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M. di Rebis
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Indice
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M fu un errore o forse un disperato momento di pura e semplice necessità da parte mia.
Bazzicavo il posto dove lei lavorava, una pizzeria ormai chiusa. Avevo conosciuto sua cugina. Dopo una storia di un anno era finita.
M era africana. Aveva capelli lunghi che arrivavano fino a metà schiena. Seni nella media e un corpo che risvegliava certe fantasie per mera natura.
Detto ciò, al corpo da troia associava anche una mente da troia.

Conoscendola M non era un gran che. A parte il corpo, sembrava che il suo solo scopo nella vita fosse scopare. Aveva una figlia, di cui non riusciva a occuparsi granché. E ogni tanto alzava il gomito.
Per un po' avevo titubato tra il provarci o no ma poi le cose erano cambiate.
Ero a quella pizzeria e dovevo andare al bagno. Il bagno era uno solo. Espletati i miei bisogni, faccio per uscire quando entrò lei.
Entrò, si tirò giù i calzoni e urinò abbondantemente davanti a me. Con totale impudicizia.
-Ti piace?-, me lo chiese con un sussurro.
annuii e nel mentre strinsi i suo glutei con le mie mani. Ci fermammo: c'era gente e lei sembrava quasi starmi valutando. Le offrii da bere un paio di volte, per comprarmi la sua simpatia.

Passarono i mesi, poi, un giorno andai alla pizzeria.
M aveva un paio di shorts e una maglietta. Appena arrivai si mise davanti a me, girata di schiena esponeva un sedere delineato con precisione anatomica.
Stringerle i glutei fu un must ma mi accorsi che lei voleva di più.
Mi avvicinai di più e iniziai ad accarezzarle la vulva da sopra i calzoncini. Notando che gradiva mi resi anche conto di quali sarebbero state le conseguenze se ci avessero beccati. Gravi, specialmente per lei. Così le dissi che dovevamo farlo in un altro posto.

La accompagnai a casa sua ma presto sarebbe arrivato il suo ragazzo e allora per me sarebbero stati dolori.
Andammo in cantina.
La cantina era deserta. Il rischio c'era ma eravamo talmente eccitati che l'idea di essere scoperti era lontana anni luce dalle nostre preoccupazioni. M aveva appena due anni più di me ma aveva già fatto tutto quello che si poteva fare quanto a sesso.
Pensate a un esperienza e lei probabilmente l'ha fatta.

Me lo succhiò ma solo per breve tempo. Poi, degnamente protetto da un comdon, la penetrai mentre stava a pecora.
per equità l'avevo masturbata con le dita ma la verità era che era talmente bagnata che avrei potuto ben farne a meno.
La luce era incostante ma per me rendeva solo tutto più eccitante.
Infine venni dentro al condom con lei che godeva da troia qual'era.
Note finali:
aleessandromordasini@gmail.com per critiche o commenti.

Scusate se é breve