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Racconti CuckoldTrio

Ho tradito Daniele col suo consenso

By 20 Luglio 2011Dicembre 16th, 2019No Comments

Quell’anno ( il 1997) eravamo in vacanza in Sicilia, Daniele ( mio marito ) ed io.
Passeggiavamo sull’isola di Mozia e Daniele mi additava con entusiasmo i vari reperti archeologici. Mi parlava dei Fenici che più di 2000 anni fa avevano colonizzato l’isoletta , delle loro capacità tecniche, della loro bravura come navigatori, ma io non lo ascoltavo: ero perduta nei miei pensieri focalizzati su quanto era successo il giorno precedente.

Il ricordo era così intenso e vivido che mi pareva ancora di sentire in gola il sapore dello sperma , provavo la deliziosa sensazione di sentirmi colare sulle cosce la sborra che ieri mi era stata iniettata con abbondanza sia in fica che in culo.

Tutto era successo con molta naturalezza e quasi per caso: avevo detto a Daniele che Pino mi aveva invitata ad andare con lui a Macari, un paese non molto distante, dove lui abitualmente acquistava la ricotta per fare i suoi deliziosi cannoli. Avevo anche aggiunto che Pino mi stava facendo una corte molto insistente e che, forse, questa sarebbe stata l’occasione in cui avrebbe tentato di fare qualcosa di più rispetto ai soliti ammiccamenti, doppi sensi e quant’altro.

Mi ricordo bene la tua risposta: ‘Anna, se ci prova ed a te piace, stacci , dipende solo da te; non sarò certo io ad impedirti di trarre piacere da una piccola avventura’.

La tua risposta mi aveva, da un lato liberato da un vago senso di colpa ( sapevo che mi sarei fatta scopare se Pino me lo avesse chiesto ) , dall’altro mi aveva spinto ancor di più nella mia determinazione di farti le corna: avrei sperato che tu mostrassi gelosia, invece’..
‘Bene, non ci tieni così tanto a me? Allora ti farò vedere di cosa sono capace’ , così avevo pensato dandoti un lieve bacio sulla bocca ed allontanandomi per andare da Pino.

Daniele mi teneva la mano mentre passeggiavamo ed io pensavo ad ieri : saliti in macchina , Pino aveva guidato fino alla marina di Macari , aveva parcheggiato sotto un albero in una zona lontana da sguardi indiscreti e lì , dopo esserci guardati intensamente negli occhi, senza parlare, ci eravamo scambiati un bacio profondo, in cui le nostre lingue sembravano sciabole duellanti.
Ricordo benissimo come Pino abbia subito preso la mia mano e l’abbia portata sui suoi pantaloncini da mare, in corrispondenza del suo cazzo.
E ricordo anche il mio stupore: sotto la mia mano sentivo un cazzo già molto grosso che stava crescendo; la mia mano si infilò sotto i pantaloncini e lo estrasse: mi apparve un splendido cazzo, lungo, solcato da grosse vene e che terminava con una cappella incredibilmente larga. Lo strinsi e lo guardai allibita : la cappella era già tutta bagnata , una grossa goccia ne imperlava la punta; Pino la raccolse con un dito e fu per me naturale aprire le labbra invitandolo a mettermelo in bocca per succhiarlo.
Sentivo per la prima volta il suo gusto e la mia fica reagì violentemente: sentii dentro di me un fiotto tiepido che mi inumidiva le labbra e che mi inzuppava gli slip.

Tutto avveniva al rallentatore, sembrava una scena già scritta che ciascuno conosceva e che non aveva bisogno di accordare o modificare. Mi rivedo abbassare lentamente la testa, spalancare le labbra per abboccare quello splendido cazzo e le sue mani dietro la mia nuca che mi spingono verso il ‘bestione’.
Quando riuscii ad ingoiare completamente la cappella provai una sensazione estremamente erotica : la mia fica pulsava e colava mentre il mio cervello mi spingeva ad ingoiarlo ancora di più, mi sentivo profondamente femmina col suo potere sull’uomo, con la sua capacità di eccitarlo e di spingerlo alla monta .
Ma fu Pino che a questo punto fece forza con le sue mani spingendomi la testa verso il basso mentre mi sussurrava: ‘ brava la mia troia, succhiami bene il cazzo, mangiamelo, te lo infilerò in gola fino ai coglioni, sarai la mia vacca da monta’
Queste parole, anziché ferirmi , mi stimolarono, la mia voglia di cazzo crebbe a dismisura e mi aiutò a superare i conati derivanti dal fatto che il suo cazzo si stava sempre più profondamente infilando nella mia gola. Le sue mani premevano in modo sempre più deciso, non potevo ( e non volevo) sottrarmi, sentivo il bestione che avanzava lentamente ma inesorabilmente in gola. L’idea di quello splendido cazzo piantato nella mia gola era talmente eccitante che non sentii più ( non so ancora come) i conati , tutto divenne così naturale e stimolante che in breve mi trovai col naso sul suo pube: ero riuscita ad ingoiarlo tutto ( o lui era riuscito ad infilarmelo tutto in gola?).
Rimasi ferma godendo di quella ‘brutalizzazione’ : ero la femmina piegata alle voglie del maschio, ero la troia che deve dare piacere all’uomo, ero la vacca destinata alla monta.
Questi pensieri fulminanti mi attraversarono il cervello come una scarica elettrica che finì direttamente nella fica. Cominciai a tremare sentendo arrivare l’orgasmo. Pino fece allora due cose che ricordo in modo estremamente nitido : mi chiuse il naso con le dita e contemporaneamente, facendo una forchetta con indice e medio dell’altra mano, si infilò sotto gli slip e mi inforchettò fica e culo.
Una ulteriore scarica elettrica mi attraversò il corpo, dalla fica e dal culo al cervello, l’orgasmo arrivò bruciante e travolgente mentre il suo cazzo cominciava a pulsare. Sentii i suoi schizzi direttamente nell’esofago , fui costretta ad aprire leggermente la bocca per inspirare aria ma non persi una goccia della sua sborra: me la stava iniettando direttamente nel fondo della gola.
Ed io la ingoiai ingordamente.
‘Godi troia, bevi la mia sborra , sei proprio un gran puttana, lo avevo immaginato già la prima volta che ti ho visto. Si, si’ così, ingioia tutto e godi’ questo mi sussurrava Pino mentre le sue dita avevano preso a torturami culo e fica. Mi sfilai il cazzo di bocca, glielo leccai lascivamente e, guardandolo negli occhi, gli risposi:
‘Si, sono una troia , mi piace il tuo cazzo che mi sborra in gola , mi piace sentirmi profondamente femmina , voglio essere la tua vacca e tu sarai il mio toro da monta che mi sfonderà davanti e di dietro!’

Continua’.

Sono graditi commenti sia maschili che femminili: marco.daffori645@gmail.com

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