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– (E) e chi se l’aspettava di essere riempita così… tra poco suderò sperma…
– (C) a chi lo dici… se faccio uno starnuto… imbianco la stanza…
Risate su risate sancirono questo sfogo delle due donne, a distanza appena di tre giorni da quella prima ammucchiata stavamo di nuovo sul lettone di Emma e, quello che ci sorprese fu che la cosa fu organizzata, ma più che organizzata, proprio chiesta espressamente dal ragazzo di Carmen. Ci ritrovammo così nudi sul lettone, Carmen cominciò a muoversi verso la madre, ma la fermai:
– Siamo qui di nuovo a giocare con i nostri corpi… e allora giochiamo… vi propongo un gioco…
– (C) ma che gioco e gioco… uffà… io voglio scopare…
Questo nuovo appuntamento sanciva le parole di Carmen, non c’era più bisogno di nascondere niente, tutto era alla luce del sole, stavano di lì per scopare, senza sé e senza ma, senza bisogno di sotterfugi, il ragazzo di Carmen, Giorgio, glielo aveva chiesto direttamente, le sue parole furono chiare, quella sera mentre passeggiavano fu lui a dirle espressamente che voleva farlo di nuovo, che se non fosse stato stanco sarebbe di nuovo salito con lei di nuovo nella casa. Anche lui alle mie parole diventò irrequieto, si muoveva sul letto, con la mazza dura che cominciava a dargli fastidio, le donne mostravano gli stessi sintomi, si avvicinarono sempre di più, le mani cominciarono a vagare, prima distrattamente poi con voluttà sui loro corpi, li lasciai ancora un po’ in questo modo e poi dissi:
– Oggi giochiamo a chi, come e dove… è inutile che mi guardate così… lo so che non vedete l’ora di leccare… darlo… nel nostro caso… e prenderlo… nel vostro… dappertutto… ma fidatevi… l’altra volta siamo arrivati a quello che ben sapete… girandoci intorno… ci siamo arrivati… poco alla volta… passo dopo passo… sono sicuro che… specialmente voi due… se lo aveste saputo prima… vi sareste tirati indietro… ma oggi lo sapete… siete consapevoli perché… specialmente tu… siamo di nuovo qua…
La smania degli altri tre si affievolì, il mio discorso li incuriosì, capirono che ognuno avrebbe avuto quello che cercava e meritava, si fecero più attenti e attesero la mia spiegazione:
– Dunque, iniziamo con “chi” … chi scegliamo con cui scopare?? Chi sarà??
– (C) non so ancora il resto… ma già mi piace… dai continua…
– Come… come prenderlo… come darlo… ma maggiormente riguarda la posizione…
– (E) allora… dove… significa…
– Significa dove lo volete… o dove noi vogliamo… ritornando al nostro primo incontro… là tutto è successo senza un preciso ordine… oggi è diverso… siete di liberi di scegliere… con chi… come… e dove volete… per finire aggiungo che queste scelte comprendono anche gli altri…
– (G) quindi significa che se una di loro fa una scelta… mi posso accodare… ahahaaa… a loro…
– Ahhaahaaaha… non è che puoi… devi accodarti… se no che ammucchiata è… ahahaaaaa…
Non potettero seguire anche in questo caso che risate su risate, stettero poco a pensare sulla mia spiegazione, a carmen si illuminarono gli occhi e disse tutto d’un fiato:
– (C) mamma… sotto di me… la bocca sul clitoride…
– Emma… la sua mano sul cazzo…
– (G) Carmen… nella vagina… a pecora…
Sembrava che stessero provando delle scene teatrali, quando il regista dà ordine di preparare una scena o un’altra, Carmen soddisfatta e, ormai entrata nel gioco, prese di nuovo l’iniziativa, appagata dal primo orgasmo ricevuto dalla mazza nella vagina e, capendo che Giorgio ci stava quasi, continuò il gioco, senza muoversi da come stava, annunciò la nuova scena da fare e aggiunse altre parole che portarono a cambiare posizione anche a me e a Emma:
– Giorgio… nel culo… ancora a pecora… e non ti fermare…
– Emma… distesa sulla pancia… nella figa… naturalmente… ahahaaa…
– (E) no… come mia figlia… e anche tu non ti fermare…
Finì questo primo round di scopata, effettivamente sembrava che stessimo facendo un incontro di lotta o, di pugilato, diviso da round che permettevano poi di prendere un po’ di riposo prima di iniziarne un altro. Infatti, seguì una decina di minuti di riposo e toccò a me scegliere la scena successiva, la scelsi coinvolgendo Carmen, non le avevo ancora inzuppato il cazzo in nessuna parte, e quindi adesso toccava a lei
– Carmen… su di me al contrario…
– (G) Emma… fai lo stesso con lui…
Le due donne presero posizione, ambedue si tuffarono sui cazzi ancora mollicci mentre sentivano le nostre lingue deliziarle le vagine. Appena sentì che la bocca faceva fatica a contenerlo, detti un’altra direttiva, coinvolsi anche Giorgio, dicendo:
– Carmen… spostati in avanti… bacino contro bacino… mettilo tu nella figa… Giorgio fai lo stesso… Emma e Carmen baciatevi saltellando saltellando…
Furbamente avevo preso in mano le redini del gioco, avevo dato loro la possibilità di scegliere ma, in realtà lo comandavo io, sapevo delle passioni di ognuno di loro, sapevo cosa gradivano fare o essere fatto, madre e figlia non disdegnavano nessuna posizione ma, potendo scegliere, preferivano prenderlo alla pecorina o quella della cowgirl, pendevano per l’una o l’altra, la prima le coinvolgeva passivamente, lo sforzo era tutto di chi le stava dietro, senza pensare che era l’ideale per la sodomia, la seconda era più attiva, la facevano quando erano ancora piene di forza, sfruttavano la mazza del maschio da poco venuto, sapevano che per la seconda ci voleva più tempo, così si scatenavano riuscendo ad ottenere più orgasmi di seguito prima che fossero riempite, sfruttai queste scoperte per dirigere il gioco, mi ricordai che Giorgio, nel primo incontro si era eccitato di molto guardando la fidanzata quando godeva.
– Emma… Carmen… all’incontrario… ma cambiate posizione continuamente… vi dovete rotolar sul letto… ma sempre al contrario… pulitevi prima… e non staccatevi prima di aver goduto almeno tre volte a testa…
Giorgio mi guardava divertito e stanco, questo ennesimo round l’aveva, come del resto a me, buttato giù, aprì le braccia come per chiedermi: “e adesso che facciamo??”, gli feci segno con la mano di aspettare.
– Carmen… Emma… sui nostri cazzi… scegliete voi quali… fermatevi solo quando saranno di nuovo in grado di penetrarvi…
L’ordine arrivò una decina di minuti dopo che le ragazze avevano assolto il loro compito precedente, subito scattarono sedute sul letto, i loro occhi sprizzavano contentezza e desiderio, pensavano che fosse finita, ma la mia richiesta, a cui seguiva la promessa di una nuova penetrazione, rinnovò in loro l’eccitazione, risero al pensiero di essere di nuovo usate da noi, si guardarono negli occhi, poi si concentrarono sui cazzi semi rigidi, fu Emma a fare la prima mossa e scelse Giorgio. Senza essere visto feci un sorriso, avevo indovinato, quel cazzo le era da subito piaciuto, a detta di lei lo sentiva bene dentro, soprattutto nel culo perché era di poco più corto del mio ma, soprattutto meno largo, in realtà non era così, i suoi buchi si erano adattati perfettamente ad altre lunghezze e circonferenze senza problemi, la verità era che Emma appena si trovava per le mani un cazzo nuovo aveva occhi solo per lui, nelle precedenti ammucchiate con altri uomini, scopava me ma, si dedicava maggiormente al cazzo del nuovo arrivato. Memore di questo suo capriccio e, della rinnovata erezione dissi:
– Emma e Carmen… a pecora… vicine con la testa… baciatevi e baciate per l’ultima volta il cazzo che avete arrizzato… poggiatelo sull’ano e… aspettate… mettetevelo voi stesse dentro…
Si guardarono con uno sguardo fatto di complicità e desiderio, avevo orchestrato bene la cosa, in questo modo ognuno di noi aveva quello che voleva, Emma si beava di quel cazzo da poco scoperto, io del culo ancora fresco e tenero di Carmen e, per finire Giorgio, che non vedeva l’ora, non solo di metterlo in quel culo con cui aveva scoperto la sua prima sodomia, ma di vedere Carmen sussultare sotto i miei colpi.
Giorgio appena la mano di Emma posizionò il cazzo sull’ano arretrò di poco, stava per darle una forte spinta, anch’io stavo già per farlo, non resistendo a quella pressione sull’ano sia il culo di Carmen che quello di Emma, mostravano il loro interno, le due, smaniose di sentirlo al più presto nel profondo del retto, ondeggiavano il culo voglioso avanti e indietro, decisi che dovevano essere punite, allora feci cenno a Giorgio di fermarsi e cominciai a contare, “uno”, Giorgio si mise a ridere capendo che volevo fare, continuai a contare:
– due… tre…
Al tre sprofondammo in un solo ed unico colpo nel culo delle due, sentendo in rapida sequenza, il rumore dei nostri inguini che, si abbatterono sui glutei delle due producendo un forte schiocco, uguale ad uno schiaffo, e l’urlo delle donne, seguito da lamenti di dolore e dalle risate di noi due. Carmen mi iniziò ad insultare:
– ma che cazzo… così di botto… e per giunta stai ridendo pure… sei proprio uno stronzo… l’altra…
Si fermò in tempo, stava per tradirsi, stava per rivelare che già lo aveva preso nel culo da me, Emma corse ai ripari, si rivolse a Giorgio con calma, chiedendogli di fare piano, lo fece per distrarlo ma in realtà non aveva bisogno di cautele, l’improvviso ed unico affondo le aveva fatto sentire una forte stilettata di dolore, ma era già passata, il suo culo, ampiamente usato da me e da altri era abituato, sopportava sia penetrazioni profonde e lente sia affondi violenti e rapidi, a Carmen il dolore era passato in secondo piano, offuscato dalle parole che aveva detto, quando capì che il pericolo era stato scongiurato, fece un sospiro e cominciò ad andare incontro alle mie spinte. Con una cautela inutile, ormai già scorrevamo agilmente nei loro budelli, iniziammo a scoparle, alzando il ritmo, sia degli affondi che della intensità, gradatamente, fu Carmen la prima che portò una mano tra le gambe, Emma dopo poco fece lo stesso, si masturbarono sotto i nostri colpi venendo altre due volte a testa, poi smisero, si guardarono negli occhi, Emma si fece una risata vedendo la faccia sofferente della figlia che, sconvolta e sudata subiva le mie forti spinte che la spingevano violentemente in avanti e le disse:
– è la terza… non ti aspettare che finisca subito… quindi mettiti l’anima in pace…
Giorgio invece ci stava quasi, si affannava in quel culo e guardava Carmen stravolta dalle spinte, decisi di aiutarlo, feci capire a Carmen che doveva abbandonare quella posizione, che doveva mettersi sdraiata di pancia sul letto e che alla fine doveva chiudere le gambe, lo fece senza che uscissi da lei, senza che interrompessi la penetrazione, continuavo a scoparla in quella posizione, le presi la mano, la portai sotto il bacino, Carmen nella sofferenza che ormai stava provando ricominciò di nuovo a toccarsi, mancava solo una cosa per chiudere quel quadro, le misi una mano sotto la gola alzandole la testa, per Giorgio fu il colpo finale, vedere la faccia di Carmen con smorfie che da sofferenza si trasformarono in piacere, lo costrinsero ad aumentare i colpi, si sforzò di venire e, venne a lungo, la sensazione che ebbe fu che, anziché eiacularlo a piccoli spruzzi, pisciasse sperma in quel budello che a lui sembrava sempre di più senza fine, Emma mugolò lungamente sentendosi riempire da quella lunga venuta di Giorgio, l’orgasmo l’aveva colta di sorpresa, non le capitava spesso di godere col culo ma, quando capitava li ricordava forti e soprattutto inattesi, come se fossero stati fermi in qualche parte lì sotto pronti ad esplodere, mentre Giorgio concludeva Carmen dette uno strillo, era venuta anche lei, il dolore e la sofferenza per le forti spinte avevano fatto posto all’orgasmo che fu tanto forte da sembrarle quasi doloroso. Pochissime spinte da parte mia e anch’io le pisciai il mio sperma negli sfinteri. Ci sfilammo dalle due donne, le quali in sintonia si misero su un lato rannicchiando le gambe, per poi unire di nuovo i loro corpi con Emma che prendendo la posizione a cucchiaio si accoccolò dietro la figlia. Io e Giorgio ci alzammo, i nostri sguardi andarono fra le nostre gambe, i cazzi mollicci e ormai fuori gioco erano lordi di sperma e deiezioni, Giorgio guardò schifato il proprio cazzo ed il mio, gli feci cenno di non parlare e lo portai verso il bagno:
– non lo far pesare a loro… può capitare… non sempre… ma capita… soprattutto quando ci diamo dentro come prima… quindi adesso ci facciamo un bidè…
Giorgio, come cenno affermativo abbassò la testa due volte, e si avviò nel bagno, dopo andai io, misi a fare un caffè, dopo il caffè fumammo un paio di sigarette e ritornammo a letto, Emma si era staccata da Carmen, stavano faccia a faccia, ognuno di noi due andò dietro le rispettive compagne, d’un tratto Carmen si alzò di botto e corse fuori dalla stanza, Giorgio fece la stessa faccia di prima sentendo i rumori inconfondibili che fece la ragazza nel bagno, gli sussurrai:
– questo invece capita più spesso… ahahaaaa…
– (C) a me sempre… speriamo che Carmen faccia presto… mmmm… che fitte…
Come Carmen uscì si fiondò nel bagno, facendo anche lei quello che aveva fatto prima la figlia, all’uscita dal bagno Emma mimò un atteggiamento imbarazzato, e mi fece l’occhiolino, subito mi feci una grossa risata al che prima lei mi rimproverò, Carmen stette al gioco e continuò:
– (E) che cazzo ridi… vorrei vedere te a prendere due… supposte su per il culo…
– (C) come le hai chiamate?? Supposte?? Adesso sono supposte… mica prima… ahahaaaa… ma poi che c’è da ridere… la puzza che viene dal bagno vi fa ridere…
– (E) parli della mia… e la tua… per non parlare del cesso… pensavamo tutti che l’avessi rotto…
E giù a ridere tutti, il clima si era disteso, l’imbarazzo per i bisogni corporali delle due donne era sparito, ne approfittai per parlare a Giorgio.
– Come ti dicevo prima… queste cose possono capitare… la cosa importante è saperlo… sapere sia che ci possiamo sporcare… sia che si possono emettere dei peti… e sia che succeda anche che dal bagno vengano odori e rumori non proprio piacevoli… e poi ricorda una cosa…
– (G) ho capito quello che dici… e adesso se mi dovesse capitare saprei come agire… cosa mi devo ricordare??
– Sai come mi disse una volta una donna?? Se non cago dopo che l’ho preso nel culo… l’ho preso inutilmente…
Ancora a sbellicarci dalle risate, con noi che ci sfottevamo a vicenda, le ragazze ci sfottevano per quello che ci penzolava tra le gambe e noi che le chiamavano rotteinculo e cagasotto, i due ragazzi come l’altra volta si concessero una doccia, sentimmo più e più volte Carmen ridere, sicuramente stava sfottendo Giorgio, quando uscirono continuò a sfotterlo, prendendo a piccoli schiaffi il membro flaccido del ragazzo, ma fu messa a posto dalla madre, la quale disse e non disse:
– Ma è proprio morto… ma come con una bella donna come me davanti… non ha fatto un cenno di ripresa… e questo è…
– (E) ma come… non ti basta… ma che vuoi di più… questo poverino se ne ha fatto tre… ma lo sai che molti alla prima si girano dall’altra parte??
Carmen a queste parole fermò lo sfottò, aveva ragione la madre, per questo si era trovata in questa situazione, certo erano stati implicati in un orgia, perdipiù familiare, ma lo aveva chiesto lei, lamentandosi della pigrizia del ragazzo durante il sesso, ma quel pomeriggio era venuto tre volte, lo stesso era accaduto quando si era scopato la madre, allora le fu tutto più chiaro, la fantasia, ecco quello che ci voleva nel sesso, la volontà di scoprire cose nuove da ambedue le parti, questo era il segreto, Giorgio era venuto nel culo di Emma per la terza volta, era più che sicura che il suo orgasmo fosse stato, oltre che dallo scopare quel buco stretto, scatenato dal suo viso beato che godeva sotto le spinte che le venivano da dietro. Emma interruppe quei pensieri e le domandò:
– E adesso che hai perché sei pensierosa…
– Mamma perché hai ragione… scusami Giorgio…
Carmen tornava alla carica almeno una volta a settimana, i suoi rapporti con Giorgio erano frequenti, almeno due, se non tre a settimana, ma Carmen ogni tanto cercava cose nuove, la fantasia non le mancava come non mancava al ragazzo, ma ritornò da noi sapendo che, dalla nostra esperienza, certamente sarebbe uscito qualcosa di nuovo. Le diedi appuntamento dopo due giorni, Emma mi chiese:
– Cosa ci inventiamo…
– Il repertorio è finito… magari potremmo legarla… bendarla e abusare di lei…
– Giochini?? Che dici??
– Anche… teniamo queste due cose in conto… piuttosto pensavo senza te… solo io e Giorgio…
– Potrebbe essere… due cazzi per lei… tra te e lui minimo cinque sborrate…
– No, io pensavo a…
– Cazzo… e chi ci aveva pensato… una doppia… magari due… scambiandovi posto…
Carmen era accosciata su Giorgio, le stavo fottendo il culo con solerzia, le mie spinte producevano sul suo culo un rumore tipico di schiaffo, aveva subito capito il ritmo da prendere, quando mi ritiravo dal suo culo per poco, lei alzava il bacino e perdeva qualche centimetro di penetrazione in vagina, poi mi abbattevo su di lei e la riconquistava, non ci poteva credere, due cazzi per lei, nei suoi due buchi, due sollecitazioni diverse ma, tutte rivolte al suo piacere, e tutto era nato con lo stesso gioco della volta precedente, mi aveva sentito dire:
– Giorgio a terra… Carmen sali di lui a spegni candela…
Si mise a ridere ricordando la prima volta che aveva sentito quella parola uscire dalla mia bocca, ignara del suo significato aveva chiesto:
– Spegni candela… che vuol dire…
Con calma le avevo spiegato il significato e lei si era messa ridere dicendo:
– Da quello che vedo… proprio una candela non è… direi piuttosto spegni cero… ahahaaaa…
E il cero o la candela, dopo quella prima volta, Carmen negli anni successivi l’aveva spenta più e più volte, l’adottò come una delle sue posizioni preferite, forse la prima in assoluto, la seconda che gradiva era la pecorina, ma quella la riservava principalmente alla sodomia. Fece quello che il gioco richiedeva e salì su Giorgio, con fare sensuale, gli prese il cazzo lo strusciò lungo lo spacco e si calò di botto, le piaceva quell’invasione improvvisa della vagina, il cozzare della cappella sulla bocca dell’utero le trasmetteva un dolore leggero e gradevole, erse il busto cominciando ad ondeggiare il bacino solo avanti e indietro, per questo amava quella posizione, le dava ondate di piacere comunque facesse, sia che saltellasse su di lui sia che stesse ferma come adesso ondeggiando in orizzontale.
E così dopo la sua esperienza di spegni candela con me, decise di capire meglio e cominciò a visitare siti porno, erano tutti in inglese, ridendo leggeva in lingua originale le pose, e i comportamenti sessuali, apprese che lo spegni candela era chiamato in inglese “cow girl” che tradotto letteralmente significava “donna che cavalca”, o anche amazzone, era quello che lei faceva, cavalcava l’uomo come si cavalca un cavallo dopo averlo domato, quella posizione acquistò più importanza ai suoi occhi, che le permetteva di dominare l’uomo, continuò a cercare, apprese che se si metteva con la schiena ritta rispetto al corpo dell’uomo avrebbe ritardato la sua venuta, lo sperimentò con successo, con Giorgio a fare da cavia, dopo due, anzi tre orgasmi a poca distanza l’uno dall’altro il ragazzo non veniva, anzi si lamentava per il cazzo costretto verso il basso, si abbatté su di lui e decise di farlo venire, si mise a ridere sentendo gli spruzzi caldi dentro di se, era lei che, ormai stanca, aveva fatto sfogare il ragazzo.
Quindi immaginerete la sua gioia quando sentì come doveva mettersi, pregustava già di godere almeno un paio di volte prima che lui lo facesse, fu così, due orgasmi divisi solo da un paio di minuti la lasciarono senza fiato, per lei fu facile acconsentire a stendersi su Giorgio quando le misi la mano sulla spalla. Le diedi un’altra direttiva:
– Carmen… a pecora… nel culo…
Si stava alzando dal ragazzo, ormai seguiva le mie direttive senza opporsi, sapeva che ne avrebbe trovato giovamento e godimento, ma restò interdetta quando continuai a spingerla su Giorgio, trasalì quando mi accomodai dietro di lei, cercò di divincolarsi e staccarsi da Giorgio, ma quest’ultimo le girò le mani dietro la schiena impedendole di farlo, capì che non poteva scappare, e capì cosa sarebbe successo, si fermò immobile aspettando gli eventi, balbettò qualcosa solo quando sentì la cappella poggiarsi sull’ano:
– Cosa?? È questo quello che intendevi con due cazzi solo per te?? Ahaiaaiiiaaa… mi brucia… è stretto… mmmm… mi sento tirare tuttaaa… ferma… fermaaaaa…
Ma più protestava più scendevo nel suo budello, sentì la mia schiena aderire alla sua e mormorò:
– Cazzo sei entrato tutto…
– Come va??
– Come va?? Come è andato piuttosto fino in fondo… mmm… no, aspettate… state fermi… ahaaa…
Ormai per lei il peggio era passato, cominciammo a muoverci in sintonia, uscivamo da lei quasi completamente e poi di nuovo dentro, non si lamentava più come prima il suo corpo avevano accettato il doppio ingombro e iniziò ad assecondare i nostri movimenti, piccole fitte di fastidio le venivano dall’ano, poi le sentì affievolirsi sempre di più, poi la vagina che fino allora accoglieva il cazzo, cominciò a svegliarsi, all’improvviso le arrivò alla testa l’orgasmo, così senza nessuna fitta di piacere, nessun brivido, un orgasmo secco e forte. Si abbandonò completamente a noi due, alzava appena i fianchi, faceva uscire Giorgio e poi aspettava la mia spinta per accoglierlo fino all’utero, stavolta l’orgasmo l’avvisò, sentì due distinte fitte, una dal culo e l’altra dalla vagina, le sentì unirsi, le sentì percorrere la spina dorsale fino al cervello, nel percorso la sua pelle rabbrividiva, raffreddata dalle gocce copiose di sudore e, quando terminò il suo percorso le fece mancare il fiato, si abbatté su Giorgio mentre lui le sborrava dentro, accolse le mie ultime spinte nel culo facendo dei mugugni, “mm… mm… mm…” con alla fine un “ahaaaaaaa…” finale, quando si sentì irrorata dal mio liquido, alla fine rilassò il corpo e fece un ultimo lamento che suonava di soddisfazione.
– (C) tu steso… io a pecora con Giorgio nel culo… e te nella figa…
Dopo una pausa di riposo, durante la quale non mancarono le solite abluzioni, stavo dando un’altra sequenza, ma Carmen mi fermò con la mano e disse quelle parole, al che la interrogai:
– Quindi vuoi farne un’altra?? Ti è piaciuta vero??
– E lo dici pure… a parte l’inizio… una volta adattata… ma mica io… i miei buchi… ahahhaaa… è stato poi tutto in salita… quindi perché no… ma voglio che vi scambiate di posto…
– Lo scambio di posto va bene… però volevo farti notare che hai già fatto quella posizione… non c’è solo quella per la doppia…
Carmen mi guardò, pensò per poco alle mie parole e subito disse “va bene… come dobbiamo metterci??”
– Giorgio… siediti sulla sponda del letto… Carmen dagli le spalle e siediti su di lui… Giorgio punta appena il cazzo al culo… Carmen scendi piano… muoviti come se facessi la danza del ventre… ecco così… fermati quando è tutto dentro… adesso allarga le gambe… aprile e apri il tuo sesso a me… sto venendo…
Stavolta fu più facile e meno doloroso e fastidioso per Carmen accoglierci entrambi dentro di sé, il cazzo nell’ano spingeva ed allargava la vagina dall’interno, favorendo con, gli abbondanti succhi che ancora conteneva, la penetrazione. La posizione in cui stava non le permetteva di vedere l’avanzare del cazzo dentro di lei, allora le presi le gambe e le portai verso l’alto, capendo ciò che volevo fare essa stessa le fermò con le braccia, questo le potette dare modo di seguire con gli occhi quella lenta penetrazione, sentiva perfettamente la cappella che premeva sulle pieghe interne della vagina, le spostava e continuava la sua corsa, vide sotto i suoi occhi che al cazzo mancavano un paio di centimetri per terminare la sua corsa, lo sentì premere, e sentì dentro di sé le pareti della vagina che cedevano, i due bacini si unirono, il cazzo le premeva in fondo, facendole provare un leggero fastidio. Notai che Carmen si era beata delle prime penetrazioni, con la testa spostata di lato e gli occhi chiusi cominciava a sentire le sensazioni che le stavo dando ma, poi si era messa a guardare verso giù, concentrandosi sul mio cazzo che le entrava e usciva, le chiesi:
– Ti piace così?? Lo sapevo…
– Si mi piace… è la prima volta che lo vedo… sai quando scopiamo lo sento solo entrare… ma adesso lo vedo anche… adesso capisco le sensazioni… mi rendo conto che ad esempio… i primi centimetri sono più facili da fare… e che quelli di dopo… sono più difficili… ci vuole più spinta… più forza… che il mio interno non è liscio come pensavo… ma corrugato… e che la cappella raschia sulle pareti… solleticandomi piacevolmente… che la fine della sua corsa… è sulla cervice… dove mi dà un leggero fastidio… capisci ciò che dico?? Questa specie di scoperta che ho fatto… mi farà rendere capire conto anche in che punto stai… dove sei arrivato… quando finisce di entrare…
– Ti ricordo che è anche la posizione in cui sei… e soprattutto l’altro cazzo nell’ano che permette questa maggiore percezione…
– Perché questa posizione… che c’è di diverso dalle altre??
– Vedi… ano e vagina sono divisi da una leggera membrana di pelle… il cazzo che hai dietro la sposta verso la vagina… questo fa sì che la vagina mi accoglie comunque… ma essendo più stretta… te lo fa sentire meglio… ecco perché riesci a percepire perfettamente passo dopo passo… anzi cazzo dopo cazzo dove sta… ahahaaaa…
Dopo queste ultime parole a, cui seguirono le risate di tutti, smettemmo di parlare, c’è da dire però che non avevo smesso di penetrarla; quindi, con la fine del dialogo riprese a provare piacere, ormai si era tolto il capriccio di vederlo entrare e adesso si gustava la penetrazione e le sensazioni che sentiva. Giorgio cominciava a dare segni di sofferenza, causata non dal peso della ragazza su di sé ma, dal fatto che non poteva muoversi, non poteva partecipare a quella doppia come aveva fatto con la prima, mi fermai dentro Carmen, lei aprì gli occhi, il suo sguardo era chiaro, con gli occhi mi invitava a continuare, ma le dissi:
– Che dici ti piace la sedia che ti ho procurato??
– Mmmm… si è morbida e calda…
– Lo sai che può diventare un letto??
Le feci sciogliere le gambe dalle braccia e la feci stendere su di lui, tenendo premura di non farle perdere la penetrazione, aprì le gambe quanto più poteva e mi accolse di nuovo dentro di sé, per non gravare col mio peso sui due, mi puntellavo con le braccia, questo mi dava anche modo di vederle la faccia, venne quasi subito, l’ano le stringeva la vagina, sentiva il mio cazzo che le scorreva dentro frizionando le pareti ricche di terminazioni nervose, l’orgasmo la fece urlare più e più volte, durante le quali agitava la faccia da una parte all’altra, continuai a fotterla per una manciata di secondi ancora e le riempì la vagina, Giorgio appena mi tolsi da lei, la rivoltò di pancia e, copiando la mia posizione le strinse le gambe, dandole forti bordate nel culo che, lo portarono ben presto ad eiacularle nel culo. Carmen subito si alzò andando verso il bagno, dal culo una scia di seme cominciò a rigarle le gambe, a questo seguì un sonoro peto, la fermai dicendole prima io e poi Giorgio prima che uscisse dalla stanza:
– Carmen… si è rotta la marmitta…
– E secondo me perdi anche olio…
Mise le braccia verso di noi, chiuse le dita delle mani mostrandoci entrambi i medi e, esclamò “vaffanculo”, nel bagno la sentimmo cagare in modo esagerato, emise almeno tre o quattro sonore scariche, intervallate da altrettanti sonori peti, poi dopo una decina di secondi di silenzio chiuse facendo un qualcosa che somigliava più ad una strombazzata che un peto vero e proprio, la fine di questo sonoro peto fu salutato dalle sue scoppia di risa. Sentimmo poi il rumore dell’acqua nella doccia, dopo una decina di minuti si presentò da noi mimando una faccia seria, ci riuscì per poco, scoppiò a ridere per almeno tre minuti, poi ci guardò e disse:
– Scusate è diventata un’abitudine ormai… ahahhaaaa… e poi che cazzo ridete a fare?? è colpa vostra… prima ero una ragazza normale… cagavo almeno ogni tre giorni…e adesso un giorno sì… e uno pure…ahahahaaaa…
Ci unimmo alle sue risate con gusto, poi fu la volta di Giorgio ad andare nel bagno e, in meno di dieci minuti, i due mano nella mano mi salutarono.

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