i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Le due donne si studiano, con uno sguardo di benevola complicità, in effetti Nickla sembra essere caratterialmente più aperta e comunicativa, mentre Chiara è un po' più prudente e con ancora qualche remora residua, quindi la prima si risolve che dovrà essere lei a sbloccare l'empasse, visto che dovranno rimanere chiuse nello stesso scompartimento per alcune ore insieme.

“Chiara perdona la mia, sfacciataggine, ma non ho potuto fare a meno di notare il tuo gioiello al collo e ho notato le occhiate che tu hai lanciato al mio anello, quindi sbaglio a presumere che sai cosa sia?”

Chiara non sa che rispondere ha un ultima resistenza a rivelarsi e abbozza un ultima domanda inutile, che direbbe di più in fondo, di qualsiasi risposta data.

“Tu cosa credi che sia?”

La donna sorride parlando sottovoce “Un diadema da slave. Il tuo collare per essere precisi, esisteva una parure completa lo sai?”.

Quest'ultima al dileguarsi dell'ultimo dubbio, emette un sospiro, come se si fosse tolta un peso, ed annuisce con un sorriso imbarazzato “si lo so che esisteva un anello e un bracciale coordinato”; Nickla non perde tempo e cerca le sue mani tra le sue con un sorriso di comprensione.

Il quarto d'ora successivo è il dialogo tra due donne che fremono dall'impazienza di raccontarsi: un po' cauta e timorosa da parte di Chiara, eruttiva e travolgente da parte di Nickla.

Chiara confessa che sta andando dal suo master che l'aspetta in stazione di Modena, Nickla dal suo padrone al quale farà una sorpresa dovendolo incontrare tra due giorni, ma portandosi già a Bologna per dirgli che è già li e fargli una sorpresa, sperando nella possibilità di essere raggiunta anche prima dell'appuntamento concordato.

Il chiacchericcio delle due donne è interrotto solo dal passaggio del capotreno che va ripetendo ad ogni scomparto la medesima informazione: Il treno è fermo e porterà almeno tre ore di ritardo, a causa di un suicida sui binari si dovrà aspettare l'arrivo del medico legale e del magistrato che ne prenda in carico l'indagine confermandone il decesso.

Di nuovo la scena dei telefonini e dei messaggi e le telefonate nei rispettivi alberghi si ripete; questa volta è Chiara che prende il coraggio a quattro mani e prendendola alla lontana cerca di sapere qualcosa che la incuriosisce.

“Ma Nickla non è un nome italiano”

“ si hai ragione i miei genitori sono rumeni, ma vivo in Italia da quando avevo cinque anni”

“capisco...scusa non ho potuto fare a meno di notare quando ti sei allontanata prima che eri collegata al sito di “Rope&Whip.com” “

La donna sorride “si...sei iscritta anche tu? Visto che lo conosci...”

Chiara scuote affermativamente la testa, e ormai, rotto il ghiaccio passa all'attacco: “Con quale nick sei iscritta?”.

La donna sorride maliziosa “ Cosa_graziosa76, scrivo molto avrai certamente letto qualcosa di mio”.

La temperatura nello scomparto scende vertiginosamente, Chiara si irrigidisce e il linguaggio del corpo non sfugge all'altra, lunghi istanti di silenzio prima che risponda: “Si lo conosco io sono “fiore_d'acciaio”, l'affermazione cancella ogni ombra di sorriso da Nickla.

Chiara dal suo Padrone aveva avuto poche e semplici regole: eseguire le sue disposizioni puntigliosamente, essere disponibile e tenersi alla larga da chi avrebbe avuto una cattiva influenza su di lei con particolare riferimento a una sua ex: Cosa_graziosa76. Le aveva spiegato che era stata una sua schiava alla quale lui si era affezionato, ma che la storia era finita perché lei era indegna e una brutta persona e inoltre indocile, divieto assoluto di contattarla o di avere a che fare con lei a qualsiasi livello.

Nickla dal suo Master aveva avuto poche e semplici regole: eseguire le sue disposizioni puntigliosamente, essere disponibile e tenersi alla larga da chi avrebbe avuto una cattiva influenza su di lei con particolare riferimento a una sua ex: fiore_d'acciaio. Le aveva spiegato che era stata una sua schiava alla quale lui aveva dato tutto sé stesso, ma che la storia era finita perché lei era indegna e una brutta persona e inoltre una slave mediocre, divieto assoluto di contattarla o di avere a che fare con lei a qualsiasi livello.

Chiara-fiore_d'acciaio aveva conosciuto il suo Padrone in chat in una uggiosa giornata di novembre di due anni prima era stata colpita dalla sua simpatia, sicurezza e lui le aveva aperto il suo cuore; si incontravano abbastanza regolarmente ogni terzo fine-settimana del mese e concordavano un periodo insieme nelle vacanze di lui che erano regolarmente l'ultima settimana di Agosto e le prime due di Settembre.

Nickla-Cosa_graziosa76 aveva conosciuto il suo Master, in chat in una tarda serata di una giornata di Ottobre di un paio d'anni prima ed era stata colpita dalla sua simpatia, sicurezza e lui le aveva dato le chiavi della sua anima; si incontravano abbastanza regolarmente ogni secondo fine-settimana del mese e concordavano un periodo insieme nelle vacanze di lui che erano regolarmente le ultime due settimane di Agosto e la prima di Settembre.

Il Padrone di Chiara, “Dolce_Dolore”, era sposato con una donna che amava, ma era incapace di completarlo nelle sue pulsioni, mentre il Master di Nickla, “SweetWhip”, era divorziato, ma spesso in giro per lavoro.

Tuttavia un antico detto recita “Il Diavolo non è brutto come lo si dipinge”, e tre ore da passare in silenzio tra due esseri umani sono una tortura, tra donne sono un casino. Nickla continua a fissare il diadema-collare di Chiara, poi prende il cellulare e comincia a digitare furiosamente sopra, finché dopo aver accarezzato con il dito lo schermo diverse volte pare aver trovato quello che cercava.

Chiara vorrebbe mandare un messaggio al suo Padrone, ma si risolve di dirgli tutto successivamente a voce quando lo incontrerà per non maldisporlo al loro incontro.

“Chiara io non ti conosco ho solo sentito parlare di te...” Nickla fa il primo passo, l'altra vorrebbe dire qualcosa, ma ci ripensa e tace, poi l'altra si avvicina e Chiara si ritrae, “tranquilla non voglio farti nulla voglio solo vedere meglio il tuo collare, me lo permetti? Una volta scesa da questo treno io e te non ci vedremo più...”.

La donna rassicurata ed incuriosita, le lascia guardare il suo collare, poi quest'ultima si sfila l'anello e ne guarda la fascia interna, alza lo sguardo con un mezzo sorriso crudele: “ora io e te parliamo e tu mi ascolterai” .


Fine parte terza