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Racconti erotici sull'IncestosorellaTravel

Cannes – Il Rientro – Primo giorno

By 19 Ottobre 2026No Comments

La mattina successiva, dopo una notte abbastanza calma con solo un po’ di petting spinto ed un meraviglioso pompino con ingoio che Alessandra ha voluto regalarmi, ci svegliamo abbastanza tardi; ma tanto non abbiamo impegni.
Preparati i bagagli e fatta colazione partiamo.
Approfittando della calda giornata, per viaggiare Ale si è messa comoda: un paio di shorts in jeans, così aderenti che, davanti, le disegnano il monte di venere come se fosse nudo, dietro s’infilano nel solco delle natiche e mettono in evidenza il culo tondo e sodo, sopra un top nero con scollo a V, che le arriva sopra l’ombelico, ai piedi i sabot neri, con plateau e tacco, che indossava ieri.
Il viaggio è piacevole, in una calda giornata di primavera inoltrata; non parliamo molto, ma ogni tanto le nostre mani si sfiorano o si allungano in una dolce carezza.
Facciamo un veloce spuntino in un autogrill e proseguiamo il viaggio lungo la costa ligure.
Passata Genova decidiamo di scegliere un posto dove fermarci.
Abbiamo lasciato La Spezia e stiamo entrando nel territorio delle Cinque Terre, posto incantevole dove passare il weekend.
Usciamo dall’autostrada a Levanto e seguendo le indicazioni della guida del TCI facciamo il giro di alcuni hotel per trovare una sistemazione, ma essendo il weekend e la stagione iniziata molto presto, non troviamo posto.
Alla fine a seguito di una telefonata, uno dei portieri d’albergo ci trova una stanza in un agriturismo a Monterosso al Mare, una località ad una decina di chilometri da Levanto, nel cuore del parco delle Cinque Terre.
Dietro indicazioni del portiere e seguendo una strada tutte curve in mezzo a boschi verdeggianti, arriviamo a destinazione.
L’agriturismo è costituito da una grande costruzione in pietra immersa in un bosco di ulivi.
Ci accoglie una signora (che poi sapremo si chiama Francesca), la quale, subito affascinata dalla bellezza di Alessandra, la prende sotto braccio e la conduce dentro a prendere visione della camera, lasciando a me l’onere di portare i bagagli.
La camera è arredata in stile rustico, con il soffitto con travi a vista, spaziosa e pulitissima e vi aleggia un profumo di lavanda.
Ale ne resta incantata e si profonde in apprezzamenti verso la signora, la quale soddisfatta si ritira lasciandoci soli.
-“Hai visto che meraviglia!!!” – esclama Ale – “Proprio l’ideale per un weekend rilassante e… d’amore” – conclude sorridendo maliziosa.
Disfatti i bagagli e, visto che il sole è ancora alto, propongo di scendere al mare che, a detta della signora, dista si e no 400 metri.
-“Ma io non ho portato il costume” – fa Ale.
-“Poco male puoi venire in intimo”.
-“Ma non ho neanche reggiseni, non pensavo fossero necessari”.
Un po’ deluso scendo di sotto e trovata la signora Francesca le espongo il problema, chiedendo se in paese ci fosse un negozio dove acquistare un costume da bagno.
-“Non si preoccupi, ci penso io.” – risponde – “Sa a volte le clienti dimenticano il costume, che magari hanno messo ad asciugare sul balcone. Ne ho un’intera collezione, di tutti i tipi e di tutte le misure. Faccia scendere la signora Alessandra, così può scegliere quello che più le piace. E per lei?” – chiede.
-“No, grazie, io il costume ce l’ho” – rispondo.
Dopo un po’ di tempo che Alessandra è scesa, rientra in camera indossando un bikini nero.
-“Che te ne pare?” – chiede facendo una piroetta – “È l’unico che mi va bene, gli altri sono o troppo piccoli, o troppo grandi. Francesca ha detto che mi sta benissimo”.
Le coppe del reggiseno le stringono così tanto i seni che sembra debbano debordare da un momento all’altro, lo slip, due pezzetti di stoffa sostenuti da delle catenelle dorate ai fianchi, evidenzia il suo monte di venere ed i glutei in maniera provocante.
-“Sei bellissima” – le dico sinceramente ammirato.
-“Bene, allora andiamo, Francesca a detto che ci farà trovare due teli da spiaggia quando scendiamo”.
Quando scendiamo e la signora, di parola, ci fa trovare i teli da spiaggia; Alessandra ne prende uno e se lo drappeggia attorno al corpo e ci avviamo verso il mare.
Sulla spiaggia giochiamo un po’ sul bagnasciuga, lei si fa una corsetta sulla battigia, sotto gli occhi ammirati di qualche solitario bagnate, quando torna si stende accanto a me col fiatone.
-“Ah, come sto bene, vorrei vivere sempre così!!!” – esclama.
Poi si sporge verso di me, mi passa una mano dietro la nuca e mi da un lungo bacio passionale.
Quando rientriamo il sole sta già calando dentro il mare scintillante.
La signora Francesca ci accoglie dicendo che la cena sarà pronta tra una mezzora.
-“Così avete il tempo di fare una doccia e prepararvi” – conclude.
In camera Ale si sdraia voluttuosamente sul letto.
-“Aahh, sono un po’ stanca. Vai prima tu a fare la doccia, così io mi riposo un po’”.
A malincuore, perché, invece, vorrei stendermi vicino al suo corpo ancora caldo dal sole, entro nel bagno, mi tolgo il costume e mi ficco sotto l’acqua.
Quando scendiamo, Francesca ci conduce alla sala da pranzo.
Già seduta al tavolo, c’è un’altra coppia ben più anziana di noi.
Li salutiamo e ci presentiamo, poi, ci sediamo al nostro tavolo.
Francesca inizia a portare tutta una serie di manicaretti che, ci dice, sono fatti con i prodotti della sua terra e cucinati dalle mani sapienti di suo fratello Tommaso, il quale si occupa della cucina assieme alla compagna Elena.
Annaffiamo il pasto con una bottiglia di Pipato bianco, ben fresco, anch’esso di produzione locale.
La serata è tiepida, così, dopo cena, ci sediamo fuori, sulla terrazza, a finire il nostro vino, mentre l’altra coppia, dopo averci salutato, si ritira in camera.
Restiamo abbracciati sul dondolo, scambiandoci carezze e baci dolcissimi.
-“Andiamo in camera,” – dice ad un certo punto Ale – “dopo questa bella giornata ho voglia di fare all’amore” – conclude con gli occhi scintillanti.
Come rifiutare un invito del genere?
In camera si libera subito del vestito, rimanendo col bikini nero, che non aveva tolto ed i sandali dal tacco alto.
È una visione paradisiaca!!!
Io mi sono seduto su una poltroncina per ammirarla.
-“Ti piaccio?” – chiede.
-“E me lo domandi? Sei magnifica!!! Una gran fica di sorella!!!” – le rispondo, deglutendo a fatica, senza staccarle gli occhi di dosso.
Ho l’uccello che è duro e dritto come un obelisco.
Restiamo a guardarci per qualche minuto, facendo salire la tensione e l’eccitazione.
Poi mia sorella mette le mani dietro la schiena e, sganciatosi il reggiseno se lo toglie e me lo lancia.
Ho davanti a me il più bel paio di tette che abbia mai visto!!!
È come se mi avesse lanciato una sfida da cui non posso esimermi.
Sbottono i calzoncini, sollevo il bacino e li tiro giù fino alle caviglie insieme alle mutande.
Il mio cazzo svetta prepotente davanti a mia sorella che a quella vista lancia un gemito come se fosse stata penetrata.
Si avvicina e si inginocchia davanti a me liberandomi delle scarpe e degli indumenti.
Allargo le gambe e lei si avvicina con il viso al mio uccello.
Lo prende in mano accarezzandolo, accennando ad un lento su e giù, mentre sembra se lo voglia mangiare con gli occhi.
Ogni volta che la sua mano scende lo scappella completamente, poi, risalendo, la rimanda nel suo fodero.
Mi fa un po’ male perché sono ancora completamente asciutto e nonostante il piacere che provo per la situazione che sto vivendo, ho il viso contratto.
Ale se ne accorge, lo scappella e chinando la testa fa cadere sulla punta una gran quantità di saliva.
Ora va su e giù che è un piacere, ma dopo un po’, siamo alla situazione di prima.
Questa volta china la testa e prende in bocca la cappella e mentre la succhia, con la mano continua a segarmi vigorosamente.
Poi mi mette le mani sulle gambe e inizia a farmi un pompino da paura.
Chiudo gli occhi e mi lascio andare al piacere delle sue labbra.
Ad un certo punto lo estrae dalla bocca e se lo mette tra le tette calde e morbide, iniziando a farmi una succulenta spagnola.
Sto per venire, non ce la faccio più e non ho intenzione di resistere; mi voglio scaricare qui, ora, su di lei o come lei meglio crede.
Continua a fare su e giù con le tette e quando si accorge che sto venendo lo imbocca nuovamente e mi lascia svuotare così in lei, nella sua gola.
Non ricordo di aver mai fatto una sborrata così lunga, sembra non voglia più finire più.
Lei ad occhi chiusi e con espressione estasiata continua ad inghiottire golosa senza farne cadere neanche una goccia finché non è sicura che ho finito.
Poi lo rimette tra i seni e ricomincia da dove aveva lasciato poco prima, imprimendo al su e giù un andamento più dolce, quasi a cullarlo.
Il mio membro, che è rimasto abbastanza vispo, a quel trattamento riacquista le sue dimensioni per la gioia di mia sorella che mi prende per mano, mi fa alzare e mi porta verso il letto, dove mi fa sdraiare,
Si toglie lo slip, sale sul letto e messasi a cavallo sopra di me, si posiziona la cappella sulle labbra della fica, lentamente scende sedendosi con le natiche sulle mie gambe ed ingoiando l’asta fino in fondo.
Mi appoggia le mani sul petto e si tiene con il busto dritto e questo mi permette di gustarmi la vista delle sue mammelle.
Rimane per qualche minuto ferma così come a ritrovare un qualcosa di cui aveva perso cognizione.
Sento che inizia a mungermelo con i muscoli vaginali come se volesse assimilarne perfettamente la forma e le dimensioni.
-“Sei grosso fratellino.” – sussurra con voce rotta dal piacere mentre dondola su di me – “Veramente grosso e… duro. Proprio adatto per togliere alla tua sorellona tutta la fame che ha” – prosegue, mentre inizia a tirarsi su lentamente come se volesse farlo uscire.
Si ferma quando è rimasta dentro solo la cappella e resta qualche secondo così con le mie mani che le carezzano le natiche ed i fianchi.
Sento i suoi umori che colano lungo la mia asta e solo quando ridiscende di botto facendolo sparire completamente dentro di lei, capisco che aveva aspettato proprio quello, cioè che i suoi umori me lo lubrificassero per bene.
Si dondola su di me strizzandomelo con i muscoli interni, poi ripete l’operazione e questa volta sento che gli umori scendono più copiosi.
Lo fa più volte con frequenza sempre maggiore finché inizia a fare un su e giù costante.
Le sue mammelle seguono il ritmo, dondolando e sbattendo tra loro, e né io né lei cerchiamo di bloccarle; vogliamo arraparci sempre di più l’uno con l’altra.
Ha i capezzoli e le aureole gonfie che chiedono di essere leccati e succhiati e io le prendo tra le labbra, mentre lei mi cavalca come un’ossessa urlando il suo piacere.
-“Sììì… Fratellino… Cosììì… Ti sto scopandooo… Dai che ora vengooo… Godooo…”.
Gode agitandosi nell’orgasmo ed inondandomi con i suoi liquidi ed il suo è come un godimento liberatorio.
Gode e contemporaneamente piange per la felicità non finendo mai di ringraziarmi.
-“Grazie… Grazie Bruno… Mi stai facendo passare dei giorni magnifici, facendomi dimenticare le pene che mi affliggevano”.
Restando impalata su di me, che ancora non sono venuto, si solleva i seni con le mani e me li offre da succhiare.
Mentre le lecco e succhio le tette che lei alternativamente mi offre, allungo le mani sulle sue natiche, le apro e, memore di come le era piaciuto il giorno prima, inizio ad accarezzargli il forellino anale.
Mi accorgo che lei gradisce quel trattamento visto che ogni volta che lo tocco aumenta il livello dei suoi gemiti.
Si solleva come aveva fatto precedentemente lasciando dentro solo la cappella e, mentre continua a tenere le mammelle sollevate, offerte alla mia bocca, spinge leggermente indietro il culo con il chiaro intento di facilitarmi il massaggio del suo buchetto.
In quella posizione tiene la testa all’indietro, gli occhi chiusi e geme senza inibizioni.
Quando mi stacco dalle sue tette, lei tira su la testa, apre gli occhi e, mentre gli massaggio il buco del culo, ci guardiamo senza vergogna ma solo con tanta voglia di godere.
Il suo ano inizia a rilassarsi sempre di più e le mie dita fanno a turno a forzarlo, senza entrare, ma solo a saggiarne la resistenza.
Poi , raccolti un po’ dei suoi umori che hanno inondato il mio scroto, lo lubrifico e sempre guardandola negli occhi inizio a spingergli il dito medio dentro.
Lei apre la bocca come per gridare ma il grido gli rimane in gola, sembra rimasta senza fiato ed io mi fermo con la punta del dito dentro.
D’un tratto scende su di me impalandosi con il cazzo e facendo entrare il mio dito nel suo didietro, si ritira su e scende nuovamente affondandoselo completamente nel culo.
-“Porco… Sei un porco… Ecco cosa sei… Ma non ti fermare… Mi piace… Porco… Porco” – inizia a ripeterlo ad ogni su e giù come una cantilena.
Continuo a lubrificargli il buco del culo con i suoi stessi umori e con la mia saliva, inserendoci poi due dita.
Dopo un po’ di quel trattamento, l’ano è così dilatato che sembra che abbia preso cazzi nel culo da una vita tanto le dita vi scorrono dentro facilmente.
All’ennesima volta che si solleva la blocco in quella posizione e glielo sfilo dalla fica.
Sposto il bacino un po’ più giù sul letto mentre lei mi guarda smarrita, sorpresa, quasi a chiedere perché avessi interrotto quella meraviglia.
Quando gli poggio la cappella sul buco del culo mi guarda stranita e sorpresa.
Tenendola per i fianchi, la spingo leggermente in basso e la cappella inizia ad entrare.
Poi mi fermo così per abituare i muscoli anali alle mie dimensioni.
Piano piano mi accorgo che la stretta si sta addolcendo e allora spingo un po’ verso l’alto e contemporaneamente mia sorella spinge verso il basso e lentamente ma inesorabilmente il mio uccello sparisce nelle sue viscere.
-“Mamma mia come mi sento piena, ma… ma è bello,,, bellissimo…” – dice dopo un po’.
La prendo per le chiappe e la sollevo finché nel culo rimane solo la cappella, poi la faccio scendere fino a rientrare tutto in lei.
Ad ogni salita e discesa la sento più morbida e il nostro godimento inizia nuovamente a salire.
Prende le mie mani e se le mette sulle tette facendosele strizzare mentre lei fa un su e giù sempre più furioso sopra di me, con il mio cazzo che entra, ad ogni affondo, completamente nel suo culo.
Ad un certo punto s’irrigidisce, il suo corpo trema e si scuote, la testa gettata all’indietro, la bocca spalancata in un urlo silenzioso.
Mi fermo preoccupato che si senta male.
-“Oddiooo… Oddiooo… Come sto godendooo…” – farfuglia – “È troppo bellooo… Ooddiooo…Siii dai fratellinooo… Spingi porco… Sfonda il culo di tua sorellaaa…”
Capisco che sta godendo un orgasmo anale portentoso, allora riprendo ad affondare nel suo culo, colpo su colpo, fino a quando anch’io vengo riversandole un fiume di sborra nell’intestino.
Lentamente il climax scema ed Ale si accascia su di me.
-“Mamma mia, mi sento distrutta.” – sospira col viso affondato nella mia spalla – “Credo di non aver mai goduto in questo modo. Non credevo che si potesse godere così tanto con la sodomia!!!”
-“Ma non lo avevi mai fatto?” – chiedo stupito.
-“Con mio marito ci abbiamo provato un paio di volte, ma lui non mi aveva preparata bene, come hai fatto tu, ho sentito solo male e, allora, abbiamo lasciato perdere”.
-“Certo che tuo marito è proprio un pirla!!!” – esclamo – “Meglio che vi siate lasciati”.
-“Sì, ora lo capisco, ma ci sei tu che mi stai facendo recuperare il tempo perduto” – e, stringendomi a se, mi bacia con passione.
Restiamo così abbracciati, coccolandoci e lentamente il sonno ha la meglio su di noi e ci addormentiamo.

continua…

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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