Sulla strada di ghiaccio, gelata,
c’é’ una bimba:: la chioma dorata,
e negli occhi sbarrati terrore.
Tutt’intorno soltanto fragore
di ferraglia che corre, lontano.
Un sorriso. Le tendo la mano,
la raccolgo, la stringo sul petto,
e col fiato le scaldo il visetto
che riprende tepore, colore,
nella luce del sole che muore.
Ecco l’isba cadente, di legno.
non c” fumo, né’ luce, né segno
d’una vita; neppure di morte.
Son sprangate finestre; le porte
son murate di neve davanti.
Nell’interno si pregano i Santi.
Dall’Icona d’argento, annerita,
ecco Cristo: solleva le dita,
benedice con volto dolente
questa povera, misera gente.
Eri bella, Ieléna, radiosa,
con le gote soffuse di rosa
come quando qui c’era Kovano.
Fors’é’ vivo, ma tanto lontano.
Vi divide soltanto la sorte ?
Vi divide per sempre la sorte ?
Tra le lacrime a riso commiste
tu felice, eppure ‘sì triste,
tra le braccia stringevi Maruta,
la tua bimba creduta perduta.
Era l’alba d’un giorno sereno.
Il mio capo sul candido seno,
le mie labbra frementi d’amore….
e lontano quel sordo fragore….
Sui capelli passavi la mano,
sussurrando Kovano… Kovano…



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..