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Note dell'autore:
Capitolo 1
Capitolo 1

Tutto cominciò parecchi anni fa, ai tempi ero impiegato come magazziniere in un supermercato della città dove abito tutt’ora ed ero fidanzato con una bellissima ragazza che studiava all’università; lei era molto impegnata con lo studio e ci vedevamo quasi esclusivamente nei fine settimana, sempre se non aveva molto da studiare, io invece uscivo regolarmente tutte le sere con gli amici, di conseguenza avevo delle avventure occasionali che mi tenevano parecchio impegnato, aggiungerei per fortuna perché lei era sempre poco disponibile, oltre che non particolarmente abile a letto, però mi piaceva molto e la situazione mi stava bene.
Una delle tante serate nelle quali ero solo con gli amici mi capitò di conoscere la coppia che sarebbe diventata la protagonista di un’esperienza davvero favolosa.
Quella sera avevo fatto gli straordinari al lavoro, avevo finito alle 21, ero andato a casa e dopo cena feci una doccia, poi decisi di uscire ugualmente nonostante fossero già le 22,30 e la mattina seguente la sveglia mi avrebbe buttato giù dal letto alle 07,00. Non avevo voglia di stare in casa, era giugno e faceva già parecchio caldo, quindi decisi di andare al solito bar dove uscivo abitualmente e bermi una birra fresca con gli amici. Presi quindi la moto e raggiunsi velocemente il bar; c’era parecchia gente, le ventole sul soffitto del locale giravano vorticosamente per rinfrescare un po’ i clienti e le luci avevano uno strano effetto, quasi stroboscopico. Mi sedetti su uno sgabello davanti al bancone, salutai gli amici ed ordinai una birra fresca al mio amico barista, anche lui giovane e molto brillante con la gente. Fu lui che mi fece notare una coppia seduta ad un tavolino; lui un ometto sulla quarantina quasi calvo, cicciottello e vestito molto elegante, lei una donna sulla trentina, capelli lunghi neri legati da un coda di cavallo alta, carnagione chiara e con un viso bellissimo, fisico mozzafiato avvolto da un tubino nero molto elegante e dall’aspetto molto distinto. Mi sembravano fuori luogo in quel locale frequentato perlopiù da gente giovane e poco elegante, da quelle parti giacche e cravatte si vedevano solo prima dei matrimoni di amici, quando si passava al bar per bersi qualcosa prima di andare alla cerimonia, insomma non passavano inosservati, soprattutto lei.
Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, si girò un paio di volte verso di me ed in nostri sguardi si incrociarono, io non cambiai obiettivo, lei invece girò la testa altrove entrambe le volte, il barista mi parlava ma io ero molto concentrato su di lei, infatti disse a gran voce:
- “Ragazzi Gianluca è di punta, piantala di fissare la tipa non vedi che è occupata? Poi una donna come quella vuole il cazzo aristocratico, tu sei un poveraccio non te la darebbe mai!!!”.
Tutti i mei amici ridevano e la cosa mi fece desistere, una donna come lei effettivamente era fuori dalla mia portata, quindi mi convinsi che non era il caso di continuare e ridendo pure io dissi:
- “Vai a cagare e seguitelo tutti voi, non si può guardare una donna che subito pensate che la vorrei scopare, poi lo sapete che sono fidanzato ufficialmente e sono una persona fedele!”.
Le risate furono ancora superiori a quelle di prima e tutti mi davano del puttaniere e del traditore; in fin dei conti non avevano tutti i torti, avevo 21 anni ed ero molto superficiale, soprattutto sul sesso e la fedeltà. Aiutato dal fatto che ero un bel ragazzo, con un bel fisico, giocavo a calcio in una squadretta dilettantistica della mia città, non ero titolare fisso solo per il fatto che conducevo una vita sregolata e sul campo non rendevo come avrei potuto, il mio allenatore me lo ripeteva continuamente. Il fatto di far parte della squadra mi procurava parecchie opportunità con le ragazze che ci seguivano, il solito stuolo di troiette che si offrono volentieri come premio per le vittorie, insomma non vorrei peccare di modestia ma piacevo parecchio alle ragazze ed anche a donne più mature.
Ad un certo punto una ragazza della compagnia disse una cosa che fece scattare la scintilla alla signora elegante, lo seppi tempo dopo parlandone con lei su come si fosse decisa a farsi avanti:
- “Povera Roberta (il nome della mia ragazza), innamorata persa di uno stronzo, se solo sapesse la metà delle cose che solamente sospetta ti avrebbe già mollato da tempo, però ti vuole troppo bene e non vuole vedere la realtà…”.
Le risate continuavano sempre più forti ed i commenti sempre più pesanti, io ero un po’ imbarazzato ed istintivamente mi girai verso la signora, vidi che mi guardava senza distogliere lo sguardo, io la guardai dritta negli occhi, lei sorrise ed alzò il bicchiere quasi a brindare alla mia salute, io feci altrettanto con la bottiglia di birra che avevo in mano e continuai a ridere e scherzare con i miei amici.
Poco dopo le acque si calmarono e tornò un minimo di tranquillità all’interno del locale, quindi tornai ad osservare la signora, lei adesso contraccambiava gli sguardi ed i sorrisi, l’eccitazione saliva ed il caldo era sempre più insopportabile. Mi alzai per andare in bagno e passai davanti al tavolino dove si trovavano la signora ed il suo accompagnatore, lui teneva gli occhi bassi e non sembrava interessato a cosa succedeva tra di noi. Un corridoio laterale al bancone del bar conduceva ai servizi ed in fondo c’era una porta che conduceva all’esterno in un vicolo dove c’era un cortiletto ed i cassonetti dell’immondizia, era sempre aperta durante l’apertura del locale, sovente c’era gente che si sfogava perché aveva bevuto troppo. Percorrendo il corridoio girai lo sguardo e vidi che lei si era alzata e dava l’impressione che mi stesse seguendo, arrivato in fondo, invece di andare in bagno, decisi di capire se lei si fosse alzata per seguire me oppure semplicemente per andare in bagno. Il cuore mi batteva forte in gola, quella donna mi piaceva, la vedevo come una preda al di fuori della mia portata e proprio per quello la volevo. Arrivato alla porta che conduceva sul vicolo la aprii, mi girai verso di lei ed uscii, dissi tra me e me “O la va, o la spacca!!!”. Uscito nel vicolo mi appoggiai al muro ed aspettai trepidante, la porta non si apriva e le mie speranze sembravano svanite, ero già pronto a rientrare quando finalmente lei si materializzò come una visone davanti ai miei occhi: adesso la potevo vedere bene, era alta quasi come me (io sono alto 1,85 mt.), aiutata da due tacchi vertiginosi, aveva un corpo da sballo con due tette favolose, grosse per un fisico così snello, al primo sguardo avevo valutato una terza, gli occhi erano di un azzurro intenso ed il viso angelico faceva da ciliegina sulla torta su una donna di una bellezza quasi imbarazzante, poi la coda di cavallo alta mi ha sempre colpito in una donna, anche adesso quando vedo una donna con tale acconciatura non posso fare a meno di girarmi e guardare compiaciuto. Scese i quattro scalini per raggiungermi con una sensualità sconvolgente, sembrava sfilasse per come ondeggiava il corpo, mi sorrise quasi imbarazzata e mi disse:
- “Ciao”;
- “Ciao” - risposi io intimidito, seguirono alcuni secondi di silenzio assoluto, l’unico rumore proveniva dall’interno del locale. Bisognava rompere il ghiaccio ed io ero stranamente svuotato da ogni iniziativa che solitamente mi contraddistingueva, mai avevo provato un tale imbarazzo, di solito ero molto spigliato ed a volte sfrontato con le donne, con lei mi trovavo in enorme difficoltà, non sapevo cosa dire, la cosa era inusuale per me quindi mi uscì di botto una frase a caso:
- “Perché mi hai seguito? Posso esserti utile?” - pensavo di avere detto una cagata colossale ed essermi giocato la mia chance, invece lei rispose:
- “Dipende, io cerco divertimento, tu sei in grado darmi quello che voglio?” - la risposta mi spiazzò completamente, ero nella situazione dell’alunno interrogato dalla maestra che non sapeva cosa rispondere.
Si avvicinò a me, mi spinse contro il muro, mi guardò negli occhi e mi diede un bacio sulla bocca, leggero, senza lingua, poi si allontanò, sorrise e disse:
- “Mi spiego meglio?” - io feci segno di sì con la testa restando muto come un pesce e con il cazzo che mi esplodeva nei pantaloni - “Siamo tra adulti quindi sarò diretta e concisa con te, io cerco sesso, senza coinvolgimento di nessun tipo, ne ora ne mai, chiaro?”.
Mi sembrava di essere in un film porno e credevo di essere vittima di uno scherzo, quindi le chiesi:
- “Stai scherzando vero? Sei d’accordo con qualcuno dei mei amici e mi state prendendo per il culo, ammettilo!”;
- “Senti, io non sono nemmeno di queste parti, non conosco nessuno dei tuoi amici, non sto scherzando, tu mi piaci e cerco sesso, semplice, se ti sta bene ne parleremo meglio, altrimenti ti saluto!;
- “Ok, parliamone meglio, ma il tuo uomo, quello che ti accompagna chi è?”;
- “Lui è mio marito, ma adesso non c’entra niente, il discorso è tra me e te, di lui non ti devi preoccupare, quello che voglio capire da te è se sei interessato alla cosa, poi ti spiego tutto.”;
- “Come potrebbe non interessarmi fare sesso con una donna come te, mi sorprende che sia tu a propormi la cosa, di solito sono io che imposto certi discorsi con una donna, non viceversa, credo che tu possa capire la mia perplessità!”;
- “Certo, adesso ti spiego tutto: io e mio marito ci amiamo, lui ha sempre avuto il desiderio di vedermi fare sesso con un altro uomo davanti ai suoi occhi, lui non partecipa, guarda solo, io all’inizio ero titubante ma per assecondarlo sono entrata nel gioco, adesso eccita molto anche me, quindi sono alla ricerca di un bel ragazzo come te che partecipi al nostro gioco, se hai domande da fare falle pure, io sono qui.”;
- “Quindi se ho ben capito voi uscite e cercate ogni volta un ragazzo che piace a te, lo convincete ad entrare nel gioco e poi tu fai sesso con lui davanti a tuo marito, permettimi ma sono molto sorpreso, ho bisogno di capire meglio.”;
- “No, noi non cerchiamo partner occasionali, noi cerchiamo una persona che sia sempre la stessa, fino a poco tempo fa c’era un ragazzo con il quale ho fatto sesso per un anno, solo con lui, adesso si sposa e ne cerchiamo un altro che sia disponibile a sostituirlo, io voglio capire se tu sei il ragazzo giusto oppure no, capisco il tuo scetticismo ma le cose funzionano così. Naturalmente non è detto che tu abbia le caratteristiche giuste per noi, ma questo si vedrà con il tempo.”;

Visto che quella che sto raccontando non è la trama di un film porno, dovete capire che trovarsi in una situazione del genere non è una cosa che capita tutti i giorni; in un film hard a quest’ora il protagonista avrebbe scopato la signora vogliosa già tre volte, la realtà invece è un’altra, una proposta del genere ti spiazza, prima pensi ad uno scherzo, poi temi di cadere in una trappola con persone poco raccomandabili, insomma i dubbi sono tanti e solo chi si è trovato nella mia stessa situazione, inaspettatamente oltretutto, può capire fino in fondo tutti i miei dubbi. Quindi risposi alla signora:
- “Devo pensarci, scusa ma ho bisogno di valutare e capire la proposta, credo tu capisca.”;
- “Certo che capisco, non è mia intenzione scopare stasera e sono imbarazzata come te a parlarti di questa cosa, prenditi il tempo che vuoi e poi fammi sapere se vuoi approfondire il discorso.”;
- “Ok, ma come faccio a contattarti per farti sapere? Mi dai il tuo numero?”;
- “Io per te non esisto, ricordatelo, sarò io a contattarti, diciamo tra una settimana, ok? Ah comunque piacere Simona” - si avvicinò a me, sorrise e tese la mano per stringermela;
- “Ok allora piacere Gianluca” - Lei si avvicinò e mi baciò nuovamente, stavolta fu più appassionato il bacio, mise la lingua all’interno della mia bocca e limonammo dolcemente, poi si girò, mi sorrise nuovamente , chiuse la porta senza più girarsi e scomparve.

Io rimasi li fuori per alcuni minuti, non volevo che ci vedessero rientrare insieme, quando tornai dagli amici loro non erano più nel locale. Quando tornai a casa non riuscivo a prendere sonno, l’incontro era stato troppo eccitante e strano per me, quella sera mi masturbai nel letto come non facevo da tempo; mi sembrava di essere tornato bambino quando mi segavo quasi tutte le sere davanti ai giornaletti porno che mi passavano gli amici, solo che davanti ai miei occhi avevo Simona, venni molto velocemente ed in maniera abbondante, non oso immaginare quanto potessi durare se mai avessi avuto un rapporto sessuale con lei, avrei fatto una figuraccia meschina.
I giorni passavano lentamente ed i miei pensieri erano perennemente rivolti a Simona ed alla proposta indecente che mi aveva fatto, come potevo prendere una decisione davanti ad una cosa del genere? Da un lato la cosa mi eccitava, scoparsi una donna così sarebbe stato bellissimo, però davanti al marito era una cosa davvero imbarazzante. Immaginavo lui che si masturbava mentre scopavo sua moglie, e se per caso allungava una mano ed era bisex cosa avrei dovuto fare? In quel caso credo che lo avrei riempito di botte.
Poi immaginavo di essere troppo imbarazzato che nemmeno mi venisse duro, oppure che fossi venuto subito, insomma prendere una decisione vi assicuro che non era semplice, ripeto che non era un film porno ma la realtà.
Il sabato seguente io e la mia ragazza uscimmo, lei era particolarmente raggiante perché aveva superato brillantemente un esame difficilissimo, era bellissima quella sera. Indossava un paio di jeans molto aderenti che le fasciavano il suo meraviglioso culetto, aveva una camicetta rossa legata in vita che faceva intravvedere la sua pancia definita, era una sportiva anche lei, giocava a pallavolo sovente con le amiche e si allenava regolarmente. Ero andato a prenderla in moto sotto casa e quando la vidi le dissi:
- “Cazzo Roberta sei bellissima, come faccio a non saltarti addosso immediatamente?”.
Lei mi baciò appassionatamente, poi girò lo sguardo preoccupata verso la finestra di casa sua temendo che i suoi genitori ci stessero guardando e disse:
- “Non sicuramente qui sotto, pazienta un po’, lo farai più tardi”.
Eravamo diretti ad una piazzetta dove avevamo appuntamento con gli altri amici, da lì avremmo deciso dove continuare la serata, non potevo rientrare troppo tardi perché il giorno dopo avevo un partita con la mia squadra di calcio. Durante il tragitto andavo piano in maniera da poter parlare con lei:
- “Stasera sei uno spettacolo, non credo di poter arrivare alla fine della serata senza fare sesso con te, cosa dici se facciamo un salto alla tana?”. La tana era un appartamento di un amico, lui era il proprietario, era lontano da casa per lavoro da alcuni mesi, tornava periodicamente in città ed aveva lasciato le chiavi a me ed ad un paio di amici, lo usavamo per dare delle festicciole tra amici, oppure per scopare in tranquillità con le rispettive ragazze, in cambio lo tenevamo pulito ed in ordine.
Lei disse che eravamo in anticipo e che andava bene, oltretutto aveva voglia di festeggiare per il bel voto che aveva preso, quindi andammo alla tana. Per far capire che l’appartamento era occupato eravamo soliti lasciare la luce accesa nel corridoio, era il segnale per gli altri che non potevano usufruirne.
Appena entrati in casa Roberta mi spinse contro la parete del corridoio e mi baciò appassionatamente, la scena mi riportò alla mente il bacio con Simona nel vicolo, il cazzo mi scoppiava nei pantaloni, lei mi tolse la maglietta e cominciò a baciarmi il petto, poi si abbassò, mi slacciò i pantaloni e li abbassò, tirò fuori il cazzo e cominciò un pompino insolito per lei, era davvero strana per lei tanta foga, come avevo già detto non era solitamente così scatenata, la cosa mi fece molto piacere, appoggiai la mano destra sulla sua testa e glielo feci prendere tutto in gola, la feci quasi vomitare, il cazzo era pieno della sua saliva, lo tirò fuori e mi disse di fare piano, così glielo avrei fatto andare di traverso, poi lo riprese in bocca e se lo infilò lei tutto in gola, facendoselo quasi andare nuovamente di traverso. Aveva le lacrime agli occhi ma continuava a spingerlo in gola fino ad arrivare in fondo, comportamento davvero strano per lei, la cosa mi piaceva, avrei avuto voglia di venirle in bocca senza nemmeno scoparla, a volte si faceva sborrare in bocca, poi correva in bagno a sputarla, capitava comunque molto di rado, di solito le venivo sulla pancia o sul culo, prendeva la pillola ed usavamo raramente il preservativo. Ad un certo punto si alzò, mi prese per mano e mi accompagnò in camera da letto, si sedette sul letto e ricominciò a succhiarmelo avidamente, era una furia e facevo fatica a non venire, intanto le slacciai la camicetta ed il reggiseno, le piccole ma tonde e sode tettine di Roberta erano uno spettacolo per gli occhi, i capezzoli erano inturgiditi ed appena li strinsi tra le dita lei cominciò ad ansimare di piacere sul cazzo.
Avevo bisogno di una pausa per non venire quindi la spinsi facendola coricare sul letto a pancia all’aria, le sfilai i jeans ed i sandali e cominciai a leccarle le gambe, portai i suoi bei piedini alla bocca leccandole le dita, sapevo che a lei piaceva, poi mi inginocchiai e piano piano arrivai alle cosce, la figa di Roberta era bagnatissima, affondai con decisione la lingua al suo interno ed i suoi umori mi riempirono la bocca, lei ansimava tantissimo, altra cosa che le piaceva era farsela leccare a lungo, di solito si passava ad un “69” prima di arrivare a scopare, quella sera me lo aveva succhiato talmente a lungo e bene che il solo pensiero di farmelo prendere ancora in bocca me lo faceva scoppiare. Leccai a lungo la sua splendida fighetta, i suoi gemiti erano musica per le mie orecchie, leccai sovente anche il buco del culo, era un tabù per lei il rapporto anale, però quando glielo leccavo ed infilavo la lingua dentro lei ansimava più forte, inoltre si bagnava ancora di più ma non si era mai convinta anche solo a provarci, al massimo le infilavo un dito mentre la scopavo a pecorina, ma lei subito si bloccava dicendomi di smetterla.
Ad un certo punto lei venne, lo faceva capire quando raggiungeva l’orgasmo e quello era il segnale che voleva il cazzo, quella sera me lo disse proprio che lo voleva, non me lo feci ripetere, la girai a pecorina, puntai il cazzo e con decisone glielo infilai dentro fino in fondo, ansimò e la sua figa si bagnò tantissimo, cominciai a scoparla ad un ritmo deciso e senza soste, dalla sua figa un rigagnolo di umori colava delicatamente sulle sue cosce e lei diceva continuamente che le piaceva, che mi amava e che non dovevo fermami, era davvero scatenata quella sera.
Ero al limite e lei l’aveva capito, quindi si sfilò il cazzo, si girò e mi spinse sul letto facendomi coricare pancia all’aria, poi mi fece segno di aspettarla ed uscì dalla camera, tornò pochi secondi dopo con una bottiglietta di succo di frutta in mano, io le dissi:
- “Ma ti sembra il momento di berti un succo di frutta?”;
- “Tu non ti preoccupare!” - appoggiò la bottiglietta sul comodino, si mise con la testa in mezzo alle mie gambe e cominciò a succhiarmelo con la stessa foga di prima, avevo intuito che voleva finire con un pompino e la lasciai fare volentieri, continuavo a non capire a cosa servisse il succo. Mi leccava l’asta e le palle, sapeva cosa mi piaceva e quella sera aveva fatto tutto per bene, la avvisai che stavo venendo e lei non mi rispose nemmeno, continuava con un ritmo ancora più forte e deciso finché le venni in bocca, ne uscì tantissima ma lei non si scompose, continuava a succhiarlo guardandomi negli occhi con aria compiaciuta, infine lo sfilò, prese la bottiglietta di succo facendosene entrare un po’ in bocca e con fatica ingoiò tutto, sempre guardandomi negli occhi con uno sguardo molto sensuale, io ero stupefatto e dissi:
- “Oh mio Dio Roberta sei un sogno…” - sorridendo bevve ancora un po’ di succo e si riattaccò al cazzo continuando a ripulirlo dalle ultime gocce di sperma che ancora uscivano e sempre guardandomi negli occhi. La guardavo compiaciuto e soddisfatto, poi le dissi:
- “Adesso mi devi spiegare come ti è venuta in mente la cosa del succo, semplicemente spettacolare quello che hai fatto!”;
- “Secondo te solo voi maschietti parlate di sesso tra voi? Anche noi femminucce lo facciamo, una nostra amica comune lo fa regolarmente al suo ragazzo, la cosa mi ha ispirato ed ho voluto farti una sorpresa, spero ti sia piaciuta.”;
- “Certo che mi è piaciuta, sei stata favolosa.”;
- “Adesso però non prenderci l’abitudine, in fin dei conti una ragazza deve fare qualche sacrificio per mantenere vivo il rapporto con il proprio ragazzo se ci tiene davvero, io ci tengo parecchio a te, spero che la cosa sia così anche per te.”;
- “Certo che ci tengo a te, che domande.” - restammo a letto abbracciati per un bel po’.

La mia mente era confusa, avevo praticamente deciso di accettare la proposta di Simona ma questo gesto di Roberta e le sue parole rimisero tutto in discussione, mi sentivo davvero molto vicino a lei in questo momento e ripensando a tutte le volte che l’avevo tradita mi faceva sentire una merda, farlo poi regolarmente con Simona sarebbe stata proprio una vigliaccata, anzi probabilmente non avrei più avuto il coraggio di guardarla in faccia.

Continua...