facciamo una sorta di cosa a quattro, oppure possiamo dividerci, a seconda di come ti trovi più a tuo agio.
Non riuscivo a comprendere, perchè la sua ragazza avrebbe accettato le corna per ottenere in cambio una scopata col peggiore sfigato della città, così gli chiesi perchè Lucia fosse disposta a farlo.
-Vedo Marco, Luca è letteralmente ossessionato da tua madre, scommetto che però scopandosela una volta si toglierebbe la soddisfazione e tornerebbe a darmi qualche attenzione, visto che negli ultimi mesi non fa altro che pensare a lei, fino al punto di segarsi sulle sue foto invece che scopare con me.
Detto questo la situazione fu più chiara e per evitare di giocare a carte scoperte con mia madre decidemmo che avremmo cenato insieme, dicendole che Luca e Lucia erano miei amici e
che avevano invitato me e lei per mangiare fuori.
Tornai a casa a raccontai a mia madre dell'invito a cena e lei fu contenta di accettare, uno perchè si illuse che avessi degli amici e due perchè anche lei era a conoscenza delle voci sul cazzo enorme del mio "amico".
Ci preparammo per uscire, io mi vestì normalmente, con una maglietta e dei jeans, però mia madre decise di esagerare per l'occasione indossando un vestito nero, scollatissimo, talmente corto da coprire appena il culo, mettendo in risalto le sue gambe lunghissime e il suo seno prosperoso, aveva inoltre messo dei tacchi vertiginosi che la rendevano ancora più alta.
Dopo un breve viaggio in macchina arrivammo al ristorante dove ci eravamo dati appuntamento e avevamo cominciato a chiacchierare allegramente e bere un sacco di vino, quindi tra una bevuta e l'altra l'atmosfera si scaldava sempre di più, infatti, anche se io ero troppo timido per azzardarmi a parlare con la ragazza che tra qualche ora mi sarei scopato Luca non si faceva problemi a flirtare con mia madre, al quale si era seduto accanto. Era evidente che non aveva staccato lo sguardo di dosso dal suo seno per tutta la serata ed arrivò anche a complimentarsi apertamente con mia madre per la sua bellezza.
Karolina, ormai ubriaca si scioglieva alle parole del ragazzo che ebbe il coraggio di mettere una mano sotto al tavolo con cui iniziò a massaggiare l'interno coscia di mamma.
Lei finse di essere contrariata, ma nonostante le parole il suo sorriso non mentiva, le piaceva e Luca azzardò sempre di più fino a spostare il suo vestito e cominciò a giocare con le sue mutandine di pizzo, io era a disagio a causa di tutto ciò, ma resistevo sapendo che presto sarebbe giunto il mio momento con Lucia, che non mi degnava di uno sguardo, ma si mordeva le labbra a vedere mia madre godere mentre Luca la stava masturbando sotto la sua lingerie.
Mia madre tornò in se e disse:
-Luca, non posso, c'è mio figlio qua.
E lui sorrise e rispose:
-Guarda che è lui che ha organizzato tutto, sapevo che ultimamente ti sentivi sola e voleva aiutarti a distrarti un po'.
Mia madre mi guardò sorpresa e mi chiese se fosse vero al che, con un nodo in gola risposi:
-Certo mamma, lo sai che farei di tutto per te.
A questo punto di comune accordo decidemmo che potevamo oramai passare al prossimo step e quindi di andare all'appartamento di Luca.
Ovviamente a causa del vino io ero l'unico che poteva guidare, visto che non avevo bevuto nulla tutta la sera, così decidemmo di prendere la macchina della coppia e partimmo per il luogo dove avremmo passato la serata.
Luca, mamma e Lucia si sedettero sui sedili posteriori con il ragazzo al centro e le due donne ai suoi lati, mentre io da solo sul sedile posteriore avrei guidato seguendo le indicazioni del navigatore della macchina.
I tre limonavano appassionatamente finchè mia madre non disse:
-Dimmi Luca, le voci che circolano sono vere? Ho sentito ragazze parlare di te e delle tue doti.
Lui sorrise e disse:
-Cara mia Karolina, esiste solo una maniera per scoprirlo.
Detto ciò slaccio la cintura dei suoi jeans e mia madre fece il resto, tirando fuori il suo cazzo enorme, lo prese con entrambe le mani e nonostante ciò ne coprive appena la metà, senza dire nulla lei e Lucia si alternarono a succhiare il palo marmoreo di quell'uomo, facendolo godere come un matto.
Arrivammo finalmente di fronte a casa sua e parcheggiai nel vialetto. I tre scesero dalla macchina subito dopo di me, Luca non si preoccupò nemmeno di rimettersi i pantaloni, semplicemente se li sfilò e me li lanciò in mano.
-Portameli te che io qua ho le mani occupate.
Trovai le chiavi nella tasca e aprì la porta.
Quando entrammo Luca da bravo padrone di casa e ci fece sedere in salotto e ci chiese cosa volessimo bere, mia madre chiese se ci fosse altro vino e Lucia invece preferiva qualcosa di più forte così chiese di farsi fare un Sex on the Beach, io, ancora un po' scosso dal viaggio in macchina decisi per un bicchiere d'acqua, bisognare dire che il ragazzo non si era ancora rimesso i pantaloni, girava quindi per casa sventolando il suo cazzo gigantesco sfruttando ogni occasione per passare di fronte alla due donne mentre si preparava per servirci.
I tre si sedettero sul divano in salotto, Luca al centro, mia madre sul suo ginocchio e Lucia alla sua destra, i tre ridevano e scherzavano mentre io ero seduto sulla mia poltrona da solo a bere il mio bicchiere d'acqua.
Luca allora prese un telecomando, premette un tasto ed iniziò a sentirsi della musica rilassante, premette un altro tasto e accese le luci da atmosfera in salotto. Mia madre si sentì ispirata, si mise in piedi sul tavolino ed fece uno striptease per noi tutti, però non era difficile rendersi conto che la sua attenzione era rivolta al cazzo del padrone di casa, che guardava il balletto di mamma abbracciato a Lucia, che giocava lentamente col suo cazzo.
Mamma scese dal tavolino, ormai nuda con solo i suoi tacchi addosso e cominciò a succhiare il cazzo di luca seduto sul divano piegata a 90 gradi, mettendomi di proposito il suo culo perfetto di fronte alla faccia, al che Lucia si alzò, si mise accanto a me e sussurò nel mio orecchio.
-Hai visto che non sono solo voci, sembra che tua madre passerà proprio una bella serata.
Io le chiesi:
-Beh, noi due quando iniziamo.
-Porta pazienza Marco, aspettiamo di vedere come evolvono le cose, andiamo senza fretta.
Soddisfatto del pompino Luca girò mia madre e la fece sedere sul suo cazzo, lui seduto sempre sul divano e lei gli dava le spalle, impalata sul suo arnese a gambe spalancate.
Lucia si chinò di fronte a loro e si mise a leccare le palle dello stallone e il clitoride di Karolina.
Decisi di tirare finalmente fuori il mio pene e inziai a masturbarmi guardando la scena.
Il mio cazzo non era impressionante come quello di Luca, anzi era decisamente piccolino, forse sui 12 centimetri, ma il punto è che non riuscivo ad ottenere un erezione, Lucia vedendomi in difficoltà lasciò stare la coppia e provò ad aiutarmi con la sua mano, nonostante la dolcezza che ci metteva non riuscivamo a cavare un ragno dal buco.
Luca che oramai aveva girato mia madre a pecorina senza smettere di scoparla aveva iniziato a deridermi, richiamando la sua ragazza dicendole:
-Lascia stare il ragazzino, vedi che ha il clitoride in coma, vieni qua e aiutami con questa puledra.
Lucia mollò il mio cazzetto moscio e finalmente si spogliò, dopodichè si sdraiò a gambe aperte di fronte a mia madre che di istinto iniziò a leccarle la figa giovane e depilata, il tutto mentre veniva prepotentemente stantufata da l'unico uomo della casa.
Io non me la sentivo di fare nulla e stetti nudo sul divano a tentare di masturbarmi finchè Luca non decise che anche la mia presenza gli dava fastidio, al che si alzò di scatto e disse:
-Sento coso, non ti sopporto più e mi trascinò per il braccio al piano di sopra della casa, nella sua camera da letto, giunti li mi buttò nel bagno e sentì la porta venire chiusa a chiave dietro di me.
Passai ore a sentire il trio scopare nell'altra stanza e sono indicibili le cose che sentì dire da mia madre:
-Nel culo no, ti prego.
Seguito da:
-Non smettere Luca, sfondami l'ano.
Spesi ore ad origliare il trio tra momenti di azione e momenti di pausa finchè intorno all'alba non senti la porta aprirsi, era l'uomo di casa, finalmente, dopo svariate sborrate gli si era ammosciato il cazzo, nonostante la mancanza d'erezione continuava a superare i 15 centimetri, mi trascinò sempre per il braccio nudo fino alla porta di casa, passando vedetti mia madre, sdraiata a letto che dormiva con il volto coperto da liquido seminale e con tutti i suoi buchi che goccialavano sperma mentre Lucia era seduta accanto a lei con il suo cellulare in mano e il volto immacolato:
-Ciao ciao Marchetto, ci vediamo un giorno di questi, magari tua madre mi lascerà un po di sborra e non se la berrà tutta da sola questa volta.
Venni portato di fronte alla porta, al che Luca, con un sorriso arrogante mi disse:
-Sai, sei stato un bravo ragazzo, però ora devi tornare a casa, noi siamo stanchi e vorremmo riposarci senza venire disturbati, però mi farò sentire io per organizzare la prossima serata.
E fui buttato fuori di casa senza nulla addosso e per la seconda volta sentì dietro di me chiudersi la porta a chiave, non sapevo di preciso che ore fossero e pensai tra me e me, mentre mi coprivo il cazzetto con le mani che era l'alba e mi conveniva correre a casa prima che la città iniziasse a svegliarsi.
Continua...