i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Viola aveva raggiunto il suo obbiettivo. Aveva un marito ricco, Giorgio, che esaudiva ogni suo desiderio, viveva in una casa grande e moderna con la piscina e non doveva neanche pulirla, ci pensavano le due domestiche.
Ma non era appagata. Lei aveva 38 anni, suo marito 58 ed erano sposati da 10. Giorgio era spesso fuori per lavoro e lei stava per lo più da sola dentro quella grande casa, che però ora le stava stretta.
La vita sociale che facevano era composta da feste organizzate da persone che erano in affari con suo marito; avevano la pretesa di essere incontri mondani, ma in realtà erano riunioni per fare accordi, comprare e vendere.
Viola cercava di fare conversazione con le altre mogli, ma loro avevano quasi tutte la puzza sotto il naso e disprezzavano le sue umili origini. Quasi sempre cercava di distrarsi con qualche bicchiere in più di costosissimo vino.
Quando era un’adolescente, le piaceva molto dipingere ed era diventata anche piuttosto brava, ma dopo qualche anno dal suo matrimonio le mancava l’ispirazione giusta.

Dopo un tentativo di furto, ovviamente andato male, grazie ai sofisticati sistemi di allarme voluti da suo marito, a Giorgio era venuta quasi la psicosi dei ladri. Lui era davvero preoccupato per Viola, che era in casa da sola durante il tentativo di scasso.
«Amore, non posso più lasciarti sola quando sono via per lavoro», disse Giorgio stringendole le mani curate. Il giorno prima era stata dall’estetista che le aveva messo uno smalto rosso con delle decorazioni bianche, coordinato con quello dei piedi.
«Stai tranquillo. Non è successo niente, solo un brutto spavento», aveva quasi più paura che Giorgio le chiedesse di seguirlo nei suoi viaggi di lavoro.
«Ho sentito un po’ in giro e, se sei d’accordo, vorrei assumere una specie di guardia del corpo, che stia qui a casa quando non ci sono io».
«Non ce n’è bisogno. Davvero. Ma se è per farti sentire più tranquillo, sono d’accordo», disse Viola, accarezzandogli le mani.
Lui la baciò sulle labbra, sfiorandole con la lingua, Viola le dischiuse, intrecciarono le lingue per un momento, mentre lei pensava: “L’ho scampata… e magari avrò un po’ di compagnia oltre che a quelle due vecchie megere”. Viola sapeva che non sarebbero andati oltre al bacio. Era da tanto che non facevano l’amore.
Il giorno dopo Giorgio le presentò Mike, il ragazzo che aveva scelto come guardia del corpo. Mike era un ragazzo di colore, originario del Senegal, che parlava perfettamente italiano con un lieve accento. Alto 1 metro e 95 per 115 chili incuteva un certo timore, anche se, come scoprì in seguito Viola, era un pezzo di pane e anche molto simpatico.
Il giorno successivo, Giorgio uscì di casa presto, molto prima che sua moglie si svegliasse.
Viola, abituata ad essere sempre sola, uscì dalla sua stanza con i lunghi capelli color mogano tutti scarmigliati, scalza e con addosso solo culottes, reggiseno ed una vestaglia leggera aperta, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi verdi.
«Buongiorno, signora», appena entrata in cucina, la voce di Mike la fece sobbalzare e Viola si affrettò a coprire il suo corpo voluttuoso con la vestaglia.
«Scusa… è che devo ancora abituarmi», disse arrossendo la donna.
«Non si preoccupi. Le ho preparato la colazione», disse guardandola negli occhi.
Viola ringraziò e si sedette all’isola, bevendo il caffè.
“Beh, non è solo una guardia del corpo, fa anche il maggiordomo”, pensò Viola addentando la brioche calda che le aveva preparato Mike.
«Adesso vado a fare il giro della casa», la informò il ragazzo.
Lei lo guardò uscire dalla cucina: era davvero imponente nel suo completo nero.
Finì di fare colazione e tornò i camera sua, aprì l’acqua nella vasca da bagno e la fece riempire. Si spogliò di quel poco che aveva addosso e si immerse lentamente nell’acqua tiepida. Le piaceva sentire il suo corpo a mollo nell’acqua.
Si considerava una bella donna, alta 1 e 67 per 66 chili, il suo corpo era formoso, quarta di seno e sedere abbondante, ma tonico grazie alle frequenti visite nella palestra che aveva in casa.
Si trovò a pensare a Mike: “Chissà se è vero quello che dicono sui neri”. Prese il cellulare che aveva li a fianco e cercò su Google “Black Dick”. Le uscì una sfilza di immagini di peni neri in erezione. Arrossì e chiuse tutto. Era la prima volta che cercava qualcosa del genere.
Dopo un po’ uscì dalla vasca e si mise l’accappatoio, poi si avviò verso la porta, ma si ricordò che adesso c’era anche Mike per casa. Si mise un vestito a fiori poco scollato con la gonna che le arrivava fino al ginocchio e delle infradito comode.
Uscì in giardino e si mise a leggere sotto il pergolato. Il romanzo era interessante, ma la sua mente non riusciva a concentrarsi. Le continuavano a passare davanti agli occhi le foto che aveva visto di sfuggita sullo schermo del cellulare. Abbinate al volto di Mike.
Mentre sentiva la vagina iniziare a bagnarsi, sentì la voce profonda del ragazzo che le diceva: «Bella giornata, signora, per leggere un buon libro. Cos’è?».
Le porse una bibita fresca, lei la prese e rispose: «Grazie della bibita. Sto leggendo “I pilastri della terra”, di Ken Follet».
«Molto bello. Scrive davvero bene», commentò.
Continuarono a parlare di libri per un po’, poi lui dovette di nuovo fare il suo giro di controllo.
Viola tentò di tornare alla sua lettura, ma era ancora più difficile. Mentre parlavano era rimasta incantata dalla dentatura perfetta, bianchissima, dai suoi occhi scuri, dal suo naso largo… da quello che poteva solo immaginare di quel ragazzo che doveva avere una decina d’anni meno di lei.
Si sentiva un lago fra le gambe. “Da quanto tempo che non mi bagnavo”.
Chiuse il libro ed entrò in casa. “Speriamo di non incontrarlo, non saprei che fare in queste condizioni”, pensò affrettando il passo.
Entrò in camera sua e si gettò sul letto, calciò via le infradito, sfilò le mutandine e si affrettò a mettere la mano fra il cespuglio di peli. Insinuò il dito fra le grandi labbra aperte e raggiunse subito il clitoride, gonfio di eccitazione. Iniziò a massaggiarlo con foga con movimenti circolari, sentendo subito il piacere che le invadeva il corpo. Da troppo tempo non provava queste sensazioni e il suo corpo ne era avido. Non si rese neanche conto di gemere abbastanza forte. Era sul letto con le gambe piegate e aperte, la testa reclinata da un lato e gli occhi chiusi ed assaporava il calore di quel piacere che non provava da tempo.
Non ci mise molto a raggiungere un orgasmo intensissimo, che la fece tremare e quasi gridare, invadendola in ogni parte del corpo. Durò a lungo, mentre lei ancora muoveva ancora freneticamente il dito. Poi lentamente rallentò, mentre l’intensità dell’orgasmo diminuiva, ma lei aveva ancora il fiatone.
“Mi ero dimenticata di quanto fosse bello. Speriamo che nessuno mi abbia sentita…”.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it