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Racconti erotici sull'IncestosorellaTravel

Cannes – Il Festival

By 12 Settembre 2026No Comments

La mattina dopo mi sveglio con un gran mal di testa per la notte appena passata.
Io e mia sorella Alessandra nello stesso letto, nudi, non avevamo scopato, ma, comunque, ci eravamo dati reciproco piacere con un petting piuttosto pesante.
Se l’avessero saputo i nostri genitori, se mi avessero visto, a cavalcioni del suo petto e con il cazzo affondato nella sua bocca, se l’avessero vista, mentre mi teneva stretta la testa alla sua fica nel momento dell’orgasmo… Meglio non pensarci.
Mi alzo dal letto e vado in bagno a prepararmi.
Mentre mi sto facendo la barba, lei arriva.
Entra e, senza esitazione, si siede sul water e fa pipì.
Tanto, ormai, tra noi non ci sono più segreti; la sua fica l’avevo vista da vicino, molto vicino.
Quando si alza sono ancora appoggiato al lavandino, lo sguardo fisso allo specchio mentre finisco di radermi.
Lei si avvicina alle mie spalle, mi abbraccia con naturalezza facendomi sentire la compattezza dei seni sulla schiena e mi bacia la schiena nuda.
Le sue mani scendono, trovano il mio cazzo, che al contatto si sveglia subito, arzillo, già mezzo duro.
Lei sorride sorniona e comincia a masturbarmi piano, con quelle manine esperte, leggere, quasi carezzevoli.
“No Ale, fermati.” – le dico, abbassando una mano per bloccare le sue.
-“Perché?” – fa lei delusa.
-“Stanotte forse abbiamo esagerato” – dico cavalcando un impeto di tardiva consapevolezza fraterna, ma sapevo che, se avesse continuato, sarebbe crollato alla sua prima mossa.
-“Scommettiamo che stasera la penserai in modo diverso?“ – dice Ale ridendo.
-“Va bene, scommettiamo, ma non mi chiedere cosa, è meglio. E poi ora non ho tempo, devo scappare”.
-“Ciao allora, ci vediamo più tardi, io me ne torno a letto“.
Quando torno in camera lei ormai si è riaddormentata.
È bella, dolce, sembra quasi una bambina, con i capelli sparsi sul cuscino e il volto rilassato.
Mi vesto e, silenziosamente, esco per avviarmi alla mia giornata lavorativa, cercando di non pensare a quanto successo.
Passando dico al concierge di non svegliare la signora fino a quando non sarà lei a chiamare per la colazione.
-“Certamente monsieur, sarà fatto” – mi assicura con un sorriso sornione, come a dire “l’hai stancata per bene questa notte”.
-“Ah questi francesi!!!” – penso.
Al palazzo del festival mi riceve un gentilissimo addetto alle PR.
Dopo avermi consegnati i pass, mi spiega il programma dell’evento e come sono organizzate le conferenze stampa e le interviste con le attrici e gli attori.
Torno in albergo che sono le tre passate.
-“Ciaooo…” – mi saluta Ale, gettandomi le braccia al collo e dandomi un bacio a stampo sulle labbra.
-“Ciao” – le rispondo staccandomi a fatica dal suo morbido corpo.
Per comodità, penso, indossa un paio di shorts in jeans, così aderenti, che dietro s’incuneano nel solco delle natiche, disegnando perfettamente il suo favoloso culetto, sopra una canotta bianca, e da come si muovono i seni e come i capezzoli puntano la stoffa, deduco niente reggiseno.
-“Hai mangiato?” – le chiedo, cercando di distrarmi da quelle visioni, mentre già qualcosa si agita dentro i boxer.
-“Sì, ho fatto un’abbondante colazione al bar dell’albergo. E tu? Come è andato il lavoro?”
-“Bene. Ho i pass e tutte le informazioni che mi servono. Gli attori cominceranno ad arrivare verso le cinque, quindi noi dovremo essere la almeno alle cinque meno un quarto. Alle sei e mezzo è prevista la prima conferenza stampa, poi ci sarà un buffet e, dopo, inizieranno le proiezioni dei film. Pensi di farcela ad essere pronta in tempo?”
-“Certamente. Ho già fatto la doccia e lavati i capelli, solo una rinfrescata, un po’ di trucco e mi vesto”.
-“Bene, allora ora vado io a fare la doccia, così poi ti lascio libero il bagno”.
Detto questo vado in bagno e, per evitare problemi, mi spoglio dentro.
Sono già vestito e sto attendendo Ale che esca dal bagno.
Quando esce ha già indosso l’abito che abbiamo comprato ieri.
Rimango basito a guardarla; non ricordavo o, forse, non mi ero accorto che l’abito fosse così seducente e sexy.
È un abito di satin nero, lungo fino alle caviglie, ma con uno spacco laterale che arriva quasi all’anca, ha una scollatura a V così profonda da lasciar intravedere i seni come se fossero nudi; su di lei sta benissimo e lei è uno schianto!!!
-“Cos’hai da guardarmi così?” – mi chiede maliziosa, ben conscia dell’effetto che provoca – “Piuttosto vieni ad aiutarmi ad allacciare i cinturini delle scarpe, per me sono sempre un problema”.
Infila una scarpa ed appoggia il piede sulla sedia della scrivania.
Così facendo lo spacco dell’abito si apre mostrando tutta la gamba fino all’anca ed io non vedo traccia di mutandine.
-“Ma Ale non hai mutandine!!!” – esclamo.
-“No, con questo spacco si sarebbero viste e non è bello”.
Così sotto l’abito è completamente nuda!!!
Mi chino per allacciare il cinturino della scarpa, la stoffa scivola ancora più di lato e posso vedere parte del suo pube ornato da un ciuffetto di peli scuri, che la notte prima, vista la semioscurità, non avevo notato.
Nell’allacciare il cinturino mi tremano un po’ le mani e, nei boxer, ho il membro teso al massimo.
Quando scendiamo nella hall dell’albergo, lo sguardo stralunato del concierge, mi conferma che al mio braccio ho una figa da sballo.
Ci facciamo chiamare un taxi e ci dirigiamo al palazzo del festival.
Il nostro arrivo riscuote tra il pubblico lo stesso entusiasmo delle attrici che fanno mostra di se sulla passerella.
Approfittando del fatto che Ale sta parlando con un giornalista mio amico, uno dei tanti paparazzi mi si avvicina.
-“Chi è quella che sta con te? Una nuova starlette?” – mi chiede a voce bassa.
-“No, è mia sorella”.
-“Caspita, complimenti, potrebbe fare la modella.” – mi fa sorpreso – “Ti dispiace se le scatto qualche foto?”
-“No, fai pure” – dico orgoglioso.
La conferenza stampa è un po’ lunga e noiosa; comunque prendo appunti per il mio articolo.
Più tardi al buffet, approfitto per scambiare qualche chiacchiera con qualche collega e qualche personaggio che conosco.
Ale, intanto, si è seduta su uno sgabello al bancone che funge da bar e sta bevendo un drink.
Nella posizione seduta, lo spacco si è aperto mostrando la sua gamba nuda fino all’anca e lei non fa niente per richiuderlo.
Come se un fiore avesse aperto la sua corolla per le api, tre o quattro aitanti giovani la circondano ed iniziano a parlarle.
Lei da loro spago e ride allegra alle loro battute.
Decido allora d’intervenire.
-“Ale andiamo, tra poco iniziano le proiezioni” – le dico avvicinandomi.
Lei scende elegantemente dallo sgabello ed infila il braccio sotto il mio.
Posso vedere gli sguardi delusi dei giovanotti.
Riusciamo a vedere in parte un paio di film, poi decidiamo di andarcene, anche perché si è fatta mezzanotte passata.
Visto che la serata è bella e tiepida, decidiamo di tornare in albergo a piedi.
Mentre camminiamo per le calde e solitarie strade del quartiere, la guardo: è splendida, alta sui tacchi, coi capelli mossi da una leggera brezza, il vestito che la fascia come una seconda pelle e che ad ogni passo scopre la sua gamba nuda.
La desidero, purtroppo.
Avrei voluto tornare in albergo e perdermi nel letto con lei, ma non potevo dirglielo, naturalmente.
-“Allora? Ti sei ripreso dallo choc della notte scorsa? “, mi chiede Alessandra abbracciandomi mentre siamo in piedi sulla banchina del Vecchio Porto.
“Si Ale, sto meglio, ma ti devo confessare che è tutto il giorno che penso a quello che è successo ieri notte,” – le rispondo accarezzandole i capelli – “ e tu vestita così ed abbracciandomi, non mi aiuti per niente”.
-“Ma và? Davvero? Devi stare attento, però, non vorrei che ti sconvolgessi troppo“ – mi dice con un sorriso malizioso.
-“Quanto sei scema. Guarda che io mi preoccupo anche per te, perché penso che se andiamo fino in fondo a questa storia, non so se riuscirai a liberarti di me”.
-“Meglio così, non vedo dove sia il problema. Stiamo bene insieme, ci conosciamo da sempre, che male c’è se voglio che sia tu ad aiutarmi a passare questo momento difficile?“
-“Ale, il problema non esisterebbe se l’aiuto che mi chiedi non fosse di un particolare tipo“.
-“Io penso che se la cosa rimane tra noi, è soltanto un bel modo di stare insieme, traendone anche piacere. Insomma, tu mi piaci, da sempre. E credo che la cosa sia ricambiata. O sbaglio?.
-“No Alessandra, sei una delle più belle ragazze che io abbia mai visto in vita mia”.
“E allora basta, non parliamone più. Godiamoci questa vacanza e quello che succederà, succederà. Qui nessuno ci conosce, neanche il portiere sa che sono tua sorella, perché nel documento che gli ho dato figura il cognome di mio marito“.
Da quel momento in poi, giuro, tutto succede con grande naturalezza.
Appena arriviamo all’albergo la trascino per mano fino alla stanza, richiudo la porta alle mie spalle, accendo la luce e la guardo.
Lei si mette al centro della stanza, porta le mani dietro la schiena e sento il rumore della lampo che si apre; scuote le spalle ed il vestito le scivola sul corpo e si ammonticchia ai suoi piedi.
Con un movimento elegante ne esce e rimane nuda, in piedi, con ancora i sandali col tacco alto ai piedi, guardandomi con una luce strana negli occhi, una luce di voglia e curiosità.
È bellissima!!!
È qualcosa di assolutamente irresistibile, almeno per me!!!
Le vado incontro, comincio a baciarla sul collo e a massaggiarle le tette nude.
Poi ci guardiamo per un istante lungo un giorno, quasi per chiederci la reciproca, definitiva “autorizzazione”, che arriva.
E allora le nostre lingue si incrociano, scontrandosi furiosamente fuori e dentro le nostre bocche.
Mi tolgo la camicia e Alessandra ne approfitta subito per strusciarmi le tette sul petto e passarmi la lingua sui capezzoli.
Mentre la bacio sul collo, a passi lenti la spingo verso il letto; quando lo tocca con le gambe si siede sul bordo.
-“Aiutami a togliere le scarpe” – mi chiede alzando una gamba ed appoggiando il piede sul mio petto.
In quella posizione riesco a vedere il suo fiore dischiuso ed umido di umori.
Slaccio il cinturino e prima di lasciarle il piede, depongo un bacio leggero sulle dita.
Lei solleva l’altro piede e l’appoggia allo stesso punto.
Ripeto l’operazione, ma questa volta invece del bacio le lecco la pianta e poi prendo tra le labbra le dita e le lecco, le succhio una ad una.
Il suo piede odora del cuoio delle scarpe nuove e di una leggera traspirazione; un miscuglio che è un aroma afrodisiaco.
-“Ooohhh che fai… Che bellooo… Nessuno me l’aveva mai fatto… È bello, continuaaa…” – fa rovesciando la testa all’indietro.
Dopo un po’ di questo trattamento vedo che la sua natura ora è bagnata ed addirittura cola umori.
Ad un certo punto si riscuote, solleva il busto dal letto e si mette seduta.
Inizia a leccarmi la pancia, il ventre ed infine, tirandomi giù i pantaloni, mette una mano nei boxer e tira fuori il cazzo.
È il momento della decisione.
-“Allora, fratellino, io sto per prendertelo in bocca. Se ti vuoi fermare, è la tua ultima possibilità“ – mi dice guardandomi negli occhi.
La risposta è affidata alle mie mani, che le prendono la testa e l’avvicinano al cazzo.
-“Succhiamelo Ale… Si… Prendilo tutto…“
Alessandra sorride, afferra il cazzo con una mano e tira indietro la pelle scoprendo la cappella, se la struscia lentamente sulle guance, sulle labbra e, finalmente, se lo fa sparire in gola.
Mai provata una pompa così: lecca, succhia, agita la lingua impazzita sulla cappella imprigionata tra le sue guance.
Poi afferra le mie natiche ormai nude e comincia a fare avanti e indietro, ingoiando ogni volta il cazzo fino alla base.
Il tutto è reso ancora più travolgente dall’ondeggiare delle sue tette e dalla sua mano, che con due dita si scopa la fica e con il palmo si massaggia il monte di Venere.
Io ormai ci sono, sento lo sperma spingere e salire rimontante dalle palle ed allora la fermo cercando di rallentare i tempi del pompino.
-“Oddio Alessandra fai piano… Ti prego… Se continui così vengo…“.
Lei si stacca per un momento dal cazzo e con le labbra fradice di saliva mista a sborra, risponde.
-“È proprio quello che voglio, non l’hai capito? Forza, continua a scoparmi in bocca e riempimela di sborra” – detto questo si rituffa sul mio cazzo e riprende a succhiarlo.
Io, in preda a una vera e propria tempesta ormonale, mi adeguo e riprendo a fotterla in bocca.
-“Oh sì Alessandra… Così mi fai godere… Continua a succhiarmi il cazzo… Si… Cosiii”.
-“Dai fratellino… Dai che sto per venire anch’io…“.
“Aaahhh… Ciuccia tesoro…. Ciuccialo così … Fammi venire dentro… Dai che sto per schizzarti in bocca”.
-“Si, dammela che te la ingoio tutta… Ecco… Esplodo anch’io… Ci sono quasi… Dai che veniamo insieme… “.
“Siìì… Eccola Alessandra… Ecco la sborra del tuo fratellino… Prendila tutta… È tutta tua Ale… Tutta tuaaaaaa”.
Le infilo tutto il cazzo in gola con l’ultima spinta e le sparo in bocca una valanga di sborra.
Cinque, sei, dieci fiotti, che Alessandra, con le gambe serrate intorno alla sua mano per assecondare l’orgasmo, non riesce a contenere tutti, ingoiando i primi, più consistenti, e sparandosi gli altri sulle tette nude.
-“Che goduta fratellino…. Mi hai fatto bere un litro di sborra… Meno male che non volevi esagerare!!!“.
-“Ti adoro Alessandra, sei fantastica. Giuro che è stato il pompino più eccitante della mia vita”.
-“Adesso non vorrai fermati, spero“.
-“No, adesso voglio conoscere tutto il corpo della mia splendida sorella” – ci buttiamo nudi sul letto.
Lei si stende a pancia in su e mi tira su di lei, verso il suo petto.
-“Cominciamo da qui, allora. Mettimi il cazzo tra le tette, che lo ritiriamo su”.
Non ce n’è granché bisogno, per la verità, perché dopo quelle parole si è già bello che ripreso.
Duro come il marmo, a tal punto che per riuscire ad appoggiarglielo nel morbido solco devo spingerlo un po’ verso il basso.
Lei si avvicina i due splendidi globi e me lo stringe in mezzo, cominciando a fare su e giù senza sforzi, facilitata dalla sborra che le ho schizzato addosso pochi minuti fa e che fa scivolare senza problemi il cazzo tra le sue bocce.
Comincio anch’io a muovermi avanti e indietro, sconvolto dal piacere fisico e dall’idea di essere in mezzo alle tette di mia sorella che mi sta facendo una spagnola da delirio.
-“Che belle bocce che hai Ale… Ti piace fartele scopare eh?“.
-“Siii… Adoro sentire il tuo cazzo fra le tette… Spingi più forte… Così, che voglio leccarti un po’ la cappella“.
Non me lo faccio ripetere: le do qualche altro colpo fra le tette e lo rinfilo nella sua bocca di fuoco.
-“Sii tesoro ciucciamelo ancora… Così… Hai due labbra fantastiche..“
-“Mmhh… Lo so fratellino… Mmhhh… Lo so…“.
Sono già pronto a schizzare di nuovo, e avviso mia sorella che continua a pomparmi il cazzo senza darmi tregua.
-“Ale godo… O ti fermi o ti faccio bere di nuovo…“ – e lei si ferma.
-“No, se permetti adesso voglio offrirti io qualcosa da bere”.Detto questo mi fa sdraiare sul letto e si mette a cavallo della mia testa.
Mi spinge la fica glabra contro la bocca ed io comincio a leccare con foga le labbra, succhiare il clitoride e baciarle l’interno delle cosce.
-“Mmhh… Così fratellino… Infilami la lingua dentro tesoro… Scopami così”.
-“Uuhh fratellino, così… più veloce…. più veloce che vengo…“.
“Vieni amore mio… Dammela tutta” – riesco a dire staccandomi per un attimo dalla sua vulva.
-“Eccola tesoro… Arriva… Siii… È tanta… Calda… Bevila tutta… Ecco… Prendilaaa… “
Un mare di broda si riversa sulla mia lingua, mentre Alessandra urla a pieni polmoni tutto il suo piacere.
-“Oddio non ce la faccio… Così mi fai morire” – si lamenta mia sorella, lasciandosi andare sul letto, respirando affannosamente e cercando di incamerare ossigeno per riprendersi dall’orgasmo devastante.
È splendida, distesa senza forze sul letto. Inerme, con le tette ancora umide e le labbra arrossate dai precedenti, approfonditi contatti ravvicinati con il mio cazzo.
Gliele bacio dolcemente, e mi chino ancora a succhiarle i capezzoli, prima uno, poi l’altro.
Lei mi afferra i capelli e mi incita a ricominciare.
-“Ho ancora voglia, ti prego, leccamela ancora un po’”.
Le infilo ancora la lingua nella fica, abbrancandole le chiappe.
Lei si scalda subito, ma quando capisco che sta per venirmi ancora in bocca, mi scosto e le salgo sopra.
-“Noo… Che fai… Non ti fermare adesso… Sto quasi per godere..“ – si lamenta.
-“Lo so, è per questo che sono venuto qui, vicino a te”.
Mi prendo in mano il cazzo, lo stringo alla base e glielo infilo tutto nella fica, cominciando a pomparla.
-“Che dici Alessandra, va meglio così?“
-“Ohh… Siiii… Ti sei deciso finalmente a scoparmi… La mia fichetta non aspettava altro…“.
-“È fradicia, la tua fichetta… È calda… Te la scopo Alessandra… Te la scopo tutta…“.
-“Sii…. Scopamela… Spingi…. Così… Spingi amore… Cosi..“.
-“Ahhh… Che bello Ale… Ti fotto… Ti sto aprendo la fica…“.
La chiavo con foga, assestandogli dei colpi violenti, mentre gli lecco le tette.
-“Ti piace Alessandra? Ti piace sentire il mio cazzo tra le cosce? Dimmelo sorellona, dimmelo..“
-“Si… Si… Mi piace… Ma continua così … Più forte… Più forteee…”.
-“Si Ale…. Spingi anche tu, che adesso ti faccio il pieno… Ti allago la fica… Daiii…”
-“Così amore…. Ecco… Più forte… Dai….. Sto per godere…. Vengooo…”
Un attimo e il mio cazzo è inondato dalla sua sbroda calda.
È venuta ancora, e la sua espressione è un misto tra il piacere estremo e la sofferenza latente; comprensibile, visto che era il terzo orgasmo in poco meno di due ore e che la mia sorellona non era più abituata a fare sesso sul serio.
Io continuo a spingere, dandole dei colpi sempre più veloci, sempre più forti.
Devo venire, mi fanno male i coglioni da quanto sperma ho accumulato durante la scopata.
-“Non venirmi dentro, non prendo la pillola..“ – mi sussurra quando si accorge che sono al limite.
Mi fermo, tirando fuori il cazzo dalla sua fica allagata.
-“Dove ti posso venire, allora? Dimmelo Alessandra, non la tengo più: ma pensaci bene, perché ti regalerò la sborrata più incredibile della tua vita“.
-“Ah è così? Splendido. Vieni qui da me, allora”.
Mi tira a sé, facendomi appoggiare con il sedere sulle sue tette.
-“Adesso menatelo dai, dammi tutta la sborra in bocca”.
Comincio a masturbarmi e la vista di mia sorella che, sdraiata, con la bocca spalancata a due centimetri dal cazzo, aspetta di ricevere in faccia la sborra, avvicina di molto l’ormai prossimo orgasmo.
Pochi colpi e…il primo spruzzo le inonda il viso, lei prende il cazzo in mano e lo imprigiona tra le labbra.
-“Sei troppo bella Ale… Ti faccio il bagno … Apri la bocca… Prenditela tuttaaa…”.
È fantastico, lei continua a ingoiare, con fatica però, così, resomi conto della marea di broda che le sto scaricando in gola, lo tiro fuori e sparo i miei ultimi, deboli schizzi sulle sue labbra.
Rimaniamo in silenzio, sfatti e bagnati, per qualche minuto, mano nella mano, fumando una sigaretta a turno e persi nell’oblio della pace dei sensi.
-“Allora fratellino? Ne valeva la pena?“
-“Si Ale, è stato fantastico. Ancora non credo a quello che ho provato”.
-“E io che dovrei dire? Ho i brividi addosso, il cuore a tremila e la mia povera micia è ancora trafitta da tante piccole scosse”.
Ci addormentiamo, esausti, abbracciati.
Ci svegliamo dopo mezzogiorno.
Ci scambiamo dei baci affettuosi, direi d’amore.
Alessandra si alza e si affaccia alla finestra; la sua nudità è illuminata dalla luce del sole che entra.
-“Che ne dici se usciamo a pranzo? Non so te, ma io dopo la notte che ho passato ho bisogno di mangiare” – mi dice.
-“Ok, facciamoci una doccia e vestiamoci, ti porto nel miglior ristorante di Cannes. Dobbiamo festeggiare quello che è successo stanotte e… ricaricarci per quello che avverrà nella prossima”.
Alessandra mi bacia le labbra e sussurra:“Ti amo, e ho ancora tante cose da darti“.
-“Lo so” – le rispondo.

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