
triste
della castità
-dolorosa-
scelta
perché tu sei
lontano,
miglia e montagne
oltre l’oceano,
sotto la scia dei jet,
dove i cirri
rigano il cielo
da est ad ovest,
i cumuli
violenti
si scontrano,
e il sesso potente
del vento
percuote il ventre
degli aerei.
-ho fame e sete
di te-
Lontani
tremila miglia,
ma memorizzati
negli occhi e nei fianchi,
siamo pieni
l’uno dell’altra,
e vuoti al mondo.
-per quanto tempo
ancora
mi sazierò
del tuo cuscino?-
Potrei trovare
un altro uomo
per liquefarmi il corpo
con il suo calore
di maschio,
potresti trovare
un’altra donna
dalla peluria
vergine e setosa,
ma non urleresti
e non le morderesti
la spalla,
per entrarle nel sangue.
-le mie notti sono
sempre più lunghe
e più fredde,
amore mio-
Così tutta la terra
è come un grande
letto,
dove noi giaciamo,
sdraiati su sponde opposte,
divisi dalle montagne
inesorabili
del nostro amore
ostinato,
desiderando
che un terremoto
la scuota,
per ritrovarci
insieme
sotto le macerie.
-come Faust
venderei l’anima
per riaverti ora
dentro di me-



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..