Mia cognata Maruska by 1948
Summary:

Ecco cosa accade con una cognata garvida non viene scopata dal marito


Categories: Etero Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 2 Completed: No Word count: 4778 Read: 13814 Published: 13/06/2018 Updated: 14/06/2018

1. Capitolo 1 by 1948

2. Visita ginecologica by 1948

Capitolo 1 by 1948

Si parlava in un giorno di festa invernale a casa dei parenti e dopo pranzo Maruska, mia cognata, chiede a Silvio suo marito, di accompagnarla a casa per prendere una torta che aveva fatto e che per distrazione aveva dimenticato. Lei diceva distrazione ma in realtà la dimenticanza era dovuta al suo stato: era incinta.
Silvio si è opposto ritenendo che per lei fosse uno strapazzo da non fare e non l’ha accompagnata, poi alla fine desistendo le ha detto "prendi la macchina e vai tu se vuoi!”.
Maruska ha preso le chiavi e si avviò imbronciata verso la porta ma è stata bloccata da Manuela dalla sorella che le disse che avrebbe chiesto a me di accompagnarla. Ho accettato volentieri perché con Maruska era sempre un piacere parlare e anche perché, pur restando nei limiti di un corretto comportamento, mia cognata mi era sempre piaciuto averla attorno. Anche le altre sorelle erano belle donne.
Ero felice che di accompagnarla e levandomi dalla sedia ha preso le chiavi dell’auto e ci siamo avviati all’automobile. Nel breve tragitto abbiamo chiacchierato parlando del comportamento di Silvio e della sua testardaggine a non volere andare a casa loro. La chiacchierata è stata breve e di quell’episodio poco simpatico non ne abbiamo più parlato perché lei si è rassegnata emettendo un respiro profondo ed in “Pazienza! Lui è fatto così!”
Arrivati a casa sua, che dista poco più di dieci minuti da casa dei genitori, pensavo di parcheggiare in doppia fila pensando che essendo festa i vigili non avrebbero rilevato l’infrazione; il tempo che serviva a lei per salire e scendere sarebbe stato brevissimo ma lei mi ha detto che avrebbe perso un po’ di tempo a preparare il vassoio e che avrebbe avuto difficoltà con il pancione che già si vedeva bene.
Per facilitarle le cose l’ho accompagnata in casa e mentre lei si dava da fare nel preparare il pacco si è complimentata con me per come trattavo la sorella e per la vita che le consentivo di fare.
Con un tono di invidia mi ha detto che con Silvio la vita non era proprio così rosea come poteva sembrare, che tra loro c’era qualche problema di compatibilità caratteriale e che i bisticci e le incomprensioni aumentavano sempre di più da quando era rimasta incinta.
Maruska è una ragazza di 30anni che finalmente sta realizzando ciò che nella vita sognava da sempre: avere un figlio. Dopo tante discussioni con il marito e tanti periodi no, Maruska e Silvio hanno deciso di cercare questo bambino e anche la loro storia sembra rafforzarsi ogni giorno di più, come ogni giorno cresce la pancia di Maruska. Lei è una ragazza minuta, con un bel fisico, amante della palestra e delle cure personali. Questa gravidanza, oltre ai fattori psicologici, inizialmente l’ha turbata un po’;.il suo fisico stava cambiando ed ora al 6 mese le sue forme cosi dolci iniziavano a farla sentire attraente.
Aveva sempre cercato di mantenere attiva anche la sua intimità con Silvio e proprio lui era piuttosto restio per i timori di provocare danni al bimbo; la vita sessuale un po’ le mancava.
Per incoraggiarla le ho risposto che la vita di coppia ha sempre dei momenti di attrito che si superano se c’è amore “…. ed anche sesso!” ha aggiunto lei.
Quelle parole mi hanno lasciato interdetto e lei, quasi capendo il mio stato d’animo, ha proseguito raccontandomi molte cose da cui ho dedotto che sotto quel punto di vista ha sempre invidiato Manuela perché aveva avuto la fortuna di trovare me e non uno come Silvio che pensa solo a se stesso dando sfogo al suo egoismo.
In casa di Maruska mi sono sentito a disagio ed il mio unico pensiero è stato che quello era lo sfogo di un momento.
Ma non è stato così. Maruska si è avvicinata e guardandomi negli occhi mi chiesto in modo sensuale se potessi darle le attenzioni che riservavo alla sorella.
Che fare? Che dire? Sono rimasto senza parole con la mente in tilt. Ho deglutito e quei minuti mi sono sembrati eterni e mi sono sentito impacciatissimo.
Lei non era come me; era spigliata e mi ha detto con candore “Con Manuela parliamo di tutto ed anche di come vivete il vostro rapporto intimo. Mi ha detto che potevo chiederti di trovare un’intesa tra noi che avrei potuto chiederti di aiutarmi a superare questo momento”
Erano parole pesanti e se ero già muto ora ero anche paralizzato. Era un miracolo che respirassi.
Mi chiedevo “perché la mia Manuela mi cedeva alla sorella?”.
Ma per incanto un movimento lo sapevo fare: avvicinare il mio viso al suo, le mie labbra alle sue per baciarci con delicatezza a suggellare la nostra intesa.
Le sorprese non erano finite e questa era la più inattesa. Infatti ha squillato il telefono: era Manuela che ha chiesto alla sorella di parlare con me “Senti, prima di tornare potete passare a casa a prendere la batteria di ricambio del mio cellulare che si sta scaricando?”
Le ho ricordato che non avevamo mai acquistato batterie di ricambio per il cellulare e lei mi ha risposto “Si, lo so. Ma se guardi bene è nella scatola del carica batterie”
Era un’evidente bugia che mi dato conferma che Manuela mi aveva fatto accompagnare la sorella di proposito.
Per avere una verifica immediata ho preso per mano Maruska e l’ho portata nella sua camera da letto matrimoniale, mi sono seduto sul bordo del letto e le ho detto “Fai uno spogliarello! Ti voglio vedere nuda”
Quell’azione rapida che non le ha dato tempo di replica e non ha protestato ma si è lasciata condurre con facilità forse già pregustando il seguito.
Lentamente ha Iniziato con sensualità a spogliarsi liberandosi di ogni parte dei suoi indumenti finché non è rimasta nuda lì davanti a me.
 Maruska era lì davanti a me, con i suoi capelli bruni e con una quarta da capogiro, con l’indice tra le labbra, la pancia un po’ rigonfia, le mammelle gonfie (se le aveva rifatte con una protesi) con i capezzoli appuntiti e la faccia da troietta.
Era un’immagine troppo attraente ed il mio cazzo reagì cercando di uscire allo scoperto ma con una rapida mossa ci ha pensato la mia bella cognata che si avvicinò sinuosamente ed in modo molto conturbante facendomi metter in piedi e con movimenti lenti mi ha spogliato lasciandomi con il solo pantalone per poi inginocchiarsi ad abbassarlo.
Con voce sensuale sussurrata “Ora capisco il perché Manuela ha sempre quell’aria soddisfatta e felice!” e nel dire queste parole ha abbassato lo slip restando a guardare il mio sesso che puntava dritto verso l’alto e verso di lei invitandola almeno a toccarlo.
E’ stato tutt’uno: l’ho presa per la testa e delicatamente l’ho fatta sollevare ed anche stendere sul letto.
Era una mossa per potermi mettere tra le sue gambe dove ho trovato un qualcosa di meraviglioso sia per i profumi sia per il sapore. Due grandi labbra rosa, non enormi, erano davanti ad un buchetto non più stretto come quello di una vergine, di sicuro l’aveva usato molto. Ho succhiato, leccato, penetrato con le dita quella meravigliosa figa con dolcezza.
Mi ha messo le gambe sulle spalle e le ha utilizzate per agitarsi e sollevarsi al momento dell’orgasmo quando ha anche portato la testa all’indietro emettendo un urlo soffocato.
E’ venuta dandomi in bocca il suo dolce succo di cui non ho perduto neanche una goccia. Mi ha guardato negli occhi e si è sollevata.
Era veramente rapante con quella pancia e le tette gonfie.
Io mi sono disteso sul letto e lei, nonostante fosse gravida, con movimenti rapidi si è letteralmente avventata sul cazzo con foga. Ho sentito le sue mani stringermi delicatamente, quasi fosse una carezza, le palle mentre con l’altra mano mi segava e mi spompinava.
“E a te piacerebbe essere scopata da un maschio con un bell’arnese tra le gambe?”
“Moltissimo” mi ha risposto.
“Ho l’impressione che più di uno e prima si concederà alle tue voglie! Ma non stasera. Stasera sarò io a scoparti. Mi sembra di essere amato da una ragazza vergine. Non credi?”
“Non desidero altro”
“Hai una figa decisamente invitante. Ancora stretta nonostante tutto, ma vedremo di rimediare!”
Maruska ha sospirato avvertendo l’intrusione nella sua rosetta posteriore un dito ma era infiammata, forse da un tentativo di inculata, non riuscita, da parte del marito ed allora ho dirottato il cazzo verso la figa. Con me ha cercato di rilassare i muscoli affinché il varco di entrata della sua vagina si allentasse e potesse meglio accogliere il cazzo che le stavo presentando.
“Spalanca la bocca!” le ho ordinato prima di riempir e Maruska lo ha avvolto con le labbra e la lingua, ingoiandolo fino a che il glande le ha attraversato l’ugola incuneandosi nella gola trattenendo i conati e lo ha succhiato ben insalivandolo.
In quei momenti pensavo che mia cognata fosse più troia di quanto avessi pensato ed allora l’ho attratta a me prendendola per la nuca e l’ho scopata in bocca fino a toglierle il respiro concludendo “Uhm! Sei proprio una bella troia, se mi permetti. Lei di meglio non saprebbe fare. Ora voglio farti mia!”
L’ho montata mantenendo un ritmo elevato, incurante della pancia, spingendomi sempre più al suo interno fino a riempirla con tutta la lunghezza del pene. Maruska ha assecondato le sue spinte agitando il bacino e mugolando moltissimo. Lo monta mi ha portato sull’orlo dell’orgasmo e quando un rivolo di sperma era fuoriuscito ho gridato con tutte le residue forze “Maruska, ti amo!”.
I nostri corpi erano ancora allacciati, scossi dagli ultimi spasmi che erano seguiti all’orgasmo che lei ha raggiunto.
Maruska ha inarcato le reni e serrato le gambe attorno ai miei fianchi, affossando i talloni nelle mie natiche quasi a volermi trattenere il più a lungo e il più a fondo possibile dentro sé.
Mi ha accarezzato la schiena ed i capelli con un gesto che sapeva di gratitudine, mentre cercava di recuperare il ritmo regolare del respiro.
Io, dopo averla energicamente penetrata per un buon quarto d’ora le ho riversato nel profondo del ventre i getti della abbondante eiaculazione e per inerzia continuavo ad andare e venire dentro lei con il mio membro insaziabile, facendola sussultare ancora.
In quei minuti l’avrei voluta vedere con un altro look e le ho detto che mi sarebbe piaciuto se avesse indossato quei suoi sandali da schiava tacco diciotto che la tengono in equilibrio precario, con una gag-ball che le tappava la bocca e i polsi agganciati dietro la nuca all’anello di un collare con il marito Silvio che ci guardava dall’angolo in penombra da dove gli avremmo potuto concesso di assistere al nostro amplesso.
Lei ascoltava attentamente e sospirava dicendo “Magari si potesse fare!”
Eravamo distesi, esausti e appagati, sul letto a due piazze che fino alla notte prima era stato occupato da Silvio e dove ora anche io avevo ormai preso posto accanto a sua moglie.
Maruska, riprendendo il controllo di sé, ha schiuso le palpebre e, con un languido sospiro, ha diretto lo sguardo verso di me che le scostavo alcune ciocche di capelli umidi di sudore sulla fronte
Lei sembrava compiaciuta, persino elettrizzata, nel constatare la mansueta passività con cui si era accoppiata ed io, continuando a studiarla, ho cercato le sue labbra ci ho posato le mie, immergendoci lascivamente la lingua.
Allo stesso tempo mi sono sfilato lentamente dalla sua figa violata e mi sono appoggiato, sfinito, contro lo schienale del letto. Ho circondato con un braccio le sue spalle e richiuso la mano su una sua mammella titillando il capezzolo ancora teso.
Il gesto stava ad indicare che il corpo di Maruska ormai apparteneva anche a me in modo definitivo.
Tutto ad un tratto si è fermata per dirmi “Oggi abbiamo poco tempo ma voglio sentire, almeno per provare, il tuo cazzo dentro di me nel culo, che dici?” e nel dirlo la troietta, affinché fosse chiaro dove voleva che entrassi, si è aperta le natiche mostrandomi l’entrata.
Per evitare conseguenze al figlio che aveva dentro, si è messa sul bordo letto con le gambe larghe e, dopo averla lubrificata molto bene con la saliva, l’ho penetrata senza indugio; ero troppo arrapato per chiedere di più o fare altre domande.
Era ciò che desideravo e lei con la complicità della sorella, mia moglie, aveva realizzato il mio sogno.
Il suo culo mi ha accolto e per quanto mi sembrasse stretto non ho fatto assolutamente fatica ad entrar. Mentre ero dentro si è avvinghiata a me legando le sue gambe dietro la mia schiena.
“Ora sfondami tutta mio bel puledro” a queste parole ho iniziato una cavalcata che le fece uscire dalla bocca cose che mai avrei immaginato di sentire da lei.
Ho continuato a scoparla come un forsennato anche quando ormai non riusciva più a tenere le sue gambe dietro la mia schiena e Maruska è venuta urlando ancora una volta. Quando ho sentito il mio cazzo contrarsi per spararle dentro tutto il mio sperma, lei si è stretta a me nuovamente tanto che non riuscivo più a muovermi ma sono riuscito ad inondarle l’intestino.
Siamo rimasti accoppiati così mentre lei mi mungeva il cazzo per far uscire fino all’ultima goccia della mia sborra.
La conclusione di quel fugace godimento è stata la promessa che mai ci saremmo separati.
Tornati a casa dei miei suoceri fummo accolti con entusiasmo per il dolce che avevamo portato ma anche Manuela aveva da festeggiare chiedendomi se avessi preso la batteria del suo cellulare. Le ho risposto che, pur avendola cercata, ovunque non l’avevo trovata.

Visita ginecologica by 1948

Maruska finalmente sta realizzando ciò che nella vita sognava da sempre: avere un figlio. Con la sorella ne aveva parlato tane volte anche davanti a me.
Dopo tante discussioni con il marito e tanti periodi di rapporti difficili con lui a causa del suo carattere, Maruska ha deciso che forse questo bambino sarebbe servito a rafforzare la loro storia e far cambiare il carattere di Silvio che prima del matrimonio era diverso. Lei ha pensato che lui abbia questo pessimo carattere perché non ha figli e lei fino a quel momento non ne ha voluti temendo di cambiare la sua fisionomia di fighetta che fa impazzire un po’ tutti quando la vedono.
Ora la pancia di Maruska cresce.
Maruska ha sempre avuto un bel fisico essendo amante della palestra e delle cure personali.
Questa gravidanza inizialmente l’ha turbata un po’ perché il pensiero di dover abbandonare i suoi adorati abiti taglia 40 le dispiaceva non poco ma l’amore e la voglia recondita di avere un figlio in effetti l’avevano convinta a farsi ingravidare.
Visto il cambiamento del carattere del marito ha anche pensato di separarsi e poi divorziare ma lui le consente di vivere una vita molto agiata che probabilmente altri uomini non le avrebbero dato; per come la pensava, lei voleva fare la mantenuta e dedicarsi alla cura del suo corpo per fare sesso con il suo maschio preferito. Certo sposandosi aveva abbandonato questa idea che però è riaffiorata prepotentemente con il cambiamento del comportamento di Silvio.
Nel guardarsi allo specchio dell’armadio anche sotto gli occhi della sorella ha constatato che il suo fisico sta cambiando ed ora, al sesto mese, le sue forme cosi dolci iniziavano a farla sentire più attraente di prima.
In quei sei mesi ha sempre mantenuto attiva la sua intimità con Silvio e proprio lui era piuttosto restio per i timori di provocare danni al feto. Ma lei era irresistibilmente attratta dal farlo perché la vita sessuale un po’ le mancava.
Un’ occasione l’aveva avuta il giorno che mi aveva sedotto e da allora ero diventato il suo amante preferito perché mai avrei potuto né parlare di sesso fatto con lei e tantomeno lei riferire alla sorella che l’aveva fatto e che lo faceva.
Un’occasione speciale l’ha avuta quando per motivi di lavoro era a casa sola perché Silvio aveva una serie di incontri di lavoro che lo avrebbero tenuto lontano da casa e Maruska ha approfittato per stare di più con la sorella ed anche per rivedersi con le amiche.
In uno di quei giorni aveva l’appuntamento per il controllo mensile dal ginecologo.
Dopo pranzo si ha fatto una doccia ed ha approfittato per passare un po’ di tempo a coccolarsi.
Si è messa davanti allo specchio, cosa che faceva spesso, a massaggiarsi spalmando una buona crema idratante su tutto il corpo, si è soffermata ad accarezzarsi le mammelle che erano notevolmente cresciute e stimolare e tirare i capezzoli che si erano allungati un po’ e si erano anche scuriti ed al tocco diventati turgidi. Si è così accorta che adesso erano molto sensibili.
Le piaceva guardarsi allo specchio mentre se li accarezzava.
Nell’accarezzarsi e spalmare la crema è arrivata alle gambe e poi ai glutei che si erano arrotondati, che nonostante l’ingrossamento dovuto alla gravidanza, rimanevano ancora sodi anche perché non aveva abbandonato l’abitudine di andare in palestra che era un piacere che non voleva farsi mancare finché possibile.
Nel guardarsi allo specchio si ha guardato anche la figa che sarebbe diventata la protagonista nel momento del parto e che con le voglie che aveva era protagonista sia con il marito (per la verità molto poco) e molto con me, cognato-amante.
Certo è che la pancia le permetteva più di vederla direttamente, aveva bisogno dello specchio. Aveva così visto che le depilazioni erano servite e che quel giorno ne poteva fare a meno ma comunque per dare l’idea di una figa ben pulita e curata pensava darle una ripassatina così come faceva quasi ogni giorno. Ma con la pancia depilarsi era diventato un problema perché l’avrebbe dovuta fare guardandosi lo specchio.
Per farla ha preso una sedia e si è seduta a gambe divaricate davanti lo specchio, con una spugna si ha inumidito il pube e le la figa, poi con un rasoio ha sfoltito rapidamente un po’ di peluria che era cresciuta, ma fare quell’operazione allo specchio non era semplice e se ne rese conto subito. Maruska da giovane donna che non si arrende davanti alle difficoltà per essere bella ha telefonato immediatamente all’estetista ed ha preso per il giorno seguente l’appuntamento mantenendo le gambe divaricate lì davanti allo specchio. Finita la telefonata ha continuato a guardarsi allo specchio a gambe aperte: la gravidanza aveva reso la vulva soffice, il clitoride era sempre lì ben in vista, le grandi labbra leggermente aperte ed anche molto invitanti.
Per levare dalla pelle e dagli scarsi peli l’umidità ha usato una salvietta e quel contatto, mentre si guardava, le ha fatto venire un brivido. Vedendosi nuda e pronta ad essere oggetto di rapporto sessuale le è venuta voglia di godere ed era favorita dal fatto che la vulva ed il clitoride ora erano ancora più sensibili; infatti è stata sufficiente una leggera pressione per provocarle piacere.
La voglia di godere era tele che decise di lasciarsi andare alle sue voglie. Ha sistemato rapidamente l’anta a specchio dell’armadio in modo che sedendosi comoda appoggiata alla testata del letto si vedesse riflessa per intero e, sistematasi sul letto, ha iniziato ad accarezzare dal basso verso l’alto l’aperura delle grandi labbra fino al clitoride diventato ormai duro. Le sue piccole labbra hanno seguito le grandi a seguito dell’azione delle dita. Lei le vedeva già umide di piacere e, quando con l’indice si è toccata l’apertura della vagina, era già un lago bollente. In quelle condizioni non poteva più resistere e con vigore ha iniziato a sditalinarsi con un dito. Ha continuato verso l’orgasmo mettendone anche due dita mentre col pollice tormentava il clitoride ma la sensazione era che le due dita non erano sufficienti a soddisfarla; stava impazzendo dalla voglia di qualcosa di grosso che le desse ancor più piacere, due dita non erano sufficienti. Ha provato con il tubetto della schiuma per depilarsi e inizio a spingerlo dentro. allo specchio lo vedeva entrare e uscire dalla sua vagina bagnatissima godendo come una vera porcellina in calore in una fase acuta di libidine. Quando venne gemette forte che se qualcuno l’avesse sentita si sarebbe realmente preoccupato che le fosse successo qualcosa di grave.
Quell’orgasmo così intenso le procurò delle contrazioni e cerco di rilassarsi.
Ripresasi dallo stordimento temporaneo dell’orgasmo si è ricordata che aveva l’appuntamento con il ginecologo ed allora, vista l’ora, si è vestita e dopo circa un’ora dopo era nello studio del ginecologo.
Tar sé si disse che per questa volta dal ginecologo sarebbe andata in quelle condizioni con i peli non perfettamente rasati.
Il ginecologo era una donna che lei aveva scelto per i modi confidenziali ed assai amichevoli che aveva ed allo stesso tempo perché femmina. Ogni volta Maruska si sentiva come a casa nella sua totale intimità come se al di fuori di loro non ci fosse nessun altro.
Appena uscita la paziente precedente, la dottoressa si affacciata alla porta per chiamare Maruska con la rituale confidenzialità “Allora Maruska come andiamo?” le ha chiesto facendola accomodare su una poltrona davanti alla scrivania.
Le ha fatto poi delle domande con un modo molto dolce per riempire la cartella con i dati delle ultime sensazioni avute a cui la ginecologa ha aggiunto i valori delle analisi, le ha misurato la pressione ed ascoltato con attenzione alcuni sintomi di scarso significato nonché le domande di Maruska le poneva.
Maruska da quella donna e si compiaceva di averla scelta per i bei modi che mettevano a proprio agio e sapeva rassicurarla su ogni dubbio
Inoltre erano le due donne, entrambe giovani, erano quasi coetanee quindi con esperienze personali parallele che in alcuni casi erano comuni.
“Ora Maruska, da brava dovresti spogliarti così ti fai vedere ed io potrò vedere il tuo magnifico corpo che a dire il vero ti invidio tantissimo. Puoi tenere la maglietta. Poi ti peso e facciamo la visita. Ok?”
“Ok. Va bene!”
Rimase cosi con la maglietta dopo essere scesa dalla bilancia la dottoressa l’ha invitata a mettersi sul lettino con il suo aiuto.
La ginecologa era scura di carnagione e di capelli, magra alta anche a causa dei tacchi molto alti che indossava.
Per la peluria che non aveva potuto depilare, Maruska si è sentita un po’ in imbarazzo ma la ginecologa, forse abituata a ben altro, sembrò non farci troppo caso.
Per farle accomodare le gambe sui supporti, Maruska ha sentito che le mani della dottoressa le sfioravano le cosce passando lentamente la mano per godere della pelle vellutata che aveva.
La dottoressa ha iniziato la visita palpando l’addome, le ha poi fatto sentire il battito del cuore del suo bimbo dandole delle forti amozioni.
“Ed ora che abbiamo sentito il tuo piccolo che sta benone facciamo l’atra parte della visita: quella della vagina e dell’utero”
Maruska, in quel momento, alle parole della ginecologa, ha avuto come un senso di vuoto allo stomaco ed ha avvertito le strane voglie di qualche ora prima ed ha pensato “Oggi sono insaziabile!”
La dottoressa per la visita si è avvicinata alla figa di Maruska già spalancata davanti a lei e, indossati i guanti monouso, con l’indice e il pollice di una mano le ha allargato ancor di più le labbra.
Maruska a quel tocco ha sussultato e la dottoressa accorgendosi del suo stato le ha chiesto “Sei tutta arrossata Maruska, senti male o bruciore?” e lei ha risposto “Non particolarmente”.
L’arrossamento era dovuto allo sgrillettamento che si era fatta a casa ed era ancora evidente che l’avesse fatto perché quello era il residuo; lei pensava che non fosse evidente ma la dottoressa se n’è accorta e prontamente ha controbattuto “Cara Maruska, ora vediamo subito cos’è successo. Abbi pazienza, ma devo fare un’esplorazione interna alla vagina ed è probabile che ti dia un po’ fastidio, con questo arrossamento che ti ….” ed ha sospeso la frase lasciando intendere chissà cosa ma per Maruska il significato era chiaro.
Immediatamente dopo ha infilato un dito all’interno della vagina che manteneva allargata con le dita. Avrebbe potuto usare un divaricatore ma per ciò che aveva intenzione non era necessario.
A quella introduzione e contemporanea dilatazione, Maruska ha avuto un movimento di contrazione, ma inaspettatamente non era di dolore ma di piacere; stava iniziando a bagnarsi ancora a seguito del movimento di quel dito che si muoveva e lei si meravigliò di provare piacere.
Non si aspettava quella situazione e un po’ si vergognava ed aveva paura che la dottoressa se ne accorgesse.
“Ti sto facendo male? Sento che stringi la vagina?”
“No, no. Fai pure non ci sono problemi” era una risposta falsa perché anche il tono della voce la stava tradendo ed aveva difficoltà a trattenere il respiro profondo.
La dottoressa, che stupida non era, ormai si è accorta che quella mamma vogliosa stava godendo ed anche lei che toccava lo faceva con lo scopo di darle un orgasmo per il gusto di vederla dimenarsi sotto le sue mani e chissà anche della sua bocca.
“Qui va tutto bene. E’ un’irritazione da sfregamento. Dovresti essere più delicata quando hai rapporti o ti accarezzi da sola carezze intimamente. Mi spiego?”
“Ah, si! Ceerto!” le ha risposto con un sussurro sensuale Maruska che era già con la mente avviata all’orgasmo.
“Ti prescriverò una crema emolliente e lubrificante che potrai usare anche per le tue carezze intime da sola ed anche con il tuo uomo”
“Sei gentile. Ok, grazie”
“Devi avere ancora qualche minuto di pazienza, devo terminare la visita” ed ha Infilato un altro dito nella figa di Maruska che era diventata un lago e pulsava per la voglia di fare sesso con le grandi labbra gonfie e il clitoride durissimo fuori della sua custodia.
La dottoressa ora aveva Maruska ancora tra le mani e con le dita era dentro la sua figa nella posizione migliore per sentirla e vederla eccitatissima. Alla donna non le restò che muovere le sue dita dentro la figa della ragazza. Lei sapeva da esperta dove e come toccarla ed intanto col resto del palmo della mano premeva sulla vulva e sul clitoride.
Maruska a quel punto ha capito che non era una visita normale. La ginecologa da brava dottoressa stava assecondando le sue voglie di porcellina eli si è abbandonata a quelle attenzioni con vero piacere.
Maruska avrebbe voluto anche gemere, ma non voleva essere spudorata, pero essendo molto eccitata sentiva stimoli irrefrenabili e non poteva più resistere.
Quando ha sentito che l’orgasmo era vicino ha iniziato a muovere il bacino contro la mano della dottoressa che continuava a fissare quella figa che colava sotto le sue dita “Da brava, Maruska, non muoverti cosi. Non riesco a visitarti!”
Quelle erano parole di sfida e Maruska non avendo più remore, ha iniziato a gemere mentre la dottoressa cercava di tenerle fermo il bacino
Nonostante la ginecologa tentasse di tenerla ferma lei venne senza più soffocare i gemiti.
La dottoressa ha estratto le dita e si ha tolto il guanto inzuppato dagli umori di quella figa ancora spalancata e pulsante dal piacere. Ha preso una salvietta e l’ha asciugata.
Maruska ha avuto ancora un fremito e si è trovata un po’ imbarazzata ma la dottoressa l’ha rassicurata “tutto a posto Maruska. Ti do un po’ di crema per il tuo arrossamento e se vuoi te la posso anche spalmare così agisce già da ora. La vagina e la vulva in questo periodo sono molto sensibili”.
Così ha preso il tubetto di crema e con delicatezza, guardandola con aria maliziosa le ha cosparso la vulva di crema e insinuato leggermente un dito nell’apertura allargandola ancora mettendo anche lì un po’ di crema.
“Ora puoi rivestirti cara!” e la dottoressa l’ha aiutata a mettere giù le gambe, Maruska si seduta sul lettino per scendere e ha notato che la donna aveva il camice aperto. Dall’apertura compariva il pelo nero e folto della figa ben in vista e luccicante di bagnato segno che anche lei aveva goduto mentre masturbava la vogliosa Maruska pazientemente.
Le due femmine si sono guardate reciprocamente scambiandosi uno sguardo complice di intesa e hanno fatto un sorriso che non era di circostanza un istante prima di ricomporsi.
Dopo le prescrizioni mediche si salutarono come 2 vecchie amiche.
La sera, dopo cena, Maruska si sentiva stanca e non vedeva l’ora di andare a riposare aspettò la telefonata del suo Silvio e poi andò a riposare ma prima di chiudere gli occhi ha pensato di telefonare alla sorella per ragguagliarla sull’esito della visita. Non le ha raccontato del ditalino che le ha fatto la ginecologa ma ha chiesto del cognato; voleva rassicurazioni che stesse bene ed in salute chiedendo anche se fosse sveglio e lì nel letto.
La sorella l’ha trattenuta qualche minuto in più e l’ha incalzata volendo sapere alcuni particolari della visita ginecologica per scoprire se la dottoressa avesse fatto sesso con lei.
“Strano che durante la visita abbia avuto fastidio! Solitamente quando visita me non accade. Ha usato per caso del gel prelevato da un tubetto verde scuro ed ha usato guanti di colore celeste?”
“Si. Ti dirò se proprio lo vuoi sapere, che erano anche molto ben aderenti alla mano ed avevano la manica lunga”
“AH! Ho capito che cosa ti ha fatto. Quella ispezione che ha fatto è effettivamente un po’ dolorosa soprattutto quando entra avambraccio. Immagino che prima ti abbia lubrificato bene e che poi, dopo il primo fastidio, le sensazioni siano state piacevoli. A me è successo così”
Ma l’ora era tarda e si salutarono a quel punto perché il giorno seguente Maruska aveva un appuntamento.

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