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Racconti erotici sull'IncestosorellaTravel

Cannes – Ultimo giorno

By 13 Ottobre 2026No Comments

Dopo una rapida doccia, ci vestiamo.
Ale ha indossato un vestitino di cotone, bordeaux, con bretelle ed una scollatura che lascia scoperta la parte superiore dei seni, la parte inferiore della gonna le arriva si e no a metà cosce, ai piedi dei sabot con plateau e tacco, che la slanciano e mettono ben in evidenza suo corpo e, soprattutto, la rotondità del sedere.
-“Ti piace?” – chiede piroettando.
-“Sei un incanto!!!” – le dico ammirandola.
Quando scendiamo nella hall la mia affermazione è confermata dall’espressione sbalordita del concierge, il quale rimane a bocca aperta.
Ci facciamo chiamare un taxi ed indicare un ottimo ristorante.
-“Vi consiglierei l”Auberge du Lyon d’Or”” – ci dice il concierge, mentre divora con lo sguardo le tette di Ale – “È un po’ fuori Cannes, verso Mougins, è gestito da uno chef di origini egiziane, ma è sicuramente uno dei migliori ristoranti del luogo ed in più dalla terrace si gode una vista fantastica della città”.
Quando arriviamo dobbiamo dar ragione al portiere; il panorama spazia sull’intera Cannes, arrivando fino all’azzurro del Mediterraneo, che scintilla sotto il sole.
Un cameriere ci fa accomodare sulla terrazza ombreggiata da una bouganville già fiorita e, quando siamo seduti, non stacca gli occhi dalla scollatura e dalle cosce di Alessandra.
-“Certo che potevi vestirti in maniera un po’ meno esuberante” – le faccio notare con un sogghigno, quando il cameriere si allontana.
-“Ma se mi hai detto che sto da incanto!!!” – ribatte stupita.
-“Certo, ma lo sei anche per gli altri”.
-“Non mi dire che sei geloso” – mi fa ridendo.
-“Un po’” – ammetto.
-“La prossima volta mi metterò una tunica tipo saio, così non sarai sconvolto dalla gelosia” – conclude continuando a ridere.
Arriva lo chef in persona ad illustrarci il menù, certamente informato dal cameriere sulla presenza di questa bellezza italiana e non vuole perdersi lo spettacolo.
Ale è veramente affamata.
Dopo aver spazzolato con me un enorme piatto di antipasti, poi, consigliata dallo chef, si gusta la specialità della casa e per finire una grande scodella di panna cotta ai frutti di bosco, scolandosi più della metà della bottiglia di bordeaux.
Io bevo poco, nel pomeriggio devo tornare al Palazzo del Festival, per completare i miei appunti per l’articolo.
-“Aahh, ora sto decisamente meglio!!!” – dichiara, alla fine, con aria soddisfatta – “Ed ho anche un po’ sonno, la notte scorsa non ho dormito molto” – fa con un sorriso malizioso.
-“Allora ora ti accompagno in albergo, così, mentre io vado a finire il mio lavoro, ti riposi un po’” – le suggerisco.
-“Ottima idea”.

Quando torno in albergo e salgo in camera, lei ancora dorme.
È nuda, stesa su un fianco, la chioma castana sciorinata sul cuscino, il lenzuolo scostato scopre la parte posteriore del suo corpo, debolmente illuminato dalla luce che filtra dalle persiane.
Quella schiena liscia, le natiche tonde e sode, l’inizio della cosce parzialmente scoperte, sono un richiamo erotico irresistibile.
Mi avvicino lentamente e delicatamente depongo un bacio sulla natica nuda.
-“Uuhhmm, sei tornato?” – fa con voce assonnata, girandosi supina e scoprendo le splendide tette.
-“Sì, tesoro. Ora mi faccio una doccia e poi ti lascio il bagno libero”.
-“Daccordo, chiamami quando hai finito” – e si gira dall’altra parte senza coprirsi.
Ho un’erezione da far paura: invece di andare in bagno, mi spoglio velocemente e mi stendo, nudo, dietro la sua schiena, l’abbraccio e con la mano prendo una tetta ed inizio ad accarezzarla.
-“Oohh, che intenzioni hai?” – chiede ancora assonnata.
-“Indovina” – le sussurro all’orecchio, mentre con la mano scendo ad accarezzarle il pube.
-“Sei tornato con cattive intenzioni…” – mi chiede girandosi tra le mie braccia e spalancando i suoi occhi grigi.
Non le lascio finire la frase e la bacio con trasporto.
Lei risponde al bacio avvolgendo la lingua alla mia e spalmando il suo corpo caldo di sonno sul mio.
Mentre continuiamo a baciarci, le accarezzo la schiena liscia e morbida, fino ad arrivare al suo culetto.
Carezzandole una natica soda, lascio scivolare due dita nel solco, arrivando a carezzare la rosetta, che al tocco si contrae. per, poi, tornare a rilassarsi.
Certo che la cosa le piace, continuo con le carezze, spingendo, ogni tanto, un polpastrello tra le pliche del buchetto.
-“Uuhhmm che fai?” – fa con voce roca.
-“Se non ti piace smetto”.
-“No, no, continua, mi piace”.
Continuo nelle mie carezze allungando le dita anche alle labbra della figa, che sento già gonfia ed umida.
-“Girati sulla pancia” – le dico e lei ubbidisce senza parlare.
Mi metto a cavallo delle sue gambe e mi chino a baciarle la schiena, scendendo lentamente verso il basso e lasciando una scia umida sulla sua pelle, che al tocco delle mie labbra trema.
Arrivato al solco delle natiche le allargo con le mani, estraggo la lingua e do una lunga leccata al forellino, poi, la irrigidisco e con la punta tento una leggera penetrazione.
-“Oohh, mamma mia!!!” – è la sua reazione stupita – “Questo non me lo avevano mai fatto!!!”.
-“Ma con tuo marito come diavolo facevate sesso?” – le chiedo interrompendo la mia opera di leccaggio.
-“Con lui quasi sempre alla missionaria, qualche volta a pecorina, ma si finiva quasi sempre che dovevo succhiarlo per farlo venire ed io restavo, a volte, a bocca asciutta”.
-“Che idiota. Con un corpo come il tuo è un peccato mortale non approfittarne completamente”.
Detto questo riprendo a stuzzicarle il buchetto con la lingua, spingendomi anche più in basso a baciare le labbra intime che ora sento bagnate di un dolce succo, che lecco con piacere.
-“Uuhhmm… Sììì… Che bravo che seiii… Come mi piaceee…” – mormora con il viso affondato nel cuscino.
Quando sento che il suo corpo inizia a tremare e la figa è un lago di umori e saliva, mi stendo sulla sua schiena.
La mia erezione trova da sola la strada tra le sue cosce e quando il glande si appoggia alle labbra tumide e bagnate, con una spinta entro in lei e la penetro lentamente fino in fondo.
-“Aaahhh…” – sospira.
Inizio a scoparla, prima lentamente, uscendo quasi del tutto per poi riaffondare completamente nel suo ventre.
-“Diooo… Mi stai facendo morireee… Continua, non fermartiii…”
Accelero i movimenti fino a prenderla con foga e sentire il suo corpo tremare ed il mio pene bagnato da una marea, quando l’orgasmo la travolge.
-“Sììì… Oraaa… Vengooo… Dio come godooo” – urla sollevando il bacino per accogliermi meglio e la testa dal cuscino.
Continuo a fotterla e poco dopo lei parte per un altro orgasmo.
-“Sììì… Ancoraaa… Vengo ancoraaa…” – urla.
Ma anch’io sono arrivato al limite, qualche altro affondo ed esco dal suo ventre e tenendomelo in mano inizio ad annaffiarle la schiena e le natiche con potenti getti di sperma.
Quando finisco di sborrare mi stendo stremato accanto a lei.
Ale gira il viso verso di me, mi prende la faccia tra le mani e mi da un lungo bacio.
-“Grazie,” – mi sussurra sulle labbra – “non credo di aver mai goduto così pienamente, sei stato fantastico. E, poi, quel tuo lavoretto di lingua dietro mi ha fatto impazzire. Nessuno me lo aveva mai fatto”.
Non rispondo, ma poso le mie labbra sulle sue e ci scambiamo un altro bacio appassionato.
Abbracciati ci appisoliamo.

Ci risvegliamo che il sole è quasi al tramonto.
Una rapida doccia e ci prepariamo per uscire.
Alessandra indossa un vestitino leggero rosso a pois bianchi, uscito come per miracolo dal suo magico trolley, insieme ad un paio di sandali rossi intonati.
Il vestito è poco al di sotto del ginocchio, ma, quando si siede sul letto per indossare i sandali, rivela uno spacco laterale ben oltre al di sopra della metà coscia.
Ancora una volta, pur vestendo semplicemente, è molto sexy.
La cosa viene confermata dal portiere di notte, donna, che quando la vede nella hall esclama sorridendo:
-“Madame, lei è bellissima!!!”
Usciamo nella tiepida sera primaverile e, dopo aver passeggiato per le viuzze del centro storico, ci fermiamo in un bistrot per mangiare qualcosa.
Non mi ero mai accorto che Ale fosse una buona forchetta, ma, forse, è far bene del sesso che le mette fame.
Dopo aver spazzolato un enorme plateau di “mise en bouche”, come i francesi chiamano gli stuzzichini, ci dividiamo una “quiche alsacienne” buonissima.
Completamente sazi stiamo dando fondo ad una bottiglia di chiaretto ben fresco, parlando del più e del meno.
Decido che è il momento di comunicarle la mia idea a cui penso dal pomeriggio.
-“Ale, visto che io ho finito il mio lavoro, domani è sabato ed io non debbo rientrare al lavoro fino a lunedì, a meno che tu non abbia impegni di lavoro, che ne pensi di passare il weekend, noi due soli, in qualche bel posticino?”
-“Penso che è un’ottima idea. Io non ho impegni; dopo che lo stronzo mi ha lasciata, mi sono presa dieci giorni ferie per riordinare le idee”.
-“Deciso, allora, domattina partiamo e dove più ci piace ci fermiamo”.
-“Perfetto”.

continua…

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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