Mi chiamo Mirko, ho passato i 60 anni e sono sposato con Giuliana da quasi 40. In tanti racconti leggo descrizioni minuziosi delle donne protagoniste ed anche degli uomini, in questo racconto non è così importante, quello che conta di più è sicuramente l’evento.
Una decina di anni fa, i nostri figli se ne erano andati di casa per iniziare una vita loro il più vecchio per il suo lavoro si era trasferito in Canada mentre la più giovane era all’università in una città lontana oltre 400km da casa nostra. Come per tante coppie il lavoro la famiglia i molteplici impegni e la ormai completa conoscenza l’una dell’altro avevano fatto si che la fiamma della passione fosse diventata ormai una fiammella. Le occasioni di fare l’amore erano poche e sempre frettolose perché ritagliate fra i numerosi impegni.
Entrambi ancora lavoravamo ma, senza figli per casa, c’era più tempo per noi e cercai di ravvivare la tenue luce del sesso parlandone con Giuliana. Lei onestamente concordò ma la menopausa appena iniziata non aiutava certo il mio scopo.
Arrivammo ad un compromesso di uscire una volta alla settimana con lei vestita in modo un po’ più sexy rispetto a quello che era il look degli ultimi anni. E pensare che in gioventù la minigonna, quando la avevo conosciuta, era quasi una divisa per lei, da quelle più caste poco sopra il ginocchio a quelle inguinali per le feste più importanti o per i capodanni. Tornò a mettere in mostra le sue belle gambe ed a indossare tacchi se non vertiginosi perlomeno alti che le conferivano una andatura sexy. In particolare un paio di scarpe rosse con un tacco a stiletto sottilissimo ed un plateau di 4 centimetri la slanciavano molto. Una sera al ristorante Giuliana andò in bagno e dovette attraversare tutta la sala, io ero seduto in una posizione che mi consentì di osservare tutta la sua camminata verso i servizi ma soprattutto di vedere gli sguardi di diversi uomini “distratti” dal suo passaggio così scoprii che la cosa non solo non mi disturbava ma mi aveva fatto venire una mezza erezione. Mentre attendevo che Giuliana rientrasse, un po’ come Ugo Tognazzi nel film Cattivi pensieri immagina la moglie Evige Fenech preda di tutti gli uomini, mi immaginai, senza gelosia, lei al centro delle attenzioni di un gruppo di ragazzi, probabilmente universitari, che al suo passaggio se la erano mangiata con gli occhi e che, sicuramente ed in modo maschilista, stavano facendo gli sbruffoni su cosa le avrebbero fatto. Ed ancora questo pensero finì di farmi intostare il membro.
Quando Giuliana tornò seguii più che lei il tavolo dei 4 ragazzi che si davano di gomito e la scrutavano come un branco di lupi.
Quando Giuliana si sedette le presi la mano e la portai sotto il tavolo per farle sentire il mio stato. Lei la ritrasse quasi subito guardandomi con due occhi di rimprovero ma al tempo stesso lieti. Le raccontai quello che la sua camminata aveva suscitato e lei arrossì ma non ne fu dispiaciuta. Le raccontai solo che l’erezione era merito suo senza scendere nei particolari di come la avevo immaginata in mezzo ai 4 ragazzi che avevano meno della metà dei suoi anni. Le dissi però chiaramente, facendole i complimenti, che il tavolo più “caldo” era stato quello di quei ragazzi. Lei si diede un’occhiata in giro e mi disse che era normale dato che agli altri tavoli era presente almeno una donna e che quindi i maschi non potevano esprimersi completamente. Ci ridemmo su ma già in auto per tornare a casa lei fece risalire la gonna fino al pube, prese la mia mano e se la mise fra le cosce. Era fradicia. Arrivati a casa scopammo come non facemmo da tempo senza bisogno di usare un lubrificante che avevamo preso per aiutarci. Nel nostro immaginario di quella scopata entrarono i ragazzi con lei che mi chiedeva cosa pensava che mi avrebbero fatto se fosse stata a loro disposizione ed io che la immaginavo come una diva del porno che ha un rapporto con più uomini. Lo facemmo due volte e la seconda Giuliana, mentre la prendevo a pecorina, ed era particolarmente su di giri disse che avrebbe voluto avere un cazzo davanti alla bocca per succhiarlo e farlo venire sulle tette. Fu il colpo di grazia le venni dentro mentre anche lei godeva poi crollammo sul letto e li restammo fino al mattino dopo, fortunatamente di sabato. Mi risvegliai con il profumo di caffè e Giuliana, fresca di doccia che aveva indossato un babydoll con un paio di ciabattine con tacco. IO ero completamente nudo grazie anche al clima piacevole. Feci per mettermi una maglia ma lei mi disse che mi voleva così per colazione per potermi poi usare subito. Prendemmo velocemente il caffè. Le sue parole mi avevano fatto venire di nuovo voglia e non tornammo in camera. La appoggiai sul bancone e le leccai voluttuosamente la passera facendola gemere. Poi lei scese, mi insalivò l’uccello con sapienti leccate, mise una gamba sulla sedia per farsi penetrare più facilmente. Nel centrotavola c’erano alcune banane e mentre la montavo lei ne prese una, la sbucciò ed iniziò a simulare un pompino al frutto facendomi ringalluzzire ed immaginare che invece che una banana mia moglie avesse fra le labbra ed in bocca un bel cazzo.
La giornata la passammo in casa scopando come non facevamo da tempo e, fra una sessione e l’altra chiacchierando e facendoci le coccole.
Ovviamente tornammo più volte sul discorso del suo defilé della sera prima e delle reazioni provocate e, di volta in volta, il discorso divenne più hard. A fine serata Giuliana parlava di farsi sbattere dai 4 ragazzi come se fosse la cosa più naturale del mondo. Ma un conto è la teoria e la fantasia, un altro la pratica.
Era lunedì e passai in un sexy shop prima di rientrare a casa portando un fallo finto di dimensioni generose ma non troppo più grande del mio. Giuliana che era rientrata prima di me mi accolse con una mini corta corta con delle autoreggenti che sbucavano da sotto il bordo dell’indumento ridottissimo, ed un top a fascia che le stringeva il seno evidentemente senza intimo.
G. “Dici che se mi presentassi a casa di quei ragazzi mi farebbero entrare?”
M. “Mi sa che li faresti entrare tutti quanti tu!” le risposi già ingrifato.
Poi Giuliana vide il pacchetto, me lo prese dalle mani e lo aprì, non perse tempo lo lavò e quando uscì dal bagno lo stava spompinando alla grande.
G. “Sono brava? Quanto durerebbe uno di quei ragazzi?”
M. “Sei una pompinara fantastica e poco, durerebbe poco meno male che ce ne sarebbero altri tre a prenderne il posto!”.
Giuliana mi guardò con uno sguardo che denunciava la voglia che aveva.
G. “Sono stata tutto il giorno nervosa al lavoro pensando a quei 4 ragazzi. Non so cosa mi abbia preso ma ho una voglia di cazzo tremenda”.
Si sedette sul divano quindi sollevò un poco della mini che era diventata una cintura e si infilò il dildo in figa ed iniziò a muoverlo. Ad ogni movimento ne entrava n po’ di più. Mi fece cenno di avvicinarmi ed io le porsi il mio uccello ben dritto ed iniziò a spompinarlo. Il mio sguardo vagava fra la sua bocca avvolta intorno al mio membro ed alla sua figa ben allargata da quel cazzo finto. Poi avvenne una cosa che non era mai successa. Giuliana si staccò, appoggiò la base del dildo su una sedia con il volto rivolto allo schienale e si calò sul cazzo. Quando fu dentro completamente mi disse:
“Ho voglia di una doppia, mettimelo in culo, non essere delicato, sfondami come fossi una vacca da monta”.
Solo qualche volta Giuliana aveva usato il turpiloquio anzi le dava anche un po’ fastidio di solito, cosa le stava succedendo?
Non mi feci molte domande, il mio cazzo era ben lubrificato, sputai sul buco e le infilai in progressione tre dita poi l’uccello. Affondai la cappella con un colpo secco strappandole un gemito più di dolore che di piacere. Pensai che mi avrebbe fermato ed invece
G. “Mettilo dentro più ce puoi, l’altro cazzone mi riempie per bene ma tu spingi fammi sentire porca”.
In effetti avendo la figa piena non riuscivo a penetrarla più di tanto, per arrivare in fondo avrebbe dovuto fare uscire un po’ del cazzo che aveva davanti. Lo capì anche lei. Si sollevò leggermente con le gambe liberando un po’ di spazio che prontamente occupai. Riuscii ad arrivare fino in fondo ed iniziai a far sbattere le palle sul suo culo ma la posizione non era comoda.
Lei si sfilò dal cazzo finto, io tenendola in braccio con il cazzo ben piantato nelle sue viscere, la riportai sul divano sdraiandomi sul fianco ricominciando a pomparla. Lei alzò la gamba che non poggiava ed infilò un pezzo del fallo. In breve trovammo il ritmo, quando io mi ritraevo lei infilava quando più cazzo di gomma poteva poi quando sentiva che affondavo e ritoccavo il fallo, lo estraeva quel poco necessario per farmi arrivare in fondo. Ebbe un orgasmo lungo e rumoroso, io invece, forse anche perla posizione poco comoda, ero lontano dal venire. Al termine dell’orgasmo si sfilò e si sedette facendomi segno di mettermi in piedi davanti a lei ed iniziò a spompinarmi senza però dimenticare il dildo. Li spompinava entrambi strofinando le due cappelle ed alternando boccate ora all’uno ora all’altro. La situazione mi arrapò moltissimo e non potei fare a meno di dirle
M. “Sei una grandissima pompinara, sono certo che i ragazzi apprezzerebbero molto e ti farebbero una bella maschera di bellezza”. Poi le sborrai sul viso e sulle tette. Lei smise di leccare il dildo, lo posò e si dedicò a me.
G. “Ti piace il pompino caro il mio marito cornuto? O ti è piaciuto di più mettermelo in culo mentre l’altro mi sbatteva? Magari la prossima volta ti faccio solo guardare mentre mi faccio sbattere da quei quattro ragazzotti”.
Non mi diede alcun fastidio anzi il cazzo mi restò duro come il marmo.
Poi Giuliana mi baciò passandomi parte della mia sborra. Mi limonò profondamente fino a quando non rimase più nulla assorbita dalla bocca di entrambi.
Mi prese poi per i capelli e mi guidò sul suo seno.
“Puliscimi cornuto, pensa che la prossima volta ce ne sarà di più e non sarà tua”.
La frase mi eccitò ancora di più. Me la immaginai riempita di sborra in figa ed in culo con gli ultimi due che la schizzano in volto ed in faccia ed io in poltrona a godermi lo spettacolo poi lei che con l’indice che mi fa segno di avvicinarmi e si fa ripulire completamente prima di farsi scopare anche da me.
Le saltai addosso con foga e la pompai furiosamente. Il cazzo mi era diventato grande come mai in precedenza e Giuliana se ne accorse e gemette avendo un secondo orgasmo proprio mentre io mi scaricavo dentro di lei.
Crollammo sul divano. Dopo 10 minuti andammo insieme a farci la doccia e li ci coccolammo e lavammo a vicenda.
Una volta usciti ci mettemmo a letto e guardammo un film, come se niente fosse accaduto.
Nei giorni successivi replicammo più o meno come il lunedì le scopate una volta tornati a casa ed una volta, il mercoledì, ci trovammo a mangiare a metà strada in un centro commerciale ma anzicè pranzare, arrapatissimi andammo nei bagni e facemmo una sveltina.
Il venerdì quando arrivai trovai Giuliana pronta per uscire.
G. “voglio tornare nella pizzeria di venerdì scorso, se troviamo ancora i ragazzi ti andrebbe di portarli qui e goderti lo spettacolo?”
Pensavo fosse solo un espediente per aumentare la libido visto che negli ultimi giorni non avevamo introdotto elementi nuovi.
Mi avvicinai per baciarla ma fui bloccato.
G. “Non sto scherzando, se non ti và mangeremo la pizza e continueremo a scopare immaginandoci che quei ragazzi o qualcun altro entra nel nostro letto ma realmente voglio vedere quei 4 sbavare e sborrare per me”.
La decisone era nelle mie mani, la cosa mi eccitava ma un conto è la fantasia un altro la realtà E poi 4 in un colpo non erano troppi?
Guardai Giuliana e le dissi: “sei proprio diventata una vacca ma sì dai proviamoci”
Andai in bagno rinfrescarmi, andando verso la pizzeria mi fermai ad un distributore automatico e comprai 2 scatole di preservativi da 6.
M. “Non so se ci saranno i ragazzi ma se te li vuoi scopare non sai chi sono e chi frequentano, scoperai solo con il preservativo, è l’unica condizione che pongo”.
Giuliana mi guardò e mi sorrise
G. “ mi piace che ti preoccupi per me. Se li agganciamo ti prometto uno spettacolo all’altezza dei migliori film har



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie