i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Era un venerd sera e Annagrazia aveva accettato gradendo il gioco, dato che la curiosit era stata troppo forte dal momento che non aveva saputo proprio resistere, attualmente per non sapeva come comportarsi n regolarsi. Paolo, all’epoca, invero, era stato un degno e altrettanto encomiabile ignoto, eppure quell’imponderabile coincidenza le aveva provocato istantaneamente un turbamento sulla persona, poich lui era stato di suo nitido gradimento, giacch gli era immediatamente andato a genio, dal momento che senza troppi fronzoli n indecisioni alcune, ambedue avevano scopato quella sera stessa non negandosi n risparmiandosi nulla addirittura fino all’alba. In seguito il richiamo al dovere, dopo lo scappare verso casa e cambiarsi per andare al lavoro, successivamente si erano visti quasi tutti i giorni, o meglio le notti, per oltre due settimane e cos fino al mercoled precedente, laddove Paolo le aveva annunciato che si sarebbe dovuto assentare per qualche giorno proponendole di traslocare l fino alla sua ricomparsa. L dentro quella dimora, infatti, lei avrebbe rintracciato le istruzioni per mettere in atto un gioco, Annagrazia aveva accettato e adesso si trovava l nella casa di Paolo, giacch in quella circostanza non sapendo che cosa fare si stava al presente chiedendo in che cosa consistesse veramente quel passatempo.

Lei non aveva trovato n avvertimenti n istruzioni da nessuna parte, aveva cercato in giro, per niente, nessun biglietto, nulla di nulla. Innegabile, dal momento che non aveva rovistato nei cassetti n nel guardaroba personale, dato che lei era una persona razionale, riservata e perfino timida in certi frangenti. Adesso se ne stava l palesemente intontita con la sua valigetta dove aveva sistemato qualche indumento per il cambio, il necessario per il bagno e un paio di completi intimi sfiziosi, nel caso che Paolo fosse apparso all’improvviso per farle una sorpresa. La presenza di Paolo al presente scarseggiava talmente, sicch Annagrazia si era sentita pressoch irretita e raggirata, la sua mente era radicalmente intrisa da consapevolezze concomitanti e discordanti, entrambe d’altronde assai disgustose e spiacevoli: da una parte l’amarezza, la disfatta e la frustrazione, dall’altra invece il fiasco, la mortificazione e lo smacco d’essere imbrogliata, sensazioni queste ultime indecorose, intollerabili e sgradite, per il carattere d’un pezzo, preciso e solerte quale in ultimo lei era. Lei aveva captato l’eccitazione aumentare nell’attesa di scoprire in che cosa realmente consistesse quello spasso, visto che si era preparata in modo accurato vincendo persino le proprie paure e fidandosi cos tanto di lui d’accettare candidamente di divertirsi al buio. Attualmente si sentiva chiaramente confusa e incerta, anche molto stanca, poich tutte quelle emozioni avevano scosso il suo cagionevole e fragile equilibrio, cos decise d’andare un po’ a letto per bearsi sul giaciglio del suo maschio, per inspirarne l’essenza e ritrovare attraverso la rievocazione quelle appassionate nottate di trasporto, cercando d’assolverlo perdonandogli quell’insensato scherzo.

Lei s’avvi pertanto verso la stanza e inizi a svestirsi flemmaticamente, quasi come se lui potesse vederla, in seguito interamente inerme si distese discinta sul talamo abbracciandosi le tette in un garbato atto di masturbazione, in quel momento percep spiccatamente un inconsueto batticuore percorrere le sue membra scomparendo infine sotto la trapunta. In quell’occasione frug senz’indugio il capezzale del suo uomo annusandolo, infine ruotandolo se lo colloc tra le gambe facendolo aderire per bene all’inguine, ciononostante in quel frangente s’accorse che una grossa busta era stata abilmente nascosta l di sotto. Una scossa d’adrenalina l’assal facendola subitaneamente rizzare sul letto, perch con le mani tremanti per l’emozione sbrindell uno dei lembi lacerandolo di netto, strappandone cos una pagina vergata dove appariva una scrittura lineare e assai ornata che esponeva:

“Buonasera a te. Noto che ti sei trattenuta nella mia dimora, solamente per quest’evento, ti sei guadagnata sul campo un bel riconoscimento che intascherai sennonch quando far ritorno. Ti senti realmente disposta per divertirti? Bada bene per, che dovrai fare tutto quello che ti chieder, nulla escluso. Se vuoi, sei ancora in tempo per ritornare a casa e non ti succeder nulla, in tal caso avrai la facolt di tranciare serenamente la lettera senz’insistere nel decifrarla, per in tale concomitanza valuta che io dissiper la reputazione che avevo conservato nei tuoi confronti, per il fatto della nostra fenomenale e portentosa affinit di coppia che ci lega e della considerevole intesa che io provo per te. Se invece, al contrario, stai continuando a leggere, sappi per che il passatempo si struttura in tre parti: nella prima serata, verso mezzanotte, dovrai azionare tutti i faretti e manipolarti palpandoti la fica come piace a me: fa’ conto che io possa vederti e forse t’osserver per davvero: pensa che sar comunque davanti a te, e che mentre t’accarezzi dovrai mostrarti senza pudori, quasi in un’oscena offerta votiva. La seconda serata, viceversa, dovrai portare un’amica a casa con te, dopo la farai assopire nel nostro talamo, ovviamente anche questo dev’essere un modo per farmi eccitare, perci falle fare uno spogliarello, baciala, carezzala, fa’ che lei si mostri a noi, perch dev’essere il nostro fastoso e pomposo giocattolo, uno strumento di piacere. L’ultima prova consister che tu non dovrai eseguire pi nulla: dovrai solamente mettere fuori la chiave di casa nascosta sotto lo zerbino, poi dovrai indossare le calze autoreggenti, il tanga pi grazioso che possiedi, acciuffare la benda nera che troverai nel primo cassetto del com, indossarla e aspettare. Come vedi, io ti lascio libera sull’uso delle manette: potresti metterne una al polso e l’altra agganciata alla spalliera del letto, oppure fare in modo che t’imprigionino con le mani dietro la schiena, sappi per, che meno libert di movimento avrai, pi grande sar il tuo piacere e maggiore sar la sorpresa finale. A questo punto, visto che ormai avrai letto tutta la lettera posso dirti che ti voglio bene piccola. Un bacio”.

Mancava poco meno di mezz’ora alla mezzanotte, per l’eccitazione che aveva cominciato a pervaderla prima di trovare la lettera adesso aumentava. Era convinta d’aver fatto bene ad accettare l’invito, ma aspettare tutto questo tempo sembrava un’autentica tortura. In fin dei conti per, poteva rispettare le regole del gioco senza per questo dover rinunciare a dare sfogo al desiderio, che prepotentemente si stava impossessando di lei. Avrebbe comunque fatto quanto le era stato richiesto per partecipare al gioco, una volta accese tutte le luci riprese a utilizzare quel cuscino che profumava di Paolo, allarg le gambe, se lo mise per bene in mezzo stringendolo e strofinandolo. Annagrazia non disdegnava qualche volta di masturbarsi, lo aveva persino fatto dopo un amplesso come l’ultima volta con Paolo, non perch non fosse stato soddisfacente, anzi, tutt’altro, perch coglieva avvertendo distintamente la carnale e doverosa necessit di portare avanti il suo profondo ardore, anche nel disagio e nella privazione d’essere distante dal suo amante per fissare meglio le emozioni che aveva provato, in tal modo riprese a carezzarsi i seni leggermente, prima sfiorando i capezzoli, giacch a ogni carezza sentiva i brividi nella schiena, poi uno alla volta, dato che li stringeva pi forte, perch a ogni stretta sul seno faceva corrispondere una contrazione dei muscoli pelvici, per il fatto che anche quest’ultimo era un modo di prepararsi all’appuntamento.

Allo scoccare della mezzanotte si liber della trapunta, fece volare il capezzale e cominci a carezzarsi la fica come Paolo le aveva chiesto, sebbene avesse la sensazione d’essere osservata tutto ci le faceva piacere. Allarg le cosce e le sue mani cominciarono a distanziare con due dita le grandi labbra con movimenti lenti, adesso si sentiva sempre pi bagnata e aveva cominciato a penetrarsi inarcando il bacino verso un punto ignoto, immaginando che lo sguardo di Paolo partisse da quel punto. Voleva che la vedesse cos eccitata e pronta a mostrare la sua fica, sapeva che se fosse stato presente l con lei avrebbe goduto anche lui di quell’offerta, unendo la sua lingua a quelle dita che le stavano portando piacere. Il ritmo diventava pi intenso e aveva aggiunto un terzo dito per il suo godimento, dato che le piaceva sapere che qualcuno stesse apprezzando quel suo modo di fare e pi ci pensava principalmente ne godeva. I suoi fluidi colavano abbondanti su quella fica pelosissima, mentre nella stanza si diffondeva il profumo muschiato e un po’ acre del suo sesso. La faccenda l’aveva presa tanto, finch tolte le dita dalla fica cominci a succhiarle ingordamente, mentre nel contempo con l’altra mano riprendeva a masturbarsi. Dentro la sua testa la voce di Paolo continuava a incitarla, in quanto sembrava le dicesse:

“Brava piccola, molto bene, continua cos, perch mi stai facendo totalmente delirare” - cos mentre quel pensiero dominava completamente la sua mente, lei sent innalzarsi estendendosi in modo incontenibile e prepotente l’orgasmo.

Annagrazia url e poi croll sul letto sfinita con il cuore che pulsava a mille, le gambe molli e una sensazione di piacere diffusa in tutto il corpo. Non si era mai amata n apprezzata con tanta intensit, passarono pochi istanti e sent vibrare il telefonino, in quanto era un messaggio di Paolo che annunciava:

“Brava, m’hai eccitato moltissimo e conoscendo i tuoi tempi io ho goduto con te”.

Il sospetto che lui l’avesse davvero guardata adesso quella supposizione iniziale era divenuta certezza, ma lei era troppo debilitata per preoccuparsene, cos spense le luci e pigramente s’addorment beatamente. Lei dorm tutta la notte ristorandosi magnificamente, si svegli serena, prepar con calma la colazione godendo ogni istante di quel risveglio leggero, senz’affettarsi come le capitava tutti i giorni. I crostini con la marmellata di ciliegie erano buonissimi, poich ne mangi quattro accompagnati da una tazza di caff macchiato, poi bevve un bicchiere d’acqua e accese la TV: di mattina non lo faceva mai. Di consueto accendeva la radio, nel frattempo cominci a pensare su come organizzarsi per la giornata, giacch si chiese chi avrebbe potuto coinvolgere nella serata per far contento Paolo. La scelta non era per nulla facile, si trattava in realt di trovare nell’ambito delle sue amicizie qualcuna con cui poter spartire un’emozione mai provata prima. Aveva scelto di caldeggiare il desiderio di Paolo, sapendo che non sarebbe stato facile e una sensazione di forte partecipazione l’aveva pervasa, dal momento che non intendeva porre fine in nessun modo a quell’esperienza, che anzi l’eccitava ancora di pi, per non aveva tanto tempo a disposizione. A tal punto cominci a passare mentalmente in rassegna le sue tangibili amiche, perch ognuna di loro aveva potenzialmente qualcosa che le potesse essere d’aiuto. Improvvisamente le apparve un’idea brillante, simile a una folgorazione: Raffaella, s certo, Raffaella poteva essere una buona candidata, una perfetta designata, perch avrebbe funzionato di sicuro, in realt Raffaella indubbiamente era la sua amica pi disinibita ed emancipata, almeno verbalmente. Ripens tempo addietro durante una cena con degli amici, giacch si era accortamente vantata pavoneggiandosi apertamente d’aver eseguito un pompino coi fiocchi in auto al suo compagno in un parcheggio in pieno centro citt, complice la luce fioca del lampione e lo sportello della macchina aperto che rendeva inaccessibile il passaggio dal suo lato.

Annagrazia era viceversa poco espansiva, taciturna e molto riservata, attenta, gelosissima e zelante della sua intimit, che doveva appartenere solamente a lei e al suo uomo. Di Raffaella per eccezionalmente e in modo incomprensibile nutriva fiducia, per il fatto che lei era una buona amica e di certo qualunque azione fosse successa non l’avrebbe di certo diffamata n giudicata n tradita in pubblico. Agguant il cellulare e la chiam chiedendole se avesse degl’impegni per quella sera e se avrebbe gradito farle compagnia a casa del suo Paolo, precisandole che sarebbero state da sole e che avrebbero potuto bere qualcosa insieme, dialogare, cenare e guardare un film. Raffaella accett ben volentieri, dicendo che doveva raccontarle gli ultimi accadimenti e che avrebbe passato con vero piacere la serata in sua compagnia, Di questo andare, incassato l’assenso della sua amica s’accert d’avere l’occorrente per una cenetta gustosa e leggera e soprattutto per preparare degli aperitivi che le avrebbero in ultimo sciolte. A questo proposito prepar una bella insalata a base di pomodorini, con della lattuga croccante, del salmone e del tonno affumicati, degli stuzzichini a base di crostini con dei formaggi e del miele, le patatine, le noccioline, diversi stuzzicanti antipasti con dei gamberetti e della rucola e altri con i funghi e con la crema di formaggio. Apparecchi la tavola, scelse un buon vino saccheggiando dalla cantina del suo uomo un pregevole vino rosso, una bottiglia di Amarone di vecchia annata. Quando tutto fu pronto fece una doccia, si pass una ricca e profumata crema idratante, indoss la biancheria intima con sopra una bellissima vestaglia di seta, un goccio di profumo, i sandali dorati con il tacco alto, abbass le luci al minimo per dare un’atmosfera calda alla casa, accese gli incensi profumati, mise su un bel disco cominci a rilassarsi.

Raffaella arriv puntualissima alle ventuno, le fece i complimenti per il suo aspetto, in effetti un po’ straordinario per ricevere un’amica. Dopo cominciarono a discorrere sedute sull’ottomana e subito Annagrazia prepar un aperitivo che entrambe sorseggiarono senza fretta, poi si misero a tavola. Raffaella mangi tutto con gusto, innaffiando di delizioso vino Amarone quella cena stuzzicante, Annagrazia non mancava mai di riempire il bicchiere di Raffaella e quando infine tornarono nel salottino le chiese di mettersi comoda, di togliersi le scarpe, d’indossare inoltre se avesse preferito la biancheria da notte. Raffaella rispose che avrebbe sfigurato al suo confronto, dato che aveva portato con s un semplice pigiamino, a tal punto l’amica agguant la palla in balzo per proporle un gioco: le avrebbe prestato qualcosa di stuzzicante da indossare e l’avrebbe poi fotografata in pose seducenti per fare un calendario e naturalmente si sarebbe fatta fotografare da lei in varie pose, poi avrebbero inviato le foto pi belle tramite la posta elettronica ai loro uomini. Raffaella rise e accett con entusiasmo la proposta, dato che era un po’ brilla, tuttavia si sentiva leggera e disinibita come non mai, cos insieme si spostarono in camera da letto per saccheggiare gli armadi cercando le cose pi stravaganti.

Era un gioco divertentissimo e a ogni indumento provato scoppiavano in commenti e in fragorose risate. A un certo punto, indossando un tanga del quale non si trovava il corrispondente reggiseno, Raffaella propose di fotografarsi in pose che potessero oltre che intrigare i loro uomini, diventare un’occasione anche per una categoria che delle donne nude aveva fatto un’immagine sacra e venerata: i camionisti. Avrebbero poi fatto il calendario come se avessero dovuto pubblicarlo seriamente, Annagrazia aveva acceso frattanto lo stereo, tenuto conto che si muovevano nel letto a tempo di musica, di questo andare Raffaella apr le braccia e le gambe nello stesso momento e chiese ad Annagrazia di scattare. A quel punto decisero di fare le foto entrambe nella stessa posa in modo da confrontarle. Tutto questo era diventato un gradevole passatempo e cos facendo scattavano, ridevano, saltavano sul letto lanciandosi la biancheria mentre scattavano e indossavano. Raffaella aveva trovato un foulard bianco, lo aveva legato sui fianchi, un lembo davanti alla sua fica per celare la corta peluria senza nasconderla del tutto. Annagrazia si era fermata a guardala in quella posa facendo diversi scatti, spostando pian piano quel lembo fino a scoprirla del tutto e cos facendo aveva carezzato le sue intimit e percepito un dolce tepore fra le gambe di Raffaella, visto che aveva spinto il pube in avanti per sentire meglio le dita di Annagrazia che gradualmente s’introducevano. Adesso i loro occhi si erano incontrati esprimendo ed esternando un tacito consenso.

Attualmente non avevano bisogno di parlare, visto che le loro mani cominciarono a impadronirsi dei loro corpi, finch le bocche trovarono lo sfogo, le labbra s’incollarono con un frullio famelico e intenso di lingue. Proseguirono esplorando i loro corpi con la bocca e le mani godendo d’ogni carezza e quasi all’unisono i capezzoli duri finirono nelle loro bocche ingorde, mentre le dita penetravano le loro fiche umide. Le risate erano finite e la musica in sottofondo accompagnava il leggero rumore prodotto dal loro respiro, in questo momento era il desiderio che comandava e reggeva il gioco. Le dita lasciarono il posto alle bocche curiose dei loro sessi gustandosi a vicenda, esplorando con la lingua le fessure che s’aprivano al godimento crescente. Dopo un orgasmo ripetuto, s’abbracciarono e si riposarono un po’ sfinite sul letto scambiandosi ancora baci e carezze, poi ripresero il gioco delle foto continuando a ridere:

“Questa tipica per il celebre rotocalco di Playboy, non da camionisti” - sbrait decisa Raffaella, addentando un pezzo di formaggio che aveva recuperato dalla cucina.

“Dai scatta, che t’importa, dopo vedremo” - continu convinta Annagrazia.

Andarono finalmente a dormire, allegre e spensierate per la bella serata rannicchiandosi abbracciate sotto le coperte, mentre Raffaella svigorita com’era s’addorment quasi subito. Dopo un po’ Annagrazia ancora sveglia sent la suoneria che segnalava un messaggio in arrivo: era di Paolo, cosicch al buio per non svegliare l’amica lesse:

“Sapevo che saresti stata capace di stupirmi ancora, sono molto felice che m’assecondi sorprendendomi cos. Non te ne pentirai, vedrai. Ti voglio bene piccola”.

Un sorriso radioso illumin il suo bel volto e soavi pensieri la fecero scivolare in un sonno profondo. L’indomani dopo una ricca colazione, conged Raffaella con un bacio ringraziandola per la serata speciale trascorsa insieme, poi si mise a riordinare la casa, lav tutta la biancheria che lei e Raffaella avevano indossato per il piccolo party privato della sera precedente, tra cui un perizoma color glicine cos piccolo e impalpabile da sconfinare nel nulla. Avrebbe indossato quello la stessa sera per il suo Paolo. Se lui avesse davvero potuto veder tutto, avrebbe notato la differenza tra come lo indossava lei, con quel laccio che s’insinuava nelle morbide rotondit dei suoi glutei fino a scomparire, e come lo aveva vestito la sua amica dal fisico slanciato e sodo, ma certamente meno femminile del suo. Steso il bucato si rilass sull’ottomana e pens come rendersi perfetta per quella sera: innanzitutto avrebbe accuratamente ripassato la depilazione, poich nessun pelo avrebbe ostacolato qualunque percorso delle dita, sia di mano che del cazzo del suo uomo, doveva essere solamente una pelle assolutamente morbida e profumata. Sapeva che in quel gioco la preparazione era importante e dedicarsi al suo corpo le avrebbe alleviato la tensione attenuandone cosicch l’ansia da prestazione, che ogni tanto tentava d’emergere. Non sapeva esattamente quando Paolo sarebbe comparso e la giornata davanti a s sembrava lunghissima, cos dopo aver fatto una rapida doccia decise d’andare a fare una lunghissima passeggiata. Il movimento le fece scaricare gran parte della tensione accumulata, ma non le apr affatto l’appetito che di solito dopo una bella camminata risultava robusto.

Durante la passeggiata ripercorse mentalmente le profonde emozioni di quell’ultimo mese: da quando aveva conosciuto Paolo la sua vita era diventata un vortice d’emozioni e di trepidazioni costantemente pi intense e radicate. Ripens in maniera insaziabile ai suoi baci, teneri o assolutamente pieni d’una passione che la sconvolgeva, alle sue carezze audaci anche in macchina quando guidando lui insinuava una mano tra le sue cosce divertendosi a eccitarla al punto da farla supplicare di smettere; infine ripens a quegli ultimi due giorni assolutamente perfetti pur nella completa assenza di logica. Fu allora che si rese conto d’amare concretamente Paolo e d’avergli donato qualcosa di ben pi essenziale ed imprimente del suo corpo: la sua mente adesso gli apparteneva, cosicch desider di sentirsi sempre pi completamente sua. Appena arrivata a casa si sdrai sul divano ed ebbe voglia d’accarezzarsi un po’, si spogli, scost i lembi del suo slip e separando lentamente le labbra fece sbocciare i petali del suo fiore fino a riempirlo della sua rugiada. A questo punto si ferm, volendo conservare per il suo uomo ogni possibile orgasmo, ogni stilla di piacere. And sotto la doccia soddisfatta ed evitando di toccarsi ancora si depil accuratamente, s’asciug e stese sul suo corpo una crema ricca e profumata, poi spruzz un po’ di profumo anche nelle parti intime. Accarezzandosi le natiche ripens al fastidio iniziale provocato dalle mani di Paolo, che tante volte l’avevano deliziosamente frugata in quell’intimit concessa soltanto a pochi, alla sua lingua che l’aveva penetrata a lungo fino a farla diventare cedevole e morbida, al suo cazzo che le aveva mostrato una via del piacere alternativa e inedita talmente intensa e inconsueta da rivaleggiare con quella tradizionale. Successivamente indoss il suo minuscolo perizoma e and a letto, prese la benda e le manette dal cassetto indicato dal suo uomo e le mise a portata di mano, poi rendendosi conto che doveva ancora mettere la chiave di casa sotto lo zerbino s’alz e and a depositarla dove le era stato richiesto. Torn a letto e s’accinse a bendarsi e a incatenarsi al letto, per mentre lo faceva un pensiero lestamente la turb: perch Paolo aveva voluto che lei collocasse le chiavi di casa sotto lo stuoino se lui aveva la sua copia?

I pensieri s’accavallavano nella mente in modo confuso e senza riuscire a distinguerli si sforzava, ma qualcosa nella sua testa si rifiutava di farlo. S’accorse poi di non avere indossato le calze autoreggenti, anche questo era un sintomo dell’emozione che la pervadeva e forse della confusione presente nella sua testa. Frug nel cassetto alla ricerca delle calze adatte, controll per bene e decise d’indossarne una di diverso colore per ciascuna gamba: nella destra mise una calza bianca, nella sinistra una bord con dei buchi rotondi che lasciavano vedere la pelle sottostante, prese i tappi e l’infil nelle orecchie, si mise la benda negli occhi e finalmente decise d’indossare le manette facendo in modo che l’imprigionassero con le mani dietro la schiena. Adesso era pronta, fisicamente e soprattutto spiritualmente per quello che Paolo le aveva riservato, si rendeva conto che l’attesa faceva aumentare l’eccitazione, ma lei aspettava, lo desiderava intensamente, avrebbe voluto averlo subito l con lei. Stavolta le sue dita non potevano indugiare in mezzo alle gambe e di nuovo si fece forza per aspettare che Paolo comparisse.

La benda sugli occhi e i tappi nelle orecchie le impedivano una percezione completa di quello che le accadeva attorno, tuttavia era sicura che qualcosa stesse per succedere; aveva la sensazione che una luce avesse pervaso la stanza, non disse e non fece nulla, rimase tesa e immobile con gli altri sensi ben vigili, poi il segnale arriv in modo inaspettato e inequivocabile. Due gocce gelate colpirono i suoi capezzoli, un brivido la percorse e facendole inarcare la schiena, adesso era certa, Paolo era l con lei, non le restava che accettare la prosecuzione del gioco cos com’era iniziato. Aveva provato a invocare il suo nome, avrebbe voluto gridare: Paolo amore, ma non usc alcun suono dalla sua bocca, in ogni caso era finalmente felice, perch riconobbe le dita di Paolo che si posavano sul suo corpo. Quando la mano s’avvicin al pube per spostare il perizoma e liberare la vista della sua fica, le successe quello che non avrebbe mai pensato potesse accadere: era bastato quel piccolo sfiorare la sua intimit, che Annagrazia venne godendo con una grande intensit. Paolo se ne accorse e avvicin la bocca, fece aderire le labbra alle grandi labbra di Annagrazia e bevve con voglia. Sent il piacere suo e quello di Annagrazia e decise d’offrire il cazzo alla bocca della sua donna, lo avvicin alle labbra che lei dischiuse per accoglierlo, si baciarono, si leccarono e si succhiarono vicendevolmente con passione gustandosi i loro fluidi. Paolo prese poi delle frittelle, le inser fra le grandi labbra di Annagrazia, le lasci qualche istante l e poi le fece scorrere sul ventre, ruotare attorno alle tette lasciando una scia di zucchero, per poi infilarle nella bocca di lei e, a quel punto avvicin la bocca per mangiarle assieme:

“Paolo, tesoro, cos mi farai perdere il lume della ragione” - afferm Annagrazia, dopo aver ingoiato il suo pezzo di cibo.

Si baciarono, le labbra unite, le lingue intrecciate, continuarono a lungo a trasmettersi cos le loro sensazioni con la bocca, poi Paolo le tolse i tappi dalle orecchie e un istante dopo nella stanza di diffusero le note di “Start Me Up” dei Rolling Stones, una delle canzoni preferite di Annagrazia. Prese una sedia, l’avvicin al bordo del letto e prosegu usando i polpastrelli e giocando con il corpo di lei come se si trattasse d’un pianoforte, ripercorrendo la strada tracciata dalla scia di zucchero. Era una sensazione bellissima e a ogni impulso del polpastrello un brivido aggiuntivo pervadeva Annagrazia lungo la schiena, la sua voglia cresceva a dismisura, perch desiderava Paolo come non mai. Sapeva per, che il gioco non era ancora finito e si godeva le sensazioni che le mani di Paolo offrivano, visto che adesso avevano agguantato il clitoride e lo solleticavano dolcemente. Dopo avere colmato ancora di baci il seno di Annagrazia, Paolo la mise sul fianco e fece in modo che il suo membro capitasse in prossimit delle mani legate dalle manette. Annagrazia se ne impossess e cominci a giocarci manipolandolo come poteva; faceva andare le mani su e gi, carezzava il glande con la punta delle dita, spalmava le goccioline che spuntavano dalla cappella. Anche se tutto ci avveniva da dietro la schiena era enormemente eccitante Annagrazia continu cos per un po’, poi afferr il cazzo di Paolo puntandoselo in direzione del culetto appoggiandolo all’ingresso del buco:

“S, dai, prendimi Paolo, voglio offrirti il mio sedere. Tempo fa ho accettato che me lo prendessi tu, ora voglio essere io a offrirtelo. Dai penetrami, ti voglio sentire dentro, voglio che mi conquisti, che mi domini soggiogandomi interamente come soltanto tu amore mio sai fare” - gli rifer Annagrazia infervorata dalla circostanza guidandolo con le sue mani.

Paolo le slacci con la bocca la benda, le gir il volto in modo da poterla guardare negli occhi e la baci in modo appassionato, dolce e potente assieme. Le mani di Annagrazia conquistarono i glutei di Paolo e lo spinsero ancora di pi dentro lei, giacch fu lei a dettare il ritmo. Paolo continuava a baciarla coprendola di carezze, poi usc e la gir verso di s, infine allargandole le gambe penetr la sua fica che era gi gonfia, umida e pronta per riceverlo. Annagrazia mise le gambe sulle spalle di Paolo, poich si muovevano all’unisono godendo dei loro corpi, carezzandosi, mordendosi e baciandosi. La musica dei Rolling Stones si propagava frattanto nella stanza, ma loro non sentivano pi nulla, l’universo erano loro stessi, tutto quello che li circondava era ormai insignificante e irrilevante. Alla fine un silenzio pieno d’armonia e di coesione li pervase, perch fu allora che Paolo le annunci:

“Ti amo e voglio vivere con te”.

Annagrazia non disse nulla, per lo abbracci in maniera coraggiosa e con veemenza con un nodo in gola: adesso tutto era compiuto, era stato perfetto, al momento lei sapeva che cos’era realmente la gioia e la felicit.

{Idraulico anno 1999}