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Racconti Trans

Melissa

By 24 Marzo 2006Dicembre 16th, 2019No Comments

Melissa

Non capisco. Non mi entra in testa il perch&egrave a volte mi viene la voglia. Irrefrenabile, mi sento dentro un vuoto. Mi assale la voglia di provare.
Sono un uomo di 46 anni, sposato con due magnifici figli. La mia vita sessuale, trascorre monotona, la moglie con poca fantasia, per scaldarla ci vuole un’ ora, con l’età svanisce la voglia di lei.
Un giorno ho preso il coraggio a due mani e sono andato con la macchina nella zona delle prostitute. La prima volta non ho fatto salire nessuno, ma ho fatto la conoscenza di un simpatico trav/trans. Non so ancora oggi la differenza, ma aveva un tailleur verdino con minigonna da infarto, autoreggenti, giacca scollata con il reggiseno bene in vista, ma aime bianco. Era seduta nella sua auto. Dopo un paio di volte che le sono passato vicino e lei mi aveva ammiccato, con le gambe che mi tremavano mi sono fermato dall’ altra parte del marciapiede. Erano le tredici e venti o giu di li, il sole era alto, la visibilità perfetta. Lei toglie dalla trusse un pennellino per il trucco con il manico abbastanza grande, mi sorride leccando con la punta della lingua il legno del manico, si gira di spalle e comincia a strofinarsi il buchino perfettamente in vista. Rimango a bocca aperta. Sudo freddo vedendo quella venere fare quel giochino per me, per avermi. Si volta mi guarda con quel viso mascolino, ma perfettamente truccato da donna, gli occhi mi penetrano, mi chiamano. Rilecca il manico e girandosi di nuovo ricomincia il gioco. Questa volta senza alcuna fatica si infila almeno un centimetro di quel bastoncino nel sedere. Mi viene tremendamente duro. Sono all’ altro lato della starda a guardare un travestito che si masturba per accalappiarmi. Finito lo show, che sarà durato non più di cinque minuti, rimette il pennellino nella trusse, mi guarda sorridente ed esce dalla sua macchina. Sono letteralmente in preda al panico. Non so cosa fare, soprattutto non so cosa vuole dirmi o farmi. E’ la prima volta che mi trovo in un posto del genere. Anche se siamo io e lei/lui, soli, no so come comportarmi. Si avvicina ancheggiando, mi sembra stupenda, mi eccita vederla muoversi. Si appoggia al finestrino aperto della mia macchina e con la voce più mascolina che da donna, mi dice: ‘Vuoi provare a farlo tu o preferisci qualcos’ altro?’ capisce che sono in imbarazzo, mi sorride rassicurante ‘Non ti preoccupare non mordo mica, mi piaci, vorrei fare sesso con te. Però io prendo trenta Euro per un bocchino e cinquanta per il servizio completo.’
Squallidissimo. Stavo per piangere, quando trovo la forza di rispondergli garbatamente ‘Scusami ma ora devo rientrare in ufficio, ma se ti fa piacere posso tornare con più calma, senza impegno’.
Sembrava di stare in un negozio di abiti quando chiedi di provare un vestito ‘senza impegno’. Lui/lei continua ad essere sorridente, senza scomporsi, infila un braccio dentro la macchina e arriva alla mia patta, massaggia un pochino, poi soddisfatta di aver trovato della sostanza, mi dice ‘Ciao Tesoro, sono Melissa’, mi invita a tornare quando voglio, sottolineando ‘senza impegno’, ma rimarcando che le piaccio molto, per cui posso anche aspettarmi un congruo sconto se come pensa riesco a soddisfarla. Detto questo mi schiocca un bacio sulla bocca, leggero senza pressione, solo le sue labbra contro le mie. Mi guarda per vedere la reazione, i suoi occhi mi prendono senza che io possa fare niente. Sono eccitato da morire, lei (la tratto da donna) lo sa , lo ha sentito, non mi lascia lo sguardo nemmeno se la cacciassi.
Anche lei &egrave su di giri, ripete di nuovo il palpeggiamento, questa volta baciandomi in profondità. La sua lingua sfiora le mie labbra che si uniscono alle sue, la mia lingua sente la sua e comincia ad esplorare la sua bocca. Una macchina. Lei si rialza, mi saluta con un sorriso.
Io rimetto in moto, parto ma non vorrei. Mi ha stregato. La voglio, in quel momento l’ uomo in me vorrebbe dimostrare che &egrave lui il più forte. Prendere quell’oggetto e farlo suo. Ma la macchina che sopraggiunge carica, cosi si dice, la merce e parte per il divertimento, lasciandomi solo in macchina, con il sapore della sua lingua in bocca e il suo rossetto sulle labbra.

Passano alcuni giorni, il mio pensiero ogni tanto ritorna a Melissa, penso a lei sempre più spesso e mi eccito senza volerlo. Non lo capisco. Mi passa davanti la segretaria di reparto una donna mora di 35 anni, terza di seno, un culetto da morirci dietro, minuta ben fatta. Mi eccito ancora di più. E ancora di più non capisco come possa succedere.
Ci torno senza pensarci, giro e rigiro ma non c’&egrave, forse &egrave di là, forse &egrave di qua, ma non la trovo.

Torno in ufficio, guardo le segretarie inguainate nelle loro gonne o pantaloni, i loro corpi che senza volerlo fanno eccitare gli uomini. Quante volte ho pensato di portarmi a letto Grazia. Mora occhi neri, 1,68cm di donna.
Lei si che si deve chiamare donna, il suo seno seconda credo, ma con il reggiseno sembra quasi quarta, il monte di venere che scende perfetto sul pube, le mutandine che si fanno vedere sotto la gonna, sul sedere. Eccolo li il suo sedere, perfetto, chi non ha mai pensato di poggiarci la mano e palpare quei semisferi tosti come il marmo.
Lo so perché ogni tanto ho a che fare con lei. Quindi mi capita di poggiarmi al suo corpo e sentirlo forte, tonico e maledettamente attraente. Mi sento Uomo e sono orgoglioso.
Però sono qui per raccontarvi del mio cruccio. Credo sia di molti uomini.
Passa ancora qualche tempo, ci torno si da Melissa, sporadicamente, sempre senza soldi, per non cascarci. Lei però che sa fare il suo lavoro, quando le ho fatto vedere il portafoglio vuoto, ha notato i buoni pasto. Mi ha detto che per me avrebbe accettato anche i buoni pasto e toccandosi provocatoriamente, mi ha detto che mi vuole dentro di lei. Ho messo in moto e me ne sono andato.
Sudato ed eccitato. Ne ho visti altri andandomene, che per mettersi in mostra, si aprivano i vestiti mostrandosi nella loro femminilità. Mi eccitavano ancora di più, rivedevo Melissa passarsi la mano sul pube, sul seno e gli occhi che mi penetravano senza ritegno. Perché?
Una sera mentre ero in casa, stavo osservando mia moglie mentre si toglieva i vestiti, mi ha sorpreso il suo corpo, ho provato a toccarla molto sensualmente, ma come al solito si &egrave ritirata apostrofandomi come il solito maniaco. Abbiamo discusso per un po’, finche ho capito che non era aria. Ho desistito e mi sono ritirato.
Il giorno dopo ancora in tiro, ho preso la macchina, e sono andato da Melissa. L’ho trovata che scendeva da un’auto sportiva. Indossava uno spolverino leggero che quando si &egrave chinata per salutare il cliente, ho visto tutto il suo splendore, tutto il suo intimo che non aveva coperto. Si &egrave girata e si &egrave avvicinata con il suo solito passo sicuro, sorriso compiaciuto e senza chiedermi nulla &egrave salita in macchina. Si &egrave sdraiata poggiando la testa sulle mie gambe, per sentire la patta, che ha trovato come al solito pronta. Siamo stati così per qualche istante, poi con la sua voce persuadente, mi ha chiesto se avevo deciso. Non ricevendo risposta, si &egrave seduta ed ha chiuso lo sportello dell’ automobile ‘Segui la strada e alla prima gira a sinistra.’ Sono stato un’ automa guidando piano per non far arrivare mai quel momento, mentre lei mi palpava sempre più insistentemente, ma con saggezza e dolcezza. Ero talmente in trance che non ho opposto resistenza quando mi ha preso con fermezza la mano e se l’&egrave posata sulla gamba invitandomi con gli occhi ad accarezzarla. Ho eseguito senza esitare. Seguendo l’istinto di vero uomo, ho eseguito movimenti lenti e forti, decisi, pretendendo l’approvazione di Melissa, che, con una semplice occhiata mi ha fatto sentire il cuore in gola. Mi sentivo un bimbo alla prima esperienza, ero nervoso, ma con l’esperienza mi mantenevo freddo e autoritario. Almeno credevo. La strada non finiva più, un po’ come le sue gambe, muscolose, sode, larghe, per farsi toccare meglio. La fine era quella che sappiamo tutti, sono arrivato alla fine delle autoreggenti, ho trovato la sua pelle, lei ha avuto un fremito, come se fosse la prima volta anche per lei, ed ho sentito il calore del suo membro sul dorso della mano. Non sono fuggito, ma l’ho guardata ed ho visto i suoi occhi socchiusi. Le piaceva, era bella con gli occhi socchiusi mentre gustava la mia mano esplorarle l’interno delle cosce. Muovendo la mano sentivo che i peli tagliati di fresco, mentre salivo con la mano si facevano sentire, mentre al contrario, scendendo, si aveva la sensazione di una pelle vellutata. Arrivati in un posto appartato, senza aver proferito parola, ci guardiamo negli occhi e cominciamo a baciarsi. Ero in estasi, con le mie mani sui suoi seni, stringevo i suoi capezzoli procurandole piacere, sentivo che fremeva, aveva voglia. Io più di lei. Stacchiamo le nostre lingue, ci sorridiamo e lei mi invita a mettermi comodo. Comincia a togliermi la cinghia dei pantaloni, mi slaccia i bottoni e la zip. Le sue mani sono sicure e veloci mentre i suoi occhi mangiano i miei, infila la sua mano negli slip e si impossessa del mio membro. Sorride, mi fa sentire uomo ‘Sei un grande, dolcezza mia, ti voglio far divertire come non ha mai fatto nessuna’.
Con la mano mi masturba e la bocca la poggia sulla mia.
Gira la lingua intorno alla mia, la carezza, poi con le labbra la succhia tutta finche può titillandola con la punta. La sua mano intanto sta massaggiando lo scroto senza sosta, mi stringe i testicoli con perizia e maestria. Poi toglie le sue labbra e le schiocca in segno di goduria. Si muove in questo angusto spazio con vero piacere. Le piace il suo mestiere, sono domande che le farò dopo, spero che mi risponda con il suo solito sorriso. Si sta instaurando un buon feeling, mi sto sentendo sempre più a mio agio. Mentre penso queste cose lei si avvinghia al mio pene succhiandolo con avidità tanto da strapparmi un gridolino di dolore. Si scusa, spiegandomi che senza guanto si sente eccitatissima e non si tiene. Si riabbassa e riprende a leccare la punta del mio pene sempre più inferocito e duro.
Ad un certo punto, sono in estasi completa, sono nelle sue mani, eccitato come non mai, aspettando solo il momento fatidico, lei stacca la sua avida bocca dall’ asta. ‘E’ veramente duro e in tiro. Non voglio farti venire subito. Baciami.’ Ha reclinato il sedile e mi ha lasciato fare. Le ho baciato il collo, leccandola di tanto in tanto con la punta della lingua. Le piaceva, inarcava il corpo, si dimenava, mentre anche le mie mani andavano dal suo pube al seno senza staccarsi mai.
Non avevo ancora preso in mano il suo pene. Mi sentivo attratto da lei ma non avevo ancora fatto il grande passo. Con la lingua sono arrivato fino al seno. Ovvio che il seno di una donna &egrave estremamente più sexy e palpabile, ma le sue reazioni alla mia lingua e alle mie mani, erano esattamente le stesse di una donna. Mugolava, si muoveva, per quanto possa permetterlo il sedile di una macchina, mi teneva la testa china sul suo seno pregandomi di non smettere. Io ero completamente fuori di testa, tanto che con la mano sono tornato in mezzo alle gambe per carezzarle. Partendo dal ginocchio sono arrivato su su, fino alla fine delle calze esattamente dove ero prima, ma ho trovato un gonfiore morbidamente sensibile. Lo ho preso in mano palpandolo, trovandomi con i testicoli di Melissa nella mano. Mi sono bloccato un attimo, Melissa mi ha stretto forte la nuca facendomi capire che non dovevo assolutamente fermarmi. Ho trovato la forza di staccarmi dal suo seno, ma la mia mano teneva saldamente lo scroto, palpando i testicoli come se lo avessi sempre fatto. ‘ Continua non ti fermare ti prego’. Mi ha sussurrato con gli occhi chiusi, in balia delle mie mani. Ero padrone della situazione, non avevo più paura, stavo facendo una cosa contronatura, ma perfettamente cosciente che la volevo. Lo presi in mano e sentii un brivido percorrermi la schiena. Era completamente di pietra, sentivo le vene pulsare nella mia mano, lo strinsi con dolcezza, guardando cosa facevo. Presi a muovere la mano lungo l’asta. Non era dritto come il mio, formava una curva verso il pube, ma non mi impediva di tenerlo in mano e muoverla su e giù per tutta la sua lunghezza. Ero sereno, contento, non succedeva nulla, la stavo masturbando con la mia mano. Lei sempre con gli occhi chiusi, si &egrave sdraiata aprendo ancora di più le gambe, chiedendomi, come prima di non fermarmi. Continuavo lentamente, la sentivo fremere ogni volta che arrivavo sul glande e il mio pollice esitava a passare l’asperità che creava la sua cappella sempre più rossa e dura. Dopo un paio di minuti. Lei &egrave scattata sul sedile, fermando la mia mano con forza e decisione. La sua mano mi stringeva il polso, i suoi occhi penetravano i miei, le lingue si sono unite vorticosamente per un paio di minuti. L’unica cosa che ci univa erano le lingue che saettavano ora nella mia ora nella sua bocca, provocando spasmi di eccitazione. Nel frattempo sentivo le sue mani che mi mettevano il preservativo. Un odore di fragola ha inondato la macchina dando una sensazione di freschezza e ridando vigore ai nostri corpi e alle nostre menti. Ero fuori di cervello, Avevo la sensazione di essere onnipotente, ero il padrone del mondo.
Melissa si china e comincia a lavorare di bocca e di lingua il mio pene, molto duro e in tiro già da mezz’ora con quella femmina. Non donna ma femmina si. Cominciai a carezzarle la schiena, sotto la camicetta, aveva solo il reggiseno slacciato. Sentivo la sua pelle sulla mia mano e la sua bocca avvinghiata al mio pene. Avidamente lo succhiava, lo leccava. Certo senza preservativo la sua lingua era stupenda, ma anche cosi mi godevo quella femmina avida di uomini come me. Ad un certo momento mi sono voltato verso il suo corpo, mi sono accomodato meglio sporgendomi un pochino e sono arrivato a toccare il suo sedere. Liscio, sodo, data la posizione aperto, mi guidava verso il buchino. Ci sono arrivato girando come faccio sempre, facendogliela sospirare, quasi la obbligo a chiedermelo di arrivare subito li. La sento che aspetta il mio dito toccarla, si apre ancora di più. E quando sente che non arrivo subito al punto, comincia a pompare con ingordigia, lo ingoia completamente, se lo fa arrivare in gola aspettando il momento fatidico. Lo vuole, lo desidera, lo aspetta, i suoi movimenti e il mugolare sul mio pene mi fanno capire che non vuole altro. Lo sfioro, ci appoggio il dito, arrivo a toccargli di nuovo i testicoli. Il braccio che struscia il buchino, la eccita ancora di più, stringo i testicoli, arrivando alla base del suo pene che sento perfettamente duro. La posizione non &egrave delle più comode, quindi desisto e torno sul buchino. Lei si rimette comoda e lo riprende completamente in bocca, succhiando a più non posso quell’asta che anela al suo interno.
Il mio dito sfiora con più convinzione il suo buco, lo sente aprirsi per lui, sente il movimento del corpo che vuole accogliere dentro qualcosa. Mi lecca il dito per accontentarla e avere sul dito la stessa sensazione che provo sul pene. Sento l’odore del buco forte, mi sferza il cervello. Mi piace, mi metto tutto il dito in bocca. Lei non sentendomi più, mi guarda mentre lo tolgo. ‘ dammelo anche a me’ ‘aspetta’, lo riavvicino al sedere per riavere il sapore che ho sentito io .Glielo porgo e lei lo ingoia assaporando il suo odore di femmina vogliosa. Me lo rilascia dicendomi ‘Prendimi come hai fatto fino ad ora. Da maschio dolce e premuroso verso la sua femmina in calore.’
Torno con la mano in mezzo a quel culo e arrivo dolcemente al buco voglioso, spingo leggermente e sento aprirsi, rimango li un’ attimo, sento che rilascia i muscoli e la prima falange scompare. Mi avvolge un muscolo, morbidamente, avidamente, muovo il mio dito per allargare, lei riapre ed io esco. Me lo risucchio come se fosse l’unica cosa che ho. Lo rinfilo subito per non farla smettere di lavorarmi il pene come sta facendo ora. Mi concentro sul suo culetto, rientro dolcemente ma deciso, lei si contorce ed apre voluttuosamente il muscolo per permettermi un’entrata facile e per sentire meno male lei. Con un paio di mosse della mano arrivo subito alla fine del dito , non posso inserire altro, lei si dimena, ha uno spasmo, si contorce, mugola e succhia avidamente. Contemporaneamente senza smettere si scopa il mio dito e mi pompa il pene senza sosta. Io vedendo dall’ alto la scena non resisto e finalmente sborro all’interno del preservativo. Lei si adegua ai miei movimenti e quando mi calmo e finisco di venire &egrave lei che mi succhia per far uscire tutto. Con mio stupore, mi toglie subito il preservativo e me lo riprende in bocca. Assapora il mio sapore cosi come io ho fatto con il suo. Ma il mio dito ricomincia a muoversi all’interno del suo buco. Lei si scuote e si alza coprendo completamente la mia mano, tenendo dentro il dito saltando sul sedile. Viene scossa dagli spasmi. D’ improvviso si ferma ‘vuoi fare ciò che ti ho fatto io? Vuoi farmi godere come se fossi la tua femmina?’ ‘Si ma non sono pronto, Posso farlo con la mano, ti va?’ ‘ Ok la prossima volta faremo qualche altro giochino ora fammi sentire la tua mano’.
Tenendo sempre il mio dito al suo interno, si posiziona mezza sdraiata sul sedile, rilassata e felice di sentirsi nelle braccia di un’ uomo che la rispetta. Comincio a passargli la mano sinistra sul seno, poi arrivo piano piano al punto prestabilito e voluto da entrambi. Lo accarezzo, si muove come se nessuno lo avesse mai fatto. Il medio della mano destra, si muove nello sfintere che nel frattempo si &egrave avvinghiato sul dito, lei gode e mi dice di non fermarmi. Accarezzo il suo pene, sento il calore del suo sangue scaldarmi ancora di più la mia mano, quasi come il mio dito nel suo culo. Anche se sono con la sinistra, mi accingo a masturbare quel cazzo pulsante nella mia mano. Lo prendo nel palmo, lo massaggio, carezzando anche il suo pube. Sono eccitatissimo. La vedo contorcersi con il mio dito nel culo e la voglia di sborrarmi sulla mano. Chissa quante altre volte i suoi clienti hanno provato queste sensazioni. ‘Perché ho perso tutto questo tempo’. Penso, mentre non resistendo afferro completamente il cazzo di Melissa. Pulsa, &egrave durissimo, le vene continuano a gonfiarsi. Lei stringe gli occhi, si dimena, muove il bacino come per scoparmi la mano tanto che se mi fermo il pene scorre perfettamente nel mio palmo facendomi sentire tutta la sua durezza e la lunghezza.
Ma io non resisto, devo essere io a provocargli l’amplesso. Comincio a muovere freneticamente il dito nel culo. Lo giro vorticosamente nelle sue viscere, sento il muscolo stringere il dito. La mano muove l’asta su e giù, la cappella sempre più rossa e turgida, scompare nel mio palmo e ricompare in tutta la sua possanza. Sento Melissa tremare, soprattutto con la destra, quella che le sta aprendo il culo, dato che la sinistra si muove su e giu su un pezzo di marmo rosso fuoco. Dopo neanche tre secondi il dito della mano destra viene completamente stritolato dal culo di Melissa, i suoi occhi si spalancano mostrandomi tutta la sua felicità, il suo grido di liberazione anticipa di un’attimo la copiosa sborrata che fuoriesce bianca e densa dalla sua cappella nella mie mani. I primi tre schizzi sono veramente potenti e copiosi, poi piano piano si rilassa anche l’ano lasciando il dito libero di muoversi. Non me lo faccio ripetere due volte. Torno a scopargli il culo con il solo dito, facendole riavere un altro orgasmo ovviamente senza uscita di fluido ma come secondo sentito e regalato a me con il suo sguardo compiaciuto.
Sono orgoglioso per come mi sono comportato. Sono stato un uomo che ha fatto godere una femmina che lo ha cercato dal primo momento che lo ha visto, conquistandolo giorno dopo giorno.
Ora avevo la mano completamente avvolta da una densa crema bianca che lasciava un odore acre nell’abitacolo della mia macchina. Una femmina ansimante seduta sulla mia mano con un dito nel sedere ancora fremente. Si risveglia come da un sogno, lo stesso mio. Mi guarda sorridendo soddisfatta. ‘grazie’ mi ha detto. ‘Sei stato grande come pochi. Avevi paura ma l’hai superata da uomo. Avevo ragione nel’aspettarti e nel volerti.’ Grazie a te, no sapevo di poter provare e far provare sensazioni cosi forti. Grazie ancora.’
Non ha voluto nessun tipo di pagamento. Vuole rivedermi al più presto per riprovare quello che nessuno mai le aveva fatto sentire. Sue testuali parole.
Io ogni tanto torno a trovarla, ma ancora non ho capito perché.
La prossima volta proveremo a capirlo insieme.

La mia prima volta

Melissa oramai faceva parte della mia vita, mi aveva cambiato mentalmente. Ero più aperto, tanto che ad ogni situazione nuova e inusuale, non arrossivo o balbettavo come una volta, ma ero sicuro del fatto che io sono un uomo maturo. Naturalmente le donne non le ho mai perse di vista, infatti, Grazia, la segretaria che lavora nel mio stesso ufficio, me la sono portata a letto. Lei come un altro paio di manze a cui sbavavo da un po di tempo. Anche con mia moglie andava tutto a meraviglia, il nostro rapporto era quasi rinato, non tanto sessualmente, visto che io solo ero cambiato in quel senso (almeno credo), ma cerebralmente. Capirci ora non era piu cosi difficile come prima, stare in casa, non sembrava una tortura. Ero contento di me, e della mia vita. Melissa come detto faceva parte della mia vita nascosta, ma sempre mia. Erano passati un paio di anni dalla prima volta, quando mi convinsi dietro sua insistenza ad andare in casa sua. Avevo appuntamento alle 2 e 30 dopo pranzo, mi fidavo di lei, ma la paura che ad ogni incontro potesse succedere qualcosa, era sempre nell’ aria. Una volta ci bussò alla macchina persino i Carabinieri per una perquisizione e per controllare che lei fosse italiana. Mi hanno schedato, ma senza multa in quanto eravamo sulla sua macchina, almeno credo sia stato per questo. Quindi le insidie come mi ha insegnato la vita sono sempre dietro l’angolo.
Arrivo a casa di lei, un quartiere elegante, una palazzina di due piani, un cortile pieno di piante e un pratino curato che segue la strada. La giornata magnifica, eravamo a giugno, permetteva di stare in camicia senza soffrire il freddo. Al primo piano, era l’appartamento di Melissa, la musica di Zucchero si sentiva, senza pero essere fastidiosa. Mi apre lei. Statuaria come sempre, ma vederla dalla macchina e trovarsela davanti la porta della sua casa era differente. Mi bacia e mi fa entrare.
‘Hai trovato subito la strada?’ ‘Certo, &egrave stato molto facile’. Mi siedo sul divano, mentre lei si congeda andando a prendere qualcosa da bere. Il suo profumo riempiva l’aria di casa anche con la finestre aperte. Il suo ancheggiare, con quel gonnellino stretto, e quel seno eretto sotto la maglietta estiva, faceva il resto. Ero molto attirato da lei, e questa volta ancora di piu in quanto mi ero preso tutto il pomeriggio di tempo sia in ufficio che a casa, quindi potevamo passare piu tempo insieme e fare quattro chiacchiere. Porta una bottiglia di Coca, con dello spumante italiano, freddo al punto giusto. Mi fa impazzire lo spumante. Ne versa due flute e si siede vicino a me. Mi bacia prima di prendere il primo sorso e voluttuosamente mi dice ‘Benvenuto in casa mia, non ne invito molti di uomini. Ma tu sei con la u maiuscola, quindi lo meriti, oltre ad avermi conquistato il cuore, per questo sei qui.’ ‘Non corriamo, mi sembrano parole grosse, il cuore mi sembra troppo. Ti penso spesso, mi hai cambiato la vita, ma non posso dire di amarti.’ ‘Neanche io volevo intendere questo, ma volevo farti capire che &egrave un privilegio entrare in casa mia, che non sei un cliente, sei di piu.’ ‘Questo me lo hai dimostrato parecchie volte e te ne sono grato, ma penso di essermelo meritato, non con il sesso, ma con la mia serietà e onestà nei tuoi confronti’ ‘Bravo &egrave proprio questo che volevo sottolineare. Sei sempre stato coerente e serio con me, per questo ti porto nel cuore, non nel senso di amore, ma nel senso di stima.’ ‘Che &egrave ricambiata’. Dopo un paio di spumantini, ha cambiato CD inserendo Nat King Cole, e l’atmosfera si &egrave fatta subito calda. La lingue intrecciate le mani d’appertutto, i corpi sudaticci, le voglie che salivano all’ inverosimile. Lei non porta mai reggiseno, quindi le mani sul seno sodo di Melissa, hanno fatto subito effetto sul mio pene che eretto come non mai, faceva fatica a rimanere nelle mutande, complice anche i suoi tocchi fugaci ma sapienti sulla patta. ‘non ce la faccio più, spogliami, toglimi tutto, voglio sentire la tua pelle sulla mia.’ Cosi alzandosi in piedi,s i&egrave posizionata davanti a ma che, seduto sul divano mi trovavo davanti le sue gambe abbronzate e la sua gonna corta che copriva a malapena gli slip. Ho fatto appena in tempo a toglierla che il suo membro, &egrave schizzato fuori imperioso mostrandosi subito voglioso di sesso sfrenato. Non ho potuto fare a meno di prenderlo in mano e baciarlo dolcemente. Sentivo la cappella, bagnarsi della mia saliva, l’ asta percorsa dalle mie labbra oramai quasi esperte, pulsare di voglia. Ho giocato cosi, trastullandomi su quel pene turgido per le mie carezze. Mi piaceva sentirlo duro sulle labbra. Ancora non avevo usato la lingua per bene e gia sentivo gli umori di Melissa che mi spaccavano il cervello. Con la lingua in movimento sull’asta dritta e bagnata, avevo le mani libere e carezzavo le gambe lisce e profumate di crema per il corpo. Ne usava di tutti i tipi, era maniaca per il suo corpo, si manteneva sempre in perfetta forma. Al tocco della mia mano Lei ha cominciato a mugolare di piacere, ‘sei dolcissimo, continua carezzami tutta, fammi sentire che mi vuoi.’ Cominciava anche a muovere il bacino, creando qualche difficoltà nel gestire il cazzo duro con la lingua, per cui ho optato per aprire la bocca e ingoiare al massimo e non lasciarlo più. ‘Si cosi bravo, succhia il mio cazzone’ non me lo aveva mai detto, ma mi piaceva sentirmelo dire. Sicuramente in casa &egrave tutto più facile, e la giornata si prospettava interessante e piena di novità. Ripeto, il suo pene e le sue gambe cosi da vicino, non li avevo mai avuti. In macchina &egrave tutt’altra cosa. Ma il mio pensiero in quel momento era far godere Melissa, e succhiando il suo cazzo completamente piantato nella mia bocca, le aprivo le natiche che, volevano andare indietro per sentirsi ancora più aperte, ma la goduria che le procurava il mio bocchino, costringevano a spaccarmi ancora di più la gola con colpi di reni. Ero al settimo cielo, ero impegnato intensamente con la bocca tutta aperta e piena di cazzo. La lingua non sapevo dove metterla, lo scroto mi impediva di farla uscirei di più. Le che si dimenava aritmicamente affondando sempre di più il membro dentro la mia bocca. Sentivo che stava per esplodere, ho intensificato i movimenti delle mani sul suo corpo. La dita le passavo sullo sfintere, inumidito dall’ eccitazione, che ritmicamente mi invitava a violarlo. Sentivo le pulsazioni delle vene del pene sulle guance, ero eccitatissimo, volevo sentire lo schizzo, avevo voglia di quel seme bollente, cremoso, che scivola sulla guancia, sentire di Melissa contrarsi per me, sapere e vedere il piacere che si procura con un semplice bocchino. Finalmente mi inonda, il pene si gonfia, la gambe si inarcano, il viso si contrae, il canale si ingrossa per far arrivare nella mia gola uno spruzzo di calda crema, l’urlo liberatorio di Melissa, mi fa capire quanto stia godendo, i fiotti non finiscono mai, due, tre, quattro’. La mia bocca &egrave strapiena di sperma che cola ai lati della bocca. Con le dita cerco di tamponare la tracimazione di cotanta sborra, per impedire che arrivasse sulla mia camicia. Melissa ancora ansimante, aveva smesso di eruttare sperma da quel magnifico totem che avevo trastullato. Mentre si complimentava con me, mi aiutava con la sua lingua a finire di bere il suo succo dolce e amaro. Ci siamo baciati intensamente, rimarcando il fatto che in casa &egrave un’altra cosa. Lo conferma il fatto che solitamente la mia bocca non fatica a trattenere dentro di se le dimensioni del suo pene, ma oggi le ho confessato che non &egrave stato facile come quando siamo in macchina. ‘Vedrai che anche il resto sarà un’altra cosa, sentirai il mio culetto in un altro modo, più morbido e accogliente, sarà tutto differente, anche io ti gusterò molto meglio mio caro, mi sentirai urlare molto e godrò intensamente di te.’Quelle parole mi avevano ringalluzzito, con ancora il sapore dolce-acido del succo di Melissa, mi sono alzato in piedi e le ho chiesto di spogliarmi. ‘Lo avrei fatto io, ma se tu me lo chiedi, lo faccio ancora più intensamente’. Detto questo si mette dietro di me e mi slaccia la camicia carezzandomi il petto e baciandomi il collo, facendomi venire i brividi con la saettante lingua, mi slaccia i pantaloni e li lascia cadere in terra. Solo allora, si appoggia a me e mi fa sentire il suo seno sulla mia schiena, duro e caldo, nonché il pene sul sedere, ovviamente non duro, ma i brividi li ho sentiti ugualmente. Il suo abbraccio, i suoi baci sulla nuca, e le sue sapienti mani sul mio pene, hanno accresciuto in me l’eccitazione che era gia alta. Abbassate le mutande, il calore del suo membro, nelle mie natiche mi ha scosso. ‘Calmo, sono io, te lo avevo detto che sarebbe stato differente, ma sempre eccitante e godurioso.’ ‘Si mi piace sentirti cosi, carezzami ancora, non mi lasciare.’ Il suo pene evidentemente ancora con qualche goccia di seme, scorreva prepotentemente ma sempre dolcemente tra le natiche, sfiorando a volte lo sfintere procurandomi degli spasmi di eccitazione che Melissa sentiva perfettamente. Stavo gustando quel momento intensamente. Non avevo mai sentito un membro cosi bene, si a volte era capitato qualche contatto, ma in macchina, non avevo avuto queste sensazioni. Nei movimenti che facevamo per sentire meglio i nostri corpi l’uno contro l’altro, il pene di Melissa, si insinuava sempre più arditamente nel mio sedere, procurandomi piacere e voglia di averlo. Melissa probabilmente, sapeva questo, ma non ha insistito con questa pratica, si &egrave dedicata al mio petto e al pene, maneggiandolo accuratamente, controllando i suoi movimenti con le mani, vedevo che con una metteva completamente a nudo la cappella, con l’altra, sfiorava il filetto, dandomi un piacere immenso. Il mio cervello stava impazzendo. Non capivo nulla, sapevo solo che le sapienti mani di Melissa stavano facendo ingrossare a dismisura il mio pene e la voglia di possederla. Il mio sfintere stava sentendo benissimo il membro di lei che percorreva il solco delle natiche allargandolo e arrivando a sfioralo e qualche volta a puntarlo, seppur non perfettamente eretto, le sensazioni che ricevevo erano positive. ‘Ti voglio dentro di me, non ce la faccio più’ Melissa mi pretendeva e io in queste occasioni non so dire di no. Si siede sul divano e lo prende in bocca solo per un paio di pompate, tanto per rendersi conto se &egrave duro abbastanza per il suo culo, poi mi prende per mano e mi porta sul letto. Si corica mettendo in mostra il suo bel culo ‘prendimi sono tutta tua.’ Si apre le natiche e il buchino si offre alla mia vista, splendidamente aperto e non ancora perfettamente lubrificato, cosi metto la testa tra le chiappe aperte di Melissa e inizio a slinguare sul buco. I suoi umori vengono fuori subito inondandomi la bocca del sapore inconfondibile del culo voglioso. &egrave una sferzata di emozioni, sentire il culo aprirsi e richiudersi ad ogni colpo della tua lingua per far uscire un liquido impercettibile alla vista ma perfettamente riconoscibile dalle papille gustative della mia lingua. ‘Dai vienimi dentro non ne posso più, ho voglia di te, prendimi presto, scopami, inculami fai quello che vuoi ma fallo presto’ Non finisce la frase che la mia cappella gia spingeva lo sfintere e pretendeva l’accesso immediato. Ben presto il calore del suo ano avvolgeva il mio cazzo portentosamente penetrato nel corpo di Melissa. Affondando i colpi, violavo sempre più la profondità di quel culo, che per sentirmi meglio dentro di se si era messo a pecorina. Il cazzo scivolava nello sfintere, completamente aperto, a meraviglia. I suoi godimenti riempivano l’aria e l’incontro dei nostri corpi completava l’atmosfera venutasi a creare. A momenti sembravano schiaffi, e più erano forti e più le sue urla soffocavano la musica che ormai era un ricordo lontano. Dopo che ho sentito le sue viscere sciogliersi sotto i miei colpi, le ho inondato il culo di sborra. Ha continuato a godere e scoparmi per un paio di minuti prima di adagiarsi di nuovo sul letto, con me sopra, quasi sfinita. ‘E’ stato stupendo, non ce la facevo piu ti volevo, l’hai capito che ti desidero tanto? Sei un’amante stupendo, completo, imperioso. E soprattutto bello.”smettila di farmi i complimenti e girati che prima mi sono dimenticato di pulirti il pene, dammelo ancora.’ Avvinghiati in un 69 fantastico abbiamo riattivato i nostri membri per ricominciare, zuppi di sudore, di nuovo i nostri giochi amorosi. Siamo andati sotto la doccia e li il gioco &egrave stato sublime. Purtroppo non possiede un piatto doccia per due e quindi ci siamo adattati a lavarci con i nostri membri costantemente in contatto, le mani sempre sul corpo dell’altra, le lingue sempre attaccate all’altra, gli sforzi protesi a far godere l’altro. Alla fine l’ho schiacciata alla parete e alzate le sue gambe ho messo in contatto i nostri membri in modo da poter godere insieme. ‘che porco, dai sbattimi con forza che mi piace’ mi fa lei. Nei movimenti di gambe bacini e cazzi, i membri si sono intrecciati in modo che il mio era sulla pancia di lei, ma dietro il suo e viceversa, quindi quando spingevo sentivo il suo che veniva schiacciato dal mio e spinto sul ventre. Sensazione da provare. Abbiamo sborrato all’ unisono sporcandoci come mai. Sentire il cazzo che sborra in bocca, e sentirlo sulla pancia avvinghiato in quel modo, &egrave un’ altra, vi assicuro. &egrave una libidine immensa. Anche Melissa &egrave rimasta folgorata da questa esperienza, mi ha confessato di non averla mai provata prima. Sono stato contento di averla soddisfatta anche in questa occasione. Sul letto ancora ci domandavamo come abbiamo potuto trovare quella posizione, siamo arrivati alla conclusione che essendo i nostri membri di lunghezza uguale, una volta raggiunta l’ erezione massima e inchiodati dalle nostre spinte verso la pancia dell’altro, no hanno avuto la possibilità di muoversi, e si sono scopati a vicenda. Vi assicuro che ancora adesso che scrivo, sento le sensazioni del momento, il fuoco del suo glande, lo scroto che sbatteva sul mio, l’asta pulsare impetuosamente sulla mia pancia, lo sperma che percorre tutto il condotto prima di sporcarti la pancia e la tua cappella, poi sentire la tua eiaculazione che impetuosamente schizza fuori e si mischia con la sua scaldando nuovamente gli animi. Ci siamo coricati sul letto abbracciati, esausti e contenti. Appisolandoci un pochino, ci siamo svegliati con il rumore di voci che provenivano dall’ altra stanza. Melissa si alza e scompare chiudendo la porta, ma non sento la sua voce. Dopo poco rientra con un sorriso smagliante ‘&egrave Serena, la mia amica con un cliente, stanno pomiciando, ma da quanto mi racconta lei non faranno altro. Scusa non sapevo che sarebbe venuta.”non ti preoccupare, solo dopo vorrei rimanere ancora solo con te, lei esce vero?’Si credo di si, ma se non vuole la faccio uscire io, oggi &egrave la nostra giornata, e non la voglio finire con un’ imprevisto.’ 2lo so che non &egrave colpa tua, ma capiscimi, sto vivendo dei momenti stupendi e non voglio che siano rovinati.’ ‘Hai ragione amore, sono d’accordo pienamente. Vado a sbirciare, ti dispiace?”no vai pure e se ci si diverte chiamami’.
La giornata continua
La mia prima volta

Melissa oramai faceva parte della mia vita, mi aveva cambiato mentalmente. Ero più aperto, tanto che ad ogni situazione nuova e inusuale, non arrossivo o balbettavo come una volta, ma ero sicuro del fatto che io sono un uomo maturo. Naturalmente le donne non le ho mai perse di vista, infatti, Grazia, la segretaria che lavora nel mio stesso ufficio, me la sono portata a letto. Lei come un altro paio di manze a cui sbavavo da un po di tempo. Anche con mia moglie andava tutto a meraviglia, il nostro rapporto era quasi rinato, non tanto sessualmente, visto che io solo ero cambiato in quel senso (almeno credo), ma cerebralmente. Capirci ora non era piu cosi difficile come prima, stare in casa, non sembrava una tortura. Ero contento di me, e della mia vita. Melissa come detto faceva parte della mia vita nascosta, ma sempre mia. Erano passati un paio di anni dalla prima volta, quando mi convinsi dietro sua insistenza ad andare in casa sua. Avevo appuntamento alle 2 e 30 dopo pranzo, mi fidavo di lei, ma la paura che ad ogni incontro potesse succedere qualcosa, era sempre nell’ aria. Una volta ci bussò alla macchina persino i Carabinieri per una perquisizione e per controllare che lei fosse italiana. Mi hanno schedato, ma senza multa in quanto eravamo sulla sua macchina, almeno credo sia stato per questo. Quindi le insidie come mi ha insegnato la vita sono sempre dietro l’angolo.
Arrivo a casa di lei, un quartiere elegante, una palazzina di due piani, un cortile pieno di piante e un pratino curato che segue la strada. La giornata magnifica, eravamo a giugno, permetteva di stare in camicia senza soffrire il freddo. Al primo piano, era l’appartamento di Melissa, la musica di Zucchero si sentiva, senza pero essere fastidiosa. Mi apre lei. Statuaria come sempre, ma vederla dalla macchina e trovarsela davanti la porta della sua casa era differente. Mi bacia e mi fa entrare.
‘Hai trovato subito la strada?’ ‘Certo, &egrave stato molto facile’. Mi siedo sul divano, mentre lei si congeda andando a prendere qualcosa da bere. Il suo profumo riempiva l’aria di casa anche con la finestre aperte. Il suo ancheggiare, con quel gonnellino stretto, e quel seno eretto sotto la maglietta estiva, faceva il resto. Ero molto attirato da lei, e questa volta ancora di piu in quanto mi ero preso tutto il pomeriggio di tempo sia in ufficio che a casa, quindi potevamo passare piu tempo insieme e fare quattro chiacchiere. Porta una bottiglia di Coca, con dello spumante italiano, freddo al punto giusto. Mi fa impazzire lo spumante. Ne versa due flute e si siede vicino a me. Mi bacia prima di prendere il primo sorso e voluttuosamente mi dice ‘Benvenuto in casa mia, non ne invito molti di uomini. Ma tu sei con la u maiuscola, quindi lo meriti, oltre ad avermi conquistato il cuore, per questo sei qui.’ ‘Non corriamo, mi sembrano parole grosse, il cuore mi sembra troppo. Ti penso spesso, mi hai cambiato la vita, ma non posso dire di amarti.’ ‘Neanche io volevo intendere questo, ma volevo farti capire che &egrave un privilegio entrare in casa mia, che non sei un cliente, sei di piu.’ ‘Questo me lo hai dimostrato parecchie volte e te ne sono grato, ma penso di essermelo meritato, non con il sesso, ma con la mia serietà e onestà nei tuoi confronti’ ‘Bravo &egrave proprio questo che volevo sottolineare. Sei sempre stato coerente e serio con me, per questo ti porto nel cuore, non nel senso di amore, ma nel senso di stima.’ ‘Che &egrave ricambiata’. Dopo un paio di spumantini, ha cambiato CD inserendo Nat King Cole, e l’atmosfera si &egrave fatta subito calda. La lingue intrecciate le mani d’appertutto, i corpi sudaticci, le voglie che salivano all’ inverosimile. Lei non porta mai reggiseno, quindi le mani sul seno sodo di Melissa, hanno fatto subito effetto sul mio pene che eretto come non mai, faceva fatica a rimanere nelle mutande, complice anche i suoi tocchi fugaci ma sapienti sulla patta. ‘non ce la faccio più, spogliami, toglimi tutto, voglio sentire la tua pelle sulla mia.’ Cosi alzandosi in piedi,s i&egrave posizionata davanti a ma che, seduto sul divano mi trovavo davanti le sue gambe abbronzate e la sua gonna corta che copriva a malapena gli slip. Ho fatto appena in tempo a toglierla che il suo membro, &egrave schizzato fuori imperioso mostrandosi subito voglioso di sesso sfrenato. Non ho potuto fare a meno di prenderlo in mano e baciarlo dolcemente. Sentivo la cappella, bagnarsi della mia saliva, l’ asta percorsa dalle mie labbra oramai quasi esperte, pulsare di voglia. Ho giocato cosi, trastullandomi su quel pene turgido per le mie carezze. Mi piaceva sentirlo duro sulle labbra. Ancora non avevo usato la lingua per bene e gia sentivo gli umori di Melissa che mi spaccavano il cervello. Con la lingua in movimento sull’asta dritta e bagnata, avevo le mani libere e carezzavo le gambe lisce e profumate di crema per il corpo. Ne usava di tutti i tipi, era maniaca per il suo corpo, si manteneva sempre in perfetta forma. Al tocco della mia mano Lei ha cominciato a mugolare di piacere, ‘sei dolcissimo, continua carezzami tutta, fammi sentire che mi vuoi.’ Cominciava anche a muovere il bacino, creando qualche difficoltà nel gestire il cazzo duro con la lingua, per cui ho optato per aprire la bocca e ingoiare al massimo e non lasciarlo più. ‘Si cosi bravo, succhia il mio cazzone’ non me lo aveva mai detto, ma mi piaceva sentirmelo dire. Sicuramente in casa &egrave tutto più facile, e la giornata si prospettava interessante e piena di novità. Ripeto, il suo pene e le sue gambe cosi da vicino, non li avevo mai avuti. In macchina &egrave tutt’altra cosa. Ma il mio pensiero in quel momento era far godere Melissa, e succhiando il suo cazzo completamente piantato nella mia bocca, le aprivo le natiche che, volevano andare indietro per sentirsi ancora più aperte, ma la goduria che le procurava il mio bocchino, costringevano a spaccarmi ancora di più la gola con colpi di reni. Ero al settimo cielo, ero impegnato intensamente con la bocca tutta aperta e piena di cazzo. La lingua non sapevo dove metterla, lo scroto mi impediva di farla uscirei di più. Le che si dimenava aritmicamente affondando sempre di più il membro dentro la mia bocca. Sentivo che stava per esplodere, ho intensificato i movimenti delle mani sul suo corpo. La dita le passavo sullo sfintere, inumidito dall’ eccitazione, che ritmicamente mi invitava a violarlo. Sentivo le pulsazioni delle vene del pene sulle guance, ero eccitatissimo, volevo sentire lo schizzo, avevo voglia di quel seme bollente, cremoso, che scivola sulla guancia, sentire di Melissa contrarsi per me, sapere e vedere il piacere che si procura con un semplice bocchino. Finalmente mi inonda, il pene si gonfia, la gambe si inarcano, il viso si contrae, il canale si ingrossa per far arrivare nella mia gola uno spruzzo di calda crema, l’urlo liberatorio di Melissa, mi fa capire quanto stia godendo, i fiotti non finiscono mai, due, tre, quattro’. La mia bocca &egrave strapiena di sperma che cola ai lati della bocca. Con le dita cerco di tamponare la tracimazione di cotanta sborra, per impedire che arrivasse sulla mia camicia. Melissa ancora ansimante, aveva smesso di eruttare sperma da quel magnifico totem che avevo trastullato. Mentre si complimentava con me, mi aiutava con la sua lingua a finire di bere il suo succo dolce e amaro. Ci siamo baciati intensamente, rimarcando il fatto che in casa &egrave un’altra cosa. Lo conferma il fatto che solitamente la mia bocca non fatica a trattenere dentro di se le dimensioni del suo pene, ma oggi le ho confessato che non &egrave stato facile come quando siamo in macchina. ‘Vedrai che anche il resto sarà un’altra cosa, sentirai il mio culetto in un altro modo, più morbido e accogliente, sarà tutto differente, anche io ti gusterò molto meglio mio caro, mi sentirai urlare molto e godrò intensamente di te.’Quelle parole mi avevano ringalluzzito, con ancora il sapore dolce-acido del succo di Melissa, mi sono alzato in piedi e le ho chiesto di spogliarmi. ‘Lo avrei fatto io, ma se tu me lo chiedi, lo faccio ancora più intensamente’. Detto questo si mette dietro di me e mi slaccia la camicia carezzandomi il petto e baciandomi il collo, facendomi venire i brividi con la saettante lingua, mi slaccia i pantaloni e li lascia cadere in terra. Solo allora, si appoggia a me e mi fa sentire il suo seno sulla mia schiena, duro e caldo, nonché il pene sul sedere, ovviamente non duro, ma i brividi li ho sentiti ugualmente. Il suo abbraccio, i suoi baci sulla nuca, e le sue sapienti mani sul mio pene, hanno accresciuto in me l’eccitazione che era gia alta. Abbassate le mutande, il calore del suo membro, nelle mie natiche mi ha scosso. ‘Calmo, sono io, te lo avevo detto che sarebbe stato differente, ma sempre eccitante e godurioso.’ ‘Si mi piace sentirti cosi, carezzami ancora, non mi lasciare.’ Il suo pene evidentemente ancora con qualche goccia di seme, scorreva prepotentemente ma sempre dolcemente tra le natiche, sfiorando a volte lo sfintere procurandomi degli spasmi di eccitazione che Melissa sentiva perfettamente. Stavo gustando quel momento intensamente. Non avevo mai sentito un membro cosi bene, si a volte era capitato qualche contatto, ma in macchina, non avevo avuto queste sensazioni. Nei movimenti che facevamo per sentire meglio i nostri corpi l’uno contro l’altro, il pene di Melissa, si insinuava sempre più arditamente nel mio sedere, procurandomi piacere e voglia di averlo. Melissa probabilmente, sapeva questo, ma non ha insistito con questa pratica, si &egrave dedicata al mio petto e al pene, maneggiandolo accuratamente, controllando i suoi movimenti con le mani, vedevo che con una metteva completamente a nudo la cappella, con l’altra, sfiorava il filetto, dandomi un piacere immenso. Il mio cervello stava impazzendo. Non capivo nulla, sapevo solo che le sapienti mani di Melissa stavano facendo ingrossare a dismisura il mio pene e la voglia di possederla. Il mio sfintere stava sentendo benissimo il membro di lei che percorreva il solco delle natiche allargandolo e arrivando a sfioralo e qualche volta a puntarlo, seppur non perfettamente eretto, le sensazioni che ricevevo erano positive. ‘Ti voglio dentro di me, non ce la faccio più’ Melissa mi pretendeva e io in queste occasioni non so dire di no. Si siede sul divano e lo prende in bocca solo per un paio di pompate, tanto per rendersi conto se &egrave duro abbastanza per il suo culo, poi mi prende per mano e mi porta sul letto. Si corica mettendo in mostra il suo bel culo ‘prendimi sono tutta tua.’ Si apre le natiche e il buchino si offre alla mia vista, splendidamente aperto e non ancora perfettamente lubrificato, cosi metto la testa tra le chiappe aperte di Melissa e inizio a slinguare sul buco. I suoi umori vengono fuori subito inondandomi la bocca del sapore inconfondibile del culo voglioso. &egrave una sferzata di emozioni, sentire il culo aprirsi e richiudersi ad ogni colpo della tua lingua per far uscire un liquido impercettibile alla vista ma perfettamente riconoscibile dalle papille gustative della mia lingua. ‘Dai vienimi dentro non ne posso più, ho voglia di te, prendimi presto, scopami, inculami fai quello che vuoi ma fallo presto’ Non finisce la frase che la mia cappella gia spingeva lo sfintere e pretendeva l’accesso immediato. Ben presto il calore del suo ano avvolgeva il mio cazzo portentosamente penetrato nel corpo di Melissa. Affondando i colpi, violavo sempre più la profondità di quel culo, che per sentirmi meglio dentro di se si era messo a pecorina. Il cazzo scivolava nello sfintere, completamente aperto, a meraviglia. I suoi godimenti riempivano l’aria e l’incontro dei nostri corpi completava l’atmosfera venutasi a creare. A momenti sembravano schiaffi, e più erano forti e più le sue urla soffocavano la musica che ormai era un ricordo lontano. Dopo che ho sentito le sue viscere sciogliersi sotto i miei colpi, le ho inondato il culo di sborra. Ha continuato a godere e scoparmi per un paio di minuti prima di adagiarsi di nuovo sul letto, con me sopra, quasi sfinita. ‘E’ stato stupendo, non ce la facevo piu ti volevo, l’hai capito che ti desidero tanto? Sei un’amante stupendo, completo, imperioso. E soprattutto bello.”smettila di farmi i complimenti e girati che prima mi sono dimenticato di pulirti il pene, dammelo ancora.’ Avvinghiati in un 69 fantastico abbiamo riattivato i nostri membri per ricominciare, zuppi di sudore, di nuovo i nostri giochi amorosi. Siamo andati sotto la doccia e li il gioco &egrave stato sublime. Purtroppo non possiede un piatto doccia per due e quindi ci siamo adattati a lavarci con i nostri membri costantemente in contatto, le mani sempre sul corpo dell’altra, le lingue sempre attaccate all’altra, gli sforzi protesi a far godere l’altro. Alla fine l’ho schiacciata alla parete e alzate le sue gambe ho messo in contatto i nostri membri in modo da poter godere insieme. ‘che porco, dai sbattimi con forza che mi piace’ mi fa lei. Nei movimenti di gambe bacini e cazzi, i membri si sono intrecciati in modo che il mio era sulla pancia di lei, ma dietro il suo e viceversa, quindi quando spingevo sentivo il suo che veniva schiacciato dal mio e spinto sul ventre. Sensazione da provare. Abbiamo sborrato all’ unisono sporcandoci come mai. Sentire il cazzo che sborra in bocca, e sentirlo sulla pancia avvinghiato in quel modo, &egrave un’ altra, vi assicuro. &egrave una libidine immensa. Anche Melissa &egrave rimasta folgorata da questa esperienza, mi ha confessato di non averla mai provata prima. Sono stato contento di averla soddisfatta anche in questa occasione. Sul letto ancora ci domandavamo come abbiamo potuto trovare quella posizione, siamo arrivati alla conclusione che essendo i nostri membri di lunghezza uguale, una volta raggiunta l’ erezione massima e inchiodati dalle nostre spinte verso la pancia dell’altro, no hanno avuto la possibilità di muoversi, e si sono scopati a vicenda. Vi assicuro che ancora adesso che scrivo, sento le sensazioni del momento, il fuoco del suo glande, lo scroto che sbatteva sul mio, l’asta pulsare impetuosamente sulla mia pancia, lo sperma che percorre tutto il condotto prima di sporcarti la pancia e la tua cappella, poi sentire la tua eiaculazione che impetuosamente schizza fuori e si mischia con la sua scaldando nuovamente gli animi. Ci siamo coricati sul letto abbracciati, esausti e contenti. Appisolandoci un pochino, ci siamo svegliati con il rumore di voci che provenivano dall’ altra stanza. Melissa si alza e scompare chiudendo la porta, ma non sento la sua voce. Dopo poco rientra con un sorriso smagliante ‘&egrave Serena, la mia amica con un cliente, stanno pomiciando, ma da quanto mi racconta lei non faranno altro. Scusa non sapevo che sarebbe venuta.”non ti preoccupare, solo dopo vorrei rimanere ancora solo con te, lei esce vero?’Si credo di si, ma se non vuole la faccio uscire io, oggi &egrave la nostra giornata, e non la voglio finire con un’ imprevisto.’ 2lo so che non &egrave colpa tua, ma capiscimi, sto vivendo dei momenti stupendi e non voglio che siano rovinati.’ ‘Hai ragione amore, sono d’accordo pienamente. Vado a sbirciare, ti dispiace?”no vai pure e se ci si diverte chiamami’.
La giornata continua.

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