Le parti son tutte assegnate.
Si recita solo a copione,
non son consentite volate.
Chi vuole, può fare il gigione.
Costumi di scena soltanto.
Le maschere ? Sempre le stesse:
di risa, di scherno, di pianto…
Le voci ? tonanti… sommesse…
La luce dipende dal sole.
Fondali tracciati a piacere.
Le frasi, soltanto parole.
Le trame, soltanto chimere.
Intorno ‘ pieno di gente,
sul palco, invece, nessuno.
Son tutti vestiti di niente.
Ed ecco che s’alza qualcuno,
si pone sul capo qualcosa,
qualcosa brandisce la mano.
Assume sul palco la posa,
e dice: io sono sovrano,
mi spetta corona e mantello,
mi spetta d’avere la corte.
Dispongo di questo di quello,
di dritto di vita, di morte.
E s’ode un bisbiglio: che bello !
E come gli dona l’orpello.
Che voce, che grande potenza.
Per me, gli vo’ far riverenza.
E tutti s’inchinan plaudenti.
Son teschi che battono i denti.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..