Si distende e s’inchina
m’accovaccia come una cavalla da monta
come una cagna che piscia.
E’ lei la femmina
i suoi baci mi lasciano un sapore di olive salate
di ossi che spolpi e che sputi
in faccia a chi m’aveva convinta
che l’amore ha sembianze di maschio
La guardo mi sfamo.
Sapesse mia madre cosa s’annida dentro due tette?
Sapesse che tra due cosce di femmina
c’è un sesso che mi devasta
più potente di qualsiasi uomo che finora m’ha fatto abbaiare.
Le sue labbra mi cercano incessanti
non si rassegna
sento la sua lingua che batte
che filtra
che ficca
dove il pensiero non fa resistenza.
Mi volta
m’aggroviglia con i suoi fili di fiato
d’ardore di farmi godere
godo
sopra questa linea invisibile
d’accettare le mani
sulla mia pelle
che suda
che chiede
Sono questi gli occhi che andavo cercando?
Sono queste le labbra
che mi lasciano il sapore di olive salate?



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…