Vista da lui
Nadia è una bella donna, piccina ma con tutte le cose a posto, aveva 32 anni quando la ho conosciuta ed era sposata con Michele. E’ carina senza essere spaziale ma quello che mi piace più di lei è la sua voglia di vita, il suo modo di vestire sempre con il tacco alto (forse proprio perché piccina) la sua mentalità aperta e pronta a provare tutto dalla cucina al sesso. Mi piace da morire il tempo che spendo con lei.
Io, Lucrezio (si il nome è strano ma ho una nonna che si chiama così a cui sia mamma che papà erano molto affezionati), sono invece sposato con Martina, quasi il contrario di Nadia. Posata, un po’ rigida verso il sesso (non che non le piaccia e quando si lascia andare è un vulcano), due occhi grigi dentro i quali mi sono perso fin dalla prima volta che la ho vista, un fisico normale con un seno molto importante.
Ma torniamo a Nadia. Abbiamo iniziato a frequentarla (mia moglie ed io) grazie a suo marito Michele, mio collega di lavoro (seppure di altra parte della grossa azienda per la quale lavoriamo). Loro due uscivano con una compagnia di coppie e ci hanno invitato ad unirci. In breve eravamo anche noi parte di quel gruppo e cene, cinema, bowling, feste, insomma ogni sabato sera lo trascorrevamo con loro.
Con il tempo entriamo in confidenza, mia moglie si accorge che Nadia mi piace e mi prende in giro: “tanto non te la darà mai, ha capito benissimo che la desideri e sfrutterà questo tuo sentimento”. Quanto ha ragione.
Si parla del più e del meno quando si sta insieme, mia moglie è un orso e raramente va a fare shopping mentre a me piacerebbe così il marito di Nadia dice “Se la vuoi te la presto così il sabato pomeriggio non mi tocca andare per negozi”. Ridiamo tutti ma è esattamente quello che succede. Passano alcune settimane ed arrivano i saldi invernali, è gennaio. Nadia, rivolgendosi a Martina: “me lo presti sabato pomeriggio che vorrei fare due spesucce?”. Martina ridacchiando: “certo così la smette di rompermi le scatole e si sfoga”.
Tutti d’accordo, il sabato alle 14 sono sotto casa sua, sale, ha un paio di scarpe comode (per i suoi standard perlomeno) tacco 10 ma largo, un vestito al ginocchio con uno spacco non troppo pronunciato (solo qualche bottone aperto) ed un collant molto velato.
Andiamo ad un centro commerciale a pochi chilometri dalla nostra città. E’ enorme.
“Cominciamo dalle scarpe”. Nadia mi guida in un negozio che, passato il capodanno, ha messo in saldo scarpe che sono degli strumenti di tortura, per le donne che le devono portare e per gli uomini che come me si eccitano e vederle caracollare su tacco 12 a stiletto con il culo che oscilla in modo sensuale.
E’ uno di quei posti dove prendi le scarpe dagli scaffali, le provi e quando hai deciso vai in cassa.
Nadia ne prende tre paia di tipi e colori diversi.
“Mi aiuti a provarle?” mi dice. Ovviamente rispondo in modo affermativo, lei si siede ed io la aiuto ad infilare la scarpa indugiando sul piede. “Ti piacciono i miei piedi? Ora vediamo se ti piace pure il resto”. Allarga le gambe e mi mostra che non indossa un collant ma un paio di autoreggenti e delle mutandine di pizzo nere. Il cazzo mi diventa duro all’istante. Quando ha ai piedi entrambe le scarpe fa due passi ancheggiando. Io me la vedo a pecorina che la pompo da dietro con il vestito alzato e il mio cazzo che viaggia fra figa e culo. Mi richiama all’ordine: “come ti sembrano?” Sono nere con degli strass e spuntate ed un cinturino alla caviglia. Mi fanno venire l’uccello duro. “Molto belle e le indossi benissimo” le rispondo.
“Vedo che ti piacciono” mi dice mentre mi guarda il pacco e sorride e mi fa l’occhiolino. Divento rosso.
“Non imbarazzarti succede spesso ma ora fammi provare quelle dorate. Sono con un tacco leggermente più basso ma metallico e molto sottile. Stessa scena di prima ma indugia di più ad offrirmi lo spettacolo del suo interno coscia ed io continuo a bagnarmi. Il terzo paio è un sandaletto rosso con tacco 12 a base tonda sottile. Se mettessi io qualcosa del genere non cascherei, si spezzerebbe prima ma lei è piccina e leggera e sa come muoversi. “Quale preferisci?”. Dipende dallo scopo della scarpa. Se devi andare ad un matrimonio o ad una cerimonia quelle rosse le escluderei, troppo vistose. Se devi sedurre Michele invece sono perfette. Decide di prendere sia quelle nere che quelle rosse. “così sono pronta a tutto” mi dice ridacchiando.
Poi è il turno di un negozio di maglieria, stesso formato di, si vendita sceglie, si prova e si va alla cassa con quello che si vuole acquistare. Prende 2 maglie perché c’è un limite a quello che puoi portare nello spogliatoio. Le prova ed esce ma non è soddisfatta. “Ti dispiacerebbe riportarle? Mi trovi qui, ho visto un altro paio di cose che vorrei provare”. Piego e rimetto al loro posto le maglie con una commessa che mi guarda incuriosita, “un uomo in un negozio di vestiti solo femminili che piega e mette a posto e non è un commesso”. Merce rara mi dice.
Torno al camerino. Nadia è dentro, la tenda non è tirata bene e sbircio dentro. E’ lì con le autoreggenti ed ha indossato le scarpe rosse. Il reggiseno è coordinato con lo slip quindi di pizzo nero, è anche push-up per cui le tette sono molto alte. Si infila un vestitino di maglina nero molto corto che copre a malapena il bordo di pizzo della calza. Sono certo che se si siede con questa mise si vedrà un lembo di pelle ed il cazzo mi torna duro (non che mi sia smollato del tutto da quando è salita in auto).
Esce tirando la tenda. L’effetto è wow e lo manifesto. “Credi che se Michele mi trovasse così tornando dal circolo dei trenini avrebbe lo stesso effetto del tuo amichetto?”
“Non lo so, non sono lui. Sarà che non ho mai usufruito come lui delle tue grazie ma io ti salterei addosso”.
“Bon, aggiudicato. Ora mi servono dei jeans e mi indica uno scaffale dove ne aveva visti ed anche la taglia. E’ la più piccola”. Li prova ancora con la tenda non tirata del tutto e mi pizzica a guardarla. Sorride, è chiaro che lo ha fatto apposta e mi sta testando.
I jeans non la convincono, dopo essersi specchiata per 5 minuti buoni indossando le scarpe nere decide di lasciarli lì. Me li da e mi dice che ci vediamo in cassa lasciandomi anche le buste delle scarpe. La raggiungo, c’è un po’ di coda ma lei sta chiacchierando con una amica che mi presenta. Ridendo dice che sono il suo personal shopper e che dò ottimi consigli facendomi l’occhiolino in modo che anche l’amica lo possa vedere. Se non sapessi la situazione e fossi nei panni dell’amica penserei che o sono gay o che il pomeriggio si concluderà in motel. La seconda opzione mi piace molto di più ma temo che quella giusta sarà il rientro con tante buste a casa sua. Ci fermiamo a prendere un caffè, accavalla le gambe, so che ha le autoreggenti e l’eccitazione non mi dà tregua, Cerco di evitare di guardarla lì ma di concentrarmi sugli occhi. Mi dice che dobbiamo passare dal negozio di intimo e poi in lavanderia a ritirare la roba che abbiamo portato appena arrivati. Mi chiede se voglio portare in auto gli acquisti già fatti per poi potermi muovere meglio. “Vado e torno”, le dico.
Quando torno sta parlando con un ragazzo, sembrano intimi. Quando arrivo si presenta è Massimo, un suo ex. “Maratona di shopping?” mi chiede.
“Ma non esagerare solo due cosucce le ha portate in auto per comodità”, risponde lei. Poi lui ci saluta.
Nadia mi dice che lo aveva mollato nonostante fosse molto dotato perché voleva sempre e solo scopare e che da quel punto di vista non ha più trovato nessuno tanto performante.
Il primo negozio di intimo ha tre vetrine in cui leggins completini e pigiami fanno bella mostra, la biancheria intima più raffinata è più dentro. Ci aggiriamo guardando e le chiedo ancora che tipo di intimo sta cercando, mi dice che le serve sia quello per tutti i giorni che per serate speciali. Non trova nulla, 30 metri più avanti c’è quello della concorrenza. Stavolta la ricerca è più fruttuosa. Ci sono completini formabili scegliendo separatamente slip e reggiseno. Per lei è una ottima cosa perché avendo un seno importante deve prendere sempre una taglia in più adattando poi il capo che non le sta al meglio.
Prende un completino verde smeraldo, tanga sotto e coppe trasparenti, le prova da sopra il vestito e capisce che è la misura giusta poi prende un completino per tutti i giorni, mutandina nera brasiliana e reggiseno senza pizzi o trasparenze ma comunque abbastanza striminzito. Poi va in bagno, ci sta 5 minuti buoni mentre io la aspetto fuori.
“Ok portami a casa che mi devo preparare”. Mi dice avviandosi verso l’uscita.
“Spero che Michele apprezzi”.
“DI solito sì, quello che gli piace di più è la sorpresa per cui non fare spoiler”.
In auto mi ringrazia ancora, mi piace andare a fae shopping con un uomo che apprezza il lato femminile. Quando vado con amiche mi manca questo punto di vista anche se siete abbastanza semplici pensate quasi sempre solo a quello. Però mi hai dato consigli utili, credo che ti prenoterò con Martina
In auto noto che il vestito ha tre bottoni slacciati in basso e lo spacco è diventato più profondo. Si vede infatti un po’ di pelle sopra la calza autoreggente.
“Non ti distrarre troppo però che sei in mezzo al traffico”.
Al semaforo successivo slaccia un altro bottone, scosta il vestito, non indossa più le mutandine di pizzo. Credo le abbia tolte in bagno.
Lo sguardo fa fatica ad alzarsi da li.
“Non ti fare idee strane, mi sono cadute alcune gocce di pipì sulla mutandina e così le ho tolte, lo spacco invece lo ho aperto per arieggiare visto che mi sono lavata”.
Faccio finta di crederle arriviamo a casa sua e lei mi ringrazia baciandomi sulle guance, sfiorandomi la bocca e passando leggermente la mano sul pacco. Apro il bagagliaio e le chiedo se vuole le porti su le borse visto che Michele non è in casa e non può aiutarla. Mi risponde che non è necessario. Il vestito è di nuovo chiuso come quando siamo partiti. Prende i suoi sacchetti e sale in ascensore. Avvio la macchina e guido verso casa, sono in uno stato di eccitazione esagerata. Quando arrivo mia moglie è con il naso immerso in un libro.
“Ciao”
“Ciao, piaciuto più lo shopping o le cosce di Nadia?”
La guardo interrogativo.
“Mi ha telefonato per ringraziarmi e mi ha detto che ti ha fatto andare un po’ su di giri e spera che io non mi sia offesa. Ora lei si prepara per Michele, io non te la dò perché sei troppo eccitato per lei e non mi piace essere un ripiego”.
Resto basito ma non troppo, avevo capito che si era divertita alle mie spalle ma perché mettermi in difficoltà con mia moglie?
E’ quasi ora di cenare, Martina ha preparato un pesce al forno, stasera si esce solo dopo cena.
“Ti spiace rigovernare tu? Io devo prepararmi per uscire”.
Sparecchio e metto in lavastoviglie piatti teglia e bicchieri poi passo la scopa e lavo il tavolo.
Quando esco mia moglie è in bagno.
“Sono quasi pronta”
Quando esce resto di stucco. SI è preparata come raramente capita. Un vestitino di stretch nero, collant a rete di quelli con il buco in mezzo e tacco 12 anche quello nero. Le forme sono pennellate sotto il vestito, le salterei addosso. all’istante.
“Mani a posto, a fine serata vedremo se ti sei meritato la mercanzia, che dici sono desiderabile come Nadia o ti farai una sega per lei?”
Mia moglie con sta frase mi ha stupito, che sia frutto della chiacchierata con Nadia? Non lo so ma la situazione mi piace.
La sera scorre leggera, un pianobar, le ragazze tutte carine e sexy Nadia e Michele ci raggiungono un po’ più tardi, lei nonostante il trucco ha un po’ di occhiaie mi sa che gli acquisti della giornata hanno fatto il loro.
Al ritorno in auto Martina mi mette la mano sul pacco.
“Sei stato bravo, Nadia era un po’ sbattutina” aggiunge ridendo poi, mentre guido, apre la cerniera dei pantaloni e lo prende in bocca.
Poche boccate poi smette ed estrae dalla borsetta lo slip.
“Sono capace anche io di fare la porca se voglio, le mie non sono sporche di pipì, le ho tolte per te.
Mi prende la mano e se la mette in mezzo alle cosce. Meno male che ho il cambio automatico. La ravano per bene e quando arriviamo a casa è sulla soglia di un orgasmo.
“Non smettere sai”
Finisco l’opera mentre lei mi sega veniamo entrambi lei fa appena in tempo a mettere la bocca sul mio cazzo per evitare un macello. Ingoia tutto poi mi bacia mentre saliamo in ascensore.
“Non sperare di avere finito” mi dice.
Certo che spero di più il cazzo non si è ridotto e per stasera Martina non ha nulla da invidiare a Nadia.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..