i racconti di Milu
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Ornella, mi aveva stupito durante quel fine settimana trasgressivo incuriosito dal suo comportamento degli ultimi tempi. Con lei, qualche settimana prima, avevamo programmato un incontro con un’altra coppia.
Lei da impiegata modello ed una laurea in Scienze politiche aveva conosciuto delle persone che l’avevano introdotta nel mondo del sesso da professionista. Non era una puttana di strada ma semplicemente una escort.
Da quando ha conosciuto me ha espresso il desiderio di fare sesso in molte posizioni, a volte acrobatiche, ed anche con altri personaggi, nonché l’essere fotografati come modelli porno. Eravamo entrambe attratti da questo tipo di esperienze e di fantasie. Lei mi deliziava, sapendo che a me piaceva molto ascoltare le sue storie e l sentire le sue parole fantasticare.
Nonostante il suo mestiere di escort ci eravamo sposati ed eravamo felici.
Mi ero chiesto cosa fosse una escort anche perché temevo che ne fosse colpita male la moralità dei miei genitori e parenti i quali casualmente avrebbero potuto scoprire il mestiere di Ornella.
In effetti escort prostituta è un termine inglese che può essere tradotto in italiano con la parola ‘Accompagnatrice’. il significato della parola fa riferimento, ormai per consuetudine, a una donna che offre prestazioni sessuali a pagamento a uomini o donne che possono permettersi una prestazione non certo economica.
La differenza fra Escort e prostituta è che la vita di una Escort, sotto certi aspetti è molto simile alla vita condotta da una troia. Ciò che le accomuna è l’offerta di una prestazione sessuale in cambio di denaro con l’uso del proprio corpo a fini di lucro. Tuttavia ciò che contraddistingue una Escort dalle altre figure della stessa categoria è la modalità in cui lei offre i servizi. Infatti il cliente di una Escort solitamente è una persona facoltosa, spesso un personaggio pubblico, a volte anche in vista, che ricopre cariche importanti e che può permettersi costi sensibilmente maggiori rispetto a quanto spenderebbe rivolgendosi a una prostituta. La Escort ricambia questo favore economico, non soltanto con una semplice prestazione sessuale, ma anche e soprattutto con l’impegno a fare in modo che il proprio cliente abbia la sensazione di essere in compagnia di una persona che desidera stare con lui e condividere quei momenti. Il lavoro della Escort è dunque soprattutto rappresentata da un impegno a simulare una relazione stabile e soddisfacente con quelle persone. Con Ornella eravamo arrivati a stabilire che la escort è una troia e che con queste caratteristiche fisiche e personali d’eccellenza, quel cliente, ricco e importante, ma per lei completamente privo di fascino, in una situazione normale nemmeno la considererebbe.
Diventare escort non è facile perché è una professione in cui deve quotidianamente rapportarsi al meglio e simulare un vero e sincero interesse verso il cliente, al di là dell’effettivo interesse o disinteresse che può nutrire.
Ornella conveniva che questa simulazione va affinata nel tempo, condotta con precisione e grande attenzione, valorizzandola con tutto il corredo di prestazioni erotiche e sessuali, orali e vaginali, tipiche di una professionista del sesso.
Inoltre la dialettica è fra i primi requisiti che una Escort deve possedere e deve essere accoppiata alla capacità di mediare, alla diplomazia, alla simpatia, alla capacità di stare fra la gente adattandosi alle varie situazioni e contesti perché spesso la escort è una troia d’alto bordo che frequenta molto spesso gente facoltosa ed allo stesso tempo deve offrire ottime prestazioni sessuali qualitativamente superiori alla media con pompini eseguiti con cura e talvolta accondiscendere a richieste importanti senza tralasciare gli abiti che devono essere sempre all’altezza della situazione e delle persone frequentate sia in pubblico che in privato.
La escort deve sapere scopare e farsi scopare con classe con genuino interesse romantico dando sempre al cliente l’idea di farlo per piacere personale e di condivisione ma non per denaro.
La vita di una Escort è dunque in equilibrio tra una vita propria reale e una vita professionale che la costringe a una continua produzione di atteggiamenti e sentimenti apparentemente verosimili consapevole che non c’è nulla di reale è una simulazione.
La mia deliziosa Ornella spesso mi raccontava la fantasia di un terzo personaggio che sognava essere tra di noi. Lei in quelle situazioni si lasciava molto andare. Nel fare il suo mestiere di femmina non ha mai fatto sesso in tre anche se qualcuno lo ha proposto. Nonostante sia un’operatrice sessuale non se l’è mai sentita di accoppiarsi a due maschi.
Io ero il compagno annoiato ed un po’ borghese mentre lei, ventinovenne, laureata in ingegneria gestionale ha avuto modo di frequentare e conoscere il meglio delle persone d’affari; quelli che i operano nei cosiddetti ‘ mercati’ economici. Il suo lavoro obbligatoriamente la portava spesso in giro per il mondo a volte su aerei commerciali altre volte su voli privati.
Io non ero geloso e la trovavo molto bella ed amorevole. Non mi ritengo un cornuto; sapevo del suo mestiere e l’ho accettata così come era. Dopo qualche anno di matrimonio e tre di fidanzamento la sera mi trovo spesso solo a parlare al telefono con qualche amico. Avrei voluto lei con me ma se ci potevamo permettere una splendida casa, viaggi ed auto di lusso nonché la frequentazione di ristoranti ed hotel 4-5 stelle, tutto ciò era dovuto in gran parte al suo mestiere di escort.
Alcune sere, preso dalla voglia di lei e dalla nostalgia, desideravo Ornella così tanto che andavo nella nostra camera matrimoniale per annusare il suo profumo ed i suoi indumenti.
Mi rendo conto che lei ha una marcia in più rispetto a me, non solo per la sua brillante carriera professionale, che dovrebbe esercitare, ma per il suo carattere eccezionale.
Ornella ora è dipendente ufficialmente di una azienda chimica ed essendo stata da giovanissima l’amante dell’amministratore delegato ha uno stipendio da ricercatrice di quell’azienda. E’ chiaro che, rientrando spesso dopo la mezzanotte stanca dopo aver fatto sesso con il suo cliente di turno, la mattina non ha gran che voglia di andare in azienda ma la sua assenza è sempre giustificata e ben remunerata con uno stipendio
La mia compagna di vita non regala molto a chi non la conosce, parla poco, concede pochissimo agli altri della sua intelligenza, tanto che potrebbe passare per una donna snob che mal sopporta gli altri; in realtà ha un mondo interiore ricco di fantasia.
Mi reputo fortunato ad averla incontrata e a sposata nonostante i suoi non volessero. Io non l’ho incontrata nella sua veste di escort; mi è stata presentata da un’amica comune seduti al tavolo di una pizzeria.
Adesso dopo qualche anno di matrimonio volevo entrare a far parte delle sue fantasie e delle perversioni di cui non mi ha mai parlato. Era curioso di sapere di più sugli uomini che nei suoi viaggi ha incontrato.
Quando era pura felicità averla lì presente a casa, ricevere un suo bacio e passare una notte con lei. Ciò mi faceva passare le mie fantasie e dimenticavo ciò che sognavo e desideravo durante la sua assenza.
Ero ben conscio, ed era nei patti quando tra il nostro rapporto di coppia si è approfondito, che lei non potesse essere solo per me.
Ora con il suo consenso avrei voluto farle provare qualche esperienza con altri o con altre coppie ed allora una sera in un sito di incontri avevamo contattato una coppia che sembrava molto disponibile all'idea di un incontro a quattro. Dopo qualche mail e molti messaggi in chat seppi che Gianfranco il marito dell’altra lei desiderava ciucciare cazzi e per conoscerci meglio mi diede il suo numero cellulare. La sera successiva sarebbero venuti loro da noi.
Il primo fu un contatto veloce ed ho avuto l’impressione che Gianfranco fosse simpatico.
Per quella prima volta Ornella mostrava una certa ansia.
Ho pensato che forse con quella mossa mi stavo giocando lei ed anche il nostro matrimonio.
Sapevo che per non perdere una moglie dovevo offrirle di più e sono riuscito a convincere Ornella ad avere un incontro semplice e senza forzature con questa coppia senza forzare la situazione.
Ho deciso per ogni evenienza di incontrare prima Gianfranco che si presentò puntuale. Mi apparve così un quarantunenne simpatico ed interessante che mi fece mille domande confidandomi i suoi desideri, le sue fantasie. Mi parlò anche di Greta, sua compagna, che era ignara delle sue reali intenzioni ma condivideva questa sua fantasia. Lui stesso le aveva anche fatto vedere qualche commento alle foto di lei sul sito di annunci e per rassicurarla le mostrò il mio messaggio e il mio profilo.
Quando arrivò Ornella lui era emozionato. Greta si è avvicinata a Ornella per presentarsi e venne a formarsi una coppia di femmine dove mia moglie era bionda e Greta brunetta, longilinea, formosa, capelli corti, gambe sexy e portamento altezzoso. Per dirla in due parole erano una coppia di femmine da urlo dove spiccava la bellezza di Greta.
Andammo in bar molto accogliente che non distava molto dal punto di incontro e lì Gianfranco ci ha invitato ad un drink per festeggiare il nostro primo incontro.
In quei momenti non ero emozionato; non mi capitava spesso e ciò mi sorprese perché solitamente davanti ad estranei mi trovavo inizialmente in difficoltà. Ero comunque particolarmente tranquillo ed a mio agio con loro.
Ciò che ha entusiasmato gli amici ed anche Ornella sono stati dei canditi di arancia bagnati nel cioccolato in cui gusto era ottimo ed avrei voluto mangiarne molti altri "Sono veramente ottimi! A voi come vi sembrano? E’ un gusto che a voi piace?”
Con loro mi sentivo in piena libertà e tra di noi è facile la risata che spesso diventava collettiva.
Anche loro si erano accorti di quanto fossero buoni quei canditi e concordavano con me che il gusto era ottimo.
Io ero rapito dal look molto attraente di Greta e Ornella ne era realmente conquistata. Ne ero felice perché così avremmo potuto stabilire una relazione particolare con i nuovi amici. Penso che anche questi primi gesti e segni di piacere siano segnali particolari che fanno grande e portino a concretezza una relazione personale. Gli inglesi usano il termine feeling per indicare ciò che può esserci tra le persone che possono condividere qualcosa.
Tra di noi ci sentivamo come se ci fossimo conosciuti da tanto tempo e ci fossimo ritrovati.
Abbiamo bevuto anche qualche bicchierino di mirto dopo il caffè e penso che il liquore sardo abbia contribuito a far sì che Ornella sorprendendomi mi ha detto "Silvano, non hai capito chi è questo?"
A quella domanda restai basito. Non capivo lì per lì che cosa volesse dire ed a chi si riferisse. Anche lei per un attimo ha assunto un’espressione interrogativa, poi si è trincerata dietro un silenzioso momento di comprensione. Il rumore della sedia su cui era seduta che striscia sul pavimento ha rotto quel silenzio tombale da parte di tutti e alzandosi in piedi ha detto "E' un uomo, anzi una trans. E’ vero Gianfranco?"
Gianfranco iniziò a ridere per l’imbarazzo di essere stato svergognato in quel modo e mentre rideva se ne uscì con la frase "Silvano ti presento mia moglie."
Quella frase ci ha sorpreso e rilassato, facendoci uscire da uno stato di impasse che avrebbe potuto interrompere il nostro incontro.
Anche Greta non si è scomposta e dopo quella rivelazione sembrava più spigliata restando sempre elegante nei modi e nel comportamento. Mi piaceva come figura di donna non volgare e conscia del suo essere femminile, delle sue fantasie seppur restia in quei momenti a concedersi.
Dichiarò che lei si fidava molto del marito, di come lui sapesse bene quello che a lei piaceva facendomi capire in maniere delicata e maliziosa che fare sesso in gruppo poteva interessarle. Poi abbiamo parlato d’altro e tanto.
Ho lasciato che Ornella e Greta discutessero dicendo “E' giusto che voi ne parliate, ed è giusto che se dovete avvicinarvi alla realizzazione delle fantasie lo facciate consapevolmente, con la mentalità giusta e convinta di chi ha fatto insieme liberamente la scelta senza imposizioni o forzature dovute alla situazione"
Non molto dopo abbiamo lasciato il bar e siamo andati a casa così come avevamo promesso agli ospiti e lì ho avuto l’impressione che Ornella avesse le idee chiare sul da farsi per accontentare gli amici. Era logico che fosse abbastanza esperta visto il suo mestiere ed ho visto che faceva quasi comunella rendendosi complice con quella splendida trans che si faceva chiamare Greta. Noi uomini eravamo quasi esclusi dai loro discorsi.
Greta ci ha raccontato di essere di padre italiano e madre vietnamita e fin da bambino ha avuto inclinazioni omosessuali che la portarono al momento del salto definitivo nel mondo femminile diventando così trans a tutti gli effetti scegliendo la vita da transessuale nell'attesa degli interventi che le avrebbero dato quello che la Natura non le aveva regalato ma le aveva solamente inculcato senza arrivare ad realizzarlo.
Le due donne si tenevano mano nella mano come due amiche. Greta andata a giocare con Ornella nella nostra camera da letto mostrava un cazzo notevole e dopo tante carezze e baci è scesa a baciare avidamente la figa della mia Ornella per succhiarla come una pesca matura.
La natura e la cultura orientale del corpo di Greta è subito evidente nel chiedermi se avessimo dell’olio profumato. Era un olio che Ornella usava prima di uscire per incontrare i suoi clienti.
Vedendo quelle scene ho avviato un sottofondo di musica di Mozart e Beethoven.
Le due donne si muovevano come fosse una danza.
Greta non smetteva di baciare e accarezzare le gambe di Ornella che era sempre più coinvolta ed estasiata. Le ha sfilato l’amato perizoma ed cosparsa di olio profumato per accarezzarle le tette e non solo. Per poterlo fare Greta ha abilmente e velocemente denudato Ornella e si è abbandonata alle mani di quella bellissima donna/uomo che adesso dopo averla messa di spalle le diceva “Sai io non ho la pussy ma il mio uccellone è tutto per il tuo culo morbido. Dovrai attendere per averlo, supplicarmi se lo vuoi, ma io ti regalerò l’estasi. Ogni cosa ha un suo prezzo”
Per come conoscevo Ornella era la prima volta che la vedevo in difficoltà. Era stesa con le spalle verso l’alto e Greta su di lei. Mia moglie aveva il buco del culo pronto per la penetrazione.
Greta continuava a massaggiare con l’olio profumato la mia donna che adesso è di schiena e Greta era riuscita anche ad ammanettarla alle sbarre della testiera del letto. Le manette le aveva con sé Gianfranco che da quanto mi ha fatto capire procurava questi attrezzi per gli incontri per la sua dolcissima bambolina.
Greta controllò, strattonando Greta, la tenuta delle manette poi si allontanò di qualche passo da lei, mi guardò e quindi iniziò a spogliarsi lentamente e sempre fissando Ornella negli occhi si è levata il vestito che, dopo averlo piegato con cura, lo ha appoggiato sulla poltrona vicina. Apparve così un magnifico corpo con indosso della lingerie molto seducente composta da un reggiseno delicatamente traforato e un perizoma color grigio perla, una scelta di colore di ottimo gusto che si intonava magnificamente sulla sua pelle che richiamava l’azzurro tendente al grigio degli occhi, le calze autoreggenti di un colore molto chiaro sottolineavano la lunghezza delle gambe terminando a metà coscia.
I miei occhi si godono Greta che è veramente molto attraente e che sa come porsi per mettere in risalto gli aspetti positivi del suo fisico.
Forse Ornella, abituata a situazioni simili nel suo mestiere soprattutto notturno, trovava quello spettacolo eccitante essendo lei bisex; lei non aveva problemi a dividere me ed il letto con un’altra donna, non disdegnava neppure le carezze femminili.
Avevamo già avuto incontri con donne che a me ed a Ornella piacevano. Ci eravamo spinti anche ad invitare una mia ex fidanzata, che poi è rimasta una delle nostre amanti; quella volta avevo visto Ornella baciarla per un rapporto saffico. Da quel momento mi è rimasta l’idea che lei fosse tendenzialmente eterosessuale e che nei suoi rapporti da escort ci fossero solo maschi e non femmine.
Greta nello spogliarsi davanti a Ornella lo ha fatto come fosse un gioco erotico; si ha sfilato il perizoma dopo aver fatto scorrere con malizia le dita appena sopra l’elastico tra la pelle ed il semitrasparente tessuto per poi abbassarlo quel tanto sufficiente perché cadesse scivolando sulle gambe. L’indumento andando verso il basso ha scoperto un cazzo completamente depilato su un corpo ben proporzionato, dalle fattezze femminili e dalla pelle molto ben curata dando l’immagine di una femmina innocente per quanto poi fosse molto perversa. Greta si presentava come una donna la cui seduzione era data dai contrasti e dalle armonie accentuando i contrasti tra il corpo e il suo modo di agire anche curando l’abbigliamento indossato sulla sua figura.
Ora ho davanti a me Greta che se non fosse per quel cazzo potrebbe essere una donna in grado di far concorrenza in quanto a femminilità alla mia splendida Ornella.
Non appena Il perizoma ha toccato a terra tappeto lo ha afferrato con le dita dei piedi e piegando la gamba lo ha portato in modo che le dita delle mani lo potessero afferrare per poi lanciarlo sulla poltrona posandosi suo vestito.
Al termine del massaggio Ornella mi ha detto qualcosa che non capisco mentre si slacciava il reggiseno ed anche lei ha fatto le medesime mosse di Greta restando con indosso solo delle calze con la riga posteriore.
Greta si è messa di fronte a me con le gambe aperte, le mani appoggiate sul grembo e senza che potessi pensare qualcosa è salita a cavallo delle mie ginocchia poggiando il suo cazzo contro il mio che, non essendomi spogliato, faceva pressione contro il tessuto dei pantaloni. In questa posizione Greta mi fissa con i suoi occhi che vedo illuminati di una luce tutta particolare accentuata dalla dilatazione delle pupille segno di grande eccitazione.
Pochi istanti dopo, piegandosi verso il mio volto Greta poggia le sue labbra sulle mie. Al primo tocco le apro e lei mi offre la sua lingua per darci un bacio passionale; è il nostro primo contatto.
Mi ritrovo a pensare che se quello è un anticipo di ciò che m’aspetta, allora non potevo resistere a lungo.
Senza staccare le labbra dalle mie mi prende le mani invitandomi a sollevarmi ed una volta in piedi mi posso spogliare davanti a lei. Il suo sguardo scorre sul mio corpo alla ricerca di quei sintomi d’eccitazione che vedo sul suo; i suoi capezzoli sono eretti e turgidi che su quel seno sembrano enormi ed estremamente invitanti tanto che avrei voluto prenderli subito tra le labbra per succhiarli e leccarli. Lei da trans esperta, sapendo che a noi maschi piace allungare il momento del contatto tra i corpi, si allontana da me stimolando ancora di più la mia voglia.
Mi sfilo i pantaloni già aperti, li lascio cadere in terra mentre fisso i suoi occhi per avere conferma che guardasse il mio sesso; lei lo stava facendo e studiava con interesse la zona genitale.
Anche lei è talmente vogliosa che non mi ha dato il tempo per finire di spogliarmi e mi ha infilato una mano negli slip afferrando il mio sesso con forza e mentre lo stringe si incolla a me baciandomi ancora una volta, si inginocchia ai miei piedi mentre con le mani fa scorrere gli slip verso il basso in modo che il mio cazzo si trovasse davanti alla sua bocca.
Mia moglie Ornella osserva tutta l’azione e nel frattempo ha indossato un corsetto semitrasparente che ha dei laccetti per reggere le calze e le scarpe a tacco alto incantandosi nel vedere la lingua di Greta scorrere sul mio pene con un tocco leggero e delicato, seguendo con la lingua umida la lunghezza del sesso dai testicoli al glande. Le sensazioni che mi dà sono stupende e piacevolissime ma mi ritrovo a desiderare la sua bocca; sono troppo eccitato per sopportare a lungo quello stimolo così delicato.
Guardo nella direzione di Ornella in cerca dei suoi occhi e noto che la mia donna sembra soffrire della sua inattività, infatti conoscendola m’immagino la sua voglia di occupare il posto di Greta. Sono sicuro che se fosse stata lei al posto di Greta mi avrebbe fatto godere molto di più, sicuramente avrebbe voluto sentire il mio sapore in bocca.
Preso da questi pensieri non mi accorgo che Greta ha spalancato la bocca preparandosi ad accogliermi dentro.
Ho visto gli occhi di Greta spalancarsi e le pupille dilatarsi nell'attimo in cui provai un forte calore sul glande. Greta, dopo avermi ingoiato per buona metà il cazzo, lo succhia provocandomi una fitta d’intenso piacere che mi  costringe a chiudere gli occhi; lei è abilissima in questo gioco. Dopo aver stuzzicato il glande con la lingua all'interno della bocca lo ha fatto uscire lentamente, molto lentamente, accompagnando il movimento con la lingua per poi ingoiarlo nuovamente.
Quando riesco a dominare le sensazioni che mi dà torno ad osservare le due donne. Greta ha gli occhi chiusi mentre va in avanti con il viso ad ingoiare il mio pene, poi li apre e va a guardare l’espressione del viso di Ornella. Vedo che la mia donna fissa intensamente il viso di quella bambolina che gioca. Ornella è chiaramente eccitata dallo spettacolo; lo colgo dai tanti segni del suo viso e del suo corpo che ormai so decifrare. Non mi aspettavo questo da lei perché ho sempre pensato che lei godesse solo quando era al centro dell’attenzione, protagonista unica del piacere sia mio che degli altri uomini con cui lavora.
Ora era lì davanti a me ed ad altre due persone ad eccitarsi alla vista dell’accoppiamento mio con un’altra donna. E’ il momento in cui capisco quanto lei capisse la mia perversione e la approvasse. Era stata lei con il suo lavoro di escort e con i racconti dei suoi maschi a farmi diventare così.
In quel momento avrei voluto avvicinarmi ad Ornella in modo da avere un qualche contatto fisico con lei ma Greta mi bloccava con il piacere che mi dava.
Ornella era conscia del mio stato d’animo e sicuramente aveva colto la mia lotta interiore tra ciò che desideravo e ciò che avrei voluto fare, tra il desiderio di godere e di far godere lottava con la voglia di coinvolgere fisicamente lei.
Greta capendo che era ora di coinvolgere anche Ornella risolve la situazione alzandosi in piedi dopo aver interrotto con mio dispiacere il suo gioco di labbra sul mio pene. Salendo fa in modo da far scivolare il seno lungo il mio busto facendo aderire il suo corpo al mio e stringendosi a me con una mano. Mi impressionava molto la sua altezza, infatti per me è una sensazione speciale trovarmi a guardare negli occhi una donna senza dover reclinare il capo.
La sensazione del suo cazzo contro il pene eretto è stupenda.
Posso cogliere il respiro di Greta che man mano diventa sempre più veloce ed affannato, secondo me Greta sta pensando a ciò che sarebbe presto seguito. Sembrava volesse già dirmi con lo sfregare il suo cazzo sulla mia pancia che avrebbe gradito molto avermi dentro di lei e lo deducevo dai suoi occhi in cui vedevo una crescente eccitazione e un forte desiderio. Guardandola negli occhi mi sono perduto nel colore delle sue pupille e per un istante ho dimenticato il grigio chiaro degli occhi di Ornella.
Mi ritrovo rapito dalla femminilità prorompente di quella ‘donna’ che ho aderente al mio corpo.
Cammino all'indietro verso il divano seguito da lei, mi siedo mentre le mie mani scivolavano verso i suoi glutei. Greta attende che il mio sguardo percorra ogni centimetro del suo corpo volendomi così dare la possibilità di apprezzare appieno il corpo con cui stavo per accoppiarmi. Di scatto si è voltata per offrirmi il suo culo per essere inculata.
Per farlo si è sollevata in modo da consentirmi di guidarmi dentro di lei. Appena sente il pene sistemato correttamente dentro di lei inizia il suo movimento; il suo culetto si apre dolcemente ed ho le sensazioni di caldo e morbido. I miei occhi, intanto, sono puntati sul suo bacino affascinato dalle curve armoniose e dal gioco dei muscoli che intravedo sulla pelle fino a che un gemito richiama la mia attenzione sul suo volto che è all’indietro affinché vedessi la sua libidine. Non mi aspettavo di vederla già preda del piacere. Il suo volto testimonia una profonda soddisfazione. Greta inizia a muoversi con ampie rotazioni del bacino e scuotimenti delle natiche, sollevando a volte il corpo in modo da far uscire ed entrare il mio cazzo in lei. Lei si è posizionata in modo da favorire il lavoro della mia mano senza però rinunciare a prendere completamente il pene dietro.
Sento dilatarsi lo sfintere sempre di più ad a indicare che il mio cazzo è per lei piacevole ed allora inizio a spingere con il bacino quel poco che posso in modo da farmi sentire meglio. Greta sta cercando il piacere e il suo ano è già tanto dilatato che riduce il mio godimento. Mentre lei gode, trasmetteva a me parte del suo piacere.
Tento di guardare nella direzione di Ornella ma essendosi spostata dietro di me per osservare l’accoppiamento da sotto, non riesco a vederla e provavo ad immaginarla ed allora tento di realizzare nella mia mente cosa stesse provando la mia donna in quel momento, ma senza riuscirci. So perfettamente cosa provavo io quando era lei a godere sotto i colpi di un altro uomo ma non potevo conoscere i suoi pensieri. Sicuramente una donna non prova ciò che sento io e mi sarebbe piaciuto conoscere cosa le stesse passando per la mente e come il suo corpo stesse reagendo in quel momento. In quel momento avrei dato qualunque cosa per entrare nella sua anima.
Il corpo di Greta è davvero stupendo, lei sa muoverlo bene, mi fa godere ma io penso continuamente a cosa sta provando Ornella. Mi ritrovo a sperare che lei goda con noi e mi chiedo se ciò accade anche a lei quando apre la sua figa ad un altro uomo. Nella mia mente si crea l’immagine di Ornella stesa su un letto che allarga le gambe ed invita il suo cliente a penetrare la sua figa bagnata e vogliosa.
L’intensità del mio piacere è tale da non consentirmi di aprire gli occhi per cercare ancora quelli della mia donna. Avrei voluto capire dal suo sguardo ciò che prova.
In altre occasioni l’avevo vista impegnata in prestazioni sessuali arricchite dalla sua perversione e dalla sua passione del sesso ma in quel momento lei stava provando il piacere generato da una depravazione ancora più grande.
Con è stesa sul letto a guardarmi ed a guardare la trans che sto scopando dando uno spettacolo unico con il mio corpo unito a quello di una trans.
Ero felice che or potessi finalmente provare ciò che sentivo io quando era lei ad agire durante il suo lavoro di escort.
Termino l’amplesso con l’orgasmo e riesco finalmente a orientare il mio sguardo su di lei.
Ornella ha un’espressione indecifrabile sul viso da cui capisco che è eccitata. La sua espressione facciale , dice chiaramente che sta provando un piacere sottile ma intenso. Gli occhi sono lucidi a testimoniare una forte emozione. Le labbra sono serrate in una smorfia più simile al dolore che al piacere.
Nonostante la conoscessi bene non capisco se soffre per il desiderio di agire o che ha appena visto lì vicino a lei; forse lo spettacolo è stato troppo forte per lei sebbene abbia visto molte di sesso e perversione.
L’ultima immagine che ho di Ornella è del suo posteriore che ondulando accompagna per mano Gianfranco nel soggiorno per farsi scopare da lui mentre io sono a godermi l’amica trans.